
VENEZIA – In data 25 aprile nella basilica di San Marco a Venezia si è celebrata la messa solenne presieduta dal Patricarca. Alla presenza di numerosissimi fedeli, cittadini, visitatori ed autorità civili e militari della città il card. Angelo Scola ha ricordato come “la solennità di San Marco ci invita con forza a prendere coscienza della ragione che fa di Venezia una città dell’umanità” è per questo che bisogna “Imparare Venezia”, come molte volte hanno fatto i nostri padri. Rivolgendosi, poi, alle autorità presenti ha chiesto loro di “farsi carico, nel concreto, della straordinaria vocazione di Venezia e delle genti Venete” ed ha ricordato “l’inderogabile urgenza di un futuro finalmente definito per Marghera” e per tutti gli uomini del lavoro che sono oggi in grave difficoltà.
Di seguito viene proposto il testo integrale dell’omelia del Patriarca:
1. La solennità di San Marco ci richiama l’Origine della nostra Chiesa e di tutte le Chiese venete. La consistenza della parentela tra i cristiani di cui anche oggi le nostre comunità vivono, brilla nell’intensa familiarità del saluto che chiude la Prima Lettera di Pietro: «Vi saluta la comunità che è stata eletta come voi e dimora in Babilonia: e anche Marco mio figlio. Salutatevi l’un l’altro con bacio di carità. Pace a voi tutti che siete in Cristo» (Seconda Lettura, 1Pt 5,14).
È per rinnovare questi forti legami che oggi, ancora una volta, siamo convenuti in questa Basilica Cattedrale. La sua bellezza ci supera a tal punto che, anno dopo anno, continua a ridestare la nostra fame e la nostra sete di eternità che sola ci consente di abitare il tempo con speranza affidabile. Per questo si trovano qui riunite molte componenti della vita ecclesiale e della vita cittadina, accompagnate dai responsabili ecclesiali, istituzionali, civili e militari.