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VISITA PASTORALE/ “Apertura alle dimensioni del mondo”

Con questo post prende avvio la proposta estiva durante la quale verranno forniti spunti di riflessione quotidiani secondo cinque diversi filoni tematici: Visita pastorale, Oasis 2011, Libri per l’estate, Film e Il Papa a Nordest.

Il mercoledì sarà il giorno dedicato alla Visita pastorale. Annunciata nel 2004 e conclusasi ufficialmente domenica 8 maggio 2011 alla presenza del Santo Padre, la Visita pastorale, si è svolta all’insegna di quattro grandi finalità e dimensioni della vita e della comunità cristiana: “rigenerazione  del popolo  cristiano  perché  sia  tutto teso  alla  missione,  attraverso  comunità  dall’appartenenza  forte; formazione di cristiani adulti, capaci di dare ragione della propria speranza (educazione al pensiero di Cristo); educazione al gratuito; apertura alle dimensioni del mondo che giunge fino a farsi carico dell’annuncio di Cristo a tutti i popoli” (cfr. Lettera di indizione della Visita Pastorale “Oggi devo fermarmi a casa tua. In fretta scese e lo accolse con gioia”).

In occasione della Visita Pastorale, inoltre, il cardinale Scola ha avuto modo di incontrare non solo realtà religiose ma anche realtà sociali, associative, economiche ed istituzionali del territorio.

VISITA PASTORALE – Qui di seguito un estratto di un incontro avvenuto nell’ottobre, nella chiesa di S. Giovanni Crisostomo a Venezia, con i giovani e dedicato alla riflessione sulla quarta finalità /dimensione della Visita Pastorale (“Apertura alle dimensioni del mondo):

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Visita pastorale, il Patriarca incontra i giovani per riflettere sull’ “Apertura alle dimensioni del mondo”

VISITA PASTORALE – Una serata per riflettere insieme sullla quarta finalità / dimensione della Visita pastorale (“Apertura alle dimensioni del mondo”). Il Patriarca ha incontrato venerdì 22 ottobre nella chiesa di S. Giovanni Crisostomo a Venezia i giovani della città in un incontro denominato “Missione con-tatto. Vivere le dimensioni del mondo”. Nella chiesa, gremita di giovani veneziani, svariate e coinvolgenti sono state le testimonianze  di alcuni ragazzi che hanno raccontato la loro esperienza missionaria. In seguito all’intervento del Patriarca, poi, la serata è continuata con un momento di preghiera ed adorazione eucaristica. L’incontro si è concluso con l’invocazione dello Spirito Santo e il mandato agli evangelizzatori che sono usciti poi “in strada”, nelle calli e nelle aree vicine, per riproporre una versione veneziana dell’ “evangelizzazione di strada”.

Viene pubblicato qui di seguito un passaggio dell’intervento del Patriarca:

‘Da Cristo, luce delle genti, sgorga la passione dei cristiani ad incontrare tutti gli uomini della terra’. Le immagini della celebrazione dell’Epifania

La celebrazione solenne dell’Epifania del Signore si è arricchita quest’anno di un particolare significato missionario. Il card. Scola ha consegnato il mandato missionario ad Alessia Fornelli e Riccardo Bernardini, due giovani del Patriarcato che per tre anni saranno missionari “fidei donum” nella diocesi di Nyahururu in Kenya.

“Carissimi Alessia, Riccardo e Giovanna, non dimenticatelo! Ricevendo il Crocifisso (…) assumete la responsabilità di far brillare in voi stessi ed in quanti incontrerete il volto di Gesù, vero Dio e vero uomo, come l’unico adeguato movente e scopo della vostra missione ad gentes” ha ricordato il Patriarca durante l’omelia.

Ecco le immagini della celebrazione

‘Nell’Epifania Dio si rivela la risorsa necessaria affinché il desiderio costitutivo dell’uomo si realizzi’. L’omelia del Patriarca nella solennità dell’Epifania del Signore

Is 60, 1-6; Sal 71; Ef 3, 2-3.5-6; Mt 2, 1-12

1. «Dov’è colui che è nato, il re dei Giudei? Abbiamo visto spuntare la sua stella e siamo venuti ad adorarlo» (Mt 2,2). I Magi rappresentano tutti i cercatori di Dio. Si muovono da terre lontane perché sanno tenere lo sguardo attento e il cuore spalancato ai segni della Sua Presenza. Quali sono questi segni? Il primo è la stella che dice la rivelazione cosmica, cioè del creato, di Dio. Il secondo è l’annuncio del Messia da parte del profeta Michea, ripreso dal Vangelo, che indica la rivelazione storica di Dio. Seguendo questi due segni i Magi riconoscono la presenza di Dio, misteriosa ma già familiare, nel creato e nel cammino dell’umana stirpe. Per questo i Magi si muovono per adorarLo. Anche noi oggi dobbiamo imparare dai Magi questo sguardo attento e questo cuore spalancato (ciò che la Scrittura chiama povertà dello spirito) per riconoscere Dio in mezzo a noi. Se Dio si è reso a noi familiare in Gesù Bambino, allora ogni uomo può trovare almeno le tracce della Sua presenza. Le opere Sue ci dicono che noi possiamo nominare Dio. (continua…)

E voi, chi dite che io sia? Non si può dire di essere Suoi discepoli se non si è disposti ad esporsi in prima persona. La Visita Pastorale a Passerella

“Il sacrificio è parte costitutivo della felicità, è un passaggio necessario verso la pienezza della vita. Perdere la propria vita per ritrovarla è l’esperienza della mamma nei confronti del figlio, della moglie nei confronti del marito, dei genitori nel confronto dei figli. L’amore è piegarsi all’altro, è perdersi per l’altro”. Ecco alcune immagini della Visita Pastorale a Passerella.

Missione e rigenerazione del popolo di Dio. Come nasce e come vive una comunità cristiana 11

DSCN7770Riportiamo di seguito, come spunto di riflessione, uno stralcio del cap. 4 del libro del card. Angelo Scola “Come nasce e come vive una comunità cristiana” (Venezia, 2007, Marcianum Press editore).

Missione e rigenerazione del popolo di Dio

L’azione missionaria può tendere alla rigenerazione del popolo di Dio se documenta come l’incontro con Cristo nella comunità cristiana investa, attraverso il testimone, tutti gli ambiti dell’umana esistenza (famiglia, quartiere, scuola, variegato mondo del lavoro, società civile politica, economia, mass media…). Non si può parlare della vita eterna senza mostrare che la vita eterna è già in atto qui; che cambia il nostro modo di vivere adesso; che cambia il nostro modo di lavorare, di amare, di riposare, di usare i soldi, di partecipare al dolore della fame, della guerra. (continua…)

Missione come testimonianza. Come nasce e come vive una comunità cristiana 10

testimonianzaRiportiamo di seguito, come spunto di riflessione, uno stralcio del cap. 4 del libro del card. Angelo Scola “Come nasce e come vive una comunità cristiana” (Venezia, 2007, Marcianum Press editore).

Missione come testimonianza

Come si attua la missione? Si attua solo come testimonianza. La passione a testimoniare fino ai confini del mondo – «mi sarete testimoni a Gerusalemme, in tutta la Giudea e la Samaria, fino agli estremi confini della terra» (At 1, 8 ) – viene molto più dall’interno della mia esperienza di fede che da una necessità o da un appello esteriore. Anche qui, come nell’educazione al gratuito, è in gioco una dinamica di cambiamento. Sono missionario anzitutto perché fa parte della mia natura di cristiano, non perché sono stimolato dall’esterno ad esserlo. Lo sono per un dinamismo intrinseco al mio essere cristiano. Sono missionario perché sono mandato da Gesù che è mandato dalla Trinità. È l’attuarsi del dinamismo del mistero trinitario dentro la storia, che coinvolge anche noi e si attua anche attraverso di noi; attraverso la nostra vocazione e la nostra missione; attraverso le nostre persone che lungo tutta la loro vita terrena, tendendo all’unità tra persona e missione, tra vocazione e missione, tendono al compimento. (continua…)

Genesi e natura della missione. Come nasce e come vive una comunità cristiana 9

trinitàRiportiamo di seguito, come spunto di riflessione, uno stralcio del cap. 4 del libro del card. Angelo Scola “Come nasce e come vive una comunità cristiana” (Venezia, 2007, Marcianum Press editore).

Genesi e natura della missione

La genesi della missione, della testimonianza, è molto limpida e chiara. È Gesù stesso a mostrarla: «Come tu, Padre, sei in me e io in te, siano anch’essi in noi una cosa sola, perché il mondo creda che tu mi hai mandato» (Gv 17, 21). Quindi la missione nasce all’interno della Trinità. La radice della missione è la comunione trinitaria: la missione è possibile perché l’unico Dio è trino, perché c’è una comunione di amore che circola tra il Padre, il Figlio e lo Spirito,a partire dalla quale il Padre può mandare il Figlio e, nel Figlio, lo Spirito; il Figlio può lasciarsi mandare e lo Spirito può assumere, nell’essere mandato dal Padre e dal Figlio, la sua missione. (continua…)

Qual è lo stile della missione cristiana? «Ecco, vi mando come agnelli in mezzo ai lupi»

In occasione della Festa Patronale di San Domnio, il card. Scola ha presieduto la celebrazione eucaristica al porto di Split, su invito di S. E. Mons. Marin Barisic, arcivescovo di Spalato e Makarska.

La solenne processione dalla Cattedrale al porto si è dimostrata ancora una volta una grande festa di popolo per la Chiesa Cattolica della Croazia.

Ecco il testo dell’omelia.

Ap 12,10-12a; 1Pt 5,1-4; Lc 10,1-9

1. «Pascete il gregge … non come padroni delle persone a voi affidate, ma facendovi modelli del gregge. E quando apparirà il Pastore supremo riceverete la corona della gloria che non appassisce» (1Pt 5,3). Queste parole della Prima Lettera di Pietro – la Seconda Lettura dell’odierna liturgia – si possono applicare alla lettera ai due giganti della fede che stanno alla sorgente e alla foce della storia cristiana delle vostre terre. (continua…)