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SOCIETA’ PLURALE E MORALE COMUNE – Viene proposto qui di seguito un articolo del Patriarca pubblicato giovedì 23 dicembre su “La Repubblica“:

La realtà testarda che si impone anche se non sempre vorremmo accettarla, l’attualità incalzante che lascia emergere preoccupanti tensioni, che ci ributta continuamente addosso le conseguenze pesanti dell’attuale crisi economica e politica, ci costringono alla fine a stare di fronte a una domanda cruciale: è ancora possibile una “morale comune” (common morality) nella nostra società plurale? Si può ancora parlare di una “percezione morale” (moral insight) per sua natura universale e propria di ogni uomo in quanto uomo? È ancora valida l’affermazione cara a Lewis che esiste «un’attitudine di rispetto e di gratitudine per ciò che ci è stato donato», attitudine propria di ogni uomo nei confronti di quell’eredità di saggezza pratica che tutte le tradizioni, le culture e le religioni hanno assicurato, in tutte le parti del globo, alla grande catena delle generazioni?

Su questi temi Benedetto XVI, nel recente discorso di auguri alla Curia, ha usato parole provocanti parlando dell’ethos contemporaneo per il quale «…non esisterebbero né il male in sé, né il bene in sé. Esisterebbe soltanto un “meglio di” e un “peggio di”. Niente sarebbe in se stesso bene o male. Tutto dipenderebbe dalle circostanze, tutto potrebbe essere bene o anche male. La morale viene sostituita da un calcolo delle conseguenze e con ciò cessa di esistereContro di esse Giovanni Paolo II nella sua enciclica Veritatis splendor del 1993 indicò con forza profetica nella grande tradizione razionale dell’ethos cristiano le basi essenziali e permanenti dell’agire morale».

Importanti correnti del pensiero morale concordano nell’affermare che per cogliere l’autentica natura della morale si debba partire dalla esperienza elementare del bene che ogni uomo vive. Se si guarda alla genesi di questa esperienza morale, ci si rende conto che essa si radica in un desiderio di compimento di sé¸ che prende forma dalla promessa suscitata dalle inclinazioni e dagli affetti originari. A partire dalle relazioni primarie di riconoscimento reciproco con la mamma e il papà, il bambino, mediante la parola, acquista coscienza pratica di se stesso e diventa capace di apertura e comunione con gli altri.

“Tendiamo a Gesù” è il motto dell’incontro di domenica 19 dicembre, alle ore 15.30, nella basilica di S. Marco a Venezia: al via una raccolta di fondi per una scuola in Terra Santa che sarà visitata nel 2011 durante il pellegrinaggio diocesano

INCONTRO DELLA CARITA’ – Sono attese circa 2.000 persone – tra bambini e accompagnatori – nel pomeriggio di domenica 19 dicembre a San Marco per l’Incontro della Carità che, a partire dalle ore 15.30, riunirà nella cattedrale veneziana il Patriarca card. Angelo Scola e tantissimi bambini dai 6 ai 10 anni provenienti, con le loro famiglie e gli educatori, dalle varie parti della diocesi. E’ l’ormai tradizionale appuntamento, fissato a pochi giorni dal Natale, all’insegna dell’incontro festoso e della preghiera, della carità e della condivisione.

“Tendiamo a Gesù” è il titolo e il motto dell’Incontro della Carità 2010, organizzato dall’Ufficio catechistico diocesano / Pastorale dei bambini insieme alla Caritas diocesana e alla S. Vincenzo Mestrina. Una “tenda”, infatti, è stato il simbolo utilizzato durante il tempo di Avvento nelle comunità parrocchiali e nelle associazioni per condurre i bambini a riscoprire “il dono di Gesù che nasce per noi”. E il verbo “tendere” vuole esprimere – spiegano gli organizzatori – “il desiderio profondo di andare incontro a Dio che si fa uomo e preparare per lui la dimora accogliente nelle nostre comunità, che hanno a cuore il territorio in cui vivono e il mondo intero”.

L’appuntamento è fissato per venerdì 17 dicembre alle ore 18.30 presso il Palazzo Patriarcale di Venezia

CRISI LAVORO – Venerdì 17 dicembre, alle ore 18.30 presso il Palazzo Patriarcale di Venezia, il Patriarca card. Angelo Scola incontrerà un gruppo di lavoratori e delegati sindacali in rappresentanza soprattutto delle imprese chimiche e petrolifere, del settore tessile, del vetro e dei servizi ecc. del Veneziano che attraversano un particolare e difficile momento di crisi ed incertezza circa il futuro di molti posti di lavoro e delle aziende stesse.
 
Hanno calorosamente chiesto questo incontro alcuni lavoratori per avere la possibilità di esporre personalmente al Patriarca le loro preoccupazioni per la grave situazione che stanno vivendo e per chiedere a lui e a tutta la comunità cristiana di Venezia il sostegno, la solidarietà e la vicinanza in questo momento così difficile.