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MEETING DI RIMINI/ “Desiderare Dio. Chiesa e post-modernità”. Il video dell’intervento del Patriarca »

MEETING DI RIMINI -- Viene pubblicato qui di seguito il video dell’intervento del Patriarca al XXXI Meeting di Rimini. La prolusione sul tema  ”Desiderare Dio. Chiesa e post-modernità” è stata introdotta da Giancarlo Cesana, Docente di Igiene all’Università degli Studi di Milano Bicocca (il testo integrale pronunciato dal Patriarca è disponibile cliccando qui):

 

Summer school di Asset, “Ripensare i diritti in una società plurale” »

SUMMER SCHOOL ASSET – Dal 6 al 10 settembre a Venezia esperti internazionali di diritto a confronto alla Summer School proposta dall’Alta scuola del Marcianum. La mattina di lunedì 6, in apertura, gli interventi del card. Angelo Scola e Francesco Pizzetti (presidente Autorità garante privacy)

Di “diritti”, ormai, si parla in ogni ambito della vita: dalla cronaca politica fino ai talk show televisivi più popolari la rivendicazione dei diritti è tema quotidiano del dibattito pubblico in Italia e in tutte le democrazie occidentali. Basti pensare alla rivendicazione del diritto alla privacy in materia di intercettazioni o al dibattito sul diritto di informare per i giornali e i giornalisti ma anche alle domande aperte sul diritto a decidere della propria morte o sul diritto di fare un figlio quando e come si vuole ecc.

Questi temi sono resi ancor più ardui dalla compresenza – nella nostra società plurale – di culture giuridiche differenti che chiedono di essere riconosciute o che, addirittura a volte, pretenderebbero di porsi in alternativa alla cultura giuridica tradizionale del Paese in cui si radicano (v. il caso della sharia). In sintesi, non esiste più un settore della vita pubblica, della politica o dell’economia o della religione che non sia provocato dalla questione “diritti”.

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Convegno diocesano, due giorni sul tema della famiglia »

CONVEGNO DIOCESANO – E’ previsto per i giorni 3 e 4 settembre, al Centro pastorale card. Urbani di Zelarino, il Convegno diocesano sul tema “L’amore tra l’uomo e la donna: matrimonio e famiglia nella comunità ecclesiale e nella società civile”. All’appuntamento sono invitati – insieme al Patriarca e al Vescovo ausiliare – il Consiglio di Curia, i Vicari foranei, il Consiglio presbiterale, i direttori degli Uffici di Curia, i membri della Consulta della Aggregazioni laicali e della Commissione diocesane dei gruppi d’ascolto, i rappresentanti delle parrocchie e, visto l’argomento trattato, la Commissione diocesana per la Pastorale degli sposi e della famiglia.

Il Convegno si aprirà venerdì 3 settembre alle ore 9.30 con un momento di preghiera; seguirà, alle 10.00, l’introduzione ai lavori e la relazione di mons. Silvio Zardon (direttore dell’Ufficio diocesano per la Pastorale degli sposi e della famiglia); dopo una breve pausa, alle 11.30, ci sarà l’intervento dei coniugi Ornella e Daniele Garota e poi, attorno alle 12.00, quello di Marina e Gianpaolo Salvador che presenteranno il sussidio “Sulla via dell’amore”. Alle 12.30 è previsto il pranzo e alle 14.30 si riprenderà con la presentazione dei cinque gruppi di ricerca i cui lavori occuperanno buona parte del pomeriggio fino alla preghiera del vespro (fissata alle 17.30).

La mattina di sabato 4 si riprenderà alle 9.30 con la preghiera delle lodi e si passerà subito alla presentazione delle sintesi di quanto emerso nei gruppi di ricerca. Alle 11.30 interverrà il Patriarca per trarre le prime conclusioni dei lavori del Convegno diocesano e seguiranno, infine, le comunicazioni del vicario generale.

LIBRI PER L’ESTATE/ “Confessioni” »

LIBRI PER L’ESTATE – La proposta di lettura di questa settimana, che si rivolge soprattutto ad un pubblico giovane, è il testo di Agostino, Confessioni, (Città Nuova, Roma 2000, Paoline, Milano 2002).

Le “Confessioni” di Agostino iniziano un’epoca nuova del pensiero filosofico. Non c’è, per imparare la sapienza, altro curriculum che l’ordine dei giorni, altra “via” che un percorso esistenziale. Quello dell’esistenza ansante e inappagata, che non si è sottratta alle comuni speranze e disperazioni, che ha corso in lungo e in largo la terra e ha voluto sperimentare ogni cosa umana, senza tenerne a distanza alcuna, assaporandole tutte o lasciandosene urtare, ferire, dominare, invece di limitarsi a esercitare il sereno potere della vista, che le domina da lontano. La metafisica non si svela veramente che nello specchio – e nell’enigma – di un destino personale.

UNA NUOVA LAICITA’/ “La domanda di senso oggi” »

UNA NUOVA LAICITA’ – Viene proposto anche questa settimana, sull’acceso dibattito sulla laicità dello stato, uno stralcio del capitolo VII del libro del card. Angelo Scola, “Una nuova laicità. Temi per una società plurale” (Marsilio, 2007):

“La domanda di senso oggi”

Non sono pochi gli stimoli pieni di fascino che il pensiero contemporaneo non cessa di offrire con i suoi variegati tentativi, più o meno consapevoli, di prendere sul serio sia la radicalità della domanda leopardiana – «ed io che sono?» – sia l’urto della provocazione rivolta dal Creatore ad Adamo: «Adamo, dove sei?». Infatti, attraverso le mille circostanze della storia e una qualche rete di rapporti di autentico amore, il Padre benefico continua a suscitare nell’uomo l’instancabile desiderio di scoprire chi è e dove è. E anche quando questo desiderio si perde lungo sentieri interrotti senza incontrare il volto luminoso perché liberante dell’Origine-Meta (Verità), resta in ogni caso indizio di una sete che non si spegne e che in ultima analisi lascia sperare.

Anche a noi, uomini impagliati, accade di veder spuntare miracolosamente, sul terreno della solidale umana compassione, le domande ultime del senso religioso, fragile filo d’erba che riesce a bucare la montagna dei detriti sotto cui l’abbiamo sepolto: «Per me esiste la pressione assoluta mente innegabile di una Presenza aliena alla spiegazione» (G. Steiner, Errata, Milano, Garzanti, 1998, p. 200). Attraverso gli affetti e il lavoro, l’Autore della storia non si stanca di richiamare l’uomo a quell’esperienza elementare che costituisce la via sicura lungo la quale correre verso la meta senza la meccanica pretesa di fabbricarla e di dominarla.

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“Scola, la «terza via» della Chiesa”. La recensione del nuovo libro del Patriarca dal Corriere della sera »

CORRIERE DELLA SERA – Viene proposto qui di seguito l’articolo di Aldo Cazzullo pubblicato il 25 agosto dal Corriere della sera in occasione dell’uscita del nuovo libro del Patriarca edito da Mondadori, Buone ragioni per la vita comune. Religione, politica, economia (pp. 120, Euro 17,50). (per ulteriori info sulla nuova pubblicazione si rimanda al post precedente).

Né religione civile né nuda Croce: annuncio integrale di Cristo.

Il cardinale Angelo Scola è andato costruendo in questi anni un proprio sistema di pensiero, dalle fondamenta ben piantate nei papati di Wojtyla e di Ratzinger, ma con forti elementi di autonomia. E il suo nuovo saggio, che Mondadori ha mandato ieri in libreria, arricchisce le riflessioni del patriarca di Venezia e le apre sulle prospettive del nuovo millennio. Il libro di Scola – Buone ragioni per la vita comune. Religione, politica, economia (pp. 120, Euro 17,50) – nasce dal desiderio di documentare come l’ unità di un popolo (e di una nazione) possa essere fattore di progresso rispetto a tutte le articolazioni che lo compongono, se si ritrovano ragioni buone per la vita comune, da cui scaturiscono pratiche virtuose comuni. Di queste buone ragioni e pratiche virtuose, che nascono da un confronto a 360 gradi con tutta la complessità della realtà, la società contemporanea – plurale e spesso conflittuale – non nasconde un grande bisogno. Dal saggio emerge un’ idea-guida: oggi siamo all’ inizio di un tempo nuovo.

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“Buone ragioni per la vita in comune”. Il nuovo libro del Patriarca »

BUONE RAGIONI PER LA VITA COMUNE – E’ disponibile in libreria il nuovo libro del card. Angelo Scola, “Buone ragioni per la vita in comune. Religione, politica, economia” (Mondadori 2010, pag. 120, euro 17,50).

In un contesto potenzialmente conflittuale come quello presente, è necessaria, da parte di tutti i soggetti della società civile, la disponibilità a un reciproco e comune riconoscimento, teso ad affermare l’importante valore sociale dell’“essere insieme”. Attraverso i temi della religione in rapporto con la società, e in special modo con la politica e l’economia, il saggio si propone di rintracciare il filo che conduce a una condizione di stabile e autentica “amicizia civile”.

Quasi un decennio è passato dall’11 settembre 2001. Più di vent’anni ormai ci separano dalla caduta del muro di Berlino, mentre dal 2008 siamo investiti da una crisi economico-finanziaria di proporzioni planetarie e dagli esiti molto incerti. Ognuno di questi eventi ha avuto la forza di un nuovo inizio, gettandoci in situazioni in cui ancora stentiamo a orientarci. Con la fine della modernità, si è andata configurando una società sempre più globalizzata, un «meticciato di civiltà e culture», che fatica a riconoscere punti di riferimento assoluti, ideologici e religiosi. Se nel XX secolo si è assistito, secondo le parole di Giovanni Paolo II, a una «contesa sull’humanum», dove l’oggetto del contendere era ancora identificabile, ora è decisivo interrogarsi su chi sia l’uomo stesso.

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MEETING DI RIMINI/ “Desiderare Dio. Chiesa e post-modernità”, l’intervento del Patriarca »

MEETING DI RIMINI – Viene pubblicato qui di seguito il testo integrale dell’intervento pronunciato dal Patriarca mercoledì 25 agosto al XXXI Meeting di Rimini:

Angelo Card. Scola

Patriarca di Venezia 

DESIDERARE DIO. CHIESA E POST-MODERNITA’”

1. Desiderio di Dio e realtà

Molti di voi avranno visto Matrix, il celebre film dei due fratelli polacchi Wachowski. Il cinema è la lingua franca della nostra società. È un mezzo formidabile per indagare la verità sul mondo. Spalanca la nostra esperienza in modo assai spesso più efficace di tanti discorsi e di tanti libri.

Ad ogni modo, in Matrix viene descritto il nostro mondo di tutti i giorni, ma si fa l’ipotesi che sia solo un paravento per nascondere la realtà vera. Quale sarebbe? L’umanità sopravvissuta dopo un disastroso evento cosmico, per continuare ad esistere ha avuto bisogno di speciali macchine. E queste hanno finito per prendere il sopravvento. E chi le controlla ha preso il potere. L’umanità quindi vive nell’illusione. Gli uomini non sono più liberi. Nessuno è a conoscenza del tempo che è passato da quando il potente neurosimulatore matrix ha assegnato una data fittizia allo scorrere della storia. Solo Neo, con l’aiuto del pirata informatico Morfeo e della bella Trinity, può tentare di scoprire la verità e far ritrovare agli uomini la libertà. In cosa consiste la verità? Lo dice con chiarezza Morfeo accogliendo Neo sulla sua bislacca nave in lotta per la libertà: “Benvenuto nel mondo reale”. Riflettiamo un istante su questa affermazione in cui sono presenti due elementi fondamentali.

Il primo è identificato dall’espressione mondo reale, cioè le cose come veramente sono. Quelle che i miei sensi percepiscono – questo bicchiere, il microfono, il cielo, il mare – e quelle di cui mi offrono qualche indizio perché la mia intelligenza possa riconoscerli: lo sguardo di chi ho di fronte, il sorriso dei figli, il volto dell’amata, il gusto del lavoro, la sofferenza per il male fisico, il dolore per quello morale, la paura della morte, l’angoscia annoiata del vivere senza senso… Il mondo reale appunto!

Ma l’affermazione di Morfeo contiene anche un altro decisivo fattore, concentrato nella parola composta: “Benvenuto”. È bene che tu Neo sia entrato nel mondo reale: è bene per te, ed è bene per noi! Non è forse questo il senso dei primi sorrisi di una madre al suo bambino? Sorrisi che questi impara subito a ricambiare. Cosa significano se non “è bello che tu sia venuto al mondo (reale), è bene per te, è bene per tutti”? Nessuno sfugge a questa esperienza.

Al mondo reale io mi rapporto sempre e inevitabilmente secondo quella dinamica, tipicamente umana, che possiamo identificare col termine desiderio. Non si comprende la parola desiderio, tanto meno se si parla di desiderio di Dio, se non la si concepisce come il tendere di tutto il mio io all’incontro, inevitabile ed insuperabile, con il mondo reale. Infatti, secondo la definizione semplice ma completa del vocabolario, desiderio è il “volgersi con affetto a qualcosa che non si possiede e che piace”. Vedete che, come in una calamita, sono sempre presenti due poli. La dinamica del desiderio implica sempre e inseparabilmente la cosa che non si possiede e che piace e il volgersi ad essa con affetto. Sottolineo “con affetto”, vale a dire con la mente, col cuore, con la totalità del nostro io.

E Dio che c’entra?

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Settimana liturgica nazionale, il testo dell’intervento del Patriarca su “Eucarestia per la vita quotidiana” »

SETTIMANA LITURGICA NAZIONALE - Ha preso avvio lunedì 23 agosto a Fabriano la 61a Settimana liturgica nazionale dal tema “Eucarestia e condivisione. Dacci oggi il nostro pane quotidiano”. La celebrazione d’inizio tenutasi al teatro Gentile di Fabriano, è stata presieduta da Mons. Giancarlo Vecerrica, vescovo di Fabriano-Matelica e, dopo i saluti e l’introduzione di Mons. Felice Di Molfetta, Presidente del Centro azione liturgica (Cal), il Patriarca è intervenuto sul tema “Eucarestia e condivisione”.

Viene qui di seguito pubblicato il testo integrale dell’intervento del Patriarca:

1. Eucaristia per la vita quotidiana

Il titolo di questa relazione introduttiva – Eucaristia per la vita quotidiana – potrebbe suggerire diverse “piste” di lavoro: l’importanza della celebrazione quotidiana dell’Eucaristia e, anche, dell’accostarsi alla Santa Comunione quotidiana; il rapporto tra l’Eucaristia domenicale e quella feriale; la domanda della preghiera del Padre Nostro sul pane quotidiano; l’impronta eucaristica dell’esistenza cristiana…

La preposizione per che unisce le due parti in cui si articola il titolo può, forse, suggerirci una strada feconda per introdurre i lavori di questa 61ª Settimana Liturgica Nazionale.

La preposizione per, infatti, esprime un elemento spiccatamente eucaristico. «Io, infatti, ho ricevuto dal Signore quello che a mia volta vi ho trasmesso: il Signore Gesù, nella notte in cui veniva tradito, prese del pane e, dopo aver reso grazie, lo spezzò e disse: “Questo è il mio corpo, che è per voi; fate questo in memoria di me”» (1Cor 11, 23-24); «Poi prese un calice e rese grazie, lo diede loro e ne bevvero tutti. E disse loro: “Questo è il mio sangue dell’alleanza, che è versato per molti» (Mc 14, 23-24). Al punto che è stata utilizzata per designare ciò che è più caratteristico della persona e della missione di Gesù la sua pro-esistenza (il Suo esistere per).

In questo modo il per dice l’intrinseco dono dell’evento salvifico di Gesù Cristo fatto agli uomini. Egli, infatti, si è fatto uno come noi, in tutto simile tranne che nel peccato, è morto e risorto e ha donato il Suo Spirito, per noi e per la nostra salvezza.

Ma perché possa emergere in tutta la sua potenza il valore di questo per come trait d’union tra l’Eucaristia e la vita quotidiana, è necessario dire una parola su entrambi questi termini: Eucaristia e vita quotidiana.

Con un’espressione icastica, Benedetto XVI si è riferito al Santissimo Sacramento affermando: «L’Eucaristia è Cristo che si dona a noi, edificandoci continuamente come suo corpo» («Eucharistia est Christus se nobis tradens, nos usque aedificans veluti suum corpus», Sacramentum Caritatis 14). In modo geniale vengono qui indicati gli elementi essenziali della teologia eucaristica: il suo essere celebrazione sacramentale (Eucaristia), la presenza reale (Cristo), il sacrificio (si dona – tradens), la Chiesa come res sacramenti (suo corpo). Inoltre l’uso dei participi presenti – tradens, aedificans – dice l’immediato riferimento all’altro termine del nostro titolo: il quotidiano, cioè, l’hic et nunc. Ed in esso trova oggettiva collocazione il tema della radice eucaristica della condivisione, messo a titolo di questa 61a Settimana Eucaristica Nazionale. Questa poi ha voluto esplicitamente collegarsi all’ormai imminente Congresso Eucaristico Nazionale il cui significativo titolo recita: Signore da chi andremo? L’Eucaristia per la vita quotidiana.

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Jesolo Lido, l’omelia del Patriarca in occasione della S. Messa con i villeggianti »

JESOLO LIDO – Viene pubblicato qui di seguito il video dell’omelia pronunciata dal Patriarca domenica 22 agosto in occasione della S. Messa celebrata nella chiesa parrocchiale del Sacro Cuore di Gesù in Piazza Trento a Jesolo Lido. In tale contesto il Patriarca ha incontrato le comunità ecclesiali della zona jesolana e soprattutto i molti turisti che, nel periodo estivo, affollano il Litorale per trascorrervi un periodo di vacanza (per ulterio info si rimanda al post precedente).

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