Tag Archives: speranza

Nuovi modelli di lavoro nella famiglia oggi

«La speranza affidabile nasce dalla cura appassionata dell’io fin dalla primissima infanzia. Gli affetti primari fanno passare i valori per osmosi, bisogna ripartire dall’educazione». Il cardinale Angelo Scola ha chiuso ieri, giovedì 17 maggio, il ciclo di incontri “Dalla crisi economica alla speranza affidabile” promosso da Fondazione Milano Famiglie 2012 e Gruppo 24 Ore in preparazione al VII Incontro mondiale delle famiglie.

Il video dell’intervento:

‘Il Natale diventi occasione per un reale incremento della solidarietà verso chi soffre’. Gli auguri del Patriarca sullo sfondo della crisi economica

Com’è consuetudine in occasione delle festività natalizie, il card. Scola ha incontrato, mercoledì 23 dicembre, i giornalisti che  durante l’anno seguono la sua attività. L’emergenza della crisi economica,  con i suoi drammatici risvolti per tante famiglie anche del Patriarcato di Venezia,  il bisogno di ritrovare una vera solidarietà, e il processo di meticciato di civiltà che si sta verificando nel Nordest e in tutt’Italia, sono stati tra i temi di maggiore attualità che i cronisti hanno posto al Patriarca come spunto di riflessione.

Qui è disponibile il video con le risposte del Patriarca in merito.

‘Il Bambino che risveglia in noi l’audacia della speranza’. Gli auguri del Patriarca alla stampa locale

E’ qui disponibile un augurio natalizio che anche quest’anno il card. Scola ha riservato alla stampa locale.

Quando la sera torniamo a casa stanchi e appesantiti dalle preoccupazioni della giornata, spesso ci corrono incontro a braccia aperte i nostri bimbi. Così fa Dio. Per rendersi familiare ad ogni uomo, è divenuto bambino. I Padri della Chiesa arrivavano a dire: “Dio si è abbreviato”, taluni usavano addirittura un verbo in cui l’“abbreviarsi” è legato all’“impoverirsi”. Dio, l’Onnipotente, si è impoverito, si è abbassato, per imparare la nostra lingua di creature.

E forse oggi, più che mai, il mondo avverte la pungente nostalgia di Dio. «Stanco e disfatto è il mondo – scrive Chesterton – ma del mondo il desiderio è questo». L’annuncio del Natale incontra il gemito di questo desiderio.

Sempre nella storia dell’Occidente i momenti di passaggio, e quindi di maggior travaglio, hanno fatto emergere le questioni decisive. Osserva Sant’Ireneo: «Il Verbo di Dio pose la sua abitazione tra gli uomini per abituare l’uomo a comprendere Dio». È la ragione per cui – insiste Ireneo – «Dio manifesta se stesso negli uomini». Non c’è alcun antagonismo tra Dio e l’uomo se questi resta nell’amore di Lui. In questo rapporto col Dio che si è reso familiare ognuno di noi e tutta l’umanità può solo progredire. (continua…)

‘Con la nascita di Gesù rinasce per ogni uomo la virtù bambina della speranza’. L’omelia della notte di Natale

1. «Il popolo che camminava nelle tenebre…; coloro che abitavano in terra tenebrosa…» (Is 9,1). Queste parole del profeta Isaia ci riguardano. Procedere (addirittura abitare) nel buio è faticoso e stanca. Stanco e disfatto è il mondo scrive con acuto realismo Chesterton. Per questo siamo venuti qui in questa Notte Santa: più o meno consapevolmente, qui cerchiamo la luce perché, aggiunge Chesterton, «del mondo il desiderio è questo».

La luce è questo «bambino nato per noi» (Is 9,5). Nella stalla di Betlemme, come ora qui, come in ogni chiesa del mondo, migliaia di anni dopo la creazione, si alza il primo mattino del mondo. Con la nascita di Gesù rinasce per ogni uomo la virtù bambina della speranza. Natale è la sorgente inesauribile della ripresa (e Dio sa quanto questa parola sia oggi preziosa per ciascuno di noi). (continua…)

Relazioni buone con se stessi, con gli altri, con Dio: questo il bisogno dell’uomo di oggi. L’omelia del Patriarca nella Festa di tutti i santi

Nel pomeriggio del 1 novembre, solennità di Ognissanti, il Patriarca – come da tradizione – ha presieduto la messa nel cimitero di Mestre, alla presenza delle autorità civili e religiose e di una folla di fedeli.

Qui è disponibile il testo dell’omelia.

1. «… Apparve una moltitudine immensa, che nessuno poteva contare, di ogni nazione, razza, popolo e lingua [nessuna diversità sarà più d’ostacolo]. Tutti stavano in piedi [è la posizione dei risorti] davanti al trono e davanti all’Agnello, avvolti in vesti candide [il bianco indica la partecipazione alla vita divina e la veste esprime l’identità della persona], e portavano palme nelle mani [segno della vittoria sulla morte]» (Ap 7,9). La Chiesa, nostra madre, ci invita a vivere ora, in questo cimitero, la vigilia della celebrazione dei defunti con il dono straordinario della Festa solenne di tutti i Santi. Questo giorno è dedicato alla sconfinata schiera di uomini e donne che sono in Paradiso. La memoria dei nostri cari, alla luce della gloria dei Santi, ci autorizza a sperare per tutti, per la riuscita (la santità) di tutti e di ciascuno. In questo giorno si manifesta in modo eminente la comunione di tutte le membra del Corpo di Cristo, la comunione fra noi e con i nostri cari passati all’altra riva. (continua…)

L’Assunzione di Maria dice la possibilità che tutto di noi, anche il nostro corpo, sia salvato per sempre

Questo è il testo dell’omelia pronunciata dal card. Angelo Scola nella basilica di Torcello  nel giorno della Festa dell’Assunzione di Maria in occasione della chiusura delle celebrazioni del Millenario della stessa basilica.

Ap 11,19;12,1-6.10; Sal 44; 1Cor 15, 20-26; Lc 1, 39-56

1. In Lei Dio ha «fatto risplendere un segno di consolazione e di sicura speranza» (Prefazio). Da questa millenaria Basilica di Torcello l’efficace affermazione del Prefazio della Solennità della Beata Vergine Maria Assunta in cielo diventi per tutti un cordiale augurio. Saluto in particolare la comunità di Torcello e quelle delle vicine Isole, le Autorità civili, militari, del Comune, della Provincia e della Regione. Saluto inoltre quanti sono collegati per radio e televisione. (continua…)

Letture per l’estate 7. Gli esercizi spirituali di Van Thuan

van thuanLa nuova proposta di lettura rivolta ai giovani è il libro del cardinale Van Thuan, “Testimoni della speranza, Esercizi spirituali alla presenza di Giovanni Paolo II” (Ed. Città Nuova, Roma 2006).

Nguyen Van Thuan, nato in Vietnam nel 1928, si sentì chiamato fin da bambino alla vita religiosa e l’11 giugno 1953 fu ordinato sacerdote. Dopo la laurea in Diritto Canonico conseguita a Roma  torna in Vietnam come professore e poi rettore del seminario, vicario generale e Vescovo di Nha Trang a partire dal 1967. Il 24 aprile 1975 viene promosso da Papa Paolo VI Arcivescovo Coadiutore di Saigon (oggi Ho Chi Min), ma pochi mesi dopo la sua nomina viene imprigionato. Era il 15 agosto 1975. Sarà scarcerato solo nel 1988, dopo tredici anni di carcere duro e isolamento.

“Nguyen Van Thuan. Il cardinale martire” articolo a firma di Sandro Magister che ripercorre la vita del cardinale.

Cliccando qui è possbile acquistare on-line il volume.

Non sarà la scienza a salvarci: l’analisi di Eugenia Roccella

roccellaLa sofferenza, il dolore dell’uomo e l’opera del Redentore: in merito ai temi affrontati dal Patriarca Scola nel discorso del Redentore, riportiamo qui il pensiero di Eugenia Roccella, Sottesegretario di Stato al Lavoro, alla Salute e alle Politiche sociali, pubblicato da Il Gazzettino del 27/07/2009.

“L’esperienza del dolore è sempre stata la più misteriosa e contraddittoria della condizione umana, il muro contro cui si sono infrante tutte le spiegazioni razionali, e tutti i tentativi di affermare l’orgogliosa autosufficienza dell’individuo. Non c’è un’etica laica in grado di dare senso al dolore, non c’è che il grido disperato contro il Dio che è morto, o la rassegnazione all’assoluta casualità dell’essere qui, confortata al massimo da una consapevolezza dignitosa e sommessamente eroica. Oggi anche questa consapevolezza leopardiana tende ad affievolirsi, e prevale la volontà di scansare il problema: sempre giovani, in buona salute, attivi e disposti al consumo, speranzosi nelle infinte possibilità della tecnoscienza, allontaniamo il pensiero della morte e affidiamo il dolore, anche quello interiore, ai farmaci. Solo la Croce è rimasta a ricordare a tutti che l’uomo è impastato di sofferenza, solo il simbolo del divino è rimasto a testimoniare i limiti dell’umano. (continua…)

L’azione della medicina è autentica solo se proposta all’interno di una visione integrale dell’uomo: l’opinione di Gian Luigi Gigli

gian luigi gigliContinuano le reazione del mondo intellettuale e scientifico attorno al Discorso del redentore pronunciato dal card. Scola. Proponiamo un articolo scritto da Gian Luigi Gigli, professore di Neurologia nell’Università di Udine, e pubblicato da Il Gazzettino il 25/07/2009.

“Il Discorso del Redentore, pronunciato dal Patriarca di Venezia domenica scorsa, nell’annuale ricorrenza della liberazione della città lagunare dalla peste del 1576, muove da alcuni eventi che nel 2009 hanno lacerato la “spessa coltre di distrazione e di evasione con cui sovente attutiamo l’urto della realtà”. Non si è trattato solo della crisi economica, delle guerre lontane o dei fenomeni migratori, ma di eventi entrati prepotentemente nelle case degli italiani. Tragedie come il terremoto in Abruzzo e la strage di Viareggio o vicende laceranti, come quella di Eluana Englaro, “ci hanno costretto a guardare in faccia la realtà del dolore e della sofferenza”. (continua…)

La risposta cristiana al dolore è la presenza di chi assiste e ama: le parole di don Corrado Cannizzaro

Il dolore dell’uomo e l’opera del Redentore: riportiamo qui il commento al Discorso del card. Scola di don Corrado Cannizzaro, insegnante di teologia e Bioetica allo Studium Generale Marcianum.

“I frequenti richiami a numerosi autori e il saldo aggancio alla concretezza dei grandi temi bioeticiattuali (fine vita, cure palliative…) che troviamo nel Discorso del Redentore 2009 del card. Scola, lasciano intravedere alcuni pilastri che ne costituiscono l’ossatura portante. Quali sono? Ne abbiamo ravvisato almeno due, più una fondamentale indicazione di metodo.
Il primo pilastro è costituito dall’attenzione alla persona sofferente considerata in tutta la sua complessità. «Salute e malattia riguardano sempre tutto l’io» afferma il card. Scola, e più oltre chiarisce che «benessere e dolore non sono separabili… da una domanda di senso». Così, a partire dalla lancinante richiesta di significato, emerge in tutta la sua prepotenza la questione antropologica. (continua…)