“Amore, affettività, sessualità…Santa Maria Goretti”: il Patriarca in dialogo con i giovani raccolti intorno alle spoglie della Santa »

VENEZIA – Nel contesto della settimana dedicata all’accoglienza a Mestre delle spoglie della Santa di Nettuno giovedì 11 marzo alle ore 20.45 il Patriarca incontrerà i giovani della parrocchia di Santa Maria Goretti di Mestre (Vicolo della Pineta 3 Mestre ) e tutti coloro che desiderano partecipare per dialogare sui temi dell’amore, dell’affettività e della sessualità.

Le spoglie della Santa, arrivate da Nettuno domenica 7 marzo per celebrare il cinquantesimo anniversario della fondazione della chiesa mestrina a lei dedicata, sono state accolte da migliaia di fedeli e saranno esposte fino a domenica 14 marzo.

Il bell’amore è effettivo quando è oggettivo, fedele e fecondo. Come testimonia Maria. L’omelia del Patriarca alla messa del Cuore Immacolato di Maria »

Visita pastorale alla parrocchia di San Simeon

VENEZIA – Sabato 6 marzo nel contesto della Visita pastorale  e in particolare della sosta presso la parrocchia di S. Simeon Profeta, alle ore 17.30 nella chiesa di S. Simon Piccolo il Patriarca ha assistito pontificalmente alla S. Messa in rito romano antico, presieduta da don Konrad zu Loewenstein della Fraternità sacerdotale di S. Pietro. Qui è disponibile il testo dell’omelia del card. Scola.

SANTA MESSA VOTIVA DEL CUORE IMMACOLATO DI MARIA CON COMMEMORAZIONE DELLE SANTE PERPETUA E FELICITA (Siracide 24,17-22; Gv 19,25-27) SECONDO IL RITO STRAORDINARIO IN OCCASIONE DELLA VISITA PASTORALE DI S. EM. REV.MA CARD. ANGELO SCOLA, PATRIARCA DI VENEZIA

1. «Io sono la madre del bell’amore» (Sir 24, 18). In questo modo l’Epistola ci dice che il cuore della Madre è il cuore umano che più partecipa della “perfezione” dell’amore del Figlio Crocifisso. Ne è documento lo Stabat mater cui fa riferimento il Santo Evangelo. Commenta il Proto-patriarca San Lorenzo Giustiniani: «Il cuore della Vergine fu lo specchio della passione di Cristo. Perciò tutti i colpi, tutte le ferite, tutti i dolori del figlio furono rappresentati, riprodotti, rivissuti nel cuore della madre» (De agone cristiano, e. II).

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Solo se fedele e aperto alla vita, l’amore è amore. I giovani dialogano con il Patriarca sull’esperienza affettiva. »

VENEZIA – La fedeltà e la fecondità come parte essenziale dell’amore, non come accessori. Solo in questi termini l’inclinazione affettiva si tramuta in una scelta di amore da vivere in pieno. Questo è stato uno dei temi centrali dell’incontro avvenuto sabato 20 febbraio presso il patronato dei Frari, tra i giovani di Venezia e il Patriarca.

Di seguito si pubblica il video di un momento del dialogo (la prima parte è disponibile in un post precedente):

L’uomo vive nell’orizzonte di un supremo scambio di amore: Cristo confessa al Padre il peccato del mondo e rivela al mondo l’amore del Padre »

Mercoledì 17 febbraio in mattinata il Patriarca guida un momento di ritiro spirituale per i seminaristi sul tema “Misericordia e Sacramento della Confessione”.

Qui si riportano alcuni appunti della meditazione del Patriarca.

1. Trinità e misericordia: guardando alla “Trinità” di Masaccio (Firenze, Santa Maria Novella, 1425-1427)

a) L’affresco ci mostra la duplice dimensione della misericordia: quella del Padre che ci attende con le braccia aperte (cfr. Padre misericordioso del Vangelo di Luca), ma anche quella del Figlio, l’Innocente Crocifisso, offerto pro nobis. Il gesto della consegna (braccia aperte a sostenere la croce) è del Padre e del Figlio (braccia stese sulla croce). «È il gesto dell’amore di Dio che si apre fino all’estremo, fino a far passare in sé «la maledizione» che spetta all’uomo, per trasmettergli in cambio la «benedizione» che spetta a Dio» (Benedetto XVI, Messaggio per la Quaresima 2010).

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“Amiamo Venezia nella sua fragile bellezza e trasformiamo questo amore in azione”. La Visita Pastorale fa sosta nella Venezia lagunare. »

Domenica 31 gennaio con la preghiera dei vespri nella Basilica di San Marco, il card. Scola ha aperto ufficialmente la sosta della Visita Pastorale nella Venezia lagunare. L’evento,che dal 2004 sta investendo tutto il territorio dlla diocesi, dopo le soste nella terraferma, dal litorale (Jesolo, Caorle, Eraclea), alla Riviera del Brenta fino alla città di Mestre e Marghera, giunge al suo momento culminante nel centro pulsante e fragile della città d’acqua.

Il Patriarca, nella sua omelia, ha ripreso e approfondito il senso delle finalità della Visita pastorale: la rigenerazione del popolo cristiano, che parte dalla rigenerazione dell’io; l’educazione al pensiero di Cristo; l’educazione stabile al gratuito;  l’apertura a tutte le dimensioni del mondo.

“Il travaglio antropologico della città di cui tante volte abbiamo parlato – ha sottolineato il Patriarca  – è teso al parto, al frutto. Amiamo Venezia nella sua fragile bellezza e trasformiamo questo amore in azione edificatrice della polis del presente e del futuro”.

Si propone qui l’audio di un estratto della sua omelia.

 
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‘Mettere Gesù al centro della vita quotidiana lì dove si svolge è garanzia sicura per educarci ad amare’. Il Patriarca alla Festa della Famiglia »

“La gioia e la fatica di essere educatori” è stato il tema scelto per la tradizionale Festa diocesana della Famiglia, giunta quest’anno alla sua trentesima edizione. Centinaia di coppie, insieme a bambini e nonni, hanno gremito la Basilica di San Marco per la celebrazione eucaristica presieduta dal Patriarca Angelo.

Durante l’omelia (vedi post precedente per il testo completo) il card. Scola ha sottolineato come l’eredità di amore che Cristo ci dona sia un talento che ogni singolo e ogni famiglia devono mettere a disposizione dell’amato e di tutta la comunità, riservando particolare attenzione all’opera di iniziazione cristiana.

Qui è disponibile il video con l’omelia del Patriarca.

‘Il Bambino che risveglia in noi l’audacia della speranza’. Gli auguri del Patriarca alla stampa locale »

E’ qui disponibile un augurio natalizio che anche quest’anno il card. Scola ha riservato alla stampa locale.

Quando la sera torniamo a casa stanchi e appesantiti dalle preoccupazioni della giornata, spesso ci corrono incontro a braccia aperte i nostri bimbi. Così fa Dio. Per rendersi familiare ad ogni uomo, è divenuto bambino. I Padri della Chiesa arrivavano a dire: “Dio si è abbreviato”, taluni usavano addirittura un verbo in cui l’“abbreviarsi” è legato all’“impoverirsi”. Dio, l’Onnipotente, si è impoverito, si è abbassato, per imparare la nostra lingua di creature.

E forse oggi, più che mai, il mondo avverte la pungente nostalgia di Dio. «Stanco e disfatto è il mondo – scrive Chesterton – ma del mondo il desiderio è questo». L’annuncio del Natale incontra il gemito di questo desiderio.

Sempre nella storia dell’Occidente i momenti di passaggio, e quindi di maggior travaglio, hanno fatto emergere le questioni decisive. Osserva Sant’Ireneo: «Il Verbo di Dio pose la sua abitazione tra gli uomini per abituare l’uomo a comprendere Dio». È la ragione per cui – insiste Ireneo – «Dio manifesta se stesso negli uomini». Non c’è alcun antagonismo tra Dio e l’uomo se questi resta nell’amore di Lui. In questo rapporto col Dio che si è reso familiare ognuno di noi e tutta l’umanità può solo progredire.

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La compassione da sola non basta, la carità autentica chiede l’educazione costante al dono totale di sé. Il Patriarca in dialogo con le realtà caritative di Mira (Ve) »

Nell’ambito della Visita pastorale, il Patriarca ha incontrato sabato 12 dicembre in serata, presso la parrocchia di S. Nicolò di Mira, i numerosi rappresentanti delle realtà caritative che operano da anni in ambiti diversi: la San Vincenzo, la Caritas, la casa di accoglienza per minori Sichar di Oriago, la coperativa Olivotti, casa S. Raffaele per immigrati, ecc.

Come sempre accade quando si affrontano le tematiche che toccano la sofferenza e il disagio degli uomini e delle donne di oggi, dei bambini, degli immigrati…, le domande poste dai presenti al Patriarca hanno toccato il tema bruciante del senso della carità, che non può esaurirsi nella reazione immediata della compassione, ma che ha radici e fini più profondi.

Qui è disponibile il video con le risposte del Patriarca alle domande dei presenti.

Solo sapersi amati incondizionatamente compie il desiderio del cuore dell’uomo. L’omelia della vigilia dell’Immacolata »

Lunedì 7 dicembre nella splendida Basilica di San Marco il card. Scola ha presieduto la celebrazione della Vigilia della Festa dell’Immacolata, durante la quale tre donne del Patriarcato, Silvia Marchiori, Nella Pavanetto e Katia Vanin, sono state consacrate a Dio e sono entrate nel neocostituito Ordo Virginum (vedi post precedente).

Qui sono disponibili il testo e il video dell’omelia.

Carissima Silvia, Nella, Katia,

1. La liturgia dell’odierna Solennità dell’Immacolata Concezione della Beata Vergine Maria è piena di provvidenziali richiami al dono prezioso che, all’interno di questa celebrazione, la nostra Chiesa veneziana riceverà, per grazia di Dio, attraverso la libera adesione delle vostre persone.

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“Venezia non corre rischio di decadenza. Il suo rinnovamento è primariamente una questione di soggetti vitali, personali e comunitari”. L’omelia del Patriarca per la festa veneziana della Madonna della Salute »

Il Patriarca ha presieduto sabato 21 novembre alle 10 la messa solenne della Festa della Madonna della Salute nella Basilica veneziana omonima gremita di fedeli.

Qui sono disponibili il video integrale e il testo dell’omelia.


1. Un amore esclusivo e definitivo

«Il terzo giorno vi fu una festa di nozze a Cana di Galilea e c’era la madre di Gesù» (Vangelo, Gv 3, 1). Narrando i fatti l’evangelista teologo si sofferma anzitutto sul segno miracoloso avvenuto a Cana. Indica così a tutti noi, qui oggi convenuti per scogliere l’antico voto, che Gesù trasformando l’acqua in vino buono, ci dona la grazia della Nuova Alleanza. L’acqua delle giare è il segno della Legge dell’Antica Alleanza. Essa, benché data da Dio, non riempie di gioia fino a quando non è trasformata nel vino dell’amore oggettivo ed effettivo, che consiste nel dono totale di sé da parte di Gesù. Egli, offrendo in sacrificio la propria vita per noi, ci ha amato per primo e ci ama in ogni istante come se fosse l’ultimo istante. Gesù, l’Amore in persona, ama ogni uomo in modo esclusivo e definitivo. Per questo – come scrive un antico Padre d’Oriente – «Oggi possiamo tutti sederci al banchetto della Chiesa, poiché il vino è mutato nel sangue di Cristo e noi tutti ne assumiamo in santa letizia» .

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