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«Il dono del figlio», riflessioni su “La vita buona”

Continua la proposta estiva attraverso la quale verranno forniti spunti di riflessione quotidiani secondo diversi filoni tematici:  famiglia, amore, matrimonio, educazione, fede, ragione….per continuare a riflettere sui numerosi spunti offerti da Family 2012 e per prepararsi all’imminente Anno che il Santo Padre ha dedicato alla Fede.

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Ogni figlio è figlio della promessa. Perciò la famiglia non può chiudersi in se stessa: come Dio l’ha aperta nella sua origine, essa deve rimanere aperta al Suo disegno

di Angelo Scola

Madri in affitto, padri/donatori anonimi, figli in provetta… Ogni giorno dai mass-media giungono notizie che hanno dell’incredibile, che lasciano inquieti anche i fanatici del progresso. Cominciamo a fare chiarezza mettendo lì un dato incontrovertibile: nessun uomo potrà mai farsi da sé, nemmeno nel caso in cui – nello scenario sempre meno fantascientifico che ci si annuncia – venisse al mondo come un prodotto di laboratorio. Sempre comunque da un altro avrebbe origine. Non sarà mai possibile «autogenerarsi». Abbiamo già avuto modo di parlarne: è il tu che fa essere l’io e lo accompagna nella crescita: è una legge costitutiva universale.

(Da Angelo Scola,  “Famiglia, risorsa decisiva” Padova, Edizioni Messaggero, 2012)

Scola: «Pregare con Lei, Santo Padre, e ascoltare la Sua parola, è un grande dono»

Questa mattina un evento straordinario in Cattedrale: sacerdoti, diaconi, seminaristi, religiosi, religiose e monache di clausura in preghiera col Santo Padre. Il cardinale Scola ha rivolto il suo saluto al Papa e all’assemblea,  introducendo la celebrazione dell’Ora Terza.
«Beatissimo Padre, sacerdoti, diaconi, consacrate/consacrati e seminaristi della Chiesa ambrosiana Le fanno corona in questa gloriosa cattedrale. Con quanti ci seguono attraverso i mezzi di comunicazione, impossibilitati ad essere fisicamente presenti perché troppo anziani o ammalati, Le siamo grati per la Sua impegnativa Visita Pastorale alla nostra Arcidiocesi in occasione del VII Incontro Mondiale delle Famiglie….»

Leggi il testo integrale dell’introduzione del cardinale Scola

Scola: la famiglia è sempre più di “moda”

A margine della conferenza stampa di apertura della Fiera della Famiglia, Scola ha parlato di famiglie che sempre più si ritrovano. «In un certo senso  - ha detto l’Arcivescovo – si sta riformando in questi tempi la cosiddetta “famiglia allargata”». Ci sono degli indicatori chiari al proposito, ha fatto notare il card. Scola, soprattutto nella metropoli, ma non solo: i nonni abitano vicino ai figli sposati, è ripresa la consuetudine di ritrovarsi insieme per il pranzo domenicale…. Un altro segnale  particolarmente bello sono le famiglie che si riuniscono insieme in oratorio…

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Le parole del Cardinale sulla centralità della famiglia e sul sisma in Emilia Romagna

In occasione dell’inaugurazione della Fiera della Famiglia a Fieramilanocity, l’Arcivescovo ha rivolto anche un pensiero particolare alle vittime provocate dal nuovo terremoto in Emilia Romagna: «Questo (Family 2012, ndr) è un appuntamento che mette in evidenza gli affetti attraverso l’amore oggettivo della famiglia e in questo quadro vogliamo dire fin d’ora la nostra solidarietà alle vittime, assicurando loro la nostra preghiera e il nostro aiuto materiale».

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“Evangelizzare: testimoniare l’evento di un incontro”

MILANO – Il cardinale Scola è intervenuto al 23° Seminario internazionale delle “cellule” parrocchiali di evangelizzazione, in corso fino al 13 maggio nella Basilica milanese di Sant’Eustorgio. In particolare l’Arcivescovo ha posto in rilievo la necessità di condividere l’esperienza dell’incontro con Gesù. Al termine ha risposto alle domande dei presenti.

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A Venegono l’unica sede del Seminario di Milano. Nuove attività per i seminari di Milano e Seveso

Martedì 8 maggio, il cardinale Angelo Scola è intervenuto alla Festa dei Fiori presso il Seminario di Venegono Inferiore e al termine della Celebrazione eucaristica ha comunicato il nuovo assetto delle sedi del Seminario della diocesi ambrosiana.
In particolare ha annunciato che la sede di Venegono Inferiore (Va) viene scelta come sede unica della Comunità del Seminario di Milano. Mentre la sede di Seveso (che fino ad ora ospitava i corsi propedeutici e il primo biennio di formazione) è destinata a essere il luogo per le attività pastorali della Diocesi.
L’Arcivescovo ha voluto rendere pubblica questa comunicazione in occasione della Festa dei Fiori, importante appuntamento per il clero diocesano che, come da tradizione, si stringe attorno ai candidati al sacerdozio, i 21 diaconi che verranno ordinati preti in Duomo il prossimo 9 giugno.

Leggi la comunicazione integrale dell’Arcivescovo

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«La vita eterna è l’opera da narrare di generazione in generazione»

Domenica 6 maggio il cardinale Angelo Scola ha fatto visita alla comunità di Lainate, che festeggiava il centenario della fondazione della chiesa parrocchiale dedicata a San Vittore. Ai bambini, ai ragazzi e ai giovani della parrocchia, che l’hanno accolto nel cortile dell’oratorio “San Giovanni Bosco”, l’Arcivescovo ha spiegato il significato del titolo della festa patronale “Una generazione narra all’altra”. Dopo aver presieduto la messa solenne, Scola ha visitato la mostra “E sorse bella e grandiosa”, che ricostruisce la fondazione della chiesa e il percorso teologico degli affreschi.

Il video dell’omelia:

 

 

La palestra del dialogo generazionale

L’abituale appuntamento settimanale con il cardinale Angelo Scola ci porta a ragionare sul dialogo tra le generazioni. Com’è ormai noto, ogni sabato l’arcivescovo di Milano propone una riflessione in vista dell’imminente Incontro mondiale delle famiglie, in programma nel capoluogo lombardo dal 30 maggio al 3 giugno prossimi. Nei sei interventi che sono stati già pubblicati, Scola ha toccato diversi aspetti che riguardano il profilo sociale ed economico della famiglia, il suo ruolo e il suo compito educativo, il rapporto con il mondo del lavoro. Oggi si sofferma su un elememto particolare: la famiglia come palestra di confronto intergenerazionale tra genitori e figli e tra nonni e nipoti. Una pratica quanto mai utile di questi tempi. 

di Angelo Scola

Da sempre la famiglia è il luogo privilegiato dell’incontro tra le generazioni. Nel corso degli ultimi decenni le trasformazioni demografiche, vere e proprie sfide per i paesi occidentali, hanno modificato i termini di tale incontro rendendolo problematico. Conviene anche notare che già le due preposizioni in e contro da cui è formata la parola, ne dicono la duplice valenza di approssimazione e di opposizione.

Come è noto, nelle società avanzate è cambiata la “taglia” delle famiglie, toccando in Italia una media di 2,4 membri per ogni nucleo familiare. Al contempo però esse registrano la presenza di più generazioni, seppur non conviventi sotto lo stesso tetto.
Le ricerche condotte segnalano che le famiglie multigenerazionali, in cui individui e generazioni condividono un numero maggiore di anni di vita, costituiscono reti di supporto sia visibili, sia latenti. Si attivano frequentemente in momenti critici e rappresentano l’orizzonte nel quale i membri della famiglia organizzano la vita e definiscono i propri obiettivi. I legami che vi si intrecciano hanno assunto un significato e un’importanza crescente. Penso in particolare alla figura dei nonni che, da noi come in tutte le società europee, aiutano a far fronte alle esigenze familiari.

Questo comporta spesso, soprattutto per le nonne tra i 50 e i 65 anni, un impegno su più “fronti”. Al lavoro domestico e, in casi che saranno sempre meno rari, al proprio lavoro professionale, si assomma quello della cura dei nipoti e quello dei genitori/suoceri anziani e fragili.

Sono profondamente convinto che il contributo dei nonni nel sostegno al compito genitoriale dei loro figli sia prezioso non solo in termini di tempo e di energie spesi nei frangenti dell’emergenza (quando i nipoti sono ammalati o quando il tempo-scuola dei bambini non copre tutto il tempo-lavoro dei genitori), ma soprattutto per il patrimonio di esperienza educativa che essi mettono a loro disposizione. Ho potuto costatare, ad esempio, soprattutto nelle visite pastorali, che i piccoli imparano il senso del dolore e della morte assai più dai nonni che dai genitori . E questa non è una cosa di poco conto. La cura che i nonni dedicano ai nipoti (soprattutto quando sono piccoli) è un dono che consente di mantenere la relazione tra le generazioni in una prospettiva di gratuità. Una risorsa decisiva per il benessere della società civile.

È importante per questo che la domanda dei figli non si trasformi in pretesa e il dono dei nonni non chieda un contraccambio. In tal caso le relazioni diventano ambivalenti, se non ambigue, e il prezioso scambio tra le generazioni rischia di trasformarsi in un “dono avvelenato”. Senza misconoscere la portata di questi rischi, è però innegabile che i legami intergenerazionali assumano un rilievo essenziale per la costruzione dell’identità personale, familiare e quindi sociale. Permettono di trasmettere e tramandare, attraverso la catena delle generazioni, il patrimonio (materiale e spirituale, cioè di simboli e di valori) e la storia della famiglia. Attraverso il dono tra le generazioni è possibile ricostruire l’albero genealogico (che non si riduce, evidentemente, ad un grafico il più possibile preciso e dettagliato). Con profondo acume, Giovanni Paolo II affermava che “nella biologia di ogni uomo è iscritta la sua genealogia” (cfr Lettera alle famiglie, 9). È questo un bene che svela l’apporto imprescindibile della famiglia alla società. Ancora una volta si vede che la famiglia non può essere ridotta ad un contratto privato tra i coniugi. Per limitarci al nostro paese le Istituzioni debbono decidersi a sostenerle con determinazione attraverso scelte politiche illuminate e coraggiose.

Scola: «Crescita economica, sviluppo umano, valori spirituali»

Nel pomeriggio di venerdì 4 maggio il cardinale Angelo Scola ha tenuto una lectio magistralis nel corso del convegno internazionale “Istituzioni, società e mercati: verso un nuovo equilibrio?”, promosso da Università Cattolica del Sacro Cuore, Centro di Ricerche in Analisi Economica e Sviluppo Economico Internazionale e Fondazione Centesimus Annus.

Leggi il testo dell’intervento

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Una vita per la Ricerca, la Ricerca per la vita

Giovedì 3 maggio, il cardinale Angelo Scola, in qualità di presidente dell’Istituto Giuseppe Toniolo di Studi Superiori, ha accolto Benedetto XVI in visita alla Facoltà di Medicina e Chirurgia “Agostino Gemelli” dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma in occasione del 50° anniversario della sua istituzione. Con lui, a ricevere il Santo Padre, anche il professor Franco Anelli, prorettore vicario della Cattolica.

Successivamente, nel pomeriggio, presso l’Auditorium della Facoltà, il cardinale Angelo Scola ha aperto i lavori della prima Giornata per la Ricerca “Una vita per la Ricerca, la Ricerca per la vita”, promossa dalla Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università Cattolica di Roma in occasione del 50° anniversario dell’istituzione della Facoltà.

- Il saluto dell’Arcivescovo

- L’intervento del cardinale Scola