EDUCAZIONE -Il Patriarca in un incontro – dialogo con alcuni giovani immigrati di seconda generazione. L’evento, promosso dal Lions Club…
REDENTORE 2010 – Vengono pubblicate di seguito le istantanee della Festa del Redentore 2010. La feste veneziana è iniziata sabato 17…
REDENTORE 2010 – Qui il testo integrale del Discorso del Redentore 2010 del Patriarca di Venezia:
1. L’immagine biblica del bell’amore
La liturgia della Festa del Santissimo Redentore ci riempie della più grande consolazione, quando afferma: «L’amore di Dio è stato riversato nei nostri cuori per mezzo dello Spirito Santo che ci è stato dato» (Rm 5, 5). Dio Padre, mediante le sue “due mani” – come Ireneo di Lione chiamava il Figlio e lo Spirito Santo – si prende cura di noi e ci sostiene con la speranza che non delude (Rm 5, 5). Lieti nel Signore possiamo affrontare l’esistenza, nel suo intreccio di affetti lavoro e riposo, come figli e figlie nell’Unigenito Figlio di Dio.
L’esperienza comune ad ogni uomo traccia la via maestra per imparare questa tenera figliolanza. È la via del desiderio in senso pieno, cioè in grado di attingere la realtà, non ridotto a pura mossa interiore al soggetto. Il desiderio, in mille forme diverse, dice ad ogni uomo la necessità di essere amato definitivamente, perfino oltre la morte, e lo urge ad amare definitivamente, a sua volta. Qual è allora il criterio che verifica l’apertura totale del desiderio, consentendo questo definitivo reciproco amore?
Una suggestiva risposta ci viene dalla Bibbia: «Io sono la madre del bell’amore» (Sir 24, 18). Qui all’amore viene accostata la bellezza.
Cosa vuol dire bell’amore? Quando l’amore è bello? Tommaso parla della bellezza come dello “splendore della verità”. Per Bonaventura la persona che “vede Dio nella contemplazione”, cioè che lo ama, è resa tutta bella (pulchrificatur) .
La tradizione cristiana, con le parole del Salmo, definisce Gesù Cristo come «il più bello tra i figli dell’uomo» (Sal 45,3). Il bell’amore pertanto non è un’Idea astratta, ma la persona di Gesù, bellezza visibile del Dio invisibile, che per amore si è fatto come uno di noi. Il bell’amore imprime la sua forma in chi lo accoglie aprendolo a relazioni nuove e partecipate. Questo ci permette di dire che l’amore è bello quando è vero, cioè oggettivo ed effettivo. San Paolo, nel capitolo 5 della Lettera agli Efesini, lo rinviene nell’amore tra Cristo e la Chiesa intrecciato a quello tra il marito e la moglie (cfr Ef 5, 32-33).
2. Una nuova grammatica dell’amore?
Con la dottrina del bell’amore il cristianesimo ha dunque la pretesa di intercettare una delle dinamiche fondamentali della vita dell’uomo. Questo dato, tuttavia, non può ignorare le pesanti prove cui oggi sono sottoposte le relazioni, anche le più intime, come quelle tra uomo e donna, tra marito e moglie, tra genitori e figli. L’amore non è mai stato una realtà a buon mercato, tantomeno lo è oggi. Proprio nelle relazioni amorose si avvertono gli effetti della difficile stagione che stiamo vivendo. È mutata la grammatica degli affetti, anzitutto nel suo elemento determinante che è la differenza sessuale. E dalla sfera privata tale processo sempre più va dilagando nella stessa vita civile.
REDENTORE 2010 – La Festa del Redentore è stata negli ultimi anni occasione privilegiata per una riflessione approfondita offerta dal Patriarca di Venezia su temi che toccano profondamente la vita concreta e quotidiana degli uomini e delle donne di oggi, affrontati a partire dalla luce particolare che sa gettare l’antica festa religiosa e civile veneziana sulle domande e sulle questioni più brucianti.
In questo senso si può rintracciare un percorso preciso che tiene insieme le tematiche fin ad oggi trattate dal card. Scola: “L’umana sofferenza e l’opera del Redentore” (2009), “La famiglia italiana fonte di progresso” (2008), “Infrangere il tabù dell’anima per giovarci delle scienze” (2007), “Educare nella società in transizione” (2006), “La speranza del Redentore ci dona una nuova laicità” (2005), “Una “Civitas” per l’umanità” (2004), “Una speranza che non delude” (2003).
Sarà il tema del “bell’amore” e la sessualità al centro della riflessione che il Patriarca card. Angelo Scola rivolgerà alla città di Venezia in occasione della prossima festa del Redentore.
“Sollecitato dall’attualità e dagli incontri della Visita pastorale in atto da anni nel Patriarcato – anticipa il Patriarca sulle pagine del nuovo numero del settimanale diocesano Gente Veneta – ho deciso quest’anno di affrontare il tema del bell’amore e della sessualità. Vorrei riuscire a dare le ragioni della convenienza della proposta cristiana nell’ambito degli affetti e della sessualità, del significato e del valore del matrimonio cristiano e della sua indissolubilità, della verginità, del celibato e del senso di una parola caduta in disuso come castità”.
Qui di seguito il programma delle celebrazioni:
VISITA PASTORALE – Il Patriarca, accogliendo l’invito del Prefetto dott.ssa Luciana Lamorgese, si recherà in visita alla Prefettura di Venezia…
FAMIGLIA E SACRAMENTI – Il tema della preghiera e del Sacramento della Rincociliazione affrontati dal Patriarca in occasione di un dialogo con…
VISITA AL CENTRO NAZARET – Nell’ambito della Visita pastorale alle varie realtà della diocesi, il Patriarca si è recato questa…
Con questo post prende avvio la proposta estiva attraverso la quale si ripercorrerà quotidianamente le attività, svoltesi durante l’anno pastorale,…
SUMMER SCHOOL 2010 E CENTRO NAZARET- Un momento di confronto ed approfondimento, ad alto livello, sul presente e sul futuro dei rapporti tra l’Europa e i paesi emergenti dell’Asia, affrontando non solo questioni meramente economiche ma parlando anche di culture e valori: sarà questo il filo conduttore della Summer School 2010 promossa, nei prossimi giorni, dal Master d’eccellenza in “Gestione etica d’azienda” (Mega) nell’ambito della Fondazione Studium Generale Marcianum.
La Summer School si terrà l’1 e il 2 luglio a Venezia, presso l’area congressuale espositiva S. Marta (ex chiesetta) del Porto di Venezia sul tema “L’Europa verso i paesi dell’Asia emergente viceversa. Lo scenario prossimo e futuro tra fusioni, interscambi e mutamenti nelle diverse culture, economie e valori”. L’iniziativa gode, in questa edizione del patrocinio di Confindustria Venezia, Autorità Portuale di Venezia, Ucid, Asset e LaborEtica.
IL PATRIARCA AL PORTO DI VENEZIA -La Visita pastorale del Patriarca e dei suoi collaboratori nel territorio veneziano vivrà nei…
I TESTI DI BENEDETTO XVI IN ARABO – L’ Osservatore Romano in data 19 giugno ha anticipato la prefazione del patriarca per la traduzione in arabo dei testi di Benedetto XVI su san Paolo nel volume, appena pubblicato in Libano, Bûlus ar-Rasûl («L’apostolo Paolo», Jounieh — Venezia, Librairie Pauliste — Marcianum Press, 2010, pagine 142, dollari 4). Il testo, pubblicato anche sulla newsletter (www.oasiscenter.eu) della Fondazione Oasis, viene proposto qui di seguito:
Angelo Scola
Benedetto xvi è un grande teologo. E proprio perché grande, è capace di presentare con semplicità le verità di fede, anche le più ardue. Egli prende per mano i fedeli e li porta ad alzare lo sguardo, per arrivare a comprendere «l’ampiezza, la lunghezza, l’altezza e la profondità» (Efesini, 3, 18) del mistero di Cristo. Le catechesi su san Paolo ne sono un esempio eloquente. Nate durante l’Anno paolino, portano il marchio inconfondibile del Pontefice, che in venti brevi testi ha saputo riassumere i principali aspetti della straordinaria vicenda personale ed ecclesiale dell’Apostolo delle genti. Mai disgiunto da una preoccupazione pastorale, il discorso di Benedetto xvi segue un ordinamento tendenzialmente cronologico. Al centro, del volume come della vita, si trova l’incontro con il Crocifisso risorto, autentico cuore della riflessione paolina.
BENEDETTO XVI A CIPRO – Viene proposto qui di seguito un commento del Patriarca pubblicato da IlSussidiario.net sul viaggio di Benedetto XVI a Cipro:
Angelo Scola
Sono trascorsi ormai alcuni giorni dal ritorno del Papa da Cipro e forse proprio questa distanza permette di rilevare ancor più la sostanza particolare di questa tappa del Pontificato di Benedetto XVI.
È stato un viaggio impressionante non solo per il grande valore di quella terra legata alla missione di San Paolo; non solo per la ricchezza di riflessioni e dichiarazioni, ma proprio per la testimonianza, resa dal Papa, di una fede ben radicata nella storia presente: la messa in guardia sul possibile “spargimento di sangue” in Medio Oriente, l’incontro con Chrysostomos II, l’abbraccio con la locale comunità cattolica, la consegna dell’Instrumentum Laboris ai Vescovi e la dichiarazione circa la necessità di un dialogo con i fratelli musulmani, con l’immediata chiarificazione, così tipica del Papa, circa il significato del termine “fratelli”. Questa è stata una scelta lessicale voluta, in un momento in cui il mondo era profondamente turbato per l’omicidio di Mons. Padovese, il vescovo barbaramente ucciso nella sua casa la cui testimonianza getta una luce intensa sullo stesso viaggio di Benedetto XVI.

