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“Spendere la propria vita per il bene della Chiesa è il grande dono che il Risorto non cessa di farci”. Il saluto a Mons. Beniamino Pizziol

VENEZIA – Qui, il saluto del Patriarca a Mons. Beniamino Pizziol, Vescovo eletto di Vicenza, pronunciato in occasione della Santa Messa “di congedo” tenutasi mercoledì 1 giugno nella Basilica di San Marco.

Alla celebrazione, presieduta dallo stesso Mons. Pizziol, erano presenti, insieme al Patriarca card. Angelo Scola ed al Patriarca emerito card. Marco Cè, anche i sacerdoti, i diaconi, i religiosi/e, i fedeli laici, le associazioni e i movimenti, le autorità civili e religiose.

Angelo Scola

+ Patriarca di Venezia

Nel secondo volume Gesù di Nazaret Benedetto XVI, parlando dell’Ascensione di Gesù al cielo, fa riferimento a una notazione contenuta nel Vangelo di Luca. Gli Apostoli «si prostrarono davanti a Lui; poi tornarono a Gerusalemme con grande gioia» (Lc 24,53). Questa conclusione, continua Benedetto XVI, ci stupisce. Ci aspetteremmo il contrario: «che essi fossero rimasti sconcertati e tristi» perché Gesù se n’era definitivamente andato. Insiste il Papa. «Ogni addio lascia dietro di sé un dolore». Come facevano allora i Suoi ad essere in una grande gioia? «Non si sentirono abbandonati». Sono certi che «il Risorto è presente in mezzo a loro in una maniera nuova e potente».

La reazione degli Apostoli di fronte all’Ascensione di Gesù mi ha aiutato a meglio situare il gesto che abbiamo compiuto. Sua Eccellenza Monsignor Beniamino Pizziol ci lascia per assumere l’oneroso compito di Vescovo di Vicenza. Certo la sua non è una partenza definitiva da questo mondo. Non Gli mancheranno anche in futuro legami di comunione e di fraternità con noi. E tuttavia, se siamo risorti con Cristo, come dice Paolo ai Colossesi, dobbiamo abituarci a vivere ogni avvenimento della nostra vita terrena come un segno che manifesta efficacemente la vita definitiva, l’eternità. In questo senso la partenza di Don Beniamino riceve dalla fede la sua vera luce.

Perché vive il cristiano? Perché un uomo aderisce alla chiamata al sacerdozio ministeriale e vi spende la sua esistenza? Perché ha incontrato e fa esperienza di Gesù Risorto che si rivela, col passare degli anni, il vero centro affettivo della sua vita. Gesù Risorto è la luce che dà colore ad ogni cosa e spazza via, passo dopo passo, ogni lato ombroso della nostra esistenza. Gesù Risorto dà un senso alle gioie e ai dolori di cui ogni vita umana è fatta. Apre un cammino che rende sicuro il passo dell’uomo, nonostante le sue fragilità e contraddizioni, perché gli offre un significato e una direzione carichi di certezza.

La partenza del carissimo Don Beniamino diventa così per me, ma sono certo per tutti i fedeli e gli abitanti del Patriarcato, un motivo di grande gioia. E lo è anche per lui. E questo non per mondane ragioni di carriera, ma in forza del dono che questa scelta del Santo Padre rappresenta. È un sacrificio per Sua Eccellenza partire. E lo è per noi lasciarlo andare. E tuttavia questo sacrificio è condizione feconda per comprendere in pienezza il dono che la Chiesa di Venezia ha ricevuto con questa nomina.

Sempre il dono domanda sacrificio perché ad esso si lega un compito. Aumenta pertanto la nostra responsabilità. In cosa consiste? Benedetto XVI ce lo ha detto a chiare lettere qui in questa Basilica: «Amata Chiesa che sei in Venezia! Imita l’esempio di Zaccheo e vai oltre». Nell’Omelia al parco di San Giuliano aveva già anticipato la risposta con l’invito: «Siate santi». Come si diventa santi? Affrontando con umile obbedienza al disegno di Dio il quotidiano in tutta la sua concretezza. La realtà, mano di Dio nella storia, diventa il tal modo il grande fattore educativo della nostra esistenza perché costituisce un permanente invito alla nostra libertà.

Questo invito ha sempre una componente di rischio. Infatti inesorabilmente il futuro ci sfugge e la realtà che ci chiede ospitalità ci costringe ad uscire da noi stessi verso gli altri. Ciò domanda un’attitudine permanente di confessione e di conversione. Se viviamo il passo chiesto alla Chiesa di Venezia e a quella di Vicenza, a tutti noi e a Don Beniamino compiendolo a questo livello di profondità che la fede ci consente, ne avremo sicuro beneficio. A ben vedere è un passo di amore. Di commozione certo, ma non di pura reazione emotiva, ma di vero amore, quello che comprende e testimonia che ama solo chi possiede nel distacco.

Con questo spirito rivolgo a te, Don Beniamino, a nome di tutti i fedeli, un intenso augurio. Spendere la propria vita per il bene della Chiesa è il grande dono che il Risorto non cessa di farci. Nello stesso tempo, è il modo più puro di amare i nostri fratelli uomini. Ed è, oltre tutto, la strada sicura della nostra realizzazione piena, cioè della nostra santità.

Buon cammino, carissimo!

La diocesi e la città di Venezia salutano mons. Pizziol, vescovo eletto di Vicenza

Messa “di congedo” mercoledì 1 giugno alle ore 18.30 nella basilica di S. Marco (trasmessa in diretta su Telechiara e Bluradio Veneto)
 
VENEZIA – Si svolge mercoledì 1 giugno, alle ore 18.30 nella basilica di S. Marco a Venezia, il momento pubblico di saluto e ringraziamento della diocesi e della città di Venezia a mons. Beniamino Pizziol, vescovo eletto di Vicenza.
Alla celebrazione eucaristia “di congedo” sono invitati i sacerdoti, i diaconi, i religiosi/e, i fedeli laici, le associazioni e i movimenti, le autorità civili e religiose. Le messe della sera, nelle altre chiese, saranno sospese per permettere a tutti di convergere in cattedrale.

Sarà lo stesso mons. Pizziol a presiedere la messa (ripresa in diretta da Telechiara e Bluradio Veneto), a cui assisterà il Patriarca card. Angelo Scola insieme al Patriarca emerito card. Marco Cè. Al termine della celebrazione è previsto l’intervento da parte di un laico della diocesi e del card. Scola, di cui mons. Pizziol è stato strettissimo collaboratore in tutti questi anni veneziani. Porgerà quindi il suo saluto al neovescovo di Vicenza il sindaco di Venezia Giorgio Orsoni.
Dopo la celebrazione in basilica, inoltre, ci sarà per tutti la possibilità di salutare personalmente mons. Pizziol e fare un brindisi insieme a lui nel cortile del Palazzo Ducale.

In occasione di questo saluto la diocesi di Venezia regalerà a mons. Pizziol un pastorale con l’effige di san Marco, i santi Felice e Fortunato, la Madonna Nicopeia e la Madonna di Monte Berico, unendo così le tradizioni religiose delle Chiese di Venezia e di Vicenza. Gli sarà, inoltre, consegnata un’offerta in denaro per la sua “carità”: mons. Pizziol ha già deciso che tale offerta venga destinata alle opere che la Chiesa di Venezia avvicinerà e sosterrà in occasione del prossimo pellegrinaggio di novembre 2011 in Terrasanta (S. Maria di Gerico, il Baby Hospital, Effatà, Le Creche, la parrocchia di Bet Jala e il Patriarcato di Gerusalemme).

Il saluto di Venezia a Mons. Pizziol, Vescovo eletto di Vicenza

Mercoledì 1 giugno, alle ore 18.30 a San Marco, la solenne messa di “congedo” dal Patriarcato
 
VENEZIA – Si terrà Mercoledì 1 giugno, alle ore 18.30 nella Basilica cattedrale di S. Marco, la celebrazione della messa di congedo di S. Ecc. mons. Beniamino Pizziol da vescovo ausiliare della Chiesa veneziana.
 
Il Patriarca card. Angelo Scola invita fin d’ora i sacerdoti, i diaconi, i religiosi, le religiose, i fedeli laici e le autorità civili e militari a partecipare a questo momento di saluto a mons. Beniamino Pizziol che inizierà ufficialmente il suo ministero episcopale nella diocesi di Vicenza con la celebrazione solenne fissata per domenica 19 giugno, alle ore 17.00, in cattedrale.

Ultime soste della Visita Pastorale nelle Parrocchie di Castello

E domenica 8 maggio sarà il Papa a chiudere ufficialmente la Visita con l’Assemblea ecclesiale a San Marco

VENEZIA – Ultima tappa della Visita pastorale del Patriarca, del vescovo Pizziol e dei principali collaboratori nel cuore della città di Venezia: venerdì 29 aprile e domenica 1 maggio saranno visitate le tre parrocchie di Castello rette tutte dalla comunità salesiana e con un parroco unico (don Roberto Tasso). Si tratta precisamente delle parrocchie di S. Pietro apostolo (circa 1500 abitanti), S. Giuseppe (1.870) e S. Francesco di Paola (1.400).
 
Ecco gli appuntamenti nel dettaglio:
 
VENERDÌ 29 APRILE
 
ore 16.30 Parrocchie S. Pietro (Castello), S. Giuseppe e S. Francesco di Paola c/o Chiesa parrocchiale S. Francesco di Paola – Venezia. Accoglienza al Patriarca in via Garibaldi e momento di preghiera in chiesa
 
ore 17.00 Parrocchie S. Pietro (Castello), S. Giuseppe e S. Francesco di Paola – Venezia. Visita del Patriarca ad alcuni ammalati nelle case
 
ore 18.00 Parrocchie S. Pietro (Castello), S. Giuseppe e S. Francesco di Paola c/o Patronato interparrocchiale “Leone XIII” – Venezia. Incontro del Patriarca con la famiglia salesiana, i ragazzi e i giovani dell’oratorio, i bambini della catechesi con i loro genitori
 
ore 20.30 Parrocchie S. Pietro (Castello), S. Giuseppe e S. Francesco di Paola c/o Chiesa parrocchiale S. Giuseppe – Venezia. Assemblea pastorale delle tre parrocchie alla presenza del Patriarca
 
DOMENICA 1 MAGGIO
 
ore 10.00 Parrocchie S. Pietro (Castello), S. Giuseppe e S. Francesco di Paola – Venezia. Visita del vescovo ausiliare mons. Beniamino Pizziol ad un paio di ammalati nelle case
 
ore 10.30 Chiesa parrocchiale S. Pietro (Castello) – Venezia. S. Messa presieduta dal vescovo ausiliare mons. Beniamino Pizziol
 
Domenica 8 maggio la Visita pastorale nell’intero Patriarcato di Venezia – avviata nel 2004 – si concluderà ufficialmente con l’Assemblea ecclesiale prevista nel pomeriggio a San Marco alla presenza del Santo Padre Benedetto XVI.

Mons. Beniamino Pizziol nominato Vescovo di Vicenza. Il video dell’annuncio

Sabato 16 aprile 2011 il Santo Padre Benedetto XVI ha nominato mons. Beniamino Pizziol, attuale Vescovo Ausiliare del Patriarcato di Venezia, Vescovo di Vicenza.
 
VENEZIA – Con particolare commozione personale e di tutti i presenti il card. Angelo Scola ha dato il lieto annuncio nella tarda mattinata di oggi, sabato 16 aprile, presso la sala Tintoretto del Palazzo Patriarcale alla presenza del Consiglio Episcopale, del Consiglio di Curia, dei rappresentanti del Capitolo, dei Vicari foranei, della Curia, della Procuratoria di San Marco, del Seminario, della Consulta dei Laici, del Consiglio Presbiterale e Pastorale, del Collegio dei Consultori, e di rappresentanti del Comune e della Provincia di Venezia.
 
Dopo la preghiera dell’Angelus il card. Scola ha ringraziato il Papa per questa scelta che inorgoglisce il Patriarcato e la società civile veneziana e ha espresso il suo caloroso ringraziamento a mons. Pizziol.
 
A seguire è intervenuto mons. Pizziol, che ha espresso un profondo e sentito ringraziamento alla Chiesa di Venezia.
 
Nello stesso  tempo l’annuncio della nomina di mons. Pizziol è stato dato nella diocesi di Vicenza e in Vaticano.
 
Il card. Scola ha infine annunciato che saranno stabiliti nei prossimi giorni i tempi e il luogo per un gesto di ringraziamento ufficiale a mons. Pizziol, che manterrà tutti gli attuali impegni nel Patriarcato fino a dopo la Visita del Santo Padre.

Viene qui proposto il video dell’annuncio pronunciato dal Patriarca e dell’intervento di mons. Pizziol:

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Biografia di mons. Beniamino Pizziol 

Beniamino Pizziol nasce a Ca’ Vio – Treporti, una frazione del Comune di Venezia, il 15 giugno 1947, da Vittorio, dipendente comunale, e da Olinda Trevisan casalinga.

Riceve il Battesimo nella chiesa parrocchiale di Treporti il 10 luglio 1947 e la Cresima il 20 ottobre 1955. Entra in Seminario all’età di nove anni, in quinta elementare, frequenta le medie inferiori, il ginnasio, il liceo classico e i 5 anni di teologia.

Viene ordinato presbitero il 3 dicembre del 1972 dal Patriarca di Venezia, card. Albino Luciani, futuro Papa Giovanni Paolo I. E’ destinato come vicario parrocchiale a S. Lorenzo Giustiniani, parrocchia della periferia di Mestre. Oltre al ministero pastorale ordinario, svolge l’insegnamento della Religione Cattolica presso la scuola elementare e media del quartiere.

Nell’ottobre del 1981 il nuovo Patriarca Marco Cè lo trasferisce, sempre come vicario parrocchiale, nella parrocchia di Santo Stefano in Venezia, con l’impegno di frequentare gli studi di Liturgia Pastorale presso l’Istituto di Santa Giustina a Padova.

Completati tutti gli esami previsti, viene nominato direttore dell’Ufficio Liturgico e collaboratore del settimanale diocesano “Gente Veneta” per il settore inerente la liturgia, gli viene anche affidato l’insegnamento della Religione Cattolica presso il Ginnasio-Liceo “Marco Polo” in Venezia.

Nell’ottobre 1987 viene nominato parroco nella parrocchia di S. Trovaso in Venezia, costituita come “parrocchia universitaria” con l’incarico, insieme ad altri due presbiteri, della Pastorale universitaria diocesana, continuando l’insegnamento della religione cattolica al liceo fino al 1996.

Dal 1996 al 2002 è assistente dell’AIMC e della FUCI.

Durante i 15 anni vissuti a S. Trovaso collabora con i vari organismi diocesani di partecipazione (il Consiglio Presbiterale, il Collegio Urbano dei parroci, il Vicariato di Dorsoduro, il Collegio dei Consultori, il gruppo dei Parroci Consulenti, la Commissione diocesana della Cultura e della Catechesi) e cura diversi sussidi per gli animatori della Catechesi e della Liturgia, sulla Messa, sul Giorno del Signore, sull’Iniziazione Cristiana e altro.

L’attuale Patriarca di Venezia card. Angelo Scola lo nomina Vicario Generale della Diocesi il 3 ottobre 2002 e il 4 ottobre 2007 assume anche il compito di Moderator Curiae.

Viene eletto Vescovo Ausiliare di Venezia il 5 gennaio 2008 con il titolo di Cittanova (Novigrad) e consacrato il 24 febbraio 2008 nella Basilica di San Marco.

Vescovo delegato della Conferenza Episcopale Triveneta per il Laicato, è Presidente del Comitato per la Visita del Santo Padre a Nordest (7-8 maggio 2011). 

 

L’ultimo vescovo originario della diocesi di Venezia ed assegnato a una diocesi italiana fu mons. Loris Francesco Capovilla che nel 1967 venne nominato da Paolo VI arcivescovo di Chieti-Vasto per passare poi alla Delegazione Pontificia del Santuario di Loreto (dal 1971 al 1988). 

L’ultimo vescovo veneziano di origine divenuto vescovo di Vicenza fu mons. Carlo Zinato, nato a Torcello nel 1890 e morto a Vicenza il 23 giugno 1974. Fu insegnante in seminario, cancelliere patriarcale, assistente del carcere femminile, assistente diocesano di Azione Cattolica e venne consacrato vescovo nel 1943 dal card. Adeodato Piazza. Iniziò il ministero episcopale nel periodo più cruciale della guerra e rimase vescovo di Vicenza per quasi trent’anni.

La festa di S. Lucia a Venezia, le celebrazioni

SANTA LUCIA – Ricorre lunedì 13 dicembre la festa di S. Lucia, vergine e martire siracusana, ricordata a Venezia con particolare venerazione soprattutto nella chiesa parrocchiale dei Ss. Geremia e Lucia che custodisce le reliquie della santa ed è costante luogo visita da parte dei fedeli veneziani ma anche di pellegrini provenienti da varie parti d’Italia e del mondo.
Alla festa di quest’anno interverranno, in momenti diversi della giornata, sia il Patriarca Scola che il vescovo ausiliare Pizziol. Il card. Angelo Scola presiederà la messa solenne delle ore 17.00 mentre mons. Beniamino Pizziol quella delle ore 13.45, particolarmente rivolta a studenti ed insegnanti delle scuole superiori della città.
La chiesa resterà aperta ininterrottamente per l’intera giornata e sono previste messe, in pratica, ad ogni ora secondo questo programma: ore 8 (presiede un Padre Canossiano), 9, 10 (con il Capitolo della Cattedrale), 11, 12 (presiede il vicario episcopale mons. Orlando Barbaro), 13 (presiede il parroco don Renzo Scarpa per ottici e optometristi), 13.45 (presiede da mons. Pizziol per le scuole), 15 (con la partecipazione del Movimento Apostolico Ciechi), 16, 17 (messa solenne presieduta dal Patriarca Scola e con la partecipazione delle parrocchie del vicariato di Cannaregio), 18 (per i giovani) ed infine alle 19.