Archive for Agosto, 2009

Consigli di lettura 14. Gesù e la Chiesa. Che cosa dice il Nuovo Testamento? »

e chiesaIl nuovo consiglio di lettura rivolto ad un pubblico adulto è il libro di Thomas Söding “Gesù e la Chiesa. Che cosa dice il Nuovo Testamento?” (Queriniana, Brescia 2008). Nel volume il biblista esplora le origini del cristianesimo per attingere impulsi utili a noi oggi. Perché la Chiesa? Chi vi appartiene? Come può mettersi a servizio di Dio e degli uomini? La Chiesa ha un futuro? L’autore non pretende di dare risposte risolutive; intende piuttosto aiutare a capire meglio quel messaggio gioioso di cui la Chiesa vive.

Cliccando qui è possibile acquistare il libro on line.

Questo volume, la cui lettura è consigliata a tutti coloro che hanno a cuore la vita e la missione ecclesiali, ma anche a coloro che talvolta senza troppa conoscenza problematizzano pregiudizialmente la realtà ecclesiale, si segnala per la centralità dell’argomento in questione – il rapporto tra Cristo e la Chiesa -, per la puntuale analisi dei documenti, condotta senza indulgere in troppi tecnicismi. (S. Mazzolini, in La Civiltà Cattolica 3807 del 07/02/09).

Torcello e i suoi mille anni: una mostra che racconta il passato di Venezia per lanciarla nel futuro »

Una mostra che non si limita a far vedere, ma narra, racconta la storia di Venezia, una storia viva che lancia la città del mondo, la città dell’umanità, nel futuro. Con queste parole il Patriarca ha presentato l’esposizione dedicata alla Basilica di Torcello, dal titolo “Torcello, alle origini di Venezia tra Occidente e Oriente”, realizzata in occasione del Millenario della sua costruzione.

Per altre informazioni sulla mostra: www.millenariotorcello.it

Qui è possibile vedere il video dell’intervento del Patriarca durante l’inaugurazione di venerdì 28 agosto presso il museo diocesano S’Appollonia:

Missione e rigenerazione del popolo di Dio. Come nasce e come vive una comunità cristiana 11 »

DSCN7770Riportiamo di seguito, come spunto di riflessione, uno stralcio del cap. 4 del libro del card. Angelo Scola “Come nasce e come vive una comunità cristiana” (Venezia, 2007, Marcianum Press editore).

Missione e rigenerazione del popolo di Dio

L’azione missionaria può tendere alla rigenerazione del popolo di Dio se documenta come l’incontro con Cristo nella comunità cristiana investa, attraverso il testimone, tutti gli ambiti dell’umana esistenza (famiglia, quartiere, scuola, variegato mondo del lavoro, società civile politica, economia, mass media…). Non si può parlare della vita eterna senza mostrare che la vita eterna è già in atto qui; che cambia il nostro modo di vivere adesso; che cambia il nostro modo di lavorare, di amare, di riposare, di usare i soldi, di partecipare al dolore della fame, della guerra.

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Missione come testimonianza. Come nasce e come vive una comunità cristiana 10 »

testimonianzaRiportiamo di seguito, come spunto di riflessione, uno stralcio del cap. 4 del libro del card. Angelo Scola “Come nasce e come vive una comunità cristiana” (Venezia, 2007, Marcianum Press editore).

Missione come testimonianza

Come si attua la missione? Si attua solo come testimonianza. La passione a testimoniare fino ai confini del mondo – «mi sarete testimoni a Gerusalemme, in tutta la Giudea e la Samaria, fino agli estremi confini della terra» (At 1, 8 ) – viene molto più dall’interno della mia esperienza di fede che da una necessità o da un appello esteriore. Anche qui, come nell’educazione al gratuito, è in gioco una dinamica di cambiamento. Sono missionario anzitutto perché fa parte della mia natura di cristiano, non perché sono stimolato dall’esterno ad esserlo. Lo sono per un dinamismo intrinseco al mio essere cristiano. Sono missionario perché sono mandato da Gesù che è mandato dalla Trinità. È l’attuarsi del dinamismo del mistero trinitario dentro la storia, che coinvolge anche noi e si attua anche attraverso di noi; attraverso la nostra vocazione e la nostra missione; attraverso le nostre persone che lungo tutta la loro vita terrena, tendendo all’unità tra persona e missione, tra vocazione e missione, tendono al compimento.

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Genesi e natura della missione. Come nasce e come vive una comunità cristiana 9 »

trinitàRiportiamo di seguito, come spunto di riflessione, uno stralcio del cap. 4 del libro del card. Angelo Scola “Come nasce e come vive una comunità cristiana” (Venezia, 2007, Marcianum Press editore).

Genesi e natura della missione

La genesi della missione, della testimonianza, è molto limpida e chiara. È Gesù stesso a mostrarla: «Come tu, Padre, sei in me e io in te, siano anch’essi in noi una cosa sola, perché il mondo creda che tu mi hai mandato» (Gv 17, 21). Quindi la missione nasce all’interno della Trinità. La radice della missione è la comunione trinitaria: la missione è possibile perché l’unico Dio è trino, perché c’è una comunione di amore che circola tra il Padre, il Figlio e lo Spirito,a partire dalla quale il Padre può mandare il Figlio e, nel Figlio, lo Spirito; il Figlio può lasciarsi mandare e lo Spirito può assumere, nell’essere mandato dal Padre e dal Figlio, la sua missione.

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Per una concreta educazione al gratuito. Come nasce e come vive una comunità cristiana 8 »

cop Come nasce e viveRiportiamo di seguito, come spunto di riflessione, uno stralcio del cap. 3 del libro del card. Angelo Scola “Come nasce e come vive una comunità cristiana” (Venezia, 2007, Marcianum Press editore).

Per una concreta educazione al gratuito

Se l’esperienza dell’amore, del gratuito, avviene e matura sempre dentro un processo di continuità e discontinuità, si capisce perché si debba parlare di educazione al gratuito. Una tale esperienza non è ovvia, non viene da sé. Mentre è proprio qui, invece, che si annida la nostra tentazione. Anziché capire che per educarci all’amore pieno, dobbiamo trasfigurare la nostra inclinazione naturale all’amore, noi riduciamo spesso l’amore alla pura inclinazione naturale. Tanta esperienza di volontariato si vanifica su questo punto.

Come dice Paolo ai Galati: «siete così privi d’intelligenza che, dopo aver incominciato con lo Spirito, ora volete finire con la carne?» (Gal 3, 3). Il rischio, a questo livello, è molto elevato e, per batterlo, ci vuole una lenta e paziente educazione al gratuito. Al gratuito assoluto. Io devo educare me stesso a dare spazio in me a Colui che mi ha amato per primo. Devo fare in me l’esperienza di cui parla Paolo «quand’eravamo nemici, siamo stati riconciliati con Dio per mezzo della morte del Figlio» (Rm 5, 10).

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Gesù Cristo, la rivelazione dell’amore. Come nasce e come vive una comunità cristiana 7 »

gesùRiportiamo di seguito, come spunto di riflessione, uno stralcio del cap. 3 del libro del card. Angelo Scola “Come nasce e come vive una comunità cristiana” (Venezia, 2007, Marcianum Press editore).

Gesù Cristo, la rivelazione dell’amore

L’intera portata di questa legge inscritta dal Creatore nel cuore dell’uomo l’ha rivelata il Signore Gesù. Il ristianesimo, infatti, è la manifestazione piena della realtà, permette di dare il nome proprio alla realtà. L’indagine razionale sulla realtà ci fa parlare di essere. Gesù ci dice che il nome proprio dell’essere è il Dio uno e trino. Non è l’essere, genericamente.

È il Padre, il Figlio, lo Spirito Santo, che sono l’unico Dio. Sono molto belle in proposito le parole di Benedetto XVI nel suo discorso di Verona: «Qui molto più di ogni ragionamento umano, ci soccorre la novità sconvolgente della rivelazione biblica: il Creatore del cielo e della terra, l’unico Dio che è la sorgente di ogni essere, uesto unico “Logos” creatore, questa ragione creatrice, sa amare personalmente l’uomo, anzi lo ama appassionatamente e vuole essere a sua volta amato.

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L’amore, legge dell’esistenza. Come nasce e come vive una comunità cristiana 6 »

aiutoRiportiamo di seguito, come spunto di riflessione, uno stralcio del cap. 3 del libro del card. Angelo Scola “Come nasce e come vive una comunità cristiana” (Venezia, 2007, Marcianum Press editore).

L’amore, legge dell’esistenza

Quindi l’amore è, in un certo senso, la legge dell’esistenza. Tant’è vero che, a proposito o a sproposito, di amore parlano in continuazione tutti. Esso domina tutti i giorni, su tutti i giornali. Il poeta francese, Paul Claudel, in uno dei suoi capolavori – L’Annuncio a Maria – enuncia questa legge in tutta la sua drammaticità: «Forse che fine della vita è vivere? (…) Non vivere, ma morire, e non digrossar la croce ma salirvi, e dare in letizia ciò che abbiamo. Qui sta la gioia, la libertà, la grazia, la giovinezza eterna!».

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Una dimensione da reimparare sempre. Come nasce e come vive una comunità cristiana 5 »

Riportiamo di seguito, come spunto di riflessione, uno stralcio del cap. 3 del libro del card. Angelo Scola “Come nasce e come vive una comunità cristiana” (Venezia, 2007, Marcianum Press editore).

Una dimensione da reimparare sempre

Non di rado quando sentiamo l’espressione “educazione al gratuito” o la parola “gratuità”, crediamo di sapere già di cosa si tratti. Invece è molto importante riscoprirne il senso. L’aggettivo gratuito fa subito venire in mente qualche cosa di ancora più radicale del dono. O se volete la gratuità è la forma più radicale di donazione.

Come il trovarsi davanti Venezia, sotto la luna, dal ponte dell’Accademia, è una donazione: inaspettata, che ti sorprende quando passi. Nel gratuito non c’è scambio. Anzi il gratuito interrompe ogni logica di scambio («do ut des»). Nella nostra società abbiamo a tal punto dimenticato il gratuito che spesso persino il dono viene risucchiato nella logica di scambio. Pensiamo per esempio ai regali in occasione dei matrimoni: “Quando mi sono sposato quella persona mi ha regalato tanto, adesso che si sposa sua figlia io le devo regalare altrettanto”.

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L’antefatto della fede. Come nasce e come vive una comunità cristiana 4 »

Riportiamo di seguito, come spunto di riflessione, uno stralcio del cap. 2 del libro del card. Angelo Scola “Come nasce e come vive una comunità cristiana” (Venezia, 2007, Marcianum Press editore).

L’antefatto della fede

La precedenza della fede è una necessità congenita all’esperienza cristiana. Potremmo anche dire che la fede è l’antefatto che fonda l’esperienza cristiana. Il Papa, nell’omelia di Verona, lo suggerisce con emplicità: «Dalla forza di questo amore, dalla salda fede nella risurrezione di Gesù che fonda la speranza nasce e costantemente si rinnova la nostra testimonianza cristiana. È lì che si radica il nostro “Credo”, il simbolo di fede a cui ha attinto la predicazione iniziale e che continua inalterato ad alimentare il Popolo di Dio.

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