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“Oggi devo fermarmi a casa tua” (Lc 19,5): Il Patriarca fa visita alla parrocchia di San Simeon profeta. Le immagini. »

VENEZIA – Si conclude oggi, domenica 7 marzo, la Visita pastorale alla parrocchia di San Simeon profeta. La “sosta” del Patriarca e dei suoi collaboratori ha coinvolto la comunità nei diversi appuntamenti distribuiti nei giorni 5, 6 e 7 marzo. Il momento di accoglienza del Patriarca da parte della comunità parrocchiale accompagnato da un momento di preghiera in chiesa, la visita ad alcuni ammalati nelle case, la S. Messa in rito romano antico (presieduta da don Konrad zu Loewenstein della Fraternità sacerdotale di S. Pietro, a cui ha assistito il Patriarca), l’incontro con il Consiglio pastorale allargato della parrocchia di S. Simeon, la visita all’Istituto S. Gioacchino per incontrare la locale comunità delle Suore di Maria Bambina e la messa alla Chiesa di San Simeon profeta per tutta la comunità, sono stati gli appuntamenti di questa “tappa” della Visita pastorale che sta interessando, in questo periodo, le realtà del centro storico di Venezia.

Di seguito vengono pubblicate alcune immagini della “sosta” alla parrocchia di San Simeon profeta:

Un’iniziativa di cura per le famiglie e i bambini bisognosi. Il Patriarca inaugura a Venezia il “Corredino di Sant’Anna”. Alcune immagini. »

VENEZIA – Sabato 27 febbraio, nel patronato parrocchiale di San Pantalon e nell’ambito della Visita pastorale, il Patriarca ha inaugurato il “Corredino di Sant’anna”. Si tratta di un progetto che nasce dalla collaborazione avviata dal Centro Italiano Femminile di Venezia con le Parrocchie dei Tolentini e di San Pantalon. Un servizio pensato a favore delle persone più bisognose che si propone di offrire, a chi ne avesse bisogno, tutto ciò che può servire a lattanti e bambini (dal vestiario alle carrozzine e giocattoli) favorendo a monte uno scambio e una donazione tra le famiglie. Presso il patronato di S. Pantalon sarà aperto uno “spaccio”, ogni giovedì dalle 15.30 alle 18.30. Per i dettagli rivolgersi al Telefono Infanzia del Cif tel. 041/5224477 , email: telefonoinfanzia@libero.it.

Seguono alcune immagini del momento di inaugurazione:

Venezia ripensa la famiglia come valore da riconoscere e rilanciare. Il Patriarca a due appuntamenti della città su tema »

Sabato 27 febbraio, alle ore 9.30, il Patriarca card. Angelo Scola terrà un intervento all’evento pubblico “Città per la famiglia”, presso la Scuola Grande S. Giovanni Evangelista di Venezia.

All’iniziativa, promossa dal Serra Club International e dal Forum delle Associazioni Familiari di Venezia, con il patrocinio del Comune, interverranno oltre al sindaco Massim Cacciari, Pierpaolo Donati dell’Università di Bologna e Giovanna Rossi dell’Università Cattolica di Milano. Seguiranno i contributi di Luigi Brugnaro (Confindustria Venezia), Mara Bollato (in rappresentanza dei sindacati confederali), Roberto e Paola Scarpa (Pastorale diocesana della Famiglia), Mauro Papandrea (Acli provinciali di Venezia), mons. Dino Pistolato (Caritas diocesana) e Maurizio Colangelo (presidente Forum delle Famiglie). Le conclusioni saranno affidate a Franco Conte, delegato del sindaco di Venezia per le politiche a favore della famiglia. Si tratta di un’iniziativa di collaborazione tra il mondo delle associazioni familiari e l’amministrazione comunale.

In tarda mattina e nell’ambito della visita pastorale in corso nella città lagunare, alle ore 13.00 nel patronato parrocchiale di S. Pantalon, il card. Angelo Scola sarà presente all’inaugurazione di un nuovo servizio pensato a favore delle famiglie e delle persone più bisognose della città: si tratta del “Corredino di Sant’Anna” che nasce dalla collaborazione avviata dal Centro italiano femminile di Venezia con le parrocchie dei Tolentini e di S. Pantalon.

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La Bibbia in dialogo con la vita: 5000 persone dei gruppi d’ascolto si danno appuntamento a San Marco »

VENEZIA – Riuniscono periodicamente, nelle case, oltre 5.000 persone in tutta la diocesi per leggere la Bibbia e scoprirla in dialogo con la vita: sono i gruppi d’ascolto della Parola; un’iniziativa avviata oltre dieci anni fa nel Patriarcato di Venezia e che può contare su circa 500 animatori laici impegnati nel coordinamento dei gruppi. Gli incontri si tengono interamente nella casa di una delle famiglie che vi prendono parte.

Domenica 21 febbraio, alle ore 15.30 nella basilica di S. Marco a Venezia, si svolgerà la grande convocazione annuale rivolta a tutti coloro che vivono questa esperienza. All’appuntamento converranno così i partecipanti, gli animatori, i coordinatori di caseggiato e le famiglie ospitanti di tutti i gruppi d’ascolto attivi in diocesi. Saranno celebrati i vespri che culmineranno nell’adorazione eucaristica.

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La Visita Pastorale alle Parrocchie di San Cassiano e San Silvestro: le immagini »

VENEZIA – Sabato 6 e domenica 7 febbraio, nell’ambito della Visita pastorale il Patriarca ha visitato le parrocchie di San Cassiano e San Silvestro, che costituiscono l’comunità pastorale di Rialto.

Accolto in campo San Giacometo dai bambini insieme alle loro famiglie, dai commercianti e dall’associazione “Rialto mio”, ha incontrato poi le diverse realtà che sono presenti all’interno delle due parrocchie veneziane tra le quali l’Arciconfraternita della Miserircordia, gli ammalati ed il gruppo “Jonathan” composto da giovani che si dedicano ai ragazzi diversamente abili. Ha inoltre fatto visita alla Comunità delle Suore Salesie per poi concludere la giornata con l’adorazione notturna insieme ai ragazzi di Nuovi Orizzonti che curano l’evangelizzazione di strada.

Il giorno successivo ha incontrato le comunità del Cammino Neocatecumenale ed ha celebrato la Messa nella chiesa di San Cassiano per tutta la comunità pastorale di Rialto.

Si riportano qui alcune immagini dei vari momenti della visita:

‘Cultura e fede, una dinamica insuperabile’ »

E’ disponibile l’articolo a firma del card. Angelo Scola pubblicato dall’inserto domenicale del quotidiano economico Il sole 24 ore in data 10 Gennaio 2010

Fede e cultura: il binomio, formulato con varietà di espressioni e accenti, rappresenta una costante della riflessione cristiana. Ma un corretto rapporto, sempre circolare, tra fede cristiana e cultura implica necessariamente il rapporto tra fede cristiana e religioni.

La riflessione, se non vuole essere astratta, deve situarsi all’interno dell’odierno processo d’incontro di popoli, che ho più volte evocato attraverso la categoria di “meticciato di civiltà”. La qualifica “di civiltà” con cui connoto l’espressione “meticciato” spesso non è vista in tutta la sua portata delimitativa, forse perché l’espressione “meticciato” produce, in prima battuta, un certo contraccolpo. Tuttavia il meticciato di civiltà – insisto in questa precisazione – non è un programma politico: il suo carattere congiunturale esclude che lo si possa erigere a meta da perseguire lungo il divenire storico. Al tempo stesso, esso è qualcosa di più della semplice descrizione di un processo (come potrebbe essere l’enunciazione di una legge fisica o la distaccata osservazione di un fenomeno biologico), poiché si propone alle nostre libertà come un orizzonte interpretativo generale, dal carattere sintetico e globale.

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‘Il Bambino che risveglia in noi l’audacia della speranza’. Gli auguri del Patriarca alla stampa locale »

E’ qui disponibile un augurio natalizio che anche quest’anno il card. Scola ha riservato alla stampa locale.

Quando la sera torniamo a casa stanchi e appesantiti dalle preoccupazioni della giornata, spesso ci corrono incontro a braccia aperte i nostri bimbi. Così fa Dio. Per rendersi familiare ad ogni uomo, è divenuto bambino. I Padri della Chiesa arrivavano a dire: “Dio si è abbreviato”, taluni usavano addirittura un verbo in cui l’“abbreviarsi” è legato all’“impoverirsi”. Dio, l’Onnipotente, si è impoverito, si è abbassato, per imparare la nostra lingua di creature.

E forse oggi, più che mai, il mondo avverte la pungente nostalgia di Dio. «Stanco e disfatto è il mondo – scrive Chesterton – ma del mondo il desiderio è questo». L’annuncio del Natale incontra il gemito di questo desiderio.

Sempre nella storia dell’Occidente i momenti di passaggio, e quindi di maggior travaglio, hanno fatto emergere le questioni decisive. Osserva Sant’Ireneo: «Il Verbo di Dio pose la sua abitazione tra gli uomini per abituare l’uomo a comprendere Dio». È la ragione per cui – insiste Ireneo – «Dio manifesta se stesso negli uomini». Non c’è alcun antagonismo tra Dio e l’uomo se questi resta nell’amore di Lui. In questo rapporto col Dio che si è reso familiare ognuno di noi e tutta l’umanità può solo progredire.

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Cristianesimo e società plurale. Un estratto dell’intervento del Patriarca per il Congresso internazionale di Venezia su “La società plurale” »

E’ disponibile l’articolo a firma del card. Angelo Scola pubblicato dall’inserto Domenica de Il Sole 24 ore  del 13 settembre 2009.  Si tratta di un estratto dell’intervento che il Patriarca terrà al Congresso internazionale promosso dallo Studium Generale Marcianum a Venezia dal 15 al 17 settembre.

In qualità di presidente della delegazione francese alla Seconda Conferenza Internazionale dell’UNESCO (1947), Jacques Maritain aveva sostenuto una tesi che mantiene una forte validità e, se rigorosamente formulata, può costituire la base per identificare un nuovo modo di pensare la laicità nella società plurale. L’ambito politico – diceva Maritain – ha come oggetto un bene pratico riconosciuto da tutti come un valore in sé, indipendentemente dal fatto che non si riesca ad accordarsi sulla sua fondazione speculativa o dottrinale che necessariamente si rifà a diverse e spesso contraddittorie mondovisioni. In cosa può consistere? La convivenza e la comunicazione reciproca cui sono chiamati i soggetti, spesso in conflitto, che vivono nell’odierna società plurale, rivelano come bene pratico sociale il fatto stesso di vivere insieme. Se lo si riconosce nella sua inevitabile decisività (al limite come minor male) e lo si sceglie consapevolmente, questo essere in relazione diventa un bene politico primario. Elaborando, in modo adeguato, questa comune decisione, il bene pratico dell’essere in società potrebbe costituire quell’universale politico che il processo di secolarizzazione ha smarrito lungo la modernità.

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Un buon investimento per la speranza di uomini e popoli. Il Patriarca commenta l’enciclica Caritas in veritate »

Benedetto XVI enciclicaLa carità nella verità è «un’esigenza della stessa ragione economica» (CV, 36). Benedetto XVI dà corpo a questa affermazione parlando di «principio di gratuità» e di «logica del dono come espressione della fraternità» (CV, 36). Sono così, di colpo, individuati due cardini della novità nella concezione dello «sviluppo integrale» proposto dall’Enciclica.

Il primo cardine riguarda la concezione stessa dell’economia che, come da più parti si ripete in questo tempo di crisi, domanda di essere ripensata. In quale direzione? Certo in quella dell’etica di cui l’economia ha bisogno per il suo corretto funzionamento. Benedetto XVI però va oltre: l’etica è condizione necessaria ma non sufficiente per una ragione economica adeguata.

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Oasis e l’inevitabile interpretazione culturale della fede. Il Patriarca apre il meeting internazionale di Oasis »

70 persone di 20 paesi diversi, riunite da Oasis per il tradizionale incontro annuale del comitato scientifico internazionale che si tiene a Venezia il 22 e 23 giugno presso la Fondazione Cini. A tema “Interpretare la tradizione al tempo del meticciato di civiltà. Dell’inevitabile interpretazione culturale della fede”.
Ha aperto i lavori l’intervento del card. Angelo Scola che in un passaggio finale ha sottolineato: “Oasis è chiamata ad un approfondimento del ruolo delle tradizioni nel tempo del meticciato di civiltà come luogo dell’inevitabile interpretazione di ogni fede. Queste interpretazioni sono oggetto di continuo racconto e dialogo tra i soggetti che abitano le nostre società plurali. Senza mai dimenticare, peraltro, l’assenso ultimo esigito dalla Verità”.

Cliccando qui si possono leggere i lanci realizzati dall’Agenzia Sir.

Qui un estratto e il video dell’intervento del Patriarca.

TRADIZIONI E CULTURE
Conoscere gli Islam

Il “meticciato di civiltà” non è un programma politico: il suo carattere congiunturale esclude infatti che lo si possa erigere a meta da perseguire lungo il divenire storico.

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