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Scola: la famiglia per noi è questo

La frammentarietà della società attuale e la mancanza di chiarezza impongono di chiamare le cose con il loro nome e famiglia in senso autentico significa solo un’unione stabile tra uomo e donna, fedele e aperta alla vita

Chiamiamo le cose con il loro nome, riflessioni su “La vita buona”

Continua, anche nel mese di febbraio, la collaborazione del cardinale Angelo Scola, con il «Messaggero di sant’Antonio». Ogni mese si rivolge ai lettori della rivista parlando di vita buona, riallacciandosi all’omonimo libro-intervista con il giornalista Aldo Cazzullo.

Una famiglia è tale solo se poggia sulla differenza sessuale tra uomo e donna, sull’amore come dono di sé e sulla fecondità.

Angelo Scola, Arcivescovo di Milano

«Che cosa desidera l’anima più ardentemente della verità?» si chiedeva il grande sant’Agostino. Quale verità? Oggi su tutto ognuno dice la sua e la confusione o i «dogmi» del tv-pensiero regnano sovrani. Ma questo – e lo si vede benissimo nei giovani, che sono i primi a farne le spese – non favorisce la libertà. Spesso anzi acuisce l’intolleranza. Infatti, solo quando il sentiero è ben segnato e i piedi poggiano su pietre solide noi procediamo sicuri. Se i sassi sono scivolosi e traballanti avanziamo a fatica e ci sentiamo minacciati. Come non si stanca di ripetere il Papa, la prima responsabilità storica di noi cristiani del Terzo millennio è difendere la ragione nella sua capacità di ospitare la realtà intera. «Occorre tornare alle cose come stanno» scriveva Husserl, uno dei più grandi filosofi contemporanei. Occorre tornare al primato della realtà e, quindi, a chiamare le cose con il loro nome.

Il Cardinale Angelo Scola, Arcivescovo di Milano.
Oggi, sollecitato da alcuni lettori, vorrei tornare su una delle parole-chiave del nostro percorso. Quale realtà corrisponde alla parola famiglia nelle società avanzate del XXI secolo? «Di famiglia – scrivevo fin dal primo articolo, più di un anno fa – si parla ancora, ma mi sembra un puzzle con i pezzi intercambiabili!». Tuttavia l’esperienza di famiglia comune a ogni uomo, pur nelle innegabili trasformazioni connesse alle vicende storiche e culturali dei vari popoli, ci rimanda ad alcuni tratti indistruttibili, scolpiti in una roccia dura come il diamante. L’amore fedele tra un uomo e una donna, aperto alla vita e capace di prendersene cura, caratterizza «il vero bene comune» – così Benedetto XVI ha definito la famiglia lo scorso settembre ad Ancona – su cui si fonda ogni autentica civiltà. Un bene prezioso da trasmettere alle generazioni future, per condividerlo con esse. Eppure i mass media continuano a sostenere chi pretenderebbe che i propri «desideri affettivi» fossero riconosciuti quali «diritti fondamentali» (basti vedere il caso delle coppie di fatto). Come se il vivere sotto lo stesso tetto «in ragione dell’esistenza di vincoli affettivi» fosse sufficiente a costituire un unico nucleo familiare. Ma le cose non stanno così: non bastano i vincoli affettivi a costituire una famiglia. Nel rispetto delle scelte di tutti, una famiglia è tale solo se poggia su tre fattori inseparabili: la differenza sessuale (uomo-donna), l’amore come dono di sé e la fecondità. Di questa proposta integrale si nutrono le speranze più elevate dei giovani, cioè le speranze di una vita pienamente riuscita.
Ma accogliere integralmente la realtà della famiglia non è un compito che può essere lasciato semplicemente alla libertà individuale. La famiglia, infatti, mette in campo la dimensione comunitaria e sociale dell’umana esistenza, e questo implica la necessità di sostenerla anche attraverso politiche essenziali al buon governo di ogni società democratica. La legge ha il compito di educare la persona a vivere secondo virtù. E questo significa che leggi che non rispettano la realtà delle cose (come sono le leggi che chiamano «famiglia» le convivenze di diversa natura) non sono neutre e provocano un danno alla convivenza sociale. Il «buon senso» del nostro popolo è più orientato alla difesa dei capisaldi di questa vita buona di quanto lo siano certi intellettuali o certi politici. Ho letto qualche tempo fa una notizia che me ne ha dato conferma. Il Comune di una grande città italiana, all’avanguardia in materia di politiche sociali, ha attivato nel gennaio 1999 la cosiddetta «attestazione di famiglia affettiva», una sorta di «registro delle coppie di fatto» tuttora oggetto di dibattito nel nostro Paese: il dato sorprendente è che in questi anni i cittadini che hanno scelto di avvalersene sono pochissimi. La realtà è testarda e finisce per aprirsi sempre una strada nella vita degli uomini.
(Da Il Messaggero di Sant’Antonio – Febbraio 2012)

Centinaia di famiglie attese a S. Marco per la Festa con il Patriarca

Centinaia di famiglie – con sposi, figli e anche nonni – riempiranno e animeranno nel pomeriggio di domenica 16 gennaio la basilica di San Marco a Venezia: alle ore 15.30 è, infatti, in programma la 31^ edizione della Festa della Famiglia che le vedrà riunite in cattedrale, provenienti dalle diverse zone della diocesi di Venezia, per la celebrazione dell’Eucaristia presieduta dal Patriarca card. Angelo Scola.

“Uomo e donna che si amano: mistero grande. Dio-Trinità rivela il suo volto al mondo attraverso l’amore di un uomo e di una donna!” sarà il tema attorno al quale ruota la Festa di quest’anno, promossa come sempre dalla Pastorale degli sposi e della famiglia del Patriarcato.  “Desideriamo sottolineare e mettere in evidenza – spiega il direttore dell’Ufficio diocesana mons. Silvio Zardon – il contributo offerto a tutti dal Concilio Vaticano II e dal magistero della Chiesa sull’amore uomo – donna che ha il grande obiettivo, secondo il progetto di Cristo, di rivelare a tutti gli uomini l’amore di Dio-Trinità”.

Nel corso della messa, tutti gli sposi presenti saranno chiamati a rinnovare le promesse del loro matrimonio e poi il Patriarca consegnerà la Bibbia ad alcune famiglie che l’hanno richiesta. Al termine della celebrazione, accanto alle tradizionali ed attese caramelle destinate ai più piccoli, sarà donata alle famiglie anche una copia della nuovissima pubblicazione che ripercorre i 100 anni di storia ed esperienza della Casa Famiglia San Pio X alla Giudecca, oggi seguita proprio da alcune coppie di sposi della diocesi. 

Ripensare la differenza uomo-donna per una vera parità di opportunità. Il Patriarca intervistato da Gente Veneta in occasione della Festa della Donna

VENEZIA – In occasione della Festa della Donna viene pubblicata, di seguito, l’intervista che il card. Angelo Scola ha rilasciato alla redazione di Gente Veneta:

Otto marzo, festa laica che però ha il merito di invitare alla riflessione sul tema femminile. Come guarda lei, Eminenza, a questa festa?

La guardo come una occasione per approfondire, attraverso la questione della donna, quella della relazione costitutiva che il rapporto uomo donna rappresenta in ogni epoca della storia. (continua…)

Il patriarca e le femministe: “Non abolite le differenze”. L’intervista del Corriere della Sera al card. Scola

Riportiamo qui l’intervista che la giornalista Marina Terragni ha realizzato al card. Scola in occasione dell’uscita del libro “Maria, la donna. I misteri della sua vita” e pubblicata mercoledì 23 dicembre dal Corriere della Sera.

Potrebbe sembrare irriverente chiedere a un Patriarca se è vero, come dicono le femministe, che il patriarcato è morto. Ma Angelo Scola, Patriarca di Venezia, è uomo di un certo humour. “È con un patriarca che sta parlando” puntualizza. “Ma se per patriarcato intendiamo il sistema di dominio degli uomini sulle donne, direi di sì, che è finito, almeno nelle sue espressioni più clamorose e triviali. Ed è iniziato lo smarrimento maschile”.

Porporato tra i più vicini a Ratzinger e Wojtyla, indicato nel 2005 nella rosa dei papabili, oltre all’Università Lateranense ha guidato l’Istituto Giovanni Paolo II per gli studi sul matrimonio e sulla famiglia. Ha sempre avuto a cuore le questioni dei rapporti tra i sessi, del “caso serio” dell’amore, come l’ha felicemente chiamato in un suo saggio, della posizione della donna nel mondo. (continua…)

‘Saper interpretare fino in fondo la differenza e renderla feconda nell’esperienza del gratuito’. Il Patriarca e le nuove prospettive del ruolo femminile

Il consueto dialogo tra il card. Scola e i giornalisti per gli auguri di Natale si è rivelato  anche quest’anno occasione per affrontare alcuni temi di scottante attualità, così come argomenti fondanti nella vita di fede di ogni cristiano.

La natività e la centralità di Maria nella Storia della Salvezza (a cui il Patriarca ha recentemente dedicato un libro, “Maria, la donna”, Cantagalli editore) hanno portato alcuni giornalisti a chiedere al Cardinale  una riflessione sul ruolo e le nuove prospettive che la donna ha in questo periodo storico.

In questo video la riflessione del Patriarca.

Solo sapersi amati incondizionatamente compie il desiderio del cuore dell’uomo. L’omelia della vigilia dell’Immacolata

Lunedì 7 dicembre nella splendida Basilica di San Marco il card. Scola ha presieduto la celebrazione della Vigilia della Festa dell’Immacolata, durante la quale tre donne del Patriarcato, Silvia Marchiori, Nella Pavanetto e Katia Vanin, sono state consacrate a Dio e sono entrate nel neocostituito Ordo Virginum (vedi post precedente).

Qui sono disponibili il testo e il video dell’omelia.

Carissima Silvia, Nella, Katia,

1. La liturgia dell’odierna Solennità dell’Immacolata Concezione della Beata Vergine Maria è piena di provvidenziali richiami al dono prezioso che, all’interno di questa celebrazione, la nostra Chiesa veneziana riceverà, per grazia di Dio, attraverso la libera adesione delle vostre persone. (continua…)

Il genio femminile e il suo irrinunciabile apporto alla vita della società di oggi: libertà, semplicità, creatività. Il Patriarca spiega perché dedicare un libro a “Maria, la donna”

In occasione dell’uscita del libro “Maria, la donna. I misteri della sua vita” (pp. 118, Cantagalli Editore, 2009), la scrittrice e giornalista Alessandra Borghese ha realizzato un’intervista al card. Scola pubblicata sui quotidiani La Nazione, Il Resto del Carlino e Il Giorno, che qui viene riproposta.

Tra le sue numerose pubblicazioni ve ne sono alcune di carattere più strettamente teologico e altre più divulgative, in che modo definirebbe questo suo ultimo libro edito da Cantagalli, intitolato “Maria, la donna: i misteri della sua vita”?

Il libro vuole offrire degli spunti di riflessione, un aiuto a contemplare le più importanti tappe della vita di quella che è forse la donna più conosciuta e venerata del mondo (non dimentichiamo che il culto della Madre di Cristo, più che millenario, non appartiene solo al cristianesimo, ma anche ai diversi islam), con la sorpresa di scoprire in lei i tratti più originali e profondi della femminilità. Mi sembra un testo alla portata di tutti.

Da dove è nata questa sua esigenza di dedicare un libro alla figura di Maria?

Avevo circa trent’anni quando un grande sacerdote mi insegnò ad affidare alla Madonna, con un’Ave Maria ogni sera prima di dormire, la vita. (continua…)