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«La famiglia, il lavoro e la festa»,
riflessioni su “La vita buona”

«Eppure – scriveva il Beato Giovanni Paolo II – esiste qualcosa che può essere chiamato esperienza comune ad ogni uomo». Affetti, lavoro e riposo ne sono gli elementi costitutivi. Si può anche dire: «La famiglia, il lavoro e la festa»

di Angelo Scola

Nel villaggio totale che oggi è il mondo le distanze, grazie ai prodigi di internet e alla globalizzazione economica, sono azzerate. Inoltre, sulla spinta del miraggio di un benessere spesso più sognato che reale, non solo nelle grandi città ma anche nei piccoli centri di provincia si diffonde in misura esponenziale il processo del meticciato di civiltà, creando scenari inediti per la vita di ciascuno di noi. E molti davanti a essi indietreggiano scettici e impauriti: «Dove andremo a finire?». Da parte mia io continuo a scommettere sul fatto che questo processo possa costituire un’occasione di incontro più che di scontro. E la fede mi dà due buone ragioni, semplici ma inaffondabili, per sostenere questa convinzione. Primo. I fili che muovono la storia non sono nelle mani di un caso maligno o capriccioso, ma in quelle sicure di un Padre (i teologi lo chiamano «disegno di Dio»). Per questo possiamo guardare anche alle inedite trasformazioni in atto con attesa/speranza e non con ostilità. Secondo. Tutti gli uomini sono figli dello stesso Padre che ha impresso in ognuno, a lettere di fuoco, i tratti del suo Volto trinitario. Perciò se, da una parte, ogni diversità non è ostacolo ma risorsa, dall’altra c’è un nucleo incandescente e irriducibile comune a ogni uomo. Non sono ingenuo. So bene che in ogni epoca della storia ogni uomo e tutta la famiglia umana devono fare i conti con il Maligno e con il male. Ma so anche che la vittoria è nelle mani del Crocifisso risorto.

(Da Angelo Scola,  “Famiglia, risorsa decisiva” Padova, Edizioni Messaggero, 2012)

A Venegono l’unica sede del Seminario di Milano. Nuove attività per i seminari di Milano e Seveso

Martedì 8 maggio, il cardinale Angelo Scola è intervenuto alla Festa dei Fiori presso il Seminario di Venegono Inferiore e al termine della Celebrazione eucaristica ha comunicato il nuovo assetto delle sedi del Seminario della diocesi ambrosiana.
In particolare ha annunciato che la sede di Venegono Inferiore (Va) viene scelta come sede unica della Comunità del Seminario di Milano. Mentre la sede di Seveso (che fino ad ora ospitava i corsi propedeutici e il primo biennio di formazione) è destinata a essere il luogo per le attività pastorali della Diocesi.
L’Arcivescovo ha voluto rendere pubblica questa comunicazione in occasione della Festa dei Fiori, importante appuntamento per il clero diocesano che, come da tradizione, si stringe attorno ai candidati al sacerdozio, i 21 diaconi che verranno ordinati preti in Duomo il prossimo 9 giugno.

Leggi la comunicazione integrale dell’Arcivescovo

Guarda il video:

La famiglia, il lavoro e la festa su “La vita buona”

Continua la collaborazione del cardinale Angelo Scola, con il «Messaggero di sant’Antonio». Ogni mese si rivolge ai lettori della rivista parlando di vita buona, riallacciandosi all’omonimo libro-intervista con il giornalista Aldo Cazzullo.

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«La conversazione di oggi, cari lettori, ha il sapore di un invito o, se volete, di un aperitivo in attesa che possiate gustare personalmente tutte le portate di quel grande convito che sarà il VII Incontro mondiale delle Famiglie».

Nel villaggio totale che oggi è il mondo le distanze, grazie ai prodigi di internet e alla globalizzazione economica, sono azzerate. Inoltre, sulla spinta del miraggio di un benessere spesso più sognato che reale, non solo nelle grandi città ma anche nei piccoli centri di provincia si diffonde in misura esponenziale il processo del meticciato di civiltà, creando scenari inediti per la vita di ciascuno di noi. E molti davanti a essi indietreggiano scettici e impauriti: «Dove andremo a finire?». Da parte mia io continuo a scommettere sul fatto che questo processo possa costituire un’occasione di incontro più che di scontro. E la fede mi dà due buone ragioni, semplici ma inaffondabili, per sostenere questa convinzione.
Primo. I fili che muovono la storia non sono nelle mani di un caso maligno o capriccioso, ma in quelle sicure di un Padre (i teologi lo chiamano «disegno di Dio»). Per questo possiamo guardare anche alle inedite trasformazioni in atto con attesa/speranza e non con ostilità.

Secondo. Tutti gli uomini sono figli dello stesso Padre che ha impresso in ognuno, a lettere di fuoco, i tratti del suo Volto trinitario. Perciò se, da una parte, ogni diversità non è ostacolo ma risorsa, dall’altra c’è un nucleo incandescente e irriducibile comune a ogni uomo. Non sono ingenuo. So bene che in ogni epoca della storia ogni uomo e tutta la famiglia umana devono fare i conti con il Maligno e con il male. Ma so anche che la vittoria è nelle mani del Crocifisso risorto.
«Eppure – scriveva il Beato Giovanni Paolo II – esiste qualcosa che può essere chiamato esperienza comune ad ogni uomo». Affetti, lavoro e riposo ne sono gli elementi costitutivi. Si può anche dire: «La famiglia, il lavoro e la festa», cioè il titolo del VII Incontro mondiale delle Famiglie che si svolgerà dal 30 maggio al 3 giugno a Milano, su questi temi, e avrà un ospite d’onore d’eccezione, papa Benedetto XVI. Ma facciamo una rapida carrellata sulle tre parole messe a tema dell’Incontro. La famiglia, lo abbiamo già visto, è il grembo in cui l’io viene generato, custodito e fatto crescere. Essa non si definisce soltanto in riferimento ai soggetti che la compongono (lo sposo, la sposa e i loro figli), ma mette contemporaneamente in campo il legame di appartenenza che si instaura tra di loro. È la specifica forma di «società primaria» che tiene insieme e di fatto permette un armonico sviluppo delle differenze costitutive dell’umano, quella sessuale tra l’uomo e la donna e quella tra le generazioni (figli, padri, nonni). Per questo è la prima e insostituibile «scuola di comunione», in cui ciascuno può imparare l’amore oggettivo ed effettivo.

Il lavoro, altra dimensione fondamen­tale dell’esperienza umana, è il luogo della costruzione, l’ambito in cui ognuno mette a frutto i talenti ricevuti e, nella misura delle sue capacità e possibilità, collabora attraverso l’opera delle proprie mani all’azione creatrice del Padre e a quella redentrice di Gesù. Ma se il lavoro è vissuto in maniera separata dagli affetti, può anche assumere una fisionomia parossistica e diventare elemento di distruzione invece che di edificazione dell’io e delle relazioni.
Il riposo è il fattore di equilibrio tra gli affetti e il lavoro, spazio di rigenerazione e di unità per ogni componente della famiglia e della società. Il riposo è veramente tale, quando diventa festa: l’esperienza di scoprire che c’è risposta al nostro desiderio più profondo, amare ed essere amati per sempre. «Facciamo festa – dice il padre della parabola – perché questo mio figlio era morto ed è tornato in vita, era perduto ed è stato ritrovato» (Lc 15,21-22). Per questo la sapienza della Chiesa chiede la fedeltà alla messa domenicale. «Sine dominico non possumus» (non possiamo vivere senza l’Eucaristia della domenica) dicevano i fratelli cristiani dei primi secoli, arrivando ad affermarlo con il sacrificio della vita.

Il Patriarca Scola invitato alla festa di Natale della Reyer

Il Patriarca di Venezia card. Angelo Scola parteciperà nel pomeriggio di mercoledì 17 dicembre 2009, alle  ore 17.30, al Palasport Taliercio (ingresso libero), alla festa di Natale organizzata dalla Reyer per tutti gli atleti del suo settore giovanile e alla presenza delle due prime squadre dell’Umana Reyer: si prevede la presenza di circa 3000 giovanissimi atleti, insieme alle loro famiglie.

Il Patriarca è stato invitato a portare il suo augurio ai ragazzi, ai giocatori e ai dirigenti delle varie squadre della Reyer, coinvolti dalla scorsa primavera in una speciale “alleanza” con la diocesi veneziana.

La società sportiva della Reyer, infatti, e l’Ufficio della Pastorale dello Sport e del Tempo libero del Patriarcato hanno siglato nel marzo scorso un accordo che prevede una comune azione di promozione della conoscenza dello sport e dei suoi valori e la realizzazione di iniziative comuni in campo ludico ed educativo, anche a partire da una più stretta collaborazione tra le parrocchie e il mondo dello sport.

Reazioni al discorso del Redentore: a Radio24 un dibattito condotto da Oscar Giannino, a Radio In Blu un confronto moderato da Fiorella Girardo

Molti media hanno ripreso le tematiche che il cardinale Scola ha affrontato nel Discorso del Redentore, incentrato quest’anno sul tema del dolore.

Radio 24 ha dedicato lunedì 20 luglio la trasmissione “Nove in punto” al tema del dolore, sulla provocazione offerta dal Discorso del Redentore del card. Angelo Scola.
Ospiti della trasmissione condotta da Oscar Giannino: il Patriarca d Venezia, Francesco D’Agostino, Presidente onorario del Comitato nazionale per la bioetica e Giovanna Rossi, docente di Sociologia della Famiglia all’Università Cattolica di Milano.
Sono intervenuti anche alcuni ascoltatori.

Cliccando qui si può riascoltare la trasmissione

Sulla stesso tema Radio In Blu, sempre lunedì 20 luglio, ha realizzato uno speciale Filodiretto condotto da Fiorella Girardo con mons. Angelo Bazzari, Presidente della Fondazione don Gnocchi, Giovanni Salmeri, filosofo ed insegnante di Storia del pensiero teologico all’Università di Tor Vergata, Livia Turco, ex ministro della Salute e ora componente alla commissione affari sociali  alla camera e Giuliano Ferrara, direttore de Il Foglio.

Cliccando qui è possibile riascoltare la trasmissione.


Redentore 2009: gli appuntamenti della festa veneziana

Sabato 18 luglio alle ore 19.00 l’apertura del ponte votivo che attraversa il canale della Giudecca
•  Domenica 19 alle 19.00, la messa solenne con il Patriarca
Lunedì 20 luglio – dalle ore 9.00 in poi – su Bluradio Veneto e sul circuito nazionale delle radio inBlu il filo diretto speciale per approfondire il tradizionale discorso del Redentore del Patriarca Scola. (continua…)

Ci salvi chi può: duemila ragazzi in festa a Caorle

L’appuntamento è per domenica 19 aprile al Palaexpomar di Caorle per i ragazzi delle medie del Patriarcato: momenti di gioco, spettacolo, sport e riflessione e poi nel pomeriggio la messa presieduta dal vescovo ausiliare mons. Beniamino Pizziol.

Qui è possibile guardare il videomessaggio del Patriarca Scola.