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CARCERE FEMMINILE – Nel pomeriggio di mercoledì 5 gennaio, vigilia dell’Epifania, il Patriarca si è recato in visita al carcere femminile della Giudecca a Venezia dove ha presieduto l’Eucarestia alla quale è seguito un momento di dialogo ed incontro con le detenute, la direttrice Gabriella Straffi, gli operatori della struttura penitenziaria ed i volontari.

Epifania significa manifestazione. Il bambino davanti al quale i Magi si prostrano adoranti ci apre al Mistero di Dio. L’Onnipotente, il Signore dell’universo, Colui che «dominerà da mare a mare, dal fiume sino ai confini della terra» (Salmo responsoriale), l’Eterno, il Santo, cioè l’Altro per eccellenza, si svuota della sua divinità per identificarsi in questo bambino: il suo abbassamento arriverà fino al farsi nostro cibo e nostra bevanda…

Commemorazione defunti

COMMEMORAZIONE DEFUNTI – Martedì 2 novembre, in occasione della giornata dedicata alla memoria dei defunti, il Patriarca ha celebrato la santa messa al cimitero di Venezia alla presenza dei fedeli insieme alle autorità civili e militari.

Vengono pubblicati qui di seguito alcuni appunti dell’omelia pronuciata dal Patriarca:

1. «Questa è la volontà di colui che mi ha mandato: che io non perda nulla di quanto egli mi ha dato, ma che lo risusciti nell’ultimo giorno» (Gv 6,39).
Le parole di Gesù rispondono al desiderio struggente che anima tutti noi, come tutti gli uomini, in questa giornata.
Gabriel Marcel: “Ama colui che dice all’amato: «Tu non puoi morire»”. È il desiderio di un amore oltre la morte, che salvi dalla morte. Salvare = conservare, durare per sempre, non perdere l’altro, non essere inghiottiti dall’orribile abisso del nulla (“abisso orrido, immenso, in cui precipitando il tutto oblìa”, G. Leopardi, Canto notturno di un pastore errante dell’Asia).