Questa nostra eucarestia è la sintesi di quel dono totale di sé che è rappresentato dalla nostra stessa esistenza. L’omelia del Patriarca per l’inizio dell’anno accademico »

Martedì 3 Novembre il card. Scola ha presieduto la messa di inizio anno accademico delle Università cittadine nella chiesa dei Tolentini, da poco divenuta, per volontà del Patriarca la nuova  “parrocchia universitaria”.

Nella chiesa, gremita di studenti, professori e parrocchiani, il Patriarca ha sottolineato come la partecipazione all’Eucarestia non può essere un gesto isolato e slegato dalla vita quotidiana, ma ciascuno deve fornire una risposta personale all’invito che Gesù pone nella vita.

Qui è disponibile il video dell’omelia.

Visita Pastorale in Riviera: il Patriarca a Marano Veneziano »

Dopo l’apertura ufficiale – avvenuta domenica scorsa ad Oriago di Mira con una solenne celebrazione nella chiesa di S. Pietro in Bosco – sarà Marano Veneziano la realtà del vicariato di Gambarare a ricevere il Patriarca e i suoi collaboratori nella prima “sosta” parrocchiale in Riviera della Visita pastorale.

Nel pomeriggio di sabato 3 ottobre, alle ore 16.00, il Patriarca incontrerà subito i collaboratori della parrocchia e poi si recherà in visita ad alcuni ammalati nelle case; alle 18.15 è quindi fissato l’incontro con i fedeli della parrocchia. La mattina di domenica 4 ottobre, alle ore 10.30, il card. Angelo Scola presiederà l’Eucaristia per tutta la comunità nella chiesa parrocchiale di Marano intitolata ai Ss. Teonisto martire e Agostino vescovo.

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San Michele Arcangelo patrono di Mestre. Le immagini della celebrazione »

L’antefatto della fede. Come nasce e come vive una comunità cristiana 4 »

Riportiamo di seguito, come spunto di riflessione, uno stralcio del cap. 2 del libro del card. Angelo Scola “Come nasce e come vive una comunità cristiana” (Venezia, 2007, Marcianum Press editore).

L’antefatto della fede

La precedenza della fede è una necessità congenita all’esperienza cristiana. Potremmo anche dire che la fede è l’antefatto che fonda l’esperienza cristiana. Il Papa, nell’omelia di Verona, lo suggerisce con emplicità: «Dalla forza di questo amore, dalla salda fede nella risurrezione di Gesù che fonda la speranza nasce e costantemente si rinnova la nostra testimonianza cristiana. È lì che si radica il nostro “Credo”, il simbolo di fede a cui ha attinto la predicazione iniziale e che continua inalterato ad alimentare il Popolo di Dio.

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Quattro tratti della comunità cristiana. Come nasce e come vive una comunità cristiana 2 »

Riportiamo di seguito, come spunto di riflessione, uno stralcio del cap. 1 del libro del card. Angelo Scola “Come nasce e come vive una comunità cristiana” (Venezia, 2007, Marcianum Press editore).

Quattro tratti della comunità cristiana

L’incontro personale con Gesù, che come abbiamo visto ha un’origine sacramentale, genera il soggetto nuovo che è la Chiesa, il popolo di Dio. In esso ogni fedele è chiamato a vivere secondo la dinamica della comunione. Vengono così generate e permanentemente rigenerate le comunità cristiane. Vale la pena descrivere quattro tratti identificanti di una comunità cristiana che vive integralmente il suo essere un nuovo soggetto.

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L’incontro personale con Gesù. Come nasce e come vive una comunità cristiana 1 »

Riportiamo di seguito, come spunto di riflessione, uno stralcio del cap. 1 del libro del card. Angelo Scola “Come nasce e come vive una comunità cristiana” (Venezia, 2007, Marcianum Press editore).

Alle origini della comunità cristiana: l’incontro personale con Gesù

La comunità cristiana nasce sempre dall’incontro personale con Gesù Cristo. Questo è il dato originario e fondamentale: qualunque altra definizione della comunità – un insieme di amici, gente mobilitata da un comune ideale, persone che vivono sullo stesso territorio, persone che domandano di pregare insieme… – se non giunge ad identificare la propria origine nell’incontro personale con Cristo, individua un livello di definizione penultima. Non arriva all’essenza della comunità cristiana. Uno è realmente membro della comunità cristiana a partire dall’incontro personale con Gesù Cristo.

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“Niente è più umano del bisogno di riposo”: la messa del Patriarca a Jesolo Lido »

Sabato 1 agosto, alle ore 21.00, il Patriarca di Venezia card. Angelo Scola presiederà la S. Messa nella chiesa parrocchiale di S. Maria Ausiliatrice in Piazza Trieste a Jesolo Lido.

Questa celebrazione rappresenta un momento particolare che si inserisce e accompagna l’attività ordinaria delle parrocchie, dei sacerdoti e delle varie realtà associative che durante tutto il periodo estivo si predono cura delle persone che giungono lungo il Litorale veneziano per trascorrere un periodo di riposo.
Anche questa celebrazione sarà un’occasione per richiamare l’importanza che il riposo delle vacanze estive non sia tanto un’”evasione”, quanto un tempo di “rigenerazione”.

Tale cura e attenzione per i turisti e visitatori avrà un altro momento culminante il prossimo 15 agosto con la celebrazione solenne della messa nella Basilica di Torcello in occasione della chiusura delle celebrazioni per il Millenario della sua edificazione.
In tale circostante il Patriarcato, attraverso l’Ufficio per la Pastorale del Turismo, diffonderà il nuovo saluto speciale scritto dal card. Angelo Scola a tutti i visitatori che dal mondo giungono a Venezia.

“Niente è più umano del bisogno di riposarsi – aveva scritto tempo fa il card. Scola in uno dei suoi “saluti” ai turisti – non solo perché le nostre forze spirituali e corporali sono limitate, ma soprattutto perché percepiamo istintivamente che il riposo mette in equilibrio affetti e lavoro”.

Gustiamo ed adoriamo Cristo presente qui ed ora: il fascino inesauribile di Venezia è segnato dall’eterna alleanza con Dio »

Si è snodata per la calli di Venezia attorno a S.Marco domenica 14 giugno  nel pomeriggio la processione guidata dal Patriarca per la Festa del Corpus Domini. Intensa e numerosa la partecipazione dei veneziani a tale gesto.
Qui è disponibile l’omelia letta dal Patriarca Scola e la preghiera al Santissimo Sacramento per la città di Venezia.

Es 24,3-8; Sal 115; Eb 9,11-15; Mc 14,12-16.22-26

1. Alzatosi di buon mattino Mosé erige un altare e, con la collaborazione «di alcuni giovani israeliti» (Es 24, 5), si procura, mediante il sacrificio di giovenchi, il sangue che, versato in catini, spargerà metà sull’altare e a metà sul popolo. Il popolo, appositamente convocato, ascolta da Mosé la lettura del Libro dell’alleanza. Soprattutto vi aderisce proclamando a una sola voce: «Tutti i comandamenti che il Signore ha dato, noi li eseguiremo» (Es 24, 3).
Recuperiamoci, in questo momento, da ogni distrazione per immedesimarci in questa scena sacrale. Cosa esprime?
Il sangue nell’Antico Testamento è la vita ed appartiene a Dio. Significa che, in forza dell’alleanza, una stessa vita circola d’ora in avanti tra Dio ed il suo “primogenito” Israele.

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L’istante che compie la tua libertà »

Nella celebrazione liturgica del Giovedì Santo vediamo che Gesù desidera ardentemente mangiare la sua ultima Pasqua con i discepoli, perchè in quella Pasqua egli avrebbe portato a compimento l’attesa, la tensione con cui dal presente la libertà dell’uomo afferra tutta la sua storia.

Come per gli Ebrei la Pasqua dà inizio ad un modo nuovo di contare il tempo, così è anche per noi cristiani. Ora l’attesa, radicata nell’evento della Pasqua, del ritorno di Cristo nel Suo vero corpo diventa per noi la molla per percorrere il tempo, per compiere la nostra libertà. E’ in Gesù infatti  che si vede il senso pieno di questo passare oltre il nostro peccato che il Figlio di Dio realizza per noi, anche in questo momento.

E’ disponibile l’audio completo dell’omelia che il Patriarca ha tenuto nella messa del Giovedì Santo.

 
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La Terra Santa, luogo di speranza e di resurrezione »

Intervista di Giuseppe Cafulli per Terra Santa a S.E.m. Rev.ma Cardinale Angelo Scola Patriarca di Venezia

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