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La religione in una società in transizione come la Tunisia interpella l’Occidente

«Ci troviamo di fronte a un punto di svolta: nei prossimi mesi, forse già nelle prossime settimane, si deciderà molto del futuro delle rivoluzioni arabe. Penso all’Egitto e alle sue presidenziali, ma penso prima di tutto alla Tunisia, travagliata dall’onda di violenza salafita, che mette a repentaglio la convivenza civile faticosamente ricercata in questi mesi. Al centro è, non a caso, proprio il ruolo della religione in una società in transizione. E proprio qui si innesta il possibile contributo di Oasis…..». Lo ha detto l’arcivescovo Scola intervenendo, tramite un videomessaggio, al nono incontro internazionale di Oasis, da lui fondato nel 2004.

Leggi il testo integrale dell’intervento dell’Arcivescovo

Guarda il video:

 

Scola: «Necessario conoscere e dialogare con l’Islam»

Nei giorni in cui a Tunisi si tiene il nono incontro internazionale promosso dalla Fondazione Oasis, il cardinale Scola – che ne è stato il fondatore nel 2004 – analizza le ragioni di un dialogo con i musulmani finora non pienamente realizzato.
Al centro dell’analisi di quest’anno  il “caso tunisino”, il dibattito sulla nuova Costituzione e i fermenti della sua dinamica società civile, per comprendere dal di dentro gli eventi e i fattori che stanno mutando il volto di alcuni Paesi dell’Africa del Nord e per capire in che misura e come questi fatti riguardino anche i vicini arabi, gli altri paesi a maggioranza musulmana e tutto l’Occidente.

Il video dell’intervista

Al salone del libro di Torino “La proposta e lo stile della rivista Oasis”

Sabato 12 maggio, dopo aver visitato il Salone, il Cardinale Scola è intervenuto nello spazio dell’Associazione Sant’Anselmo, alla Tavola rotonda dedicata alla rivista Oasis di cui è stato fondatore e anima, nel corso dell’incontro “Cristiani e musulmani nell’era del meticciato di civiltà. La proposta e lo stile della rivista Oasis”. Momento di confronto a cura della Fondazione Oasis con la collaborazione sempre dell’Associazione Sant’Anselmo.

Il video dell’intervento:

“Verso dove? Attraverso chi?”. Le prime conclusioni del Comitato scientifico Oasis 2011

VENEZIA – Si conclude oggi, a San Servolo, l’incontro del Comitato scientifico della Fondazione Oasis, che ha scelto quest’anno di porre a tema la “primavera araba”, i movimenti che stanno cambiando il volto del Medio Oriente e del Nord Africa.

Ai tre giorni di lavoro comune hanno partecipato esperti di livello internazionale e testimoni dei Paesi direttamente coinvolti dai movimenti di protesta e di rivoluzione: dall’Egitto alla Tunisia, dalla Siria ai Paesi del Golfo (per ulteriori info si rimanda ai post precenti).

Qui di seguito un passaggio dell’intervento del Patriarca pronunciato a conclusione della sessione di lavoro di martedì 21 giugno:

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Una delegazione della Fondazione Oasis incontra il Sindaco di Venezia

VENEZIA – Nella mattina di martedì 21 giugno una delegazione di rappresentanti della Fondazione Oasis (che in questi giorni è riunita nell’isola di San Servolo a Venezia) è stata accolta a Ca’ Farsetti dal sindaco di Venezia, Giorgio Orsoni.

Questi i rappresentanti della delegazione: Sua Eminenza il sig. Card. Angelo Scola, Patriarca di Venezia; Sua Beatitudine Eminentissima il sig. Card. Antonios Naguib, Patriarca di Alessandria di Egitto; Sua Eccellenza Mons. Maroun Lahham, Arcivescovo di Tunisi; Sua Eccellenza Mons. Bader Ghaleb Moussa, Arcivescovo di Algeri; Sua Eccellenza Mons. Antoine Audo, Vescovo di Aleppo dei Caldei; il Prof. Carl Anderson, Supreme Knight dei Cavalieri di Colombo; il Prof. Olivier Roy, docente all’Università Europea di Firenze; la Prof. Malika Zeghal, Prince Alwaleed Bin Talal Professor in Contemporary Islamic Thought and Life, Harvard University, USA; il Dr. Martino Diez, direttore della Fondazione Oasis, la Dr. Maria Laura Conte, Uff. Stampa Fondazione Oasis.

Qui di seguito viene pubblicato l’intervento del Patriarca:

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Cosa dice la primavera araba all’Occidente? Verso dove soffia la rivoluzione?

A Venezia il comitato internazionale di Oasis: esperti e testimoni a confronto sulle impreviste rivolte del Medio Oriente e Nord Africa

Comitato scientifico Oasis 2011

VENEZIA – Si è aperto oggi a San Servolo l’incontro del Comitato scientifico della Fondazione Oasis (www.oasiscenter.eu), che ha scelto quest’anno di porre a tema la “primavera araba”, i movimenti che stanno cambiando il volto del Medio Oriente e del Nord Africa.
 
A sviluppare il titolo “Medio Oriente: verso dove? Nuova laicità e imprevisto nordafricano”, sono stati invitati esperti di livello internazionale e testimoni dei Paesi direttamente coinvolti dai movimenti di protesta e di rivoluzione: dall’Egitto alla Tunisia, dalla Siria ai Paesi del Golfo.
 
Questa mattina l’intervento introduttivo è stato tenuto dal patriarca di Venezia e fondatore di Oasis, il card. Angelo Scola, che ha offerto alcune chiavi di lettura. Al di là di una reattività d’ottimismo o pessimismo verso i cambiamenti in corso, il card. Scola ha sottolineato che la primavera araba sta evidenziando il bisogno delle società civili coinvolte di una “nuova laicità”, una laicità cioè da intendersi come un criterio nuovo di regolazione dello spazio pubblico, non come separazione tra stato e religione.
 
Rilevando come Oasis cerchi prima di tutto di ascoltare quanto emerge giorno dopo giorno dalle realtà investite dalla protesta, il Patriarca di Venezia ha sottolineato come “i movimenti nordafricani sono nati come rivolte di tipo economico. Se sono diventate rivoluzioni, ciò è avvenuto perché hanno messo in campo anche una certa idea dell’uomo e della società. Se ora vogliono continuare ad essere rivoluzioni, è questa stessa idea che devono approfondire. In Medio Oriente è risuonata forte la domanda su che tipo di uomo vuol essere l’uomo del terzo millennio, quella stessa domanda che in forme diverse scuote sempre più potentemente anche le società occidentali. In realtà però, se la domanda è chiara, non ancora ben definita è la risposta”.
 
D’altra parte, invece, la risposta e la reazione dell’Europa a tali fermenti è piuttosto fiacca per il card. Scola, perché il Vecchio Continente sembra piuttosto incagliato nell’affrontare il flusso di profughi che arrivano sulle sue coste (poche migliaia) mentre non si rende conto – come ha documentato a Oasis il vescovo di Tunisi, mons. Maroun Laham – come invece la stessa Tunisia, molto più povera, ne stia accogliendo dieci volte di più, impartendo una lezione sonora ai ricchi Paesi europei.
 
Una delle vie da percorrere, dunque, per il fondatore di Oasis è allargare la ragione economica, come del resto già evidenziato da Papa Benedetto XVI nella sua enciclica “Caritas in veritate”, una ragione economica che si preoccupi anche dello sviluppo dell’Africa, e non si accontenti della globalizzazione delle merci e degli uomini. Una ragione economica che si strutturi a partire dalla testimonianza di un “umanesimo cristiano”, che abbia come base la dignità della persona umana.
 
Comitato scientifico Oasis 2011Nel concludere il suo intervento, il Patriarca di Venezia, ha voluto ricordare cosa sta a cuore in primis al lavoro di Oasis: “Nel consegnare a tutti voi il compito di esplorare le buone ragioni di una vita in comune, senza le quali il travaglio delle società euro-atlantiche resterà fatalmente esposto a ogni tipo di derive e le rivoluzioni nordafricane potranno regredire a semplici rivolte, vorrei concludere ricordando, come tante altre volte, l’orizzonte imprescindibile di questa indagine. Esso non potrà che consistere nella testimonianza. In questi anni, tramite Oasis, abbiamo avuto la fortuna d’incontrare alcune figure straordinarie. Ne vorrei citare solo due, particolarmente care alla chiesa veneziana: S.E. Mons. Luigi Padovese, di cui è da poco ricorso il primo anniversario dall’assassinio in Turchia, e il ministro pakistano Shahbaz Bhatti, martire di Cristo e grande paladino, insieme al governatore musulmano del Punjab Salmaan Taseer, della lotta contro l’iniqua legge della blasfemia in Pakistan. Possa il loro esempio stimolare i cristiani e tutti gli uomini di buona volontà a non tirarsi indietro nella costruzione di una vita buona, personale e comunitaria. È il nostro compito storico. Lo dobbiamo a noi stessi e un po’ anche a loro”.
 
È poi intervenuto Olivier Roy, uno dei massimi esperti di islam contemporaneo, per il quale la “primavera araba” è un punto di non ritorno: caratterizzata dall’emergere di appartenenze sempre più individuali e meno comunitarie, essa ha mostrato la fragilità dell’islam politico come progetto politico globale, ha coinvolto persone delle più disparate provenienze, giovani della generazione  digitale, ma non solo, persone che si sono mosse anche contro le indicazioni dei loro tradizionali punti di riferimento, in modo singolare e piuttosto disordinato. Ora, secondo Roy, la primavera è finita, e perché prenda piede un processo reale di democratizzazione, sarà necessaria la costruzione di un certo ordine, l’organizzazione di partiti, senza i quali è impossibile costruire una democrazia.
 
Gli altri interventi della giornata hanno affrontato in modo più analitico le diverse situazioni: l’attuale situazione tunisina è stata affrontata da Malika Zeghal, professore ad Harvard, che ha mostrato lo stato del dibattito sul ruolo dell’islam all’interno della società e del sistema politico tunisini, e messo in luce le energie dei giovani tunisini, colti e pronti a giocarsi in una nuova fase politica. Il prof. Nikolaus Lobkowitcz (università di Eichstaett), ha tentato un paragone fra la rivoluzione dell’89 in Est Europa e quella araba attuale, mostrandone soprattutto le differenze. Mons. Maroun Lahham, arcivescovo di Tunisi, ha portato la testimonianza di pastore della Chiesa tunisina, di quello che sta soffrendo il popolo del suo Paese in una stagione di passaggio, di povertà, di emigrazione.
 
Nel pomeriggio i lavori si sono concentrati soprattutto sul caso egiziano: si è riflettuto sulle speranze iniziali, poi trasformatesi in timori della Chiesa copta, grazie all’intervento del Patriarca di Alessandria, card. Antonios Neguib, sui fratelli musulmani nel nuovo Egitto (Amr Elshobaki), sul ruolo dell’esercito durante la rivoluzione (Tewfik Aclimandos) ed infine sulle politiche occidentali e sui mutamenti mediorientali (Vittorio Emanuele Parsi).
 
I lavori di Oasis continueranno anche domani, con una sosta particolare: un delegazione lascerà San Servolo per incontrare a Ca’ Farsetti, sede del Comune di Venezia, alle 12.30 il Sindaco e altri rappresentanti della città di Venezia: un incontro dal forte valore simbolico, segno del radicamento di Oasis, Fondazione internazionale, nella città d’acqua, da sempre luogo caratterizzato dall’intento della promozione dell’incontro e dal desiderio di conoscenza dell’Altro.

Si riunisce a Venezia dal 20 al 22 giugno la rete internazionale di Oasis

VENEZIA – Che cosa sta succedendo in Medio Oriente e Nord Africa? Sta nascendo una soggettività sociale e politica nuova? Dove arriverà l’onda lunga della protesta? In questa rivoluzione in atto quale sarà il futuro delle minoranze cristiane? E quale la ricaduta in Occidente?
Sono queste alcune delle domande che la rete internazionale di Oasis affronterà nel prossimo incontro del Comitato Scientifico fissato dal 20 al 22 giugno prossimo a Venezia (isola di San Servolo).

L’intenso programma dei lavori sarà caratterizzato non solo dalla presenza di relatori di livello internazionale, tra i maggiori esperti di queste tematiche, ma anche dalla voce di testimoni diretti di quel che sta realmente accadendo nei Paesi investiti da questi fermenti rivoluzionari.

Questo il percorso tematico di Oasis dalla fondazione a oggi: il Comitato scientifico si è riunito a Venezia nel 2004, anno della fondazione e nel 2005 sul tema “unità e diversità”; nel 2006 al Cairo su “diritti fondamentali e democrazie”; nel 2007 a Venezia sul “meticciato di civiltà e culture”; nel 2008 ad Amman in Giordania sulla libertà religiosa; nel 2009 a Venezia sulla tradizione; nel 2010 a Beirut in Libano sull’educazione tra fede e cultura.

Questo il programma del Comitato Scientifico 2011:

Lunedì 20 giugno mattina (9 – 13)

Card. Angelo Scola, Un progetto stabile di vita buona. L’imprevisto nord-africano e la nuova laicità
Olivier Roy, Une génération post-islamiste? Réflexions sur les nouvelles subjectivités religieuses et politiques au Moyen Orient
Malika Zeghal, After the Revolutions: Political and Religious Institutions in the Middle East

Nikolaus Lobkowicz, The collapse of a system: 89 as an historic paradigm?
Hoda Nehmé, Difficile laïcité dans la société arabe et islamique contemporaine
S.E. Mons. Maroun Lahham, Tunisia tra rivoluzione e migranti

Lunedì 20 giugno pomeriggio (15.30 – 17.45)

Card. Antonios Neguib, Relations islamo-chrétiennes en Egypte suite à la Révolution de février
Amr Elshobaki, Les Frères Musulmans dans le nouveau Egypte
Tewfik Aclimandos, Révolution, coup d’Etat ou reforme ? Le rôle de l’armée en Egypte
Vittorio Emanuele Parsi, Politiche occidentali e mutamenti mediorientali

Martedì 21 giugno mattina (9 – 13)

Madawi al-Rasheed, Saudi Arabia and the Euphoria of Arab Spring: Religion at the Service of Royal Power
Dominique Avon, La laïcité en débat dans le Liban contemporain
Mark Movsesian, Ottoman Secularization in the Nineteenth Century: The Tanzimat and Christian Minorities

 

Brevi biografie dei relatori

Tewfik Aclimandos
Egiziano, ricercatore di storia contemporanea del mondo arabo, al Collège de France, è esperto di politica egiziana dal dopoguerra ai giorni nostri.

Dominique Avon
Dominique Avon, Professore di Storia contemporanea all’Università di Maine e a Sciences Po (Paris), specializzato in studio comparato delle religioni.

Amr Elshobaki
Membro del Centro di Studi Politici e strategici Al-Ahram del Cairo, è presidente dell’Arab Forum for Alternatives ed editorialista di Masri al-Youm, al-Ahram e altri quotidiani egiziani.

Maroun Lahham
Nato a Irbid in Giordania nel 1948 è stato ordinato sacerdote nel 1972. Per dieci anni rettore del Seminario latino di Beit Jala, presso Gerusalemme, è Arcivescovo di Tunisi dal 2005.

Nikolaus Lobkowicz
Professore di Filosofia, già rettore dell’Università di Monaco e della Università Cattolica di Eichstätt, dirige l’Istituto Zimos di Studi sull’Europa centrale e orientale.

Mark Movsesian
Giurista e direttore del Center for Law and Religion dell’Università Saint John, si occupa di diritto e religione e scrive per riviste come Harvard, North Carolina, and Washington & Lee Law Reviews, the American Journal of International Law, the Harvard International Law Journal, the Virginia Journal of International Law.

Antonios Neguib
Patriarca di Alessandria dei Copti, è presidente del Sinodo della Chiesa copta e presidente della Conferenza Episcopale Egiziana. Relatore generale durante l’Assemblea Speciale del Sinodo dei Vescovi del Medio Oriente (2010), è cardinale dal novembre 2010.

Hoda Nehmé
Preside della Facoltà di Filosofia e Scienze umane all’Università Saint-Esprit di Kaslik, Libano, guida il Centro di Ricerca per lo Sviluppo e la Pace della stessa facoltà, ha studiato il pensiero arabo moderno e contemporaneo, e si occupa dell’educazione dei giovani libanesi alla cittadinanza.

Vittorio Emanuele Parsi
Professore ordinario di Relazioni Internazionali presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore , è program director presso l’Alta Scuola in Economia e Relazioni Internazionali (ASERI) di Milano. Editorialista di Avvenire, La Stampa e Il Giornale del Popolo, collabora con Limes e L’infedele (La7).

Madawi al-Rasheed
Professore di Antropologia sociale al King’s College di Londra, è esperta in particolare di storia, società, religione e politica in Arabia Saudita e Golfo. Ha studiato la situazione delle minoranze cristiane del Medio Oriente e le migrazioni arabe.

Olivier Roy
Orientalista e politologo francese, è professore all’Istituto Universitario Europeo e dal settembre 2009 titolare della Cattedra Mediterranea al Robert Schuman Centre for Advanced Studies. In anni passati fu direttore di ricerca al Centro Nazionale di ricerche scientifiche (CNRS) francese e professore sia alla École des hautes études en sciences sociale (EHESS) sia all’Institut d’Etudes Politiques de Paris (IEP).

Malika Zeghal
Politologa, già professore di Antropologia e sociologia della religione all’Università di Chicago, è Prince Alwaleed Bin Talal Professor in Contemporary Islamic Thought and Life alla Harvard University. Ha al suo attivo diverse pubblicazioni sul rapporto tra stato e istituzioni religiose islamiche in Tunisia, Egitto e Marocco.

Libertà religiosa: marcia e veglia per la pace, dai Tolentini ai Frari, con il Patriarca

• Il grande appuntamento diocesano si svolgerà nel centro storico di Venezia, dove è in corso la Visita pastorale, la sera di sabato 29 gennaio (a partire dalle ore 19.30)

• La sosta della Visita pastorale del Patriarca nella parrocchia di S. Maria Formosa (29 e 30 gennaio)

Sarà la libertà religiosa il filo conduttore dell’edizione 2011 della Marcia diocesana della Pace che si terrà la sera di sabato 29 gennaio nel centro storico di Venezia, la zona che sta accogliendo in questo periodo le ultime soste della Visita pastorale del Patriarca.
L’appuntamento – promosso dall’ufficio diocesano che si occupa di Pastorale sociale e del lavoro, giustizia, pace e salvaguardia del creato insieme alla Pastorale giovanile – richiamerà infatti, nei contenuti e nelle motivazioni, il messaggio del Papa per la Giornata Mondiale della Pace (celebrata il 1° gennaio scorso) sul tema “Libertà religiosa, via per la pace”.
Il ritrovo, per tutti, è fissato alle ore 19.30 nella chiesa veneziana dei Tolentini, vicinissima a Piazzale Roma e alla stazione ferroviaria, per un primo momento di riflessione e di testimonianza curato dalla Fondazione Oasis di Venezia e che offrirà uno squarcio sulla realtà dei cristiani nel mondo, in particolare nelle aree più a rischio e difficili a causa di violenze, persecuzioni o limitazioni alla libertà religiosa, e sui tentativi in atto per favorire l’incontro autentico tra i credenti delle varie religioni a beneficio della pace. Seguirà la marcia silenziosa per le calli veneziane, attraverso un particolare percorso che toccherà il ponte di Calatrava, la stazione ferroviaria di S. Lucia e poi il ponte degli Scalzi, per giungere infine nella basilica di S. Maria Gloriosa dei Frari dove proseguirà la preghiera e, terrà il suo intervento il Patriarca card. Angelo Scola.
In precedenza, per i giovani e i giovanissimi, è previsto anche uno speciale “pomeriggio di pace” in programma dalle ore 15.00 alle 17.30 dello stesso giorno – presso la sede provinciale del Cif di Venezia (ingresso da S. Croce, 561) – con laboratori, testimonianze e momenti di dialogo e confronto con ragazzi e giovani credenti appartenenti ad altre confessioni cristiane o a diverse religioni.

 
Sabato 29 e domenica 30 gennaio si svolgerà, inoltre, la sosta della Visita pastorale nella parrocchia veneziana di S. Maria Formosa: la comunità, di antichissima fondazione (è stata eretta nel 1080), raccoglie oltre 1.500 abitanti ed è guidata dal 1976 dal parroco don Amedeo Trucolo.

Nel pomeriggio di sabato 29 gennaio, alle ore 15.30, è prevista l’accoglienza in parrocchia (già in campo e poi in chiesa) del card. Scola che incontrerà di seguito, alle 16.15 in patronato, un gruppo di ammalati e anziani della parrocchia; alle 17.00 si svolgerà l’Assemblea parrocchiale, alla presenza del Patriarca.

Domenica 30 gennaio, alle ore 9.45, il Patriarca si recherà in visita all’Istituto “S. Giuseppe” delle Suore Giuseppine del Caburlotto e quindi, alle 10.30 presiederà la S. Messa nella chiesa parrocchiale della Purificazione di Maria (detta, appunto, “S. Maria Formosa”) per tutta la comunità.

“L’Europa operi in modo più deciso per il rispetto dei diritti fondamentali”. Un’intervista al Patriarca

CORRIERE DELLA SERA – Viene proposta qui di seguito un’intervista al patriarca pubblicata dal Corriere della Sera venerdì 7 gennaio:

Ieri ventuno rose rosse, ventuno «bocoli», sono state offerte all’altare della Madonna Nicopeia nella Basilica di San Marco al termine della messa  presieduta dal Patriarca, cardinale Angelo Scola. Un gesto speciale per ricordare il  martirio dei cristiani nel mondo e la strage di 21 persone che ha colpito la comunità copta ad Alessandria d’Egitto, una chiesa particolarmente vicina a quella di Venezia, perchè nate entrambe dalla predicazione dell’evangelista  Marco.

Epifania del SignoreCardinale Scola, l’imam Al Tayyeb, capo della moschea di Al Azhar, ha chiesto in un’intervista al Corriere, un segnale del Papa per ristabilire la fiducia. Lei, da decenni  si occupa attraverso la Fondazione Oasis della presenza dei cristiani in Medioriente. Cosa pensa delle parole di al Tayyeb?

«Prima di tutto bisogna prendere atto che sappiamo ancora poco gli uni degli altri. Lo prova il fatto che nessun cristiano praticante si riconoscerebbe nell’immagine della sua fede che è corrente tra i musulmani e viceversa. Poi è urgente affrontare il grande nodo del rapporto tra verità e libertà. Si tratta di un equilibrio sempre da riconquistare perché senza verità l’uomo si smarrisce, ma senza libertà l’uomo si ritrova schiavo. La violenza nasce anche da qui».

Ma i cristiani non hanno minacciato nessuno, semmai sono vittime di chi in nome della religione fa stragi e semina paura e morte.

«Purtroppo le percezioni sono radicalmente diverse tra una sponda e l’altra del Mediterraneo. Molti in Occidente si sentono sotto attacco da parte dell’Islam, mentre in Oriente molti ritengono che sia l’Islam ad essere sotto attacco. I media hanno una responsabilità in questo. Tuttavia dobbiamo rimanere aderenti ai fatti: non per la prima volta, alcuni terroristi che sostengono di agire in nome dell’Islam, hanno perpetrato un esecrabile attentato suicida in una Chiesa in cui erano radunati in preghiera diversi fedeli cristiani».

Benedetto XVI ha chiesto protezione per tutti i cristiani  come spiega che questa posizione venga etichettata come un’ingerenza? (continua…)

Fede e culture, il Patriarca sulla teologia nel terzo millennio

Comitato Scientifico Internazionale Oasis 2010

FEDE E CULTURE – Qui di seguito è possibile trovare un’intervista al Patriarca condotta da Giacomo Galeazzi (La Stampa) e pubblicata su “Communio”, la rivista internazionale di teologia e cultura fondata nel 1972 da Hans Urs Von Balthasar:

Otto secoli fa lo storico incontro tra il Poverello e il Sultano Al-Kamil rivoluzionò i rapporti tra cristianesimo e Islam. Oggi a Venezia la fondazione “Oasis” tiene vivo lo spirito del dialogo interreligioso e ha recentemente ospitato l’incontro internazionale della rivista “Communio”: il cardinale Angelo Scola, patriarca di Venezia, ha accettato di raccontarci come nasce questo ponte tra culture.

Quanto è vivo oggi il nesso tra teologia ed esperienza nella Chiesa del terzo millennio globalizzato?

“Communio” non è una rivista accademica, ma parte dal primato dell’esperienza e cerca di offrire ragioni convincenti per vivere la fede. Questa mi pare la strada con cui affrontare anche lo scenario radicalmente mutato del Terzo millennio: per proporre un’esperienza significativa ci vuole un soggetto che si “pone” in atteggiamento di condivisione delle esigenze proprie dell’humanum, cioè di tutto ciò che interroga una civiltà. (continua…)