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“Risurrezione: un criterio con cui affrontare la vita personale e comunitaria”. L’incontro con i giornalisti

VENEZIA – Viene qui proposto un ulteriore passaggio dell’incontro tra il Patriarca ed i giornalisti - tenutosi venerdì 22 aprile in occasione della Santa Pasqua - durante il quale è stato possibile riflettere sull’imminente Visita di Benedetto XVI – ad Aquileia e Venezia - ed affrontare temi di scottante attualità:

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“È veramente una vita nuova la nostra. Siamo fatti creature nuove”. L’omelia del giorno di Pasqua

VENEZIA – Qui di seguito il testo dell’omelia pronunciata dal Patriarca durante la Solenne celebrazione della Santa Pasqua nella Basilica di San Marco a Venezia:

1. «… Consideratevi morti al peccato, ma viventi per Dio, in Cristo Gesù» (Rm 6,11). Con san Paolo lo diciamo, questa sera, anzitutto ai nostri fratelli catecumeni adulti che fra poco riceveranno i sacramenti dell’iniziazione cristiana, ma con un energico atto di volontà lo ricordiamo a ciascuno di noi. Guardiamo bene in faccia a quello che siamo, fratelli e sorelle. È veramente il caso di dire: «O cristiano conosci te stesso!».

E’ proprio per questi misteri dell’iniziazione che il mistero pasquale della salvezza non resta, per così dire, chiuso e confinato in Cristo, ma viene comunicato a noi uomini, resi così partecipi della realtà effettiva del Suo patire, del Suo morire, del Suo risorgere. In un’omelia pasquale del III secolo rivolta ai catecumeni si legge: «Cristo offertosi vittima per la nostra salvezza, aveva annullato la loro vita di prima, e attraverso la rinascita dall’acqua, viva imitazione della sua morte e risurrezione, aveva loro dato il dono di cominciare una vita diversa» (Ps. Crisost., Sulla Pasqua, 7).

Sant’Agostino, ricordando la notte di Pasqua del 387, in cui egli all’età di 33 anni, insieme con il figlio Adeodato e l’amico Alipio ricevette il Battesimo dalle mani di sant’Ambrogio a Milano, sintetizza in un’affermazione potente quel che provò: «Fummo battezzati. E da noi caddero via tutte le preoccupazioni della vita di prima» (Agostino, Conf. 9,6). Il cammino del popolo ebraico, che le letture bibliche della madre di tutte le veglie ci hanno fatto ripercorrere, ci ha resi più consapevoli e grati del dono della salvezza che il Crocifisso Risorto ci ha propiziato. «Per mezzo del Battesimo dunque siamo stati sepolti insieme a lui nella morte, affinché come Cristo fu risuscitato dai morti per mezzo della gloria del Padre, così anche noi possiamo camminare in una vita nuova» (Rm 6, 4). È veramente una vita nuova la nostra. Siamo fatti creature nuove.

 

2. «Nella resurrezione è avvenuto un salto ontologico che tocca l’essere come tale, è stata inaugurata una dimensione che ci interessa tutti e che ha creato per tutti noi un nuovo ambito della vita, dell’essere con Dio” (J. Ratzinger-Benedetto XVI, Gesù di Nazaret, CdV 2011, 304). All’uomo, che lungo tutta la sua esistenza, dal concepimento alla morte, è sempre immerso in relazioni, viene donata una Compagnia senza fine. Egli è liberato definitivamente dal pungiglione della morte, il peccato (cfr. 1Cor 15,56). Ed il peccato è la morte più radicale, quella dello spirito e distrugge la vita individuale e collettiva.

Quale è, alla fine, il significato di ogni nuovo traguardo di progresso che scienza e tecnica, audacemente, spostano sempre più avanti? Sconfiggere la paura della morte, con tutti i suoi “anticipi”. Eppure, anche se non sempre lo ammette, l’uomo post-moderno sa che, contando sulle sole sue forze, sarebbe in questa sfida irrimediabilmente sconfitto.

Per questa ragione resiste indomabile nel cuore di ogni uomo e di ogni donna di tutti i tempi la speranza che oggi il Vangelo conferma: siamo destinati a durare per sempre. «L’angelo disse alle donne: Voi non abbiate paura! So che cercate Gesù, il crocifisso. Non è qui. È risorto, infatti, come aveva detto; venite, guardate il luogo dove era stato deposto”» (Mt 28, 5-6). L’esplosione di gioia che erompe da tutta la liturgia pasquale deriva dall’annuncio della nostra resurrezione nel nostro vero corpo. È questo il destino che ci ha meritato il crocifisso Risorto. «O uomini… che paura avevate di morire? Ecco, muoio io; ecco, patisco io; ecco, quel che temevate non temetelo più, perché io vi faccio vedere quel che dovete sperare» (Agostino, Sermo 229/H, 1.3).

 

3. La resurrezione è un seme fecondo che entra nel mondo, silenziosamente attecchisce per poi fiorire attraverso la catena dei testimoni. «E noi siamo testimoni di tutte le cose da lui compiute nella regione dei Giudei e in Gerusalemme. Essi lo uccisero appendendolo a una croce, ma Dio lo ha risuscitato al terzo giorno e volle che si manifestasse, non a tutto il popolo, ma a testimoni prescelti da Dio, a noi che abbiamo mangiato e bevuto con lui dopo la sua risurrezione dai morti» (At 10, 38-41).

Perché Dio volle che si manifestasse non a tutto il popolo ma a testimoni prescelti? Qual è la ragione di questo metodo con cui il Risorto sceglie di manifestarsi al mondo? Perché dobbiamo fidarci di un piccolo gruppo di discepoli? Benedetto XVI ci offre una convincente risposta. Scrive il Papa: «La domanda riguarda, però, non soltanto la risurrezione, ma l’intero modo in cui Dio si rivela al mondo. … non è forse proprio questo lo stile divino? Non sopraffare con la potenza esteriore, ma dare libertà, donare e suscitare amore» (J. Ratzinger-Benedetto XVI, Gesù di Nazaret, 305-306).

Emerge qui il grande valore del nostro essere in relazione. Il Risorto ci fa comprendere che la vera, più profonda conoscenza passa attraverso l’altro, anzi attraverso l’amore dell’altro. Solo l’amore è credibile e dà ragione di ogni cosa. Dal dono amoroso dei testimoni passa l’evidenza della fede. La loro esperienza è contagiosa, proprio come quella che ogni uomo sperimenta nei rapporti di autentico amore: «Abbandonato in fretta il sepolcro con timore e gioia grande le donne corrono a dare l’annuncio ai suoi discepoli» (Mt 28, 8). L’amore è fonte privilegiata di evidenza.

Come non riconoscere con umiltà, colmi di gioia pasquale, che da questo continuo rinnovarsi di rapporti non possiamo più prescindere? Se siamo soltanto un poco sinceri con noi stessi non è di questo che abbiamo ogni giorno bisogno? Anzitutto ognuno di noi, singolarmente preso, ha sete di buone relazioni a cominciare da chi gli è prossimo. Ma anche nella società civile in tutte le sue espressioni, massimamente in ambito politico, sentiamo la necessità di rapporti rinnovati costruttivi e reciprocamente rispettosi.

 

4. «Se dunque siete risorti con Cristo, cercate le cose di lassù, dove è Cristo, seduto alla destra di Dio; rivolgete il pensiero alle cose di lassù, non a quelle della terra» (Col 3, 1-2). Se siete risorti, non se sarete risorti… Con la resurrezione di Gesù l’incolmabile fossato tra lassù e quaggiù è stato colmato.

Non ci sono due vite: la vita dell’al di qua e la vita dell’al di là. C’è un’unica vita, secondo un Disegno i cui contorni – tempi e modi – ci sfuggono, ma che è certamente un disegno buono. Si manifesta nel quotidiano accompagnarsi dello Spirito del Risorto a ciascuno di noi, in ogni circostanza ed in ogni rapporto. A cominciare dall’Eucaristia, la sublime azione attraverso la quale Dio si coinvolge e ci coinvolge come Chiesa nel sacrificio offerto in nostro favore dal Figlio Amato.

 

5. La Risurrezione di Gesù «salva su tutta la terra i credenti nel Cristo dall’oscurità del peccato e dalla corruzione del mondo, li consacra all’amore del Padre e li unisce nella comunione dei santi» (Exultet). Per essere confermati in questa fede e resi più consapevoli dei preziosi frutti di cui il Risorto ci fa dono ci prepariamo con gioia e vigile attesa all’ormai prossima Visita del Santo Padre.

Domenica 8 maggio celebreremo con Benedetto XVI la Santa Messa con tutte le genti latine, slave e germaniche del Nordest, nel parco di San Giuliano a Mestre.

 

The English poet Gerard Manley Hopkins (1844-1889) in one poems entitled “Paschal Communion” erupts into this wonderful invitation: “Breathe in Easter now!”. May this be our reciprocal greeting. Happy Easter

El poeta inglés Gerard Manley Hopkins (1844-1889), en una poesía llamada “Comunión pascual”, irrumpe con esta fabulosa invitación: «Respirad Pascua ahora». Esta es la felicitación que nos hacemos unos a otros. Santa Pascu

In einem gedicht mit dem Titel “Ostergemeinschaft” bricht der englische Dichter Gerard Manley Hopkins (1844-1889) in diese wunderbare Aufforderung aus: «Atmet jetzt Ostern ein». Dies sei unser gegenseitiger Wunsch. Frohe Ostern.

Le poète anglais Gerard Manley Hopkins (1844-1889), dans une poésie intitulée “Communion pascale”, nous adresse cette hardie invitation: «Respirez Pâques maintenant». Tel est notre souhait réciproque. Bonne fête de Pâque. 

Il grande poeta inglese Gerard Manley Hopkins (1844-1889), in una poesia giovanile intitolata “Comunione pasquale”, apre all’umanità una speranza infinita: «Le ossa male inguainate sono stanche di star curve:/ ecco Dio rafforzerà quelle fragili ginocchia». Poi erompe in questo stupendo invito: «Respirate Pasqua ora». Sia questo il nostro reciproco augurio. Buona Pasqua!

La Visita del Papa a Nordest e la grande partecipazione del popolo alla colletta, l’emergenza lavoro, la questione immigrazione. Brevi dichiarazioni

VENEZIA – Venerdì 22 aprile, come di consueto, il Patriarca ha incontrato i giornalisti per gli auguri di Pasqua. Un’occasione per riflettere anche sull’imminente visita del Santo Padre – ad Aquileia e Venezia – e per affrontare temi di scottante attualità.

Viene qui proposto un passaggio dell’intervista rilasciata al termine del dialogo con i giornalisti ad alcune emittenti televisive presenti:[display_podcast]

Settimana Santa e Pasqua a S. Marco: le celebrazioni con il Patriarca

VENEZIA – Iniziata l’altro giorno con la Domenica delle Palme, la Settimana Santa si appresta ora a giungere al culmine con il “triduo pasquale del Signore morto, sepolto e risorto” che va dal giovedì santo (21 aprile) alla domenica di Pasqua nella Resurrezione del Signore (24 aprile): la comunità cristiana vive in questi giorni i momenti più forti del suo cammino annuale con numerose ed importanti celebrazioni liturgiche che ripercorrono e ripresentano gli eventi fondamentali della fede. Di particolare rilievo sono quelle in programma a Venezia, nella basilica cattedrale di S. Marco, e guidate dal Patriarca card. Angelo Scola.
 
Mercoledì 20 aprile, alle ore 18.00, il Patriarca presiede nella basilica marciana la celebrazione comunitaria della penitenza per tutte le comunità parrocchiali e gli ospiti della città di Venezia.
 
S. Messa del CrismaIl giorno del giovedì santo – 21 aprile – è segnato da due importanti e solenni celebrazioni. Alle ore 9.30 il card. Scola presiede in cattedrale la S. Messa “Chrismatis” con la benedizione degli olii santi (l’Olio dei Catecumeni e degli Infermi più il Sacro Crisma) e alla presenza dei sacerdoti della diocesi che rinnoveranno pubblicamente le promesse fatte nel giorno della loro ordinazione. Alle ore 18.00, sempre a San Marco, ci sarà poi la S. Messa “in coena Domini” con il rito della lavanda dei piedi, la reposizione e l’adorazione del SS. Sacramento nel battistero della cattedrale: sono specialmente invitate a prendere parte a tale momento la Comunità marciana, la Caritas diocesana, le Arciconfraternite e le Scuole Grandi della città.
 
Venerazione delle Reliquie della PassioneVenerdì santo – 22 aprile – alle ore 18.00 il Patriarca presiede in basilica l’azione liturgica della Passione e Morte del Signore che sarà trasmessa in diretta da Bluradio Veneto (fm 88.70 – 94.60); saranno presenti tra gli altri i Cavalieri del Santo Sepolcro, le Arciconfraternite, le Scuole Grandi della città e la Comunità marciana. Alle ore 21.00 sempre in cattedrale si terrà, poi, una “sosta di preghiera” – alla presenza del Patriarca – in venerazione delle reliquie della Passione. Quest’ultimo appuntamento, di antiche origini ma solo recentemente ripreso e riproposto, rinnova una tradizione del venerdì santo presente a Venezia già dalla metà del 1200 ed offrirà a tutti – abitanti della città e visitatori – la speciale occasione di pregare davanti alle principali reliquie custodite in basilica ed esposte sull’iconostasi dell’altare maggiore nel giorno dedicato all’adorazione della Croce di Cristo.
 
La sera di sabato 23 aprile alle ore 21.00 avrà inizio a San Marco la solenne Veglia pasquale, presieduta dal card. Angelo Scola, alla presenza di alcune comunità neocatecumenali del Patriarcato; durante tale celebrazione, tra l’altro, saranno impartiti i sacramenti dell’iniziazione cristiana (battesimo, cresima e comunione) ad una decina di catecumeni adulti.
 
Domenica 24 aprile – giorno della solennità di Pasqua nella Resurrezione del Signore – il Patriarca presiede nella basilica cattedrale di S. Marco il Pontificale di Pasqua che avrà inizio alle ore 10.30 e sarà trasmesso in diretta da Bluradio Veneto (fm 88.70 – 94.60); nel pomeriggio ci sarà, infine, la celebrazione dei vespri solenni – alle ore 17.30con benedizione eucaristica e processione all’altare della Nicopeia.
 
Si segnala, inoltre, che domenica 24 aprile, alle ore 11.00, mons. Beniamino Pizziol – finora vescovo ausiliare del Patriarcato ed appena nominato vescovo di Vicenza – presiederà l’Eucaristia solenne del giorno di Pasqua nel Duomo di S. Lorenzo a Mestre.

“Incontrare il Risorto”. Un articolo redatto dal Patriarca in occasione della Pasqua.

VENEZIA – Viene pubblicato qui di seguito un articolo apparso in data 4 aprile sul Corriere del Veneto, il Gazzettino, la Nuova e ilSussidiario.net.

Angelo Card. Scola

Cosa impedisce che la Pasqua ai nostri occhi sprofondi nella lontananza siderale del mito? Il Risorto che non solo ci assicura che risorgeremo nel nostro “vero corpo” alla fine del mondo, ma ci dona di sperimentarlo fin da ora, qui.

Ogni giorno il “mestiere di vivere” negli affetti e nel lavoro ci sottopone a tante piccole morti: tensioni, incomprensioni, ostilità nei rapporti, pesantezza difficoltà ingiustizie nel lavoro… Eppure, dentro tutti i suoi piccoli e grandi anticipi (penso in questo caso ai terremoti di Haiti e del Cile, alla strage di innocenti nelle guerre e negli attentati, alle folle di affamati e di assetati, ai bambini violati… l’elenco sarebbe interminabile) la morte non domina più, perché il Signore della vita l’ha attraversata e definitivamente vinta. (continua…)

La Pasqua è la festa della centralità di Cristo nella vita dell’uomo. L’omelia del giorno di Pasqua

Ecco il testo dell’omelia del giorno di Pasqua (domenica 4 aprile 2010) del Patriarca di Venezia:

1. «Io sono Cristo che ho distrutto la morte, che ho vinto il nemico, che ho messo sotto i piedi l’inferno, che ho imbrigliato il forte e ho elevato l’uomo alle sublimità del cielo». Così un’antica Omelia sulla Pasqua. In due splendidi mosaici – l’uno qui nella nostra basilica e l’altro in quella ancora più antica di Torcello – noi possiamo contemplare la potente scena dell’Anastasis (Risurrezione). Il Risorto, con braccio vigoroso, libera Adamo e in lui tutti gli uomini, dalle catene della morte schiacciando sotto i piedi il diavolo che tenta invano di trattenere la sua vittima. Essa, però, gli sguscia via dalle mani per entrare nei cieli nuovi e nella terra nuova. Cristo è l’innegabile protagonista della scena. (continua…)

Gli auguri pasquali del Patriarca. Il video.

VENEZIA – Viene qui di seguito pubblicato il video augurale del Patriarca in occasione della Santa Pasqua:

httpvh://www.youtube.com/watch?v=mK0pOF2hDec&feature=player_embedded

“A Pasqua, per ciascuno di noi, c’è un anticipo di Cielo”. Il Patriarca intervistato da Gente Veneta in occasione della Pasqua.

VENEZIA – Viene qui riproposta l’intervista fatta al Patriarca e apparsa su Gente Veneta in occasione della Pasqua.

A ciascuno di noi la Pasqua regala un pezzo di Cielo. Non è un’immagine, non è un sogno e neppure una poetica consolazione. E’ l’esperienza che fa chi celebra con fede la festa della Risurrezione di Cristo.

Nel giorno, cioè, in cui si annuncia il passaggio di Gesù dalla notte della morte al giorno della vita, ognuno di noi può, se vuole, sperimentare che non c’è separatezza fra vita e fede ma c’è, semmai, un fecondo legame. E, soprattutto, ognuno può godere di un anticipo di gioia celeste, che già ora consente di lenire i patimenti, dà un senso alle tribolazioni e rende più calde le soddisfazioni.

Come questo possa accadere lo spiega il Patriarca, riflettendo sul significato della festa alla cui vigilia ci troviamo. (continua…)

Cosa può dire il Risorto ai terremotati?

Sollecitato dalle domande dei giornalisti in occasione degli auguri di Pasqua, il card. Angelo Scola ha guardato alla tragica attualità del terremoto dell’Abruzzo e ha rivolto il suo pensiero a tutte le vittime e le famiglie colpite dal terribile dolore nella luce dell’evento – altrettanto attuale – della Pasqua. Il video dell’intervista curata  dall’emittente Telechiara

Gesù è l’amore che afferra ciascuno di noi

E’ ora disponibile l’intervista che il settimanale diocesano Gente Veneta ha realizzato al Patriarca di Venezia in occasione della Pasqua 2009.

Per vivere con intensità la prossima Pasqua, siamo invitati ad un esercizio di immedesimazione: È immedesimandoci in profondità con i fatti che la Scrittura e la liturgia ci propongono – dice il Patriarca – che noi possiamo intravedere, con gli occhi della fede, qualcosa di questo grande mistero che, nonostante tutto, ci spalanca nella pace verso il futuro. (continua…)