Una lezione di realismo. Questo sono stati gli otto giorni di Papa Benedetto in Terra Santa. Con intrepido coraggio ha messo mano alle brucianti contraddizioni di quella terra addolorata, con la caparbia energia di chi non si rassegna perché sa di poter costruire con nuovi mattoni. Ha rischiato in prima persona, senza calcoli mondani di successo o insuccesso. Il suo viaggio era a-priori “politicamente scorretto”.
Da dove questo realismo? Benedetto XVI si è inserito nella lunga schiera dei pellegrini cristiani ai luoghi santi. Ha camminato sulle orme del Figlio di Dio incarnato, “passo”, morto e risorto. Ha calcato le tracce palpitanti delle sofferenze dei cristiani che abitano lì.