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UNA NUOVA LAICITA’ – Viene proposto anche questa settimana, sull’acceso dibattito sulla laicità dello stato, uno stralcio del capitolo V del libro del card. Angelo Scola, “Una nuova laicità. Temi per una società plurale” (Marsilio, 2007):

“Meticciato di culture e civiltà. Un processo in atto”

In questo quadro vorrei proporre un’ipotesi di lavoro per leggere il delicato frangente storico che ci vede protagonisti. Si tratta appunto di un’ipotesi che propongo alla libera e critica discussione da parte di tutti. Mi riferisco al tema del meticciato di civiltà. Mi preme, però, sottolineare che questa espressione non intende, a sua volta, essere una categoria teoretica compiuta – sarei, in tal caso, come il celebre gatto che si mangia la coda – ma vuol solo suggerire una pista che mi sembra emergere dall’ascolto della realtà. Non intendo quindi proporre una riflessione di filosofia o teologia della storia, ma solo offrire un possibile orizzonte interpretativo dei complessi, articolati e contraddittori fenomeni di cui siamo spettatori e protagonisti contemporaneamente.

In connessione con la globalizzazione, con la cosiddetta «civiltà delle reti» e con i poteri delle biotecnologie stiamo assistendo, negli ultimi decenni, a un processo di inedita mescolanza tra i popoli. Non che l’incontro tra i popoli rappresenti una novità assoluta, anzi le migrazioni e mescolanze di popoli sono una costante nella storia degli uomini. Pensiamo a che cosa abbiano significato le migrazioni dei popoli germanici per l’impero romano o l’invasione mongola per il califfato abbaside. Il fatto nuovo è che oggi il fenomeno investe la totalità del pianeta e possiede, per i caratteri sopra ricordati, una rapidità da progressione geometrica. Un aspetto importante di questa mescolanza di popoli è costituito dalla sua natura inedita «bidirezionale».

EDUCAZIONE – Riportiamo di seguito, come spunto di riflessione, uno stralcio del capitolo II del libro del card. Angelo Scola “Come nasce e come vive una comunità cristiana” (Venezia, 2007, Marcianum Press editore).

L’urgenza educativa

Benedetto XVI nel suo discorso a Verona ha indicato la priorità assoluta della questione educativa. Afferma il Papa: «Perché l’esperienza della fede e dell’amore cristiano sia accolta e vissuta e si trasmetta da una generazione all’altra, una questione fondamentale e decisiva è quella dell’educazione della persona. Occorre preoccuparsi della formazione della sua intelligenza, senza trascurare quelle della sua libertà e capacità di amare. E per questo è necessario il ricorso anche all’aiuto della Grazia. Solo in questo modo si potrà contrastare efficacemente quel rischio per le sorti della famiglia umana che è costituito dallo squilibrio tra la crescita tanto rapida del nostro potere tecnico e la crescita ben più faticosa delle nostre risorse morali.

Un’educazione vera ha bisogno di risvegliare il coraggio delle decisioni definitive, che oggi vengono considerate un vincolo che mortifica la nostra libertà, ma in realtà sono indispensabili per crescere e raggiungere qualcosa di grande nella vita, in particolare per far maturare la libertà».

Il richiamo del Papa è molto efficace. Egli evidenzia che l’educazione riguarda ogni dimensione dell’umano: la ragione, la libertà e quella connessione culmine e sintetica di entrambe che è l’amore.

UNA NUOVA LAICITA’ – Viene proposto anche questa settimana, sull’acceso dibattito sulla laicità dello stato, uno stralcio del capitolo III del libro del card. Angelo Scola, “Una nuova laicità. Temi per una società plurale” (Marsilio, 2007):

Religioni e vita buona

Si tratta quindi di pensare in termini più rigorosi la fisionomia di uno stato capace di dare spazio in forma adeguata a una società civile veramente plurale. Uno stato che non tema gli inevitabili aspetti conflittuali di una simile società, ma li sappia regolare positivamente. Penso a uno stato non «distaccato» (falsamente neutrale) che, pur non assumendo una specifica visione (Weltanschauung), sia dichiaratamente al servizio della persona e delle esigenze ultime che la costituiscono (desiderio di libertà e felicità, di compimento), che faccia nel contempo propri – nel rispetto di rigorose procedure democratiche – i valori che stanno a fondamento della stessa convivenza democratica (libertà civili e politiche) generata da corpi intermedi. Senza ignorare né temere il dato storico che i valori sono sempre calati in tradizioni particolari che le istituzioni contribuiscono certo a plasmare, ma da cui non riescono di fatto mai a prescindere.

Parlo in proposito di «tradizione prevalente», con intenti analoghi a quelli per cui Habermas parla di «opinione migliore». Come per il semplice fatto di propugnare una considerazione autenticamente formale e procedurale della democrazia non necessariamente si cade in una posizione «relativista»; così neppure si finisce automaticamente nel «fondamentalismo» per il fatto di ritenere che questa considerazione procedurale, dotata di una sua autonoma consistenza, debba essere compresa in chiave assiologica. Parlo consapevolmente di «assiologia» e non di «fondamenti» di una democrazia procedurale. Ciò permette di fare riferimento a un livello «prepolitico» anche di natura religiosa assai utile all’attuazione dei diritti umani e, pertanto, al buon funzionamento delle democrazie.

LIBRI PER L’ESTATE – Il Patriarca offre alcuni consigli di lettura per l’estate rivolti ad adulti, giovani e ragazzi. Tra le proposte offerte ai giovani troviamo il libro di P. Baima Bollone, Sindone. Storia e scienza (Priuli & Verlucca, Torino 2010).

Il testo più completo, documentato e aggiornato sui risultati delle indagini storiche e delle ricerche scientifiche sulla Sindone. Ne esamina la compatibilità con i Vangeli canonici e rintraccia altri riferimenti nella letteratura apocrifa. Ne ricostruisce la storia verosimile fino all’imperatore bizantino Giustiniano II che nel 692 batte alcune monete d’oro e d’argento su cui rappresenta un volto di Gesù estremamente simile a quello della Sindone.

UNA NUOVA LAICITA’ – Viene proposto anche questa settimana, sull’acceso dibattito sulla laicità dello stato, uno stralcio del capitolo II del libro del card. Angelo Scola, “Una nuova laicità. Temi per una società plurale” (Marsilio, 2007):

Sussidiarietà e solidarietà: i due assi di una democrazia sostanziale

In società ogni giorno più globalizzate come quelle del nostro Occidente, si fa sempre più urgente il compito di costruire una democrazia sostanziale su scala mondiale che riconosca l’inalienabile sacrario di ogni persona attraverso l’esercizio concreto dei diritti fondamentali individuali, sociali, politici, culturali ed economici. E si deve dire con forza che l’articolata sequenza di questi diritti va mantenuta in tutta la sua integralità. Essi stanno tutti insieme o cadono tutti insieme. A garantirli sono i due pilastri della sussidiarietà e della solidarietà.

LIBRI PER L’ESTATE – Il Patriarca offre alcuni consigli di lettura per l’estate rivolti ad adulti, giovani e ragazzi. La prima proposta per gli adulti è il libro “Gesù e la Chiesa. Che cosa dice il Nuovo Testamento” di Th. Söding (Queriniana, Brescia 2008).

Un grande biblista esplora le origini del cristianesimo per attingere impulsi utili a noi oggi. Perché la Chiesa? Chi vi appartiene? Come può mettersi a servizio di Dio e degli uomini? La Chiesa ha un futuro? L’autore non pretende di dare risposte risolutive; intende piuttosto aiutare a capire meglio quel messaggio gioioso di cui la Chiesa vive. Perché esiste una Chiesa? E chi vi appartiene? E come questa Chiesa può mettersi a servizio di Dio e degli uomini? Ed ha un futuro? Molte risposte, molte aspettative ed esperienze, tante speranze e tante delusioni. È inevitabile un ripensamento sulla base delle origini neotestamentarie: un ritorno a Gesù di Nazaret, al modo di credere dei primi cristiani.

UNA NUOVA LAICITA’ – Per il periodo estivo questo sito propone di ripercorrere alcuni ambiti affrontati dal card. Scola: Famiglia, Maria, Sacerdozio, Educazione, “Caritas in Veritate“. In particolare, sull’acceso dibattito sulla laicità dello stato, viene pubblicato qui di seguito uno stralcio del capitolo I del libro del card. Angelo Scola, “Una nuova laicità. Temi per una società plurale” (Marsilio, 2007):

Valore della laicità dello stato e valori fondanti della società

In quanto istanza superiore lo stato deve essere – secondo la terminologia ormai d’uso – «laico». Ma è chiaro, a questo punto, che cosa debba significare laicità: la non identificazione con nessuna delle parti in causa, cioè dei loro interessi e delle loro identità culturali, siano esse religiose o laiche. Tuttavia, in forza della sua stessa funzione, stato laico non è sinonimo di stato «indifferente» alle identità e alle loro culture. Soprattutto non può essere e, di fatto, non è mai indifferente ai valori della tradizione nazionale prevalente cui esso fa storicamente riferimento, come di mostrano le diverse «storie costituzionali» degli stati.