V domenica di Quaresima detta di Lazzaro

Dt 6, 4a. 20-25; Sal 104(105); Ef 5,15-20; Gv 11, 1-53

Riflessioni di S.E.R. Card. Angelo Scola

 

  1. Dio è Padre, perciò ci educa

Dio è Padre e ci ama più di quanto noi amiamo noi stessi, perciò ci educa.

«Quando tuo figlio ti chiederà: “Che cosa significano queste istruzioni, queste leggi e queste norme che il Signore, nostro Dio, vi ha dato?”, tu risponderai …: “Eravamo schiavi del faraone in Egitto e il Signore ci fece uscire dall’Egitto con mano potente. Il Signore operò sotto i nostri occhi segni e prodigi grandi e terribili … Ci fece uscire di là per condurci nella terra che aveva giurato ai nostri padri di darci» (Lettura, Dt 6, 20-22). Il senso dei comandamenti è quello di essere strada di gratitudine. Lo scopo è il nostro compimento, la nostra salvezza, la nostra felicità: «così da essere sempre felici ed essere conservati in vita» (Dt 6, 24b).

  1. Gesù ci educa alla fede

Gesù opera il miracolo della resurrezione di Lazzaro, nella modalità con cui lo opera, per educare Marta, Maria e i discepoli alla fede.

Anche nel vangelo di questa domenica come in quelle precedenti, c’è al centro la fede, ma con un accento particolarmente drammatico. Quando le sorelle gli mandano a dire che Lazzaro è gravemente malato, Gesù tarda apposta a venire, lo lascia morire, per operare la resurrezione. L’amicizia di Cristo non è a buon mercato, ma mette alla prova. «Disse Gesù: “Togliete la pietra!”. Gli rispose Marta, la sorella del morto: “Signore, manda già cattivo odore: è lì da quattro giorni”. Le disse Gesù: “Non ti ho detto che, se crederai, vedrai la gloria di Dio?”» (Vangelo, Gv 11, 39-40). A quel “se” è sospeso tutto il dramma dell’esistenza umana.

  1. Vince la morte passando attraverso l’estrema dedizione della morte

La resurrezione di Lazzaro è l’ultimo segno/miracolo di Gesù prima della sua passione. “Colui che va incontro alla morte – dice Von Balthasar – vuole prima vedere la morte negli occhi” (Balthasar, Luce della Parola). Egli sostò davanti alla tomba dell’amico, chiusa da una pietra, e «si commosse profondamente e molto turbato … Gesù scoppiò in pianto» (Gv 11, 33b.35). Le lacrime di Cristo sono lacrime di compassione profonda per la terribile forza di questo «ultimo nemico» (1Cor 15,26).

Poi, prima di operare il miracolo, la preghiera al Padre: Gesù sa che ogni “potere” gli viene dato da lui. Solo perché egli per primo passa attraverso l’estrema consegna della morte, attraverso questo amore “fino alla fine”, può dire di sé: «Io sono la resurrezione e la vita; chi crede in me, anche se muore, vivrà» (Gv 11, 25).

  1. Chiesa Madre e Maestra

«Fratelli, fate molta attenzione al vostro modo di vivere, comportandovi non da stolti ma da saggi [la sapienza del cuore], facendo buon uso del tempo perché i giorni sono cattivi» (Epistola, Ef 5,15-16). La Quaresima è occasione privilegiata per imparare questo buon uso del tempo. La Chiesa continua nell’oggi della storia l’educazione alla fede di Gesù.