Archive for Settembre 14th, 2009

Nasce ASSET: una nuova risorsa per conoscere la società plurale »

Martedì 15 Settembre 2009 si è aperto a Venezia il congresso internazionale promosso dallo Studium Generale Marcianum dal titolo “La società plurale”, un tema che viene sviluppato a partire da diverse prospettive (filosofica, giuridica, teologica, sociologica) grazie al contributo di personalità quali David Novak, Cesare Mirabelli, Otfried Höffe, Pierpaolo Donati, ecc.

Ecco alcune immagini del congresso

Tale congresso ha lanciato ufficialmente la nuova Alta Scuola di studi e ricerca post-universitari, che avrà sede a Venezia, si avvarrà di un corpo docenti internazionale (da Robert Spaemann dell’Università di Monaco, a Margaret Archer dell’Università di Warwick, a Angelika Nussberger dell’Università di Colonia… ) e lavorerà su due livelli: uno accademico, rivolto a dottorandi e ricercatori, e uno di alta formazione per la società civile (associazioni, funzionari pubblici…).

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Cristianesimo e società plurale. Un estratto dell’intervento del Patriarca per il Congresso internazionale di Venezia su “La società plurale” »

E’ disponibile l’articolo a firma del card. Angelo Scola pubblicato dall’inserto Domenica de Il Sole 24 ore  del 13 settembre 2009.  Si tratta di un estratto dell’intervento che il Patriarca terrà al Congresso internazionale promosso dallo Studium Generale Marcianum a Venezia dal 15 al 17 settembre.

In qualità di presidente della delegazione francese alla Seconda Conferenza Internazionale dell’UNESCO (1947), Jacques Maritain aveva sostenuto una tesi che mantiene una forte validità e, se rigorosamente formulata, può costituire la base per identificare un nuovo modo di pensare la laicità nella società plurale. L’ambito politico – diceva Maritain – ha come oggetto un bene pratico riconosciuto da tutti come un valore in sé, indipendentemente dal fatto che non si riesca ad accordarsi sulla sua fondazione speculativa o dottrinale che necessariamente si rifà a diverse e spesso contraddittorie mondovisioni. In cosa può consistere? La convivenza e la comunicazione reciproca cui sono chiamati i soggetti, spesso in conflitto, che vivono nell’odierna società plurale, rivelano come bene pratico sociale il fatto stesso di vivere insieme. Se lo si riconosce nella sua inevitabile decisività (al limite come minor male) e lo si sceglie consapevolmente, questo essere in relazione diventa un bene politico primario. Elaborando, in modo adeguato, questa comune decisione, il bene pratico dell’essere in società potrebbe costituire quell’universale politico che il processo di secolarizzazione ha smarrito lungo la modernità.

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