Perché una marcia-veglia della pace sui cinque sensi. Alcuni punti dell’intervento del Patriarca
Sabato 30 gennaio si è tenuta a Mira (Ve) la tradizionale marcia-veglia per la pace promossa dalla Pastorale Sociale e del Lavoro in collaborazione con il Centro diocesano per gli stili di vita.
Al centro il titolo del messaggio annuale del Papa per la Giornata per la Pace: “Se vuoi coltivare la pace, custodisci il creato”, declinato a partire da un’approfondimento dei cinque sensi, attraverso i quali la persona entra in relazione con il creato e con Dio.
Qui si ripropongono alcuni dei punti affrontati dal Patriarca nella sua riflessione che ha concluso la marcia-veglia:
1. La marcia e veglia di oggi esprimono la concretezza della nostra fede.
Essa riguarda tutto l’uomo. E l’uomo conosce a partire dall’esperienza sensibile. Dall’esperienza delle cose concrete. Per questo è importante il rapporto con il creato.
2. Dottrina dei «sensi spirituali»
Ha in Origene il suo iniziatore. Scrive 1′alessandrino: «Il Cristo diventa l’oggetto di ciascun senso dell’anima. Egli chiama se stesso la vera “luce” per illuminare gli occhi dell’anima, il “Verbo” per essere udito, il “pane” di vita per essere gustato. Parimenti, egli è chiamato “olio” e “nardo” perché l’anima si diletti dell’odore del Logos, egli è divenuto “il Verbo fatto carne” palpabile e attingibile, perché l’uomo interiore possa cogliere il Verbo di vita» (Commento al Cantico TI, 167,25); (continua…)



