‘Da Cristo, luce delle genti, sgorga la passione dei cristiani ad incontrare tutti gli uomini della terra’. Le immagini della celebrazione dell’Epifania »

La celebrazione solenne dell’Epifania del Signore si è arricchita quest’anno di un particolare significato missionario. Il card. Scola ha consegnato il mandato missionario ad Alessia Fornelli e Riccardo Bernardini, due giovani del Patriarcato che per tre anni saranno missionari “fidei donum” nella diocesi di Nyahururu in Kenya.

“Carissimi Alessia, Riccardo e Giovanna, non dimenticatelo! Ricevendo il Crocifisso (…) assumete la responsabilità di far brillare in voi stessi ed in quanti incontrerete il volto di Gesù, vero Dio e vero uomo, come l’unico adeguato movente e scopo della vostra missione ad gentes” ha ricordato il Patriarca durante l’omelia.

Ecco le immagini della celebrazione

‘Nell’Epifania Dio si rivela la risorsa necessaria affinché il desiderio costitutivo dell’uomo si realizzi’. L’omelia del Patriarca nella solennità dell’Epifania del Signore »

Is 60, 1-6; Sal 71; Ef 3, 2-3.5-6; Mt 2, 1-12

1. «Dov’è colui che è nato, il re dei Giudei? Abbiamo visto spuntare la sua stella e siamo venuti ad adorarlo» (Mt 2,2). I Magi rappresentano tutti i cercatori di Dio. Si muovono da terre lontane perché sanno tenere lo sguardo attento e il cuore spalancato ai segni della Sua Presenza. Quali sono questi segni? Il primo è la stella che dice la rivelazione cosmica, cioè del creato, di Dio. Il secondo è l’annuncio del Messia da parte del profeta Michea, ripreso dal Vangelo, che indica la rivelazione storica di Dio. Seguendo questi due segni i Magi riconoscono la presenza di Dio, misteriosa ma già familiare, nel creato e nel cammino dell’umana stirpe. Per questo i Magi si muovono per adorarLo. Anche noi oggi dobbiamo imparare dai Magi questo sguardo attento e questo cuore spalancato (ciò che la Scrittura chiama povertà dello spirito) per riconoscere Dio in mezzo a noi. Se Dio si è reso a noi familiare in Gesù Bambino, allora ogni uomo può trovare almeno le tracce della Sua presenza. Le opere Sue ci dicono che noi possiamo nominare Dio.

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Sulla via dell’amore. Le immagini dell’incontro delle coppie di sposi della Diocesi con il Patriarca »

Domenica 25 Ottobre a Gambarare di Mira si è tenuta la XXIV Assemblea diocesana interamente dedicata agli sposi e alla famiglia. Le centinaia di coppie di sposi hanno dialogato con il card. Scola  sul ruolo della famiglia nella comunità cristiana, e  sul valore e l’importanza della testimonianza che i singoli sposi e la coppia possono rendere nella vita quotidiana.

Ecco le immagini dell’incontro.

‘Gli sposi e la famiglia siano immersi nella società civile’. L’esortazione del Patriarca alle coppie cristiane »

Domenica 25 Ottobre le centinaia di sposi che hanno partecipato alla XXIV Assemblea diocesana interamente dedicata agli sposi e alla famiglia si sono confrontati con il Patriarca su vari temi legati alla loro vita quotidiana. Tra questi il rapporto con le altre religioni, in particolar modo l’Islam, ma anche la difficoltà ad operare e testimoniare il Vangelo in una società sempre più secolarizzata.

Ecco le risposte del card. Scola in merito a questi interrogativi

Paideia e Università. La prolusione del card. Scola al Dies Academicus della Pontificia Università Salesiana »

1. Paideia e società post-moderna

Un’efficace osservazione di Jacques Maritain può aiutarci a precisare il titolo, assai ampio, di questa prolusione. Nel suo ancor attuale volume Per una filosofia dell’educazione il celebre pensatore francese afferma: «La cosa più importante nell’educazione non è un “affare” di educazione, e ancora meno di insegnamento…». Infatti: «L’esperienza, che è un frutto incomunicabile della sofferenza e della memoria, e attraverso la quale si compie la formazione dell’uomo, non può essere insegnata in nessuna scuola e in nessun corso»[1].

Viene introdotta ex-abrupto come categoria portante del processo educativo la complessa nozione di esperienza. Cominciamo allora col dire che la scelta del termine paideia intende far riferimento a questo appassionante paradosso educativo nella sua articolata unità. Insegnamento ed educazione hanno bisogno di coinvolgimento reciproco di vita, di esperienza in senso pieno e tuttavia questa esperienza non può essere insegnata in nessuna scuola e in nessun corso.

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“Attraversare il quotidiano nella fede e nella testimonianza della sequela di Cristo”. L’omelia del Patriarca a Lublino nel giorno dell’anniversario dell’elezione di Giovanni Paolo II »

Il 16 ottobre scorso, giorno dell’anniversario dell’elezione di Giovanni Paolo II, il card. Angelo Scola ha presieduto la messa nelle chiesa dell’Università cattolica di Lublino (Polonia), partecipata da numerosi professori e studenti.

Qui è disponibile il video della sua omelia.

L’amore umano e il mistero nuziale nell’insegnamento di Giovanni Paolo II. Il Patriarca in Polonia per l’anniversario dell’elezione a Papa di Karol Wojtyla »

Il Patriarca Scola è intervenuto a Lublino, in Polonia, invitato dall’Istituto Giovanni Paolo II a tenere una lezione nell’ambito di un ciclo di conferenze su Eros e Agape, in occasione del XXXI anniversario dell’elezione di  Karol Wojtyla al soglio di San Pietro.

È qui disponibile il testo dell’intervento.

1. Originalità e centralità della riflessione sull’amore nel ministero di Giovanni Paolo II

La centralità del tema dell’amore umano nella riflessione e nell’insegnamento di Giovanni Paolo è ampiamente dimostrata non soltanto dalla sterminata produzione di Karol Wojtyla prima e di Giovanni Paolo II poi su tale argomento, ma anche dal fatto che esso occupa un rilievo del tutto particolare in tutta l’estensione e poliedricità dei suoi scritti, dalle opere filosofiche e poetiche a quelle teologico-pastorali, fino all’insegnamento magisteriale nelle sue varie forme.

La recente pubblicazione, in Italia, di tre suoi saggi giovanili inediti sul tema – due lo sono per il lettore italiano , uno è un inedito assoluto –, getta, se mai ve ne fosse bisogno, ulteriore luce sulla qualità e l’ampiezza di questa produzione.

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Matteo Ricci e la condivisione dell’amicizia: il Patriarca ai microfoni di Bluradio Veneto »

“La grande strategia scelta da padre Matteo Ricci – afferma il patriarca Scola – è quella di un’inculturazione non intesa come processo culturale, ma come condivisione di amicizia con il mondo cinese, che scaturisce dal convincimento di poter portare qualcosa a quel mondo, che è la sua fede in Cristo”.

Cliccando qui è possibile riascoltare le dichiarazioni che il card. Scola ha rilasciato a BluRadio Veneto in occasione della presentazione alla sessantaseiesima Mostra del Cinema di Venezia del docufilm «Matteo Ricci: un gesuita nel regno del drago».

Non sarà la scienza a salvarci: l’analisi di Eugenia Roccella »

roccellaLa sofferenza, il dolore dell’uomo e l’opera del Redentore: in merito ai temi affrontati dal Patriarca Scola nel discorso del Redentore, riportiamo qui il pensiero di Eugenia Roccella, Sottesegretario di Stato al Lavoro, alla Salute e alle Politiche sociali, pubblicato da Il Gazzettino del 27/07/2009.

“L’esperienza del dolore è sempre stata la più misteriosa e contraddittoria della condizione umana, il muro contro cui si sono infrante tutte le spiegazioni razionali, e tutti i tentativi di affermare l’orgogliosa autosufficienza dell’individuo. Non c’è un’etica laica in grado di dare senso al dolore, non c’è che il grido disperato contro il Dio che è morto, o la rassegnazione all’assoluta casualità dell’essere qui, confortata al massimo da una consapevolezza dignitosa e sommessamente eroica. Oggi anche questa consapevolezza leopardiana tende ad affievolirsi, e prevale la volontà di scansare il problema: sempre giovani, in buona salute, attivi e disposti al consumo, speranzosi nelle infinte possibilità della tecnoscienza, allontaniamo il pensiero della morte e affidiamo il dolore, anche quello interiore, ai farmaci. Solo la Croce è rimasta a ricordare a tutti che l’uomo è impastato di sofferenza, solo il simbolo del divino è rimasto a testimoniare i limiti dell’umano.

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Gustiamo ed adoriamo Cristo presente qui ed ora: il fascino inesauribile di Venezia è segnato dall’eterna alleanza con Dio »

Si è snodata per la calli di Venezia attorno a S.Marco domenica 14 giugno  nel pomeriggio la processione guidata dal Patriarca per la Festa del Corpus Domini. Intensa e numerosa la partecipazione dei veneziani a tale gesto.
Qui è disponibile l’omelia letta dal Patriarca Scola e la preghiera al Santissimo Sacramento per la città di Venezia.

Es 24,3-8; Sal 115; Eb 9,11-15; Mc 14,12-16.22-26

1. Alzatosi di buon mattino Mosé erige un altare e, con la collaborazione «di alcuni giovani israeliti» (Es 24, 5), si procura, mediante il sacrificio di giovenchi, il sangue che, versato in catini, spargerà metà sull’altare e a metà sul popolo. Il popolo, appositamente convocato, ascolta da Mosé la lettura del Libro dell’alleanza. Soprattutto vi aderisce proclamando a una sola voce: «Tutti i comandamenti che il Signore ha dato, noi li eseguiremo» (Es 24, 3).
Recuperiamoci, in questo momento, da ogni distrazione per immedesimarci in questa scena sacrale. Cosa esprime?
Il sangue nell’Antico Testamento è la vita ed appartiene a Dio. Significa che, in forza dell’alleanza, una stessa vita circola d’ora in avanti tra Dio ed il suo “primogenito” Israele.

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