Solo se fedele e aperto alla vita, l’amore è amore. I giovani dialogano con il Patriarca sull’esperienza affettiva. »

VENEZIA – La fedeltà e la fecondità come parte essenziale dell’amore, non come accessori. Solo in questi termini l’inclinazione affettiva si tramuta in una scelta di amore da vivere in pieno. Questo è stato uno dei temi centrali dell’incontro avvenuto sabato 20 febbraio presso il patronato dei Frari, tra i giovani di Venezia e il Patriarca.

Di seguito si pubblica il video di un momento del dialogo (la prima parte è disponibile in un post precedente):

Mercoledì delle ceneri, la celebrazione nella Basilica di San Marco alle 18 »

Mercoledì 17 febbraio alle ore 18.00, nella basilica cattedrale di S. Marco a Venezia, il Patriarca card. Angelo Scola presiede la concelebrazione eucaristica durante la quale si svolge il rito dell’imposizione delle ceneri.

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Perché la sofferenza umana? Intervista al Patriarca sulla provocazione offerta dal nuovo film “Lourdes” »

Il film “Lourdes” della regista Jessica Hausner in uscita in Italia in queste settimane, ricco di provocazioni per gli uomini di fede e non, è stato lo spunto per un’intervista video curata da don Gabriele Pedrina, direttore del Centro padovano della comunicazione sociale, sui temi della sofferenza umana, la questione cruciale che pone una serie di domande radicali: chi ci assicura per sempre? Ha un senso la sofferenza? Come può Dio accettare la sofferenza delle sue creature?

Si ripropone qui in due parti la versione integrale dell’intervista.

All’Europa un compito universale: testimoniare che la vita buona è praticabile. Il Patriarca al Collège des Bernardins a Parigi »

patriarca febbraio 2010 038PARIGI – Il card. Scola è stato invitato a partecipare ai lavori dei Colloqui promossi dall’Istituto Jean-Marie Lustiger sul tema ““L’Europa secondo Jean-Marie Lustiger: attualità e avvenire”, che si tengono giovedì 11 febbraio nel pomeriggio presso il Collège des Bernardins a Parigi.

Avvenire publica oggi un estratto del suo intervento che qui si riporta:

Il fatto che le religioni siano chiamate a giocare un ruolo nel futuro dell’Europa è la conclusione che ognuno può trarre dalla semplice osservazione delle circostanze attuali. La presenza di diverse realtà religiose, penso in primo luogo all’Islam, ha contribuito in maniera sostanziale a dimostrare quanto fossero infondate le previsioni formulate solo qualche decennio fa sull’avvento di “un mondo mondano”. Certo, il moltiplicarsi di soggetti e visioni religiose a volte radicalmente diverse fra loro e l’affacciarsi sulla scena di nuovi attori hanno suscitato la diffidenza di molti. Ma non possiamo dimenticare il fatto che nella storia europea le vicende religiose, le vicende culturali e socio-politiche si siano mostrate, al di là delle necessarie distinzioni, così intrecciate da essere di fatto inscindibili.

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“L’Europa secondo Jean-Marie Lustiger: attualità e avvenire”. L’appuntamento dei colloqui al Collège des Bernardins di Parigi »

Il card. Scola parteciperà giovedì 11 febbraio ai lavori dei Colloqui promossi dall’Istituto Jean-Marie Lustiger sul tema “L’Europa secondo Jean-Marie Lustiger: attualità e avvenire”, presso il Collège des Bernardins a Parigi.

All’appuntamento parteciperanno anche: Jean-Marie Bockel, Segretario di Stato per la giustizia; Jean Duchesne, Presidente del Consiglio scientifico dell’Institut Jean-Marie Lustiger; Pavel Fisher, Ambasciatore della Repubblica Ceca in Francia; Laurent Grégoire, presidente dell’OCIPE; Yves Hamant, professore di Storia russa a Parigi; Jean-Luc Marion dell’Académie française; Pierre Morel, Rappresentante speciale dell’Unione Europea per l’Asia centrale; George Weigel, Senior Fellow in Etica e Politica a Washington; Henryk Wozniakowski, Vice-presidente del Centro culturale Znak di Cracovia.

Atri dettagli sul come e perché di questa iniziativa si possono trovare nel sito dell’Istituto Jean-Marie Lustiger.

“Nel bacio di Cristo e uniti a Pietro, a te sia pace”. Il saluto del Patriarca al nuovo vescovo di Treviso, mons. Gardin »

ingresso nuovo vescovo trevisoDomenica 7  febbraio mons. Gianfranco Agostino Gardin ha fatto il suo ingresso ufficiale come nuovo vescovo di Treviso. Questo il saluto rivoltogli dal card. Scola:

Eccellenza Reverendissima, carissimo fratello nell’episcopato, Arcivescovo Gianfranco Agostino, «in osculo Christi una cum Petro pax tibi». Nel bacio di Cristo, profondamente uniti a Pietro, a te sia pace.

Questo antico augurio di bene sgorga ora dal cuore di tutto il popolo di Dio, sia quello riunito qui intorno a te in questa chiesa Cattedrale, sia quello che partecipa a questa solenne Eucaristia attraverso i mezzi di comunicazione.

L’intero presbiterio, i diaconi, i religiosi, le religiose e tutti i fedeli salutano in te il loro nuovo Pastore. Come Amministratore apostolico posso testimoniare che hanno vissuto questi mesi in alacre attesa. Con la preghiera e con l’azione hanno camminato nel solco tracciato dagli Orientamenti pastorali proposti dal tuo amato predecessore, l’Arcivescovo di Udine S.E. Mons. Andrea Bruno Mazzocato. Con gioia hanno poi accolto la decisione del Santo Padre di affidarti la guida di questa insigne Chiesa di Treviso. Tu la conosci già bene: hai toccato con mano la ricchezza della sua tradizione e hai visto il desiderio ardente di tutte le realtà parrocchiali, di tutte le comunità religiose, delle svariate aggregazioni laicali e di tutti i fedeli di saper documentare anche oggi al “nostro fratello uomo” la bellezza della sequela del Cristo Risorto.

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L’evento della visita pastorale giunge nella città lagunare: gli appuntamenti della nuova sosta »

Dopo l’apertura ufficiale avvenuta domenica scorsa, con una celebrazione unica nella cattedrale marciana per tutta la città lagunare, la Visita pastorale del Patriarca e dei suoi collaboratori affronta ora le varie “soste” nelle parrocchie del centro storico veneziano ad iniziare dal vicariato di S. Polo – S. Croce – Dorsoduro.

Sabato 6 e domenica 7 febbraio si comincia con le parrocchie di S. Silvestro (1.600 abitanti, eretta nel IX secolo) e S. Cassiano (1.750 abitanti, eretta nell’anno 926): dal 2005 il parroco di entrambe le comunità è don Antonio Biancotto che è anche vicario foraneo.

Nel pomeriggio di sabato 6 febbraio, alle ore 15.30, il card, Angelo Scola è accolto in campo S. Giacometo dai bambini e dalle famiglie delle due parrocchie e riceverà il saluto dei commercianti della zona di Rialto e dell’associazione “Rialto mio”. Alle 16.00, nella chiesa di S. Giacometo, incontra l’Arciconfraternita di S. Cristoforo e della Misericordia e si recherà quindi in visita ad alcuni ammalati nelle case. Alle 17.30, presso la casa delle suore Salesie, il Patriarca incontra il gruppo Jonathan (che si occupa di persone “diversamente abili”) e, a seguire, la comunità religiosa delle suore Salesie; alle 18.30 partecipa, nella chiesa di S. Silvestro, alla riunione del Consiglio pastorale allargato. Alle ore 21,00 a S. Giacometo si rinnova l’appuntamento, già vissuto una prima volta a fine ottobre 2009, con “Luci nella notte”: l’esperienza di preghiera e adorazione eucaristica notturna con, in contemporanea, un’iniziativa di evangelizzazione di strada nella zona di Rialto. Il Patriarca è presente all’inizio dell’appuntamento: incontrerà i giovani “evangelizzatori” veneziani e pregherà con loro.

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“Amiamo Venezia nella sua fragile bellezza e trasformiamo questo amore in azione”. La Visita Pastorale fa sosta nella Venezia lagunare. »

Domenica 31 gennaio con la preghiera dei vespri nella Basilica di San Marco, il card. Scola ha aperto ufficialmente la sosta della Visita Pastorale nella Venezia lagunare. L’evento,che dal 2004 sta investendo tutto il territorio dlla diocesi, dopo le soste nella terraferma, dal litorale (Jesolo, Caorle, Eraclea), alla Riviera del Brenta fino alla città di Mestre e Marghera, giunge al suo momento culminante nel centro pulsante e fragile della città d’acqua.

Il Patriarca, nella sua omelia, ha ripreso e approfondito il senso delle finalità della Visita pastorale: la rigenerazione del popolo cristiano, che parte dalla rigenerazione dell’io; l’educazione al pensiero di Cristo; l’educazione stabile al gratuito;  l’apertura a tutte le dimensioni del mondo.

“Il travaglio antropologico della città di cui tante volte abbiamo parlato – ha sottolineato il Patriarca  – è teso al parto, al frutto. Amiamo Venezia nella sua fragile bellezza e trasformiamo questo amore in azione edificatrice della polis del presente e del futuro”.

Si propone qui l’audio di un estratto della sua omelia.

 
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La compassione da sola non basta, la carità autentica chiede l’educazione costante al dono totale di sé. Il Patriarca in dialogo con le realtà caritative di Mira (Ve) »

Nell’ambito della Visita pastorale, il Patriarca ha incontrato sabato 12 dicembre in serata, presso la parrocchia di S. Nicolò di Mira, i numerosi rappresentanti delle realtà caritative che operano da anni in ambiti diversi: la San Vincenzo, la Caritas, la casa di accoglienza per minori Sichar di Oriago, la coperativa Olivotti, casa S. Raffaele per immigrati, ecc.

Come sempre accade quando si affrontano le tematiche che toccano la sofferenza e il disagio degli uomini e delle donne di oggi, dei bambini, degli immigrati…, le domande poste dai presenti al Patriarca hanno toccato il tema bruciante del senso della carità, che non può esaurirsi nella reazione immediata della compassione, ma che ha radici e fini più profondi.

Qui è disponibile il video con le risposte del Patriarca alle domande dei presenti.

Relazioni buone con se stessi, con gli altri, con Dio: questo il bisogno dell’uomo di oggi. L’omelia del Patriarca nella Festa di tutti i santi »

Nel pomeriggio del 1 novembre, solennità di Ognissanti, il Patriarca – come da tradizione – ha presieduto la messa nel cimitero di Mestre, alla presenza delle autorità civili e religiose e di una folla di fedeli.

Qui è disponibile il testo dell’omelia.

1. «… Apparve una moltitudine immensa, che nessuno poteva contare, di ogni nazione, razza, popolo e lingua [nessuna diversità sarà più d’ostacolo]. Tutti stavano in piedi [è la posizione dei risorti] davanti al trono e davanti all’Agnello, avvolti in vesti candide [il bianco indica la partecipazione alla vita divina e la veste esprime l’identità della persona], e portavano palme nelle mani [segno della vittoria sulla morte]» (Ap 7,9). La Chiesa, nostra madre, ci invita a vivere ora, in questo cimitero, la vigilia della celebrazione dei defunti con il dono straordinario della Festa solenne di tutti i Santi. Questo giorno è dedicato alla sconfinata schiera di uomini e donne che sono in Paradiso. La memoria dei nostri cari, alla luce della gloria dei Santi, ci autorizza a sperare per tutti, per la riuscita (la santità) di tutti e di ciascuno. In questo giorno si manifesta in modo eminente la comunione di tutte le membra del Corpo di Cristo, la comunione fra noi e con i nostri cari passati all’altra riva.

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