MORALITA’ COMUNE – Viene qui di seguito proposto un passaggio dell’incontro tra il Patriarca ed i giornalisti del 22 dicembre scorso che, come di consuetudine, in prossimità delle feste natalizie, è stato un’occasione per toccare svariati temi di attualità che hanno segnato il 2010
IMPARARE VENEZIA – Viene qui di seguito proposta una riflessione del Patriarca, sulla realtà di Venezia e del Veneto, registrata in occasione del consueto incontro con i giornalisti, in prossimitià delle feste natalizie, che si è tenuto mercoledì 22 dicembre e durante il quale sono stati toccati svariati temi di attualità che hanno segnato il 2010
SCOLA 2010 – Si conclude oggi il breve intinerario che ha ripercorso il 2010 nei suoi momenti salienti attraverso gli interventi del Patriarca. A concluderlo, la Lettera pastorale inviata ai fedeli e agli abitanti del Patriarcato in preparazione della Visita pastorale del Santo Padre Benedetto XVI ad Aquileia e a Venezia il 7 e 8 maggio 2011:
“Tu conferma la nostra fede”.
Lettera Pastorale del Patriarca Angelo Scola ai fedeli e agli abitanti del Patriarca di Venezia in preparazione della Visita pastorale di Benedetto XVI ad Aquileia e a Venezia (7-8 maggio 2011)
sabato 7 e domenica 8 maggio 2011 il Santo Padre sarà tra noi. Visiterà Aquileia e Venezia. Avrò modo di ritornare con i fratelli vescovi della Conferenza Episcopale Triveneta sui gesti che si svolgeranno in occasione di questo straordinario avvenimento.
Con questo breve scritto, vorrei rivolgermi a tutti voi per condividere la gioia suscitata dall’annuncio della visita papale e renderci così conto del prezioso dono che il Papa ci fa. Questo, infatti, è il primo modo per prepararci ad accoglierlo degnamente.
1. Perché il Santo Padre viene a farci visita?
C’è una ragione profonda della venuta di Benedetto XVI tra noi. È di gran lunga la più importante perché esprime la missione specifica del successore di Pietro. Essa si radica nel compito che Gesù stesso affidò al Capo degli Apostoli quando gli disse: «Io ho pregato per te, perché la tua fede non venga meno. E tu, una volta convertito, conferma i tuoi fratelli» (Lc 22,32).
Che cosa significa questa espressione «conferma i tuoi fratelli»? Di quale conferma abbiamo bisogno?
SCOLA 2010 – Continua il breve percorso che ripercorre il 2010 nei suoi momenti salienti attraverso gli interventi del Patriarca. Oggi viene riproposto il discorso pronunciato il18 luglio in occasione della festa del Redentore a Venezia
SCOLA 2010 – Oggi e nei prossimi giorni, fino al 31 dicembre, verranno riproposti testi salienti che il Patriarca ha pronunciato in occasioni di particolare importanza nel corso del 2010.
Il primo intervento è quello che il Patriarca ha enunciato mercoledì 25 agosto al XXXI Meeting di Rimini. Qui di seguito sono disponibili video e testo
GIOVANI EDUCAZIONE – Viene proposto un ulteriore passaggio del consueto incontro tra il Patriarca ed i giornalisti che si è tenuto mercoledì 22 dicembre e durante il quale sono stati toccati svariati temi di attualità che hanno segnato il 2010
Gesù Bambino nasce anche sulle torri di Vinyls. O forse nasce soprattutto lì, a Porto Marghera, dove da giorni alcuni operai stanno “arroccati” a 150 metri di altezza, nonostante il gelo, per difendere il proprio lavoro e ottenere da imprenditori e politici parole chiare sul proprio futuro lavorativo.
Ne è convinto il Patriarca che, alla vigilia del santo Natale, invita a cogliere la ricchezza, alla portata di chiunque, che viene dal rendersi familiare a tutti noi di Dio nella grotta di Betlemme
SANTO NATALE 2010 – Mercoledì 22 dicembre, in prossimità delle feste natalizie, il Patriarca ha incontrato, come da consuetudine, i giornalisti per gli auguri di Natale. Un’occasione, questa, per affrontare temi di scottante attualità che hanno segnato il 2010 e per riflettere sulla prossima visita di Benedetto XVI, ad Aquileia e Venezia, prevista per il 7 e l’8 maggio 2011
VISITA ALLE CARCERI – Nella mattinata di mercoledì 22 dicembre il Patriarca ha celebrato la S. messa nel carcere maschile…
CRISI LAVORO – Nel pomeriggio di venerdì 17 dicembre, presso il Palazzo Patriarcale di Venezia, il Patriarca ha incontrato un gruppo…
UNIVERSITA’ CATTOLICA DI LUBLINO – Giovedì 9 dicembre 2010 al card. Angelo Scola, Patriarca di Venezia, è stato conferito il titolo di Dottore Honoris Causa dall’Università cattolica “Giovanni Paolo II” di Lublino. La cerimonia, tenutasi presso l’aula Stefan Wyszyński della stessa Università, è stata aperta dal saluto del rettore rev. prof. Stanisalw Wilk, cui hanno seguito la lettura della delibera del Senato e la laudatio dell’arcivescovo di Lublino, mons. prof. Józef Zyciński. A conclusione, la lectio magistralis del Patriarca, card. Angelo Scola, sul tema: “Dio si è reso familiare. L’insegnamento di Karol Wojtyla-Giovanni Paolo II e l’uomo postmoderno”.
Qui di seguito il testo della lectio magistralis pronunciata dal Patriarca:
1. La “pretesa” del mondo contemporaneo
Testimone dell’epoca tragica delle grandi ideologie, dei regimi totalitari e del loro crollo, Giovanni Paolo II ha avuto una profonda coscienza della transizione dalla modernità a quella che si è ormai convenuto di chiamare la post-modernità. Egli ha colto in anticipo l’ingresso dell’umanità in una fase di forte travaglio segnata da nuove tensioni e contraddizioni.
a) La fede: un’opzione tra le altre?
La prima di queste tensioni si colloca proprio nella attuale fase della parabola del processo di secolarizzazione. Se la cifra sintetica della modernità ha avuto la sua punta espressiva in alcuni teorici di un ateismo radicale e militante, la post-modernità pare invece contraddistinta da un’attitudine meno agguerrita, ma forse assai più provocatoria nei confronti della religione.
Come afferma Taylor, «siamo passati da una società in cui era “virtualmente impossibile” non credere in Dio, ad una in cui anche per il credente più devoto questa è solo una possibilità umana tra le altre»[1]. Ciò non implica una scomparsa del religioso. Anzi, proprio nell’odierna fase di secolarizzazione avanzata, assistiamo a un “ritorno del sacro”, che, pur aprendo nuove prospettive, «non è privo di ambiguità»[2], come riconosceva lo stesso Giovanni Paolo II. La tendenza attuale attesta di fatto il permanere di un disincanto universale in cui la fede cristiana, ritenuta da molti pura convinzione soggettiva e non razionalmente documentabile, sarebbe tutt’al più legittimata a sopravvivere accanto alle altre espressioni religiose, in nome di un diritto universale alla differenza. Mediante un’applicazione scorretta del principio di uguaglianza si giunge infatti a sostenere che le religioni sono “tutte diverse e tutte uguali”.
b) L’uomo contemporaneo:solo il suo proprio esperimento?
AVVENTO – Viene pubblicato qui di seguito il testo della meditazione del Patriarca pronciata giovedì 2 dicembre in occasione del ritiro spirituale d’inizio Avvento per tutti i sacerdoti, i diaconi ed i religiosi della diocesi che si è tenuto nelle Chiesa dei Padri Capuccini a Mestre:
1. La cornice dell’Avvento
a. Cenni storici
L’Avvento, come tempo di preparazione alla Solennità del Natale, appare per la prima volta alla fine del secolo IV in Spagna e in Gallia. Dura tre settimane e precede la festa dell’Epifania, il giorno in cui, secondo il costume orientale, si amministrava il Battesimo. Dal secolo V, l’Avvento si conforma al modello della Quaresima assumendo espressamente il carattere penitenziale.
A Roma, l’Avvento compare nella seconda metà del secolo VI e dai tempi di papa Gregorio Magno (+ 604) dura quattro settimane. Esso costituisce una preparazione liturgica dei fedeli alla venuta del Signore pur senza particolari pratiche ascetiche e penitenziali. Nei secoli seguenti, la liturgia romana viene introdotta in Gallia e qui si delinea la forma dell’Avvento: liturgicamente romano ma asceticamente gallico. Circa l’anno 1000, la nuova forma dell’Avvento giunge a Roma e da qui si diffonde in tutta la Chiesa. Fino ad oggi, l’Avvento ha conservato quel carattere penitenziale di origine gallica: nella liturgia si usa il colore violaceo, nella Messa non figura il Gloria, sono ridotti l’addobbo e la musica nella chiesa.
b. Gli avvenimenti
Il tempo di Avvento dura quattro settimane, l’ultima delle quali, quella delle ferie maggiori di Avvento, prepara i fedeli direttamente alla solennità del Natale.
