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I bimbi speranza per la pace in Medioriente

Continua la proposta estiva attraverso la quale verranno forniti spunti di riflessione quotidiani secondo diversi filoni tematici: famiglia, amore, matrimonio, educazione, fede, ragione….

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Il cardinale Scola dopo il dono di un piccolo ulivo proveniente da Nazareth parla della responsabilità per la pace

Si riunisce a Venezia dal 20 al 22 giugno la rete internazionale di Oasis

VENEZIA – Che cosa sta succedendo in Medio Oriente e Nord Africa? Sta nascendo una soggettività sociale e politica nuova? Dove arriverà l’onda lunga della protesta? In questa rivoluzione in atto quale sarà il futuro delle minoranze cristiane? E quale la ricaduta in Occidente?
Sono queste alcune delle domande che la rete internazionale di Oasis affronterà nel prossimo incontro del Comitato Scientifico fissato dal 20 al 22 giugno prossimo a Venezia (isola di San Servolo).

L’intenso programma dei lavori sarà caratterizzato non solo dalla presenza di relatori di livello internazionale, tra i maggiori esperti di queste tematiche, ma anche dalla voce di testimoni diretti di quel che sta realmente accadendo nei Paesi investiti da questi fermenti rivoluzionari.

Questo il percorso tematico di Oasis dalla fondazione a oggi: il Comitato scientifico si è riunito a Venezia nel 2004, anno della fondazione e nel 2005 sul tema “unità e diversità”; nel 2006 al Cairo su “diritti fondamentali e democrazie”; nel 2007 a Venezia sul “meticciato di civiltà e culture”; nel 2008 ad Amman in Giordania sulla libertà religiosa; nel 2009 a Venezia sulla tradizione; nel 2010 a Beirut in Libano sull’educazione tra fede e cultura.

Questo il programma del Comitato Scientifico 2011:

Lunedì 20 giugno mattina (9 – 13)

Card. Angelo Scola, Un progetto stabile di vita buona. L’imprevisto nord-africano e la nuova laicità
Olivier Roy, Une génération post-islamiste? Réflexions sur les nouvelles subjectivités religieuses et politiques au Moyen Orient
Malika Zeghal, After the Revolutions: Political and Religious Institutions in the Middle East

Nikolaus Lobkowicz, The collapse of a system: 89 as an historic paradigm?
Hoda Nehmé, Difficile laïcité dans la société arabe et islamique contemporaine
S.E. Mons. Maroun Lahham, Tunisia tra rivoluzione e migranti

Lunedì 20 giugno pomeriggio (15.30 – 17.45)

Card. Antonios Neguib, Relations islamo-chrétiennes en Egypte suite à la Révolution de février
Amr Elshobaki, Les Frères Musulmans dans le nouveau Egypte
Tewfik Aclimandos, Révolution, coup d’Etat ou reforme ? Le rôle de l’armée en Egypte
Vittorio Emanuele Parsi, Politiche occidentali e mutamenti mediorientali

Martedì 21 giugno mattina (9 – 13)

Madawi al-Rasheed, Saudi Arabia and the Euphoria of Arab Spring: Religion at the Service of Royal Power
Dominique Avon, La laïcité en débat dans le Liban contemporain
Mark Movsesian, Ottoman Secularization in the Nineteenth Century: The Tanzimat and Christian Minorities

 

Brevi biografie dei relatori

Tewfik Aclimandos
Egiziano, ricercatore di storia contemporanea del mondo arabo, al Collège de France, è esperto di politica egiziana dal dopoguerra ai giorni nostri.

Dominique Avon
Dominique Avon, Professore di Storia contemporanea all’Università di Maine e a Sciences Po (Paris), specializzato in studio comparato delle religioni.

Amr Elshobaki
Membro del Centro di Studi Politici e strategici Al-Ahram del Cairo, è presidente dell’Arab Forum for Alternatives ed editorialista di Masri al-Youm, al-Ahram e altri quotidiani egiziani.

Maroun Lahham
Nato a Irbid in Giordania nel 1948 è stato ordinato sacerdote nel 1972. Per dieci anni rettore del Seminario latino di Beit Jala, presso Gerusalemme, è Arcivescovo di Tunisi dal 2005.

Nikolaus Lobkowicz
Professore di Filosofia, già rettore dell’Università di Monaco e della Università Cattolica di Eichstätt, dirige l’Istituto Zimos di Studi sull’Europa centrale e orientale.

Mark Movsesian
Giurista e direttore del Center for Law and Religion dell’Università Saint John, si occupa di diritto e religione e scrive per riviste come Harvard, North Carolina, and Washington & Lee Law Reviews, the American Journal of International Law, the Harvard International Law Journal, the Virginia Journal of International Law.

Antonios Neguib
Patriarca di Alessandria dei Copti, è presidente del Sinodo della Chiesa copta e presidente della Conferenza Episcopale Egiziana. Relatore generale durante l’Assemblea Speciale del Sinodo dei Vescovi del Medio Oriente (2010), è cardinale dal novembre 2010.

Hoda Nehmé
Preside della Facoltà di Filosofia e Scienze umane all’Università Saint-Esprit di Kaslik, Libano, guida il Centro di Ricerca per lo Sviluppo e la Pace della stessa facoltà, ha studiato il pensiero arabo moderno e contemporaneo, e si occupa dell’educazione dei giovani libanesi alla cittadinanza.

Vittorio Emanuele Parsi
Professore ordinario di Relazioni Internazionali presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore , è program director presso l’Alta Scuola in Economia e Relazioni Internazionali (ASERI) di Milano. Editorialista di Avvenire, La Stampa e Il Giornale del Popolo, collabora con Limes e L’infedele (La7).

Madawi al-Rasheed
Professore di Antropologia sociale al King’s College di Londra, è esperta in particolare di storia, società, religione e politica in Arabia Saudita e Golfo. Ha studiato la situazione delle minoranze cristiane del Medio Oriente e le migrazioni arabe.

Olivier Roy
Orientalista e politologo francese, è professore all’Istituto Universitario Europeo e dal settembre 2009 titolare della Cattedra Mediterranea al Robert Schuman Centre for Advanced Studies. In anni passati fu direttore di ricerca al Centro Nazionale di ricerche scientifiche (CNRS) francese e professore sia alla École des hautes études en sciences sociale (EHESS) sia all’Institut d’Etudes Politiques de Paris (IEP).

Malika Zeghal
Politologa, già professore di Antropologia e sociologia della religione all’Università di Chicago, è Prince Alwaleed Bin Talal Professor in Contemporary Islamic Thought and Life alla Harvard University. Ha al suo attivo diverse pubblicazioni sul rapporto tra stato e istituzioni religiose islamiche in Tunisia, Egitto e Marocco.

La Visita del Papa a Nordest e la grande partecipazione del popolo alla colletta, l’emergenza lavoro, la questione immigrazione. Brevi dichiarazioni

VENEZIA – Venerdì 22 aprile, come di consueto, il Patriarca ha incontrato i giornalisti per gli auguri di Pasqua. Un’occasione per riflettere anche sull’imminente visita del Santo Padre – ad Aquileia e Venezia – e per affrontare temi di scottante attualità.

Viene qui proposto un passaggio dell’intervista rilasciata al termine del dialogo con i giornalisti ad alcune emittenti televisive presenti:[display_podcast]

“L’Europa operi in modo più deciso per il rispetto dei diritti fondamentali”. Un’intervista al Patriarca

CORRIERE DELLA SERA – Viene proposta qui di seguito un’intervista al patriarca pubblicata dal Corriere della Sera venerdì 7 gennaio:

Ieri ventuno rose rosse, ventuno «bocoli», sono state offerte all’altare della Madonna Nicopeia nella Basilica di San Marco al termine della messa  presieduta dal Patriarca, cardinale Angelo Scola. Un gesto speciale per ricordare il  martirio dei cristiani nel mondo e la strage di 21 persone che ha colpito la comunità copta ad Alessandria d’Egitto, una chiesa particolarmente vicina a quella di Venezia, perchè nate entrambe dalla predicazione dell’evangelista  Marco.

Epifania del SignoreCardinale Scola, l’imam Al Tayyeb, capo della moschea di Al Azhar, ha chiesto in un’intervista al Corriere, un segnale del Papa per ristabilire la fiducia. Lei, da decenni  si occupa attraverso la Fondazione Oasis della presenza dei cristiani in Medioriente. Cosa pensa delle parole di al Tayyeb?

«Prima di tutto bisogna prendere atto che sappiamo ancora poco gli uni degli altri. Lo prova il fatto che nessun cristiano praticante si riconoscerebbe nell’immagine della sua fede che è corrente tra i musulmani e viceversa. Poi è urgente affrontare il grande nodo del rapporto tra verità e libertà. Si tratta di un equilibrio sempre da riconquistare perché senza verità l’uomo si smarrisce, ma senza libertà l’uomo si ritrova schiavo. La violenza nasce anche da qui».

Ma i cristiani non hanno minacciato nessuno, semmai sono vittime di chi in nome della religione fa stragi e semina paura e morte.

«Purtroppo le percezioni sono radicalmente diverse tra una sponda e l’altra del Mediterraneo. Molti in Occidente si sentono sotto attacco da parte dell’Islam, mentre in Oriente molti ritengono che sia l’Islam ad essere sotto attacco. I media hanno una responsabilità in questo. Tuttavia dobbiamo rimanere aderenti ai fatti: non per la prima volta, alcuni terroristi che sostengono di agire in nome dell’Islam, hanno perpetrato un esecrabile attentato suicida in una Chiesa in cui erano radunati in preghiera diversi fedeli cristiani».

Benedetto XVI ha chiesto protezione per tutti i cristiani  come spiega che questa posizione venga etichettata come un’ingerenza? (continua…)