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I bimbi speranza per la pace in Medioriente

Continua la proposta estiva attraverso la quale verranno forniti spunti di riflessione quotidiani secondo diversi filoni tematici: famiglia, amore, matrimonio, educazione, fede, ragione….

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Il cardinale Scola dopo il dono di un piccolo ulivo proveniente da Nazareth parla della responsabilità per la pace

Un ulivo da Nazareth a Milano: «Un segno di amicizia, di gratitudine e di pace»

L’Arcivescovo ha ricevuto l’ulivo di Nazareth, simbolo del dialogo tra ebrei e cristiani. Un piccolo ulivo che ha già un significato importante, simbolo di pace che viene dalla terra del Signore, Nazareth. Ricevendolo dalle mani del Consigliere per gli Affari turistici dell’Ambasciata di Israele, Tzvi Lotan, Scola ha voluto sottolineare quanto «questo gesto ci indichi la strada di un compito che attende tutti noi, nel raggiungimento della pace e della fraternità in terre come il Medio Oriente martoriate e dove anche i cristiani subiscono persecuzioni».

Guarda l’intervista:

“Libertà religiosa: grande arma per la pace”. Un intervento del Patriarca

LIBERTA’ RELIGIOSA – Viene proposto qui di seguito l’intervento del Patriarca a conclusione dell’annuale Marcia diocesana della Pace, tenutasi, quest’anno, nel centro storico di Venezia.

L’appuntamento – promosso dall’ufficio diocesano che si occupa di Pastorale sociale e del lavoro, giustizia, pace e salvaguardia del creato insieme alla Pastorale giovanile – ha richiamato, nei contenuti e nelle motivazioni, il messaggio del Papa per la Giornata Mondiale della Pace (celebrata il 1° gennaio scorso) sul tema “Libertà religiosa, via per la pace”. (Cliccando qui è possibile leggere alcuni appunti della riflessione).

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“Il caso serio della libertà religiosa”. Il Patriarca alla Marcia della Pace

LIBERTA’ RELIGIOSA – Si è tenuta sabato 29 gennaio, nel centro storico di Venezia, l’annuale Marcia diocesana della Pace. L’appuntamento – promosso dall’ufficio diocesano che si occupa di Pastorale sociale e del lavoro, giustizia, pace e salvaguardia del creato insieme alla Pastorale giovanile – ha richiamato, nei contenuti e nelle motivazioni, il messaggio del Papa per la Giornata Mondiale della Pace (celebrata il 1° gennaio scorso) sul tema “Libertà religiosa, via per la pace”.

Qui di seguito vengono pubblicati alcuni appunti della riflessione che il Patriarca ha tenuto, a conclusione della marcia, nella basilica di S. Maria Gloriosa dei Frari:

 

Vangelo delle Beatitudini (Mt 5, 1-12) 

Vedendo le folle, Gesù salì sul monte: si pose a sedere e si avvicinarono a lui i suoi discepoli. Si mise a parlare e insegnava loro dicendo:

“Beati i poveri in spirito, perché di essi è il regno dei cieli

Beati quelli che sono nel pianto, perché saranno consolati.

Beati i miti, perché avranno in eredità la terra.

Beati quelli che hanno fame e sete della giustizia, perché saranno saziati.

Beati i misericordiosi, perché troveranno misericordia.

Beati i puri di cuore, perché vedranno Dio.

Beati gli operatori di pace, perché saranno chiamati figli di Dio.

Beati i perseguitati per la giustizia, perché di essi è il regno dei cieli.

 Beati voi quando vi insulteranno, vi perseguiteranno e, mentendo, diranno ogni sorta di male contro di voi per causa mia. Rallegratevi ed esultate, perché grande è la vostra ricompensa nei cieli.  Così infatti perseguitarono i profeti che furono prima di voi”. 

 

1. Ciò che Gesù dice qui programmaticamente non è anzitutto l’enunciazione di una morale universale in cui ogni uomo potrebbe riconoscersi, ma la pura espressione del suo personale compito e destino.

Egli è colui che si è fatto povero per noi, che ha pianto su Gerusalemme e sull’amico Lazzaro, il mite su cui si scatena e si infrange tutta la violenza del mondo, egli è colui che ha fame e sete della giustizia (il pieno compimento della relazione con Dio, con gli altri e con se stessi, cioè il  regno di Dio). Egli è colui che rivela e realizza la misericordia del Padre, egli ha il cuore puro che vede continuamente il Padre. «Egli è – come dice l’Apostolo – la nostra pace, colui che di due ha fatto una cosa sola, abbattendo il muro di separazione che li divideva, cioè l’inimicizia, per mezzo della sua carne» (Ef 2, 4). Egli è il perseguitato da tutti perché ha incarnato la giustizia di Dio. Tutto il suo annuncio Gesù lo inizia con una auto-rappresentazione che invita all’imitazione. 

2. Il caso serio della libertà religiosa.

Le parole che abbiamo ascoltato da Padre Pios, così come la testimonianza che sempre più spesso giunge dai cristiani perseguitati in ogni parte del mondo, mostrano non solo l’urgenza, ma la drammatica concretezza che la questione della libertà religiosa sempre più va assumendo. Dall’Egitto all’Iraq, dal Pakistan alla Cina, molti cristiani del mondo ci mettono di fronte all’attualità del martirio. 

3. La libertà religiosa: una questione che riguarda tutti

Sbaglieremmo tuttavia se pensassimo che la libertà religiosa è questione seria sì, ma che riguarda soltanto alcuni fratelli “lontani”. Essa ci tocca molto più da vicino di quanto potremmo credere. 

a) Innanzitutto per il senso di comunione che, in questo travagliato frangente storico, ci lega ai fratelli provati dalla violenza, dalle persecuzioni e dalle intimidazioni; 

b) inoltre perché, come ha ricordato il Santo Padre nel suo Messaggio, nei Paesi occidentali si esercitano «forme più sofisticate di ostilità contro la religione» (Messaggio per la celebrazione della XLIV Giornata mondiale della pace, 13); 

c) soprattutto perché la libertà religiosa, intesa come luogo dell’inscindibile nesso tra verità e libertà, costituisce un test decisivo per la cura che ogni persona e ogni comunità è disposta ad impiegare nel compimento del proprio destino. Dice il Papa: «Nella libertà religiosa, infatti, trova espressione la specificità della persona umana, che per essa può ordinare la propria vita personale e sociale a Dio, alla cui luce si comprendono pienamente l’identità, il senso e il fine della persona» (Ibid., 1) inoltre «mentre favorisce l’esercizio delle facoltà più specificamente umane, crea le premesse necessarie per la realizzazione di uno sviluppo integrale, che riguarda unitariamente la totalità della persona in ogni sua dimensione» (Ibid., 5).«L’esclusione della religione dalla vita pubblica sottrae a questa uno spazio vitale che apre alla trascendenza. Senza quest’esperienza primaria risulta arduo orientare le società verso principi etici universali e diventa difficile stabilire ordinamenti nazionali e internazionali in cui i diritti e le libertà fondamentali possano essere pienamente riconosciuti e realizzati, come si propongono gli obiettivi – purtroppo ancora disattesi o contraddetti – della Dichiarazione Universale dei diritti dell’uomo del 1948» (ibid, 7);

 d) ho potuto verificarlo nel cuore stesso del Medio Oriente. Laddove la libertà religiosa trova anche solo uno spiraglio per esprimersi produce effetti benefici per tutta la società. Penso ad alcune realtà, incontrare in Giordania, in cui cristiani e musulmani, sulla base di visioni condivise, per esempio la dignità dell’essere umano, mettono insieme le loro forze in opere culturali e sociali dai risultati sorprendenti. Oppure al Libano, dove, pur tra mille contraddizioni, la tutela delle diverse comunità che abitano il paese, e in particolare dei cristiani, ha fatto fiorire una vita culturale e sociale vivissima. «Quando la libertà religiosa è riconosciuta, la dignità della persona umana è rispettata nella sua radice, e si rafforzano l’ethos e le istituzioni dei popoli» (ibid, 5). 

4. L’ultima beatitudine ci riguarda, ma è dura.

 «Beati voi quando vi perseguiteranno… Rallegratevi ed esultate». È il paradosso cristiano che san Paolo riproporrà con quella formula che ripetiamo spesso: «Nel dolore lieti» (2Cor 6,10).

«La differenza tra un martire e un terrorista suicida è radicale. Il primo abbraccia anticipatamente nella sua offerta il proprio persecutore. Il suo perdono previo vince così un male ingiustificabile. Il terrorista suicida si dispone a morire, ma il suo gesto è rivolto all’annientamento dell’altro. Perciò è intrinsecamente un male, è una negazione dell’umano» (A. Scola, Intervista al Corriere della sera, 7/1/2011). 

5. Il dovere della testimonianza

Come documentano i tragici fatti in cui molti cristiani sono oggi coinvolti la libertà religiosa non è una bene disponibile a buon mercato. Essa va dunque instancabilmente perseguita e protetta. Per farlo non basta però, soprattutto in Occidente limitarsi a pretendere dalle istituzioni delle pur sacrosante garanzie. La libertà religiosa trova effettivo compimento quando, al dovere delle istituzioni di consentire un effettiva pratica religiosa, corrisponde una fede autenticamente vissuta e appassionatamente comunicata. La libertà religiosa si attua allora pienamente nella logica della testimonianza dei fedeli, con la quale essa diventa, come afferma il Papa «un’autentica arma della pace» (ibid., 15). È l’arma dei disarmati, come ci ricorda il prefazio dei martiri: una testimonianza che, ce lo documenta il brano di Matteo appena ascoltato, non richiede nessuna capacità particolare e nessun eroismo, se non la disponibilità a seguire Cristo sulla via della povertà, della mitezza, della misericordia.

Libertà religiosa: marcia e veglia per la pace, dai Tolentini ai Frari, con il Patriarca

• Il grande appuntamento diocesano si svolgerà nel centro storico di Venezia, dove è in corso la Visita pastorale, la sera di sabato 29 gennaio (a partire dalle ore 19.30)

• La sosta della Visita pastorale del Patriarca nella parrocchia di S. Maria Formosa (29 e 30 gennaio)

Sarà la libertà religiosa il filo conduttore dell’edizione 2011 della Marcia diocesana della Pace che si terrà la sera di sabato 29 gennaio nel centro storico di Venezia, la zona che sta accogliendo in questo periodo le ultime soste della Visita pastorale del Patriarca.
L’appuntamento – promosso dall’ufficio diocesano che si occupa di Pastorale sociale e del lavoro, giustizia, pace e salvaguardia del creato insieme alla Pastorale giovanile – richiamerà infatti, nei contenuti e nelle motivazioni, il messaggio del Papa per la Giornata Mondiale della Pace (celebrata il 1° gennaio scorso) sul tema “Libertà religiosa, via per la pace”.
Il ritrovo, per tutti, è fissato alle ore 19.30 nella chiesa veneziana dei Tolentini, vicinissima a Piazzale Roma e alla stazione ferroviaria, per un primo momento di riflessione e di testimonianza curato dalla Fondazione Oasis di Venezia e che offrirà uno squarcio sulla realtà dei cristiani nel mondo, in particolare nelle aree più a rischio e difficili a causa di violenze, persecuzioni o limitazioni alla libertà religiosa, e sui tentativi in atto per favorire l’incontro autentico tra i credenti delle varie religioni a beneficio della pace. Seguirà la marcia silenziosa per le calli veneziane, attraverso un particolare percorso che toccherà il ponte di Calatrava, la stazione ferroviaria di S. Lucia e poi il ponte degli Scalzi, per giungere infine nella basilica di S. Maria Gloriosa dei Frari dove proseguirà la preghiera e, terrà il suo intervento il Patriarca card. Angelo Scola.
In precedenza, per i giovani e i giovanissimi, è previsto anche uno speciale “pomeriggio di pace” in programma dalle ore 15.00 alle 17.30 dello stesso giorno – presso la sede provinciale del Cif di Venezia (ingresso da S. Croce, 561) – con laboratori, testimonianze e momenti di dialogo e confronto con ragazzi e giovani credenti appartenenti ad altre confessioni cristiane o a diverse religioni.

 
Sabato 29 e domenica 30 gennaio si svolgerà, inoltre, la sosta della Visita pastorale nella parrocchia veneziana di S. Maria Formosa: la comunità, di antichissima fondazione (è stata eretta nel 1080), raccoglie oltre 1.500 abitanti ed è guidata dal 1976 dal parroco don Amedeo Trucolo.

Nel pomeriggio di sabato 29 gennaio, alle ore 15.30, è prevista l’accoglienza in parrocchia (già in campo e poi in chiesa) del card. Scola che incontrerà di seguito, alle 16.15 in patronato, un gruppo di ammalati e anziani della parrocchia; alle 17.00 si svolgerà l’Assemblea parrocchiale, alla presenza del Patriarca.

Domenica 30 gennaio, alle ore 9.45, il Patriarca si recherà in visita all’Istituto “S. Giuseppe” delle Suore Giuseppine del Caburlotto e quindi, alle 10.30 presiederà la S. Messa nella chiesa parrocchiale della Purificazione di Maria (detta, appunto, “S. Maria Formosa”) per tutta la comunità.

Perché una marcia-veglia della pace sui cinque sensi. Alcuni punti dell’intervento del Patriarca

Sabato 30 gennaio si è tenuta a Mira (Ve) la tradizionale marcia-veglia per la pace promossa dalla Pastorale Sociale e del Lavoro in collaborazione con il Centro diocesano per gli stili di vita.

Al centro il titolo del messaggio annuale del Papa per la Giornata per la Pace: “Se vuoi coltivare la pace, custodisci il creato”, declinato a partire da un’approfondimento dei cinque sensi, attraverso i quali la persona entra in relazione con il creato e con Dio.

Qui si ripropongono alcuni dei punti affrontati dal Patriarca nella sua riflessione che ha concluso la marcia-veglia:

1. La marcia e veglia di oggi esprimono la concretezza della nostra fede.

Essa riguarda tutto l’uomo. E l’uomo conosce a partire dall’esperienza sensibile. Dall’esperienza delle cose concrete. Per questo è importante il rapporto con il creato.

 

2. Dottrina dei «sensi spirituali»

Ha in Origene il suo iniziatore. Scrive 1′alessandrino: «Il Cristo diventa l’oggetto di ciascun senso dell’anima. Egli chiama se stesso la vera “luce” per illuminare gli occhi dell’anima, il “Verbo” per essere udito, il “pane” di vita per essere gustato. Parimenti, egli è chiamato “olio” e “nardo” perché l’anima si diletti dell’odore del Logos, egli è divenuto “il Verbo fatto carne” palpabile e attingibile, perché l’uomo interiore possa cogliere il Verbo di vita» (Commento al Cantico TI, 167,25); (continua…)

La marcia-veglia per la pace a Mira: le immagini

Sabato 23 gennaio il Patriarca ha accompagnato i fedeli tra Mira Porte e Mira Taglio nella marcia-veglia per la pace: una riflessione alla riscoperta dei cinque sensi, guidata da Giuliana Martirani, nel solco del messaggio del Papa sul tema “Se vuoi coltivare la pace, custodisci il creato”.

Ecco le immagini più significative della serata.

Sabato sera a Mira, con il Patriarca, la marcia-veglia diocesana per la pace

  • Il percorso: dalla parrocchia di Mira Porte (ritrovo ore 19.30) a Mira Taglio: una riflessione alla riscoperta dei cinque sensi, guidata da Giuliana Martirani, nel solco del messaggio del Papa sul tema “Se vuoi coltivare la pace, custodisci il creato”
  • Di pomeriggio, a Mira Porte, un “pomeriggio di pace” per i giovanissimi

Un percorso alla riscoperta dei cinque sensi, intesi come “porta” verso il Creato e verso Dio: è questo il filo conduttore scelto dalla diocesi veneziana in occasione dell’annuale marcia e veglia per la pace che si terrà la sera di sabato 30 gennaio a Mira, alla presenza del Patriarca, nel territorio appena toccato dalle più recenti tappe della Visita pastorale. Ci si richiamerà così al tema del messaggio scritto da Benedetto XVI per la 43ª Giornata Mondiale della Pace celebrata il 1° gennaio 2010: “Se vuoi coltivare la pace, custodisci il creato”. (continua…)

La Visita Pastorale a Gambarare di Mira e la marcia della pace a Mira Porte

Sabato 23 e domenica 24 gennaio il card. Scola si è recato con i suoi collaboratori ad Gambarare di Mira per incontrare, nell’ambito della Visita Pastorale, le varie realtà della parrocchia di San Giovanni Battista.

Ecco alcune immagini dell’incontro.

Sono i territori appena toccati dalle più recenti tappe della Visita Pastorale che ospiteranno, la sera di sabato 30 gennaio, alle ore 19.30, alla presenza del Patriarca Angelo, la prosisma edizione della marcia e veglia diocesana per la pace.

Un percorso unitario e dinamico – fatto di preghiera e movimento, riflessione ed approfondimento – che chiamerà in causa ed attiverà i cinque sensi: sarà questaì, la modalità scelta per affrontare il tema generale “Se vuoi coltivare la pace, custodisci il creato“, direttamente tratto dal messaggio di Benedetto XVI per la 43ª Giornata Mondiale della Pace celebrata il 1° gennaio 2010. (continua…)

Piena comunione con il Santo Padre, adesione completa al fondo di solidarietà della Cei

E’ iniziato con un’analisi della situazione socio-economica del Paese, ed in particolare delle regioni del Nord Est, l’incontro della Conferenza Episcopale Triveneta a Zelarino (Venezia) del 31 Marzo 2009. 

Leggi qui un breve resoconto delle attività dei Vescovi della Conferenza Episcopale del Triveneto. (continua…)