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		<title>Scola, &#8220;Buone ragioni&#8221; per avere fiducia. La recensione del nuovo libro del Patriarca dal Gazzettino</title>
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		<pubDate>Fri, 10 Sep 2010 09:49:02 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">GAZZETTINO &#8211; Viene proposto qui di seguito un articolo pubblicato sul &#8220;Gazzettino&#8221; venerdì 10 settembre in occasione dell&#8217;uscita del nuovo libro del Patriarca edito da Mondadori, <em>Buone ragioni per la vita comune. Religione, politica, economia</em> (pp. 120, Euro 17,50). (per ulteriori info sulla nuova pubblicazione si rimanda al <a href="http://angeloscola.it/2010/08/26/buone-ragioni-per-la-vita-in-comune-il-nuovo-libro-del-patriarca/" target="_self">post precedente</a>).</p>
<p style="text-align: justify;">Basta leggere un giornale. La crisi economica spaventa soprattutto il ceto medio, due famiglie su tre non ce la fanno ad affrontare una spesa imprevista di mille euro. Nel mondo, metà della popolazione non supera la linea dei 2 dollari al giorno procapite.</p>
<p style="text-align: justify;">La politica è fortemente instabile in un Paese che ha bisogno di stabilità. La morale si è smarrita dietro inchieste giudiziarie per corruzione e l’arroganza di certo potere convinto dell’impunità. Al dialogo si è sostituita la rissa, le voci del dissenso sono accolte con lanci di insulti e di fumogeni. Le tensioni sociali lacerano, gli immigrati più che come risorsa sono visti come pericolo: c’è chi vuole inasprire il respingimento, chi – come in Francia – accompagna i rom alla frontiera con 30 euro in tasca. Quasi si potesse comprare tutto, anche la speranza e la libertà.</p>
<p style="text-align: justify;">L’integralismo rialza la testa e fa leva sulla paura: a Milano un ministro nega lo spazio per una moschea; negli Usa un pastore battista vuole bruciare il Corano l’11 settembre per affermare una religione, una sola.<span id="more-4380"></span></p>
<p style="text-align: justify;">Ma non bisogna smarrire la fiducia nell’umanità. Siamo all’inizio di un tempo nuovo, all’uomo del Terzo Millennio è stata data la possibilità di scegliere chi vuole essere e che mondo vuole lasciare ai figli. Una grande scommessa che vincerà, ma lungo la strada avrà bisogno di consigli e di molte buone ragioni.</p>
<p style="text-align: justify;">“Buone ragioni per la vita in comune: religione, politica, economia” (Mondadori, pagine 110, euro 17,50) s’intitola il libro di Angelo Scola, cardinale, Patriarca di Venezia, personaggio di primo piano della Chiesa che si è distinto in battaglie sulla bioetica, sulla forza del dialogo tra religioni e su temi sociali, dalla morale all’immigrazione. Scola sostiene con coraggio ad esempio l’idea di un “meticciato di civiltà e culture”.</p>
<p style="text-align: justify;">Il cardinale scrive di un mondo che in vent’anni ha dovuto affrontare impreparato tre fatti devastanti: la caduta del Muro nel 1989 e la fine del comunismo, con la sconfitta delle ideologie; gli attentati dell’11 settembre 2001, coll’esplosione dell’integralismo e le guerre che sono seguite; la grande crisi economica del 2008. Non perde di vista la globalizzazione che rischia di rendere tutti differenti e per questo tutti uguali, ma si riporta costantemente in Italia. Il teologo si alterna all’antropologo, l’uomo di fede al sociologo laico. Non dimentica le origini, una famiglia operaia in un mondo contadino in riva al lago: non trascura i conflitti del mondo del lavoro, i pericoli di un paese per vecchi nel quale i giovani più fortunati sono precari.</p>
<p style="text-align: justify;">Il libro è una riflessione sul ruolo della religione nella società in rapporto alla politica e all’economia. Dice Scola che lo Stato non è un contenitore vuoto e anonimo da riempire a piacimento, ma uno spazio non confessionale in cui ciascuno – con rispetto delle tradizioni – può portare il proprio contributo all’edificazione del bene comune. L’autore affronta il problema della laicità dello Stato, irrinunciabile; ribadisce che la libertà religiosa non ha bisogno di essere istituita dallo Stato, ma soltanto di essere riconosciuta come intrinseca all’uomo. Il modello di comportamento indicato è quello di “nuova laicità”.</p>
<p style="text-align: justify;">Come può muoversi un cattolico, senza nascondere l’appartenenza alla Chiesa, in un ambiente che dimentica spesso la moralità, che cede alla tentazione di sostituire alla natura umana il criterio di vita biologica? Il cristianesimo – ribadisce Scola – non può essere visto come una religione civile che funga da collante sociale per le democrazie europee in affanno. Le religioni non devono esprimersi nella società in forza dei privilegi concessi dallo Stato, ma operare attraverso la famiglia, la scuola, le associazioni, i quartieri. La Chiesa collabora e sostiene la politica, non la sostituisce. Su morale e giustizia l’autore cita Sant’Agostino: “Se non è rispettata la giustizia, che cosa sono gli Stati se non delle grandi bande di ladri?”. La Chiesa ha una specifica funzione educatrice.</p>
<p style="text-align: justify;">La caduta del Muro ha posto fine all’unità politica dei cattolici italiani, ma il fatto di non essere più garantiti da un unico partito, conclude Scola, può aiutare a “rendere pubblicamente ragione della fecondità sociale della propria fede”. Ecco il ritorno alla “nuova laicità” che deve vedersela col nemico più subdolo e pericoloso di questi tempi: l’indifferenza. Sono tante le buone ragioni per leggere un libro che è scritto con uno stile divulgativo e accessibile, anche quando deve trasmettere messaggi profondi.</p>
<p style="text-align: justify;">Al pastore battista che vorrebbe bruciare il Corano, Scola dà una risposta col testamento spirituale di padre Christian de Chergè, priore del monastero in Algeria dove i religiosi furono trucidati dagli integralisti islamici. Aveva scritto quelle parole tre anni prima del massacro per allontanare il sospetto che “questo popolo che io amo venisse accusato del mio assassinio”. Per il monaco trappista tutti gli uomini erano suoi fratelli: “Padre nostro, Padre di tutti e due”.</p>
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		<title>La sfida educativa, il Patriarca incontra gli Insegnanti di religione cattolica</title>
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		<pubDate>Thu, 09 Sep 2010 09:33:03 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[LA SFIDA EDUCATIVA - Mercoledì 8 settembre, presso il Centro pastorale Card. Urbani di Zelarino, il Patriarca è intervenuto al corso di formazione che in questi giorni sta coinvolgendo gli insegnanti di religione cattolica della scuola dell&#8217;infanzia e della scuola primaria (I.r.c.) sul tema &#8220;L&#8217;Insegnante di Religione, docente efficace nella sfida educativa&#8220;. A termine dell&#8217;incontro è stata [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">LA SFIDA EDUCATIVA - Mercoledì 8 settembre, presso il Centro pastorale Card. Urbani di Zelarino, il Patriarca è intervenuto al corso di formazione che in questi giorni sta coinvolgendo gli insegnanti di religione cattolica della scuola dell&#8217;infanzia e della scuola primaria (<a href="http://www.ircvenezia.it/index.html" target="_blank">I.r.c</a>.) sul tema &#8220;<em>L&#8217;Insegnante di Religione, docente efficace nella sfida educativa</em>&#8220;. A termine dell&#8217;incontro è stata poi celebrata la festa della natività di Maria con la S. Messa presieduta dal card. Angelo Scola.</p>
<p style="text-align: justify;">Viene pubblicato qui di seguito un passaggio dell&#8217;intervento del Patriarca:</p>
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</span><p><a href="http://www.youtube.com/watch?v=QYc09XGlMNs&fmt=18">www.youtube.com/watch?v=QYc09XGlMNs</a></p></a></p>
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		<title>&#8220;Ripensare i diritti in una società plurale&#8221;, l&#8217;intervento del Patriarca alla Summer school di Asset</title>
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		<pubDate>Mon, 06 Sep 2010 15:09:15 +0000</pubDate>
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SUMMER SCHOOL ASSET – Ha preso avvio lunedì 6 settembre a Venezia, presso la Fondazione Giorgio Cini nell’isola di San Giorgio, la Summer school internazionale promossa dalla nuova Alta Scuola Società Economia e Teologia (Asset) dello Studium Generale Marcianum dal titolo “Ripensare i diritti in una società plurale”. Ad aprire i lavori, che termineranno venerdì 10 [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.flickr.com/photos/angeloscola/4963238955/" title="Summer School Asset 2010 di Angelo Scola, su Flickr"><img src="http://farm5.static.flickr.com/4084/4963238955_ff9fac4e46.jpg" width="500" height="375" alt="Summer School Asset 2010" /></a>
<p style="text-align: justify;">SUMMER SCHOOL ASSET – Ha preso avvio lunedì 6 settembre a Venezia, presso la Fondazione Giorgio Cini nell’isola di San Giorgio, la Summer school internazionale promossa dalla nuova Alta Scuola Società Economia e Teologia (Asset) dello <a href="http://www.marcianum.it/marcianum/" target="_blank">Studium Generale Marcianum </a>dal titolo “Ripensare i diritti in una società plurale”. Ad aprire i lavori, che termineranno venerdì 10 settembre, i saluti di Mons. Edwin Brian Ferme, Rettore della Fondazione Studium Generale Marcianum e gli interventi del Patriarca e di Francesco Pizzetti (presidente Autorità garante privacy).</p>
<p style="text-align: justify;">Viene qui di seguito pubblicato un intervento del Patriarca già pubblicato domenica scorsa da &#8220;Il Sole 24 ore&#8221;:</p>
<p style="text-align: justify;">Il diritto costituisce ormai la lingua franca dei popoli e delle culture , sotto un duplice profilo.</p>
<p style="text-align: justify;">In primo luogo, il diritto rappresenta palesemente un livello privilegiato di scambio, di confronto e di relazione tra le diverse tradizioni e i diversi popoli . Questo diviene evidente se si pone mente, in particolare, ai diritti umani, o a quelli che, con altro lessico, vengono definiti i &#8220;diritti fondamentali&#8221;. Il motore del cambiamento del diritto in un Paese è spesso rappresentato dalla recezione del diritto o della prassi di un altro Stato, o di soluzioni raccolte e rilanciate dai trattati internazionali . Quel che accade altrove, dunque, ha un peso per l&#8217;esperienza giuridica di ciascun Paese.<span id="more-4355"></span></p>
<p style="text-align: justify;">In secondo luogo, il diritto ha un ruolo specifico in ciascuna società: un ruolo che non è più ormai solo regolativo, di normalizzazione dei rapporti. L&#8217;idea di cambiamento sociale, di evoluzione all&#8217;interno di una medesima società sembra quasi inevitabilmente assumere dei connotati giuridici. Quando si parla di cambiamento, si attinge quasi sempre &#8211; e forse anzitutto &#8211; all&#8217;esperienza giuridica. Pare che quando una società giudica se stessa, o un&#8217;altra comunità, cerchi nel diritto i parametri del giudizio. Il diritto è divenuto, per così dire, uno dei linguaggi in cui parla l&#8217;universale.</p>
<p style="text-align: justify;">Quale idea di uomo dietro i nuovi diritti?. Il sempre più insistente e diffuso richiamo alla dignità umana non mette al riparo da dubbi su quale idea di uomo sia implicata nei nuovi diritti. Il dibattito sull&#8217;argomento ha adeguatamente messo in luce come il catalogo di diritti fondamentali abbia subito consistenti variazioni negli ultimi decenni, in prospettiva sia internazionale sia interna ad ogni Paese. Due filoni interpretativi, forse incompatibili, si sono affermati in proposito: da una parte, un&#8217;idea gradualistica della dignità umana, che differenzia il valore e la tutela della vita in funzione delle circostanze nelle quali un individuo si trova; dall&#8217;altra, una visione dell&#8217;uomo quale soggetto singolo che prescinde dal contesto nel quale è inserito . Queste nuove concezioni dei diritti si sono innestate sull&#8217;antica radice lockeana del liberalismo, promuovendo una nuova stagione d&#8217;individualismo giuridico, dai caratteri largamente inediti rispetto a quelli cui ci aveva abituato il liberalismo tradizionale.</p>
<p style="text-align: justify;">In estrema sintesi, l&#8217;esperienza giuridica, soprattutto di matrice americana , oggi sembra collocare il singolo al centro dell&#8217;ordinamento, saltando i legami sociali nei quali la sua vita concreta è inserita. Un aspetto non privo di ambiguità e di tutto rilievo, vista l&#8217;influenza che da alcuni decenni la cultura giuridica anglosassone ed americana va acquisendo anche sul Continente ed in particolare in Italia .</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;ambiguità del quadro di riferimento su cui si sviluppano i nuovi diritti, centrata sull&#8217;individuo, finisce per coinvolgere il rapporto tra società e Stato. Se il compito del diritto è consentire la mera contiguità di individui che si muovono su binari paralleli, la vita associata scompare dall&#8217;orizzonte del diritto. Staccare concettualmente il soggetto dal contesto sociale di riferimento, privarlo di legami e relazioni, o semplicemente disconoscere il ruolo decisivo che la società possiede nell&#8217;affermazione della personalità di ciascuno, ha delle implicazioni rilevanti. Infatti, quest&#8217;approccio impoverisce il ruolo della società civile e attribuisce alla sola autorità politica il compito di tutela e di cura degli individui. Siamo di fronte alla paradossale affermazione di una massiccia centralità dello Stato, proprio in un momento in cui gli ordinamenti vanno dando spazio, almeno formalmente, al principio di sussidiarietà.</p>
<p style="text-align: justify;">Diritti sì, se sostenibili. Oltre alla nuova fisionomia dei diritti, va considerata la loro sostenibilità. La circolazione dei diritti, la trasmissione da un Paese all&#8217;altro di soluzioni giuridiche, o le decisioni prese dall&#8217;Unione Europea, presentano degli aspetti di grande complessità. Se il ventaglio di diritti e di doveri si allarga mentre l&#8217;orizzonte sociale si fa sempre più complesso, questo non può non generare degli scossoni agli equilibri di ciascuno Stato. L&#8217;ampliamento delle tutele o l&#8217;inserimento di nuovi doveri ha delle inevitabili ricadute sul piano economico, produttivo e sociale pressoché immediate. Non è realistico separare il tema dei diritti e dei doveri da quello delle esigenze sociali ed economiche, se non al prezzo di creare diritti non concretamente esercitabili o persino distruttivi per il futuro della società .</p>
<p style="text-align: justify;">Una prospettiva che non tiene conto delle implicazioni sociali ed economiche dei diritti non è semplicemente miope; è già angusta in partenza. L&#8217;opposizione tra esigenze di tutela della persona ed esigenze economiche, che talvolta può senz&#8217;altro esistere nella pratica, non si dà sempre necessariamente. Riproporre il rapporto tra diritto ed economia in termini oppositivi significa replicare quell&#8217;antropologia individualista, questa volta di marca hobbesiana, che separa il soggetto dalle esigenze sociali del contesto in cui vive. Quando l&#8217;ipertrofia dei diritti soffoca la vita economica, rivela per ciò stesso dei difetti radicali ed intrinseci.</p>
<p style="text-align: justify;">La sfida della modernità giuridica: il caso dell&#8217;islam. Un modello antropologico individualista non è forse nemmeno un buon terreno comune per affrontare i processi migratori, dal momento che non è di facile assimilazione da parte delle culture non occidentali. Si tratta di un aspetto non secondario del fenomeno di globalizzazione dei diritti, che si rivolge proprio al campo dell&#8217;immigrazione e ai Paesi nei quali la tradizione religiosa gioca un ruolo giuridicamente molto rilevante.</p>
<p style="text-align: justify;">Il drammatico sorgere ovunque di una società plurale, nella quale è chiaramente in atto un processo di &#8220;meticciato&#8221;, termine che uso per indicare il processo di inesausta interazione tra le identità , non può non avere delle ripercussioni sull&#8217;esperienza giuridica sia nei Paesi d&#8217;immigrazione, sia in quelli d&#8217;emigrazione. I cosiddetti diritti di nuova generazione non possono non fare i conti con questa prospettiva: i &#8220;nuovi diritti&#8221; devono inevitabilmente misurarsi con una &#8220;società nuova&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">V&#8217;è un altro aspetto del problema da considerare. L&#8217;esperienza giuridica si può ragionevolmente trasmettere e affermare se coglie un profilo esistente nella cultura con la quale si relaziona . Si tratta di una sfida cui la riflessione giuridica attuale non può sottrarsi. L&#8217;esportazione della cultura giuridica che si va sviluppando nei nostri Paesi può essere interpretata in due sensi, diametralmente opposti. Può consistere in una sottile riedizione del colonialismo, grazie alla quale s&#8217;impone a una cultura altra una pratica ad essa estranea; oppure, al contrario, può essere la sincera proposta di un valore affinché un altro ordinamento lo riconosca: proposta attenta, a sua volta, ad accogliere le buone pratiche che quell&#8217;ordinamento suggerisce.</p>
<p style="text-align: justify;">Questo vale innanzitutto per le società islamiche e per le rilevanti presenze islamiche nelle società occidentali. La capacità degli ordinamenti attuali di controllare i fenomeni sociali, di dare loro uno sbocco e una prospettiva, di integrarli nel quadro di una normalità di relazioni, è messa alla prova da una presenza religiosa, variegata eppure dotata di forte coesione interna, che s&#8217;impone su un piano collettivo,.</p>
<p style="text-align: justify;">La tenace riedizione di logiche illuministiche, che puntano alla convivenza scommettendo sulla separazione tra arena pubblica e spazio privato, e tra ambito religioso e secolare, non sembra giocare a favore di questa normalizzazione dei rapporti . Non può essere il timore della presenza islamica a riproporre un modello già in crisi all&#8217;interno del contesto europeo tradizionale e che la dottrina giuridica non ha mancato di stigmatizzare ripetutamente , perché esclude dalla vita sociale proprio quanto le persone religiose hanno di più caro . Una netta separazione tra sfera secolare e sfera religiosa non sembra aiutare la convivenza, anzi la priva di ragioni.</p>
<p style="text-align: justify;">Lo sfondo: il valore &#8220;pratico&#8221; di vivere insieme</p>
<p style="text-align: justify;">È rimasto finora sullo sfondo di questa riflessione il tema che più direttamente chiama in causa la filosofia e la teologia. Maritain, all&#8217;indomani della felice chiusura della Dichiarazione universale dei diritti dell&#8217;uomo (1948), affermava che l&#8217;accordo si era potuto raggiungere a prescindere dal tema del fondamento dei diritti stessi. In sostanza, i vari soggetti avevano convenuto sul contenuto della Dichiarazione, ciascuno a partire dai propri presupposti religiosi, filosofici, ideologici e culturali, senza trovare un terreno teorico d&#8217;intesa comune.</p>
<p style="text-align: justify;">La più avveduta filosofia politica odierna, considerando la natura plurale delle democrazie, ha visto l&#8217;aspetto positivo di quella scelta, sviluppando organicamente quello che allora fu un semplice dato di fatto. È necessario, attraverso procedure pattuite, conferire valore politico al bene sociale primario di carattere pratico: il fatto di vivere insieme. Questo dato sociale deve essere elevato al rango di bene politico da tutti e promosso dalle istituzioni. Ciò non richiede nessun accordo preventivo circa la sua fondazione. All&#8217;interno di questo spazio, garantito a tutti, potrà attuarsi il dinamismo del riconoscimento dialogico tra i soggetti sui singoli contenuti di valore, in un confronto serrato ma sempre aperto tra mondovisioni diverse. In tale ottica, il bene pratico politico dell&#8217;essere in società potrebbe costituire quell&#8217;universale politico che il processo di secolarizzazione ha smarrito lungo la modernità .</p>
<p style="text-align: justify;">Il compito. Qui s&#8217;innesta il ruolo specifico della dimensione teologica e della dottrina sociale della Chiesa, che il Marcianum può mettere in campo. Non si tratta di mettere &#8220;vino nuovo in otri vecchi&#8221;, ma di far riemergere il vero volto di quei diritti. Quest&#8217;operazione interpella l&#8217;intero orizzonte delle scienze umane e teologiche. Qualsiasi catalogo di diritti ha, da un lato, delle implicazioni economiche e sociali formidabili, ma a ben vedere è esso stesso il prodotto di un certo sguardo sull&#8217;uomo che è sempre io-in-relazione. Per recuperare il vero volto dei diritti è indispensabile affrontarne la dimensione antropologica e sociale: un obiettivo verso il quale convergono le diverse scienze e saperi, ciascuno con la propria specificità ma in una prospettiva che sempre più domanda transdisciplinarietà.</p>
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		<title>Mostra del cinema di Venezia, il Patriarca consegna il &#8220;Premio Bresson&#8221; al regista Mahamat-Saleh Haroun</title>
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		<pubDate>Mon, 06 Sep 2010 13:01:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ufficiostampa</dc:creator>
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		<description><![CDATA[MOSTRA DEL CINEMA DI VENEZIA -- Lunedì 6 settembre alle ore 11.30, presso lo “spazio della Fondazione Ente dello Spettacolo”, il Patriarca ha consegnato il premio Robert Bresson a Mahamat-Saleh Haroun, regista originario del Ciad che attraverso le sue opere continua a raccontarci la tragedia di un Paese sospeso sul baratro dell’autodistruzione, afflitto dalla povertà, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">MOSTRA DEL CINEMA DI VENEZIA -- Lunedì 6 settembre alle ore 11.30, presso lo “spazio della Fondazione Ente dello Spettacolo”, il Patriarca ha consegnato il premio Robert Bresson a Mahamat-Saleh Haroun, regista originario del Ciad che attraverso le sue opere continua a raccontarci la tragedia di un Paese sospeso sul baratro dell’autodistruzione, afflitto dalla povertà, calpestato nei diritti e ferito dalle troppe guerre, eppur capace ancora di sollevare gli occhi per un ultimo, umanissimo appello alla speranza.</p>
<p style="text-align: justify;">Il &#8221;Premio Bresson&#8221; è attribuito dalla Fondazione Ente dello Spettacolo, che opera dal 1946 all&#8217;interno della cultura cinematografica italiana, e dalla Rivista del Cinematografo al regista che abbia dato una testimonianza significativa del difficile cammino verso la ricerca del significato spirituale della nostra vita. Tra i premiati alcuni dei registi più prestigiosi del panorama cinematografico mondiale, come Giuseppe Tornatore, Wim Wenders, Zhang Yuan, Aleksandr Sokurov e Walter Salles.</p>
<p style="text-align: justify;">Viene pubblicato qui di seguito l&#8217;intervento del Patriarca in occasione della consegna del premio a Mahamat-Saleh Haroun:</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.youtube.com/watch?v=Yi2IL6kBQoQ"><span class="youtube">
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		<title>Famiglia, giovani e lavoro. La conferenza stampa a margine del Convegno diocesano</title>
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		<pubDate>Sat, 04 Sep 2010 19:10:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ufficiostampa</dc:creator>
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		<description><![CDATA[CONVEGNO DIOCESANO -- Si è concluso oggi, sabato 4 settembre, al Centro pastorale card. Urbani di Zelarino, il Convegno diocesano sul tema “L’amore tra l’uomo e la donna: matrimonio e famiglia nella comunità ecclesiale e nella società civile”. 
A seguito dell&#8217;intervento del Patriarca, teso a trarre le prime conclusioni delle due giornate di lavoro, si è tenuta la conferenza [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">CONVEGNO DIOCESANO -- Si è concluso oggi, sabato 4 settembre, al Centro pastorale card. Urbani di Zelarino, il Convegno diocesano sul tema “L’amore tra l’uomo e la donna: matrimonio e famiglia nella comunità ecclesiale e nella società civile”. </p>
<p style="text-align: justify;">A seguito dell&#8217;intervento del Patriarca, teso a trarre le prime conclusioni delle due giornate di lavoro, si è tenuta la conferenza stampa della quale si riportano in questo video alcuni passaggi: </p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.youtube.com/watch?v=7DPVXVcFNAU"><span class="youtube">
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		<title>MEETING DI RIMINI/ &#8220;Desiderare Dio. Chiesa e post-modernità&#8221;. Il video dell&#8217;intervento del Patriarca</title>
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		<pubDate>Thu, 02 Sep 2010 08:40:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ufficiostampa</dc:creator>
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		<description><![CDATA[MEETING DI RIMINI -- Viene pubblicato qui di seguito il video dell’intervento del Patriarca al XXXI Meeting di Rimini. La prolusione sul tema  &#8221;Desiderare Dio. Chiesa e post-modernità&#8221; è stata introdotta da Giancarlo Cesana, Docente di Igiene all&#8217;Università degli Studi di Milano Bicocca (il testo integrale pronunciato dal Patriarca è disponibile cliccando qui):
 






www.youtube.com/watch?v=HJv_4GVajaA
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">MEETING DI RIMINI -- Viene pubblicato qui di seguito il video dell’intervento del Patriarca al XXXI Meeting di Rimini. La prolusione sul tema  &#8221;Desiderare Dio. Chiesa e post-modernità&#8221; è stata introdotta da Giancarlo Cesana, Docente di Igiene all&#8217;Università degli Studi di Milano Bicocca (il testo integrale pronunciato dal Patriarca è disponibile cliccando <a href="http://angeloscola.it/2010/08/25/meeting-di-rimini-desiderare-dio-chiesa-e-post-modernita-lintervento-del-patriarca/" target="_blank">qui</a>):</p>
<p> <a href="http://www.youtube.com/watch?v=HJv_4GVajaA"><span class="youtube">
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</span><p><a href="http://www.youtube.com/watch?v=HJv_4GVajaA&fmt=18">www.youtube.com/watch?v=HJv_4GVajaA</a></p></a></p>
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		<title>Summer school di Asset, &#8220;Ripensare i diritti in una società plurale&#8221;</title>
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		<pubDate>Wed, 01 Sep 2010 08:04:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ufficiostampa</dc:creator>
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		<description><![CDATA[SUMMER SCHOOL ASSET &#8211; Dal 6 al 10 settembre a Venezia esperti internazionali di diritto a confronto alla Summer School proposta dall’Alta scuola del Marcianum. La mattina di lunedì 6, in apertura, gli interventi del card. Angelo Scola e Francesco Pizzetti (presidente Autorità garante privacy)
Di “diritti”, ormai, si parla in ogni ambito della vita: dalla [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">SUMMER SCHOOL ASSET &#8211; <strong>Dal 6 al 10 settembre a Venezia esperti internazionali di diritto a confronto alla Summer School proposta dall’<a href="http://www.marcianum.it/marcianum/s2magazine/index1.jsp?idPagina=550" target="_blank">Alta scuola del Marcianum</a></strong>. La mattina di lunedì 6, in apertura, gli interventi del card. Angelo Scola e Francesco Pizzetti (presidente Autorità garante privacy)</p>
<p style="text-align: justify;">Di “diritti”, ormai, si parla in ogni ambito della vita: dalla cronaca politica fino ai talk show televisivi più popolari la rivendicazione dei diritti è tema quotidiano del dibattito pubblico in Italia e in tutte le democrazie occidentali. Basti pensare alla rivendicazione del diritto alla privacy in materia di intercettazioni o al dibattito sul diritto di informare per i giornali e i giornalisti ma anche alle domande aperte sul diritto a decidere della propria morte o sul diritto di fare un figlio quando e come si vuole ecc.</p>
<p style="text-align: justify;">Questi temi sono resi ancor più ardui dalla compresenza &#8211; nella nostra società plurale &#8211; di culture giuridiche differenti che chiedono di essere riconosciute o che, addirittura a volte, pretenderebbero di porsi in alternativa alla cultura giuridica tradizionale del Paese in cui si radicano (v. il caso della <em>sharia</em>). In sintesi, non esiste più un settore della vita pubblica, della politica o dell’economia o della religione che non sia provocato dalla questione “diritti”.<span id="more-4324"></span></p>
<p style="text-align: justify;">La nuova Alta Scuola Società Economia e Teologia (Asset) dello Studium Generale Marcianum intende affrontare con il suo lavoro culturale e di ricerca questa nuova frontiera. <strong>La prossima Summer School Internazionale dal titolo “Ripensare i diritti in una società plurale”- a Venezia dal 6 al 10 settembre presso la Fondazione Giorgio Cini nell’isola di San Giorgio</strong> &#8211; vedrà personalità di livello internazionale confrontarsi proprio su questi temi brucianti.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Aprirà i lavori la mattina di lunedì 6 settembre (ore 9.30) il card. Angelo Scola che terrà la lezione introduttiva</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Tra i numerosi relatori che interverranno durante la Summer School si segnalano tra gli altri: <em>Robert George</em> della Princeton Law School (e già presidente del Consiglio presidenziale per la Bioetica degli Stati Uniti); <em>James Withman</em> della Yale Law School, <em>Francesco Pizzetti</em>, presidente dell’Autorità garante della privacy; <em>Abdullahi Ahmed An-Na&#8217;im</em> della Emory University di Atlanta (Usa), studioso di Islam e diritti umani; <em>Francesco D’Agostino</em>, presidente emerito del Comitato italiano di Bioetica; <em>Massimo Papa</em>, esperto di diritto privato comparato e di diritto islamico dell’Università di Tor Vergata a Roma.</p>
<p style="text-align: justify;">Si sono iscritti alla Summer School di Asset circa 60 tra studenti post-grado, dottorandi, ricercatori, assegnisti di ricerca e professori, provenienti da istituzioni di ricerca e università italiane ma anche dall’estero (St. Bennet Hall, University of Oxford, Université Sorbonne Paris, Universidad Complutense Madrid, Ecole Hautes Etudes en Sciences Sociales Paris, Magdalen College, University of Oxford, Tony Blair Faith Foundation London, Institute GPII Catholic University Lublin, Università Complutense Madrid, Universidad Ceu San Pablo Madrid).</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Convegno diocesano, due giorni sul tema della famiglia</title>
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		<pubDate>Mon, 30 Aug 2010 09:11:15 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[CONVEGNO DIOCESANO &#8211; E&#8217; previsto per i giorni 3 e 4 settembre, al Centro pastorale card. Urbani di Zelarino, il Convegno diocesano sul tema &#8220;L&#8217;amore tra l&#8217;uomo e la donna: matrimonio e famiglia nella comunità ecclesiale e nella società civile&#8221;. All&#8217;appuntamento sono invitati &#8211; insieme al Patriarca e al Vescovo ausiliare &#8211; il Consiglio di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://angeloscola.it/files/2010/08/famiglia.jpg" rel="lightbox[4311]"></a><a href="http://angeloscola.it/files/2010/08/famiglia2.jpg" rel="lightbox[4311]"></a><a href="http://angeloscola.it/files/2010/08/famiglia21.jpg" rel="lightbox[4311]"><img class="alignright size-full wp-image-4321" title="famiglia2" src="http://angeloscola.it/files/2010/08/famiglia21.jpg" alt="" width="252" height="245" /></a>CONVEGNO DIOCESANO &#8211; E&#8217; previsto per i giorni <strong>3 e 4 settembre</strong>, al <strong>Centro pastorale card. Urbani di Zelarino</strong>, il <strong>Convegno diocesano sul tema &#8220;L&#8217;amore tra l&#8217;uomo e la donna: matrimonio e famiglia nella comunità ecclesiale e nella società civile&#8221;.</strong> All&#8217;appuntamento sono invitati &#8211; insieme al Patriarca e al Vescovo ausiliare &#8211; il Consiglio di Curia, i Vicari foranei, il Consiglio presbiterale, i direttori degli Uffici di Curia, i membri della Consulta della Aggregazioni laicali e della Commissione diocesane dei gruppi d&#8217;ascolto, i rappresentanti delle parrocchie e, visto l&#8217;argomento trattato, la Commissione diocesana per la Pastorale degli sposi e della famiglia.</p>
<p style="text-align: justify;">Il Convegno si aprirà <span style="text-decoration: underline;">venerdì 3 settembre</span> alle ore 9.30 con un momento di preghiera; seguirà, alle 10.00, l&#8217;introduzione ai lavori e la relazione di mons. Silvio Zardon (direttore dell&#8217;Ufficio diocesano per la Pastorale degli sposi e della famiglia); dopo una breve pausa, alle 11.30, ci sarà l&#8217;intervento dei coniugi Ornella e Daniele Garota e poi, attorno alle 12.00, quello di Marina e Gianpaolo Salvador che presenteranno il sussidio &#8220;Sulla via dell&#8217;amore&#8221;. Alle 12.30 è previsto il pranzo e alle 14.30 si riprenderà con la presentazione dei cinque gruppi di ricerca i cui lavori occuperanno buona parte del pomeriggio fino alla preghiera del vespro (fissata alle 17.30).</p>
<p style="text-align: justify;">La mattina di <span style="text-decoration: underline;">sabato 4</span> si riprenderà alle 9.30 con la preghiera delle lodi e si passerà subito alla presentazione delle sintesi di quanto emerso nei gruppi di ricerca. Alle 11.30 interverrà il Patriarca per trarre le prime conclusioni dei lavori del Convegno diocesano e seguiranno, infine, le comunicazioni del vicario generale.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>LIBRI PER L&#8217;ESTATE/ &#8220;Confessioni&#8221;</title>
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		<pubDate>Sun, 29 Aug 2010 07:30:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ufficiostampa</dc:creator>
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		<description><![CDATA[LIBRI PER L&#8217;ESTATE &#8211; La proposta di lettura di questa settimana, che si rivolge soprattutto ad un pubblico giovane, è il testo di Agostino, Confessioni, (Città Nuova, Roma 2000, Paoline, Milano 2002).
Le &#8220;Confessioni&#8221; di Agostino iniziano un&#8217;epoca nuova del pensiero filosofico. Non c&#8217;è, per imparare la sapienza, altro curriculum che l&#8217;ordine dei giorni, altra &#8220;via&#8221; [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://angeloscola.it/files/2010/08/Agostino.jpg" rel="lightbox[4306]"><img class="alignright size-full wp-image-4307" title="Agostino" src="http://angeloscola.it/files/2010/08/Agostino.jpg" alt="" width="120" height="201" /></a>LIBRI PER L&#8217;ESTATE &#8211; La proposta di lettura di questa settimana, che si rivolge soprattutto ad un pubblico giovane, è il testo di Agostino, <em>Confessioni,</em> (Città Nuova, Roma 2000, Paoline, Milano 2002).</p>
<p style="text-align: justify;">Le &#8220;Confessioni&#8221; di Agostino iniziano un&#8217;epoca nuova del pensiero filosofico. Non c&#8217;è, per imparare la sapienza, altro curriculum che l&#8217;ordine dei giorni, altra &#8220;via&#8221; che un percorso esistenziale. Quello dell&#8217;esistenza ansante e inappagata, che non si è sottratta alle comuni speranze e disperazioni, che ha corso in lungo e in largo la terra e ha voluto sperimentare ogni cosa umana, senza tenerne a distanza alcuna, assaporandole tutte o lasciandosene urtare, ferire, dominare, invece di limitarsi a esercitare il sereno potere della vista, che le domina da lontano. La metafisica non si svela veramente che nello specchio &#8211; e nell&#8217;enigma &#8211; di un destino personale.</p>
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		<title>UNA NUOVA LAICITA&#8217;/ &#8220;La domanda di senso oggi&#8221;</title>
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		<pubDate>Sat, 28 Aug 2010 07:40:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ufficiostampa</dc:creator>
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		<description><![CDATA[UNA NUOVA LAICITA’ – Viene proposto anche questa settimana, sull’acceso dibattito sulla laicità dello stato, uno stralcio del capitolo VII del libro del card. Angelo Scola, “Una nuova laicità. Temi per una società plurale” (Marsilio, 2007):
&#8220;La domanda di senso oggi&#8221;
Non sono pochi gli stimoli pieni di fascino che il pensiero contemporaneo non cessa di offrire [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">UNA NUOVA LAICITA’ – Viene proposto anche questa settimana, sull’acceso dibattito sulla laicità dello stato, uno stralcio del capitolo VII del libro del card. Angelo Scola, “<a href="http://www.ibs.it/code/9788831792196/scola-angelo/una-nuova-laicita.html" target="_blank">Una nuova laicità. Temi per una società plurale</a>” (Marsilio, 2007):</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>&#8220;La domanda di senso oggi&#8221;</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Non sono pochi gli stimoli pieni di fascino che il pensiero contemporaneo non cessa di offrire con i suoi variegati tentativi, più o meno consapevoli, di prendere sul serio sia la radicalità della domanda leopardiana – «ed io che sono?» – sia l’urto della provocazione rivolta dal Creatore ad Adamo: «Adamo, dove sei?». Infatti, attraverso le mille circostanze della storia e una qualche rete di rapporti di autentico amore, il Padre benefico continua a suscitare nell’uomo l’instancabile desiderio di scoprire <em>chi è e dove è</em>. E anche quando questo desiderio si perde lungo sentieri interrotti senza incontrare il volto luminoso perché liberante dell’Origine-Meta (Verità), resta in ogni caso indizio di una sete che non si spegne e che in ultima analisi lascia sperare.</p>
<p style="text-align: justify;">Anche a noi, uomini impagliati, accade di veder spuntare miracolosamente, sul terreno della solidale umana compassione, le domande ultime del senso religioso, fragile filo d’erba che riesce a bucare la montagna dei detriti sotto cui l’abbiamo sepolto: «Per me esiste la pressione assoluta mente innegabile di una Presenza aliena alla spiegazione» (G. Steiner, <em>Errata</em>, Milano, Garzanti, 1998, p. 200). Attraverso gli affetti e il lavoro, l’Autore della storia non si stanca di richiamare l’uomo a quell’esperienza elementare che costituisce la via sicura lungo la quale correre verso la meta senza la meccanica pretesa di fabbricarla e di dominarla.<span id="more-4301"></span></p>
<p style="text-align: justify;">Su queste basi il problema di ripensare la direzione della storia torna inevitabilmente in campo, ma con i connotati culturali propri del nostro tempo. Una prima direzione ci viene suggerita dal filone politico. Basti pensare alla diffusione avuta dalla tesi di Fukuyama sulla <em>fine della storia</em>. Da una parte l’uomo occidentale ha dimostrato di sapersi liberare da una concezione di storia intesa come il progressivo realizzarsi di un’idea astratta e assoluta, concepita a priori. E la caduta dei totalitarismi che di questa «idea» hanno rappresentato l’incarnazione pratica e violenta ne è clamorosa conferma. Dall’altra però, Fukuyama e i suoi corifei non hanno saputo evitare l’ingenuità di ritenere che la forma politica del liberismo, che sarebbe posta per sempre al riparo da crisi distruttive in forza del suo presunto equilibrio interno, potesse rappresentare la fase finale della storia. Il tragico scenario che oggi, dopo la mitica caduta del muro, sta sotto i nostri occhi, smentisce la presunzione di non dover più attendere radicali trasformazioni perché è venuta meno la forma immanentistica e assolutista della storia e si è imposto quale panacea il liberismo.</p>
<p style="text-align: justify;">Una seconda direzione che indica – sia pure con notevoli ambivalenze – il bisogno di ripensare in senso giudaico-cristiano il progresso, è quella scientifica. Qui conviene fare cenno almeno a due dati.</p>
<p style="text-align: justify;">Il primo è rappresentato dagli strabilianti risultati ottenuti, soprattutto in campo biologico, grazie al connubio scienze-tecnologie. Come evitare che l’esaltante avventura della libertà di ricerca, invece che a servizio effettivo della persona e di tutta la famiglia umana, sia ancora una volta strumentalizzata dalla violenza ideologica che attenta al sacrario dell’umana dignità e libertà?</p>
<p style="text-align: justify;">Un secondo elemento, su una scala più ampia, è legato alla cosiddetta questione ecologica. Anche qui siamo sospesi a un’antitesi che invoca una scelta di libera civiltà. Dopo tanta colpevole trascuratezza, oggi siamo molto più avveduti e continuamente richiamati a riscoprire il creato e averne cura, certo. Ma come evitare di cadere in una sorta di escatologia minacciosa, i cui «novissimi» sembrano destinare l’umanità a una lotta senza quartiere, catastrofica e disperata, dell’intelligenza contro un destino di entropia e, quindi, di annientamento?</p>
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