Tag Archives: meticciato

La famiglia, il lavoro e la festa su “La vita buona”

Continua la collaborazione del cardinale Angelo Scola, con il «Messaggero di sant’Antonio». Ogni mese si rivolge ai lettori della rivista parlando di vita buona, riallacciandosi all’omonimo libro-intervista con il giornalista Aldo Cazzullo.

* * *

«La conversazione di oggi, cari lettori, ha il sapore di un invito o, se volete, di un aperitivo in attesa che possiate gustare personalmente tutte le portate di quel grande convito che sarà il VII Incontro mondiale delle Famiglie».

Nel villaggio totale che oggi è il mondo le distanze, grazie ai prodigi di internet e alla globalizzazione economica, sono azzerate. Inoltre, sulla spinta del miraggio di un benessere spesso più sognato che reale, non solo nelle grandi città ma anche nei piccoli centri di provincia si diffonde in misura esponenziale il processo del meticciato di civiltà, creando scenari inediti per la vita di ciascuno di noi. E molti davanti a essi indietreggiano scettici e impauriti: «Dove andremo a finire?». Da parte mia io continuo a scommettere sul fatto che questo processo possa costituire un’occasione di incontro più che di scontro. E la fede mi dà due buone ragioni, semplici ma inaffondabili, per sostenere questa convinzione.
Primo. I fili che muovono la storia non sono nelle mani di un caso maligno o capriccioso, ma in quelle sicure di un Padre (i teologi lo chiamano «disegno di Dio»). Per questo possiamo guardare anche alle inedite trasformazioni in atto con attesa/speranza e non con ostilità.

Secondo. Tutti gli uomini sono figli dello stesso Padre che ha impresso in ognuno, a lettere di fuoco, i tratti del suo Volto trinitario. Perciò se, da una parte, ogni diversità non è ostacolo ma risorsa, dall’altra c’è un nucleo incandescente e irriducibile comune a ogni uomo. Non sono ingenuo. So bene che in ogni epoca della storia ogni uomo e tutta la famiglia umana devono fare i conti con il Maligno e con il male. Ma so anche che la vittoria è nelle mani del Crocifisso risorto.
«Eppure – scriveva il Beato Giovanni Paolo II – esiste qualcosa che può essere chiamato esperienza comune ad ogni uomo». Affetti, lavoro e riposo ne sono gli elementi costitutivi. Si può anche dire: «La famiglia, il lavoro e la festa», cioè il titolo del VII Incontro mondiale delle Famiglie che si svolgerà dal 30 maggio al 3 giugno a Milano, su questi temi, e avrà un ospite d’onore d’eccezione, papa Benedetto XVI. Ma facciamo una rapida carrellata sulle tre parole messe a tema dell’Incontro. La famiglia, lo abbiamo già visto, è il grembo in cui l’io viene generato, custodito e fatto crescere. Essa non si definisce soltanto in riferimento ai soggetti che la compongono (lo sposo, la sposa e i loro figli), ma mette contemporaneamente in campo il legame di appartenenza che si instaura tra di loro. È la specifica forma di «società primaria» che tiene insieme e di fatto permette un armonico sviluppo delle differenze costitutive dell’umano, quella sessuale tra l’uomo e la donna e quella tra le generazioni (figli, padri, nonni). Per questo è la prima e insostituibile «scuola di comunione», in cui ciascuno può imparare l’amore oggettivo ed effettivo.

Il lavoro, altra dimensione fondamen­tale dell’esperienza umana, è il luogo della costruzione, l’ambito in cui ognuno mette a frutto i talenti ricevuti e, nella misura delle sue capacità e possibilità, collabora attraverso l’opera delle proprie mani all’azione creatrice del Padre e a quella redentrice di Gesù. Ma se il lavoro è vissuto in maniera separata dagli affetti, può anche assumere una fisionomia parossistica e diventare elemento di distruzione invece che di edificazione dell’io e delle relazioni.
Il riposo è il fattore di equilibrio tra gli affetti e il lavoro, spazio di rigenerazione e di unità per ogni componente della famiglia e della società. Il riposo è veramente tale, quando diventa festa: l’esperienza di scoprire che c’è risposta al nostro desiderio più profondo, amare ed essere amati per sempre. «Facciamo festa – dice il padre della parabola – perché questo mio figlio era morto ed è tornato in vita, era perduto ed è stato ritrovato» (Lc 15,21-22). Per questo la sapienza della Chiesa chiede la fedeltà alla messa domenicale. «Sine dominico non possumus» (non possiamo vivere senza l’Eucaristia della domenica) dicevano i fratelli cristiani dei primi secoli, arrivando ad affermarlo con il sacrificio della vita.

UNA NUOVA LAICITA’/ “Meticciato di culture e civiltà. Un processo in atto”

UNA NUOVA LAICITA’ – Viene proposto anche questa settimana, sull’acceso dibattito sulla laicità dello stato, uno stralcio del capitolo V del libro del card. Angelo Scola, “Una nuova laicità. Temi per una società plurale” (Marsilio, 2007):

“Meticciato di culture e civiltà. Un processo in atto”

In questo quadro vorrei proporre un’ipotesi di lavoro per leggere il delicato frangente storico che ci vede protagonisti. Si tratta appunto di un’ipotesi che propongo alla libera e critica discussione da parte di tutti. Mi riferisco al tema del meticciato di civiltà. Mi preme, però, sottolineare che questa espressione non intende, a sua volta, essere una categoria teoretica compiuta – sarei, in tal caso, come il celebre gatto che si mangia la coda – ma vuol solo suggerire una pista che mi sembra emergere dall’ascolto della realtà. Non intendo quindi proporre una riflessione di filosofia o teologia della storia, ma solo offrire un possibile orizzonte interpretativo dei complessi, articolati e contraddittori fenomeni di cui siamo spettatori e protagonisti contemporaneamente.

In connessione con la globalizzazione, con la cosiddetta «civiltà delle reti» e con i poteri delle biotecnologie stiamo assistendo, negli ultimi decenni, a un processo di inedita mescolanza tra i popoli. Non che l’incontro tra i popoli rappresenti una novità assoluta, anzi le migrazioni e mescolanze di popoli sono una costante nella storia degli uomini. Pensiamo a che cosa abbiano significato le migrazioni dei popoli germanici per l’impero romano o l’invasione mongola per il califfato abbaside. Il fatto nuovo è che oggi il fenomeno investe la totalità del pianeta e possiede, per i caratteri sopra ricordati, una rapidità da progressione geometrica. Un aspetto importante di questa mescolanza di popoli è costituito dalla sua natura inedita «bidirezionale». (continua…)

Il principio di libertà religiosa va declinata nella storia. Il Patriarca e la richiesta di costruire moschee a Venezia

A margine dell’incontro con alcuni giovani immigrati di seconda generazione promosso nell’ambito della rassegna “Mestrini nel mondo” il card. Scola ha risposto a varie domande dei giornalisti presenti, riflettendo anche sull’opportunità di costruire degli spazi di preghiera per le comunità islamiche in Veneto e a Venezia.

Ecco il filmato dell’intervista.

Fede, ragione, cultura. Esiste un islam europeo? Il Patriarca chiude i lavori di Oasis

Si sono chiusi martedì 23 giugno  a Venezia i due giorni di lavoro del comitato internazionale della Fondazione Oasis.

Qui  il comunicato conclusivo.

Un nuovo passo per Oasis
Fede, ragione e cultura: esiste un islam europeo?

Una rete internazionale di rapporti, un “soggetto comunitario”, che dal 2004 lavora in due ambiti che si intersecano e arricchiscono vicendevolmente: l’analisi culturale e l’approfondimento delle questioni brucianti poste dal processo storico in atto chiamato “meticciato di civiltà e culture” e lo scambio reciproco di testimonianze e racconto che scaturiscono dall’appassionato sguardo di fede sulla realtà. (continua…)

Oasis e l’inevitabile interpretazione culturale della fede. Il Patriarca apre il meeting internazionale di Oasis

70 persone di 20 paesi diversi, riunite da Oasis per il tradizionale incontro annuale del comitato scientifico internazionale che si tiene a Venezia il 22 e 23 giugno presso la Fondazione Cini. A tema “Interpretare la tradizione al tempo del meticciato di civiltà. Dell’inevitabile interpretazione culturale della fede”.
Ha aperto i lavori l’intervento del card. Angelo Scola che in un passaggio finale ha sottolineato: “Oasis è chiamata ad un approfondimento del ruolo delle tradizioni nel tempo del meticciato di civiltà come luogo dell’inevitabile interpretazione di ogni fede. Queste interpretazioni sono oggetto di continuo racconto e dialogo tra i soggetti che abitano le nostre società plurali. Senza mai dimenticare, peraltro, l’assenso ultimo esigito dalla Verità”.

Cliccando qui si possono leggere i lanci realizzati dall’Agenzia Sir.

Qui un estratto e il video dell’intervento del Patriarca.

TRADIZIONI E CULTURE
Conoscere gli Islam

Il “meticciato di civiltà” non è un programma politico: il suo carattere congiunturale esclude infatti che lo si possa erigere a meta da perseguire lungo il divenire storico. (continua…)

Assemblea dei vescovi italiani: il Patriarca Scola e Sandro Magister commentano per Sat2000 le questioni poste a tema dalla Cei

Martedì 26 maggio il card.  Angelo Scola e Sandro Magister, vaticanista, sono stati ospiti della trasmissione Il Mosaico di Sat2000 e,  sulle provocazioni della conduttrice Cristiana Caricato, hanno commentato alcuni passaggi della prolusione del card. Angelo Bagnasco, presidente della Cei, che ha aperto i lavori dell’assemblea dei vescovi italiani tenutasi a Roma dal 25 al 29 maggio.  Si ripropongono qui alcuni passaggi della trasmissione.

Meticciato di civiltà: l’intuizione del card. Scola diventa un libro di Paolo Gomarasca per Oasis

E’ in libreria il libro che Paolo Gomarasca ha scritto per Oasis dal titolo “Meticciato: convivenza o confusione?” (Marcianum Press, Venezia), un saggio che sviluppa un’idea lanciata in un’intervista nel 2004 dal card Angelo Scola, fondatore di Oasis.

Si ripropone qui il servizio speciale di Sat 2000 sul libro con l’intervista a Paolo Gomarasca.

httpvh://www.youtube.com/watch?v=8mYlTmajQ-M

Qui il servizio di Sat 2000 sul libro con l’intervista al card. Angelo Scola

httpvh://www.youtube.com/watch?v=S-FPqE82HTk

Il Meticciato di civiltà ed il libro di Oasis accendono il dibattito oltreconfine

L’articolo di Sandro Magister sul libro dedicato al “meticciato di civiltà” è stato ripreso dal sito Religion Digital. Vai al sito di informazione spagnolo.

Missione della Chiesa nell’Europa Centro-Orientale a vent’anni dal crollo del sistema comunista

A Zagabria, nell’ambito dell’incontro dei Presidenti e dei Cardinali delle Conferenze Episcopali dell’Europa Centro-Orientale, il Patriarca di Venezia, cardinale Angelo Scola, interviene sul ruolo e la missionarietà della Chiesa nell’ambito delle società post-comuniste.

zagabria

(continua…)