Tag Archives: Primo Piano

«Prepararsi alla Pasqua significa scoprire una nuova solidarietà e fraternità»

La quarta Via Crucis della Quaresima ambrosiana 2017, guidata dall’Arcivescovo, cardinale Angelo Scola, con la reliquia del Santo Chiodo e la Croce di San Carlo,si è svolta mercoledì 29 marzo a Gaggiano, per la VI Zona pastorale. La Via Crucis ha per titolo «Si è addossato i nostri dolori» e prevede quattro “quadri”: Gesù, caricato della Croce (II stazione); Gesù, aiutato da Simone di Cirene (V stazione); Gesù, inchiodato sulla Croce (XI stazione); Gesù, morto sulla Croce (XII stazione).

«Consegniamo da oggi le chiavi di casa per 50 famiglie che ne sono prive»

Un milione di fedeli alla Messa nel Parco di Monza con Papa Francesco sabato 25 marzo. Una partecipazione gioiosa e convinta. Commosso, al termine della celebrazione, il grazie del cardinale Scola a papa Francesco: i suoi gesti, i suoi esempi, la sua cultura di popolo, ci indicano la strada. «Consegniamo da oggi le chiavi di casa per 50 famiglie che ne sono prive» ha annunciato l’Arcivescovo al Papa.

Testo integrale >>

 

 

 

«Perché Dio conservi la Santità Vostra, in modo che possiamo vedere nella Chiesa quel progresso spirituale che il mondo attende»

Lasciate le Case Bianche, papa Francesco sabato 25 marzo è arrivato in Duomo, accolto dal calore della gente in piazza e dall’abbraccio simbolico di tutti i sacerdoti, i consacrati, i religiosi e le religiose della Diocesi, che lo attendevano da ore nelle navate della Cattedrale. A introdurre l’incontro con i sacerdoti, l’arcivescovo Angelo Scola con le parole di san Carlo a san Pio V: «Perché  Dio conservi la Santità Vostra, in modo che possiamo vedere in questi nostri tempi nella Chiesa quel progresso spirituale che il mondo attende in continuazione dalla pietà e dallo zelo apostolico di Vostra Santità».

Leggi il testo del saluto >>

 

«Abbiamo portato la Croce per le strade come segno di amore e non di potere»

Martedì 14 marzo a Milano, per la Zona pastorale I, seconda Via Crucis della Quaresima ambrosiana 2017, guidata dall’Arcivescovo, cardinale Angelo Scola, con la reliquia del Santo Chiodo e la Croce di San Carlo. La Via Crucis ha per titolo «Si è addossato i nostri dolori» e prevede quattro “quadri”: Gesù, caricato della Croce (II stazione); Gesù, aiutato da Simone di Cirene (V stazione); Gesù, inchiodato sulla Croce (XI stazione); Gesù, morto sulla Croce (XII stazione).

Gesù e la samaritana, incontro con una «periferia esistenziale»

Nella Seconda Domenica di Quaresima, l’Arcivescovo richiama un’espressione cara a papa Francesco, nel commentare il brano evangelico che presenta il personaggio della donna di Samaria. Ma Cristo rimane il protagonista nell’itinerario di Quaresima che ci guida alla scoperta della sua identità

La Quaresima è l’avvincente itinerario che la Chiesa propone a ogni uomo alla scoperta dell’identità di Gesù. Anche se in ognuna delle domeniche di questo periodo liturgico il Vangelo ci presenta un personaggio che dà il titolo alla domenica stessa (della samaritana, di Abramo, di Lazzaro…), il protagonista è sempre Cristo stesso.

Oggi fissiamo brevemente lo sguardo sull’incontro di Gesù con la samaritana – uno dei più belli, ricchi e conosciuti del Vangelo di Giovanni – per coglierne qualche spunto.

Da subito l’iniziativa la prende il Signore: «Le dice Gesù: “Dammi da bere”» (Gv 4,7). E Agostino commenta: «Colui che domandava da bere, aveva sete della fede di questa donna» (Agostino, In Jo.). Nella samaritana è prefigurata la Chiesa, cioè noi, la Sposa adultera che lo Sposo, come aveva profetato nella sua stessa vicenda umana il profeta Osea, ostinatamente continua a cercare e a perdonare.

Con un’espressione presa dai nostri giorni si può dire che la Samaria, ai tempi di Gesù, era una regione di grande meticciato: durante una delle tante invasioni gli Assiri ne avevano deportato gran parte degli abitanti, ripopolando poi quelle terre con loro coloni. Culti pagani si erano così mescolati con il culto del Dio di Israele. Dagli Ebrei perciò i Samaritani erano considerati impuri; per di più quella a cui Gesù chiede da bere è una donna e dalla condotta non proprio irreprensibile. Ma Gesù la incontra e “ha bisogno” di lei. Papa Francesco direbbe che sceglie una «periferia esistenziale».

Alla sorpresa e alla provocazione della donna – «Come mai tu, che sei giudeo, chiedi da bere a me, che sono una donna samaritana?» (Gv 4,9) – Gesù risponde proponendole un dono: «Se tu conoscessi il dono di Dio» (Gv 4,10).

Alla donna che voleva sapere dove recarsi per offrire il culto a Dio, Gesù risponde: non sei tanto tu che devi offrire a Dio, ma è Dio che si offre a te; e le si rivela (unico esempio di rivelazione diretta di Gesù a una singola persona) come Messia. «La donna intanto lasciò la sua anfora, andò in città e disse alla gente: “Venite a vedere [è la formula, tanto semplice quanto imponente, della missione] un uomo che mi ha detto tutto quello che ho fatto. Che sia lui il Cristo?”. Uscirono dalla città e andavano da lui» (Gv 4, 28-30). Se riconosciuto e accolto, il dono della fede diventa sorgente di vita, capace di soddisfare la sete di senso di ogni uomo.

«Non è più per i tuoi discorsi che noi crediamo – dicono i samaritani alla donna che aveva portato loro il primo annuncio –, ma perché noi stessi abbiamo udito e sappiamo che questi è veramente il salvatore del mondo» (Gv 4,42). È il primato, nella verifica della nostra fede, dell’esperienza sui “discorsi”. Perciò la missione richiede il primato della testimonianza e del racconto di vita sulla pura ripetizione dei valori.

 

 

Scola consegna l’Onorificenza Pontificia a Padovano, unico sopravissuto della strage di Linate

Nella Cappella arcivescovile in Curia il cardinale Scola ha conferito il Cavalierato dell’Ordine di San Gregorio Magno a Pasquale Padovano, l’uomo sopravvissuto al disastro aereo dell’8 ottobre 2001, nel quale persero la vita 118 persone.

«Vivere la Quaresima come tempo di conversione d’amore»

Domenica 5 marzo, prima domenica della Quaresima ambrosiana, il cardinale Angelo Scola ha presieduto in Duomo la celebrazione eucaristica e il rito dell’Imposizione delle ceneri compiendo il gesto di conversione che apre il tempo di preparazione alla Pasqua

Leggi il testo dell’omelia >>

 

«L’anima della penitenza cristiana è l’amore»

Nella prima domenica della Quaresima ambrosiana pubblichiamo una riflessione dell’Arcivescovo di Milano, cardinale Angelo Scola, che alle 17.30 presiede in Duomo la Santa Messa col gesto penitenziale dell’Imposizione delle ceneri.

La Quaresima è il tempo favorevole per la conversione, il cambiamento profondo del nostro io. Perché? Ci risponde una bella preghiera della liturgia ambrosiana di questa prima Domenica di Quaresima: «Perché possa giungere in novità di vita alla gioia della Pasqua». Anche quest’anno la Chiesa nostra Madre ci offre quaranta giorni di cammino per la rigenerazione profonda del nostro io.

La penitenza, o il digiuno cristiano, non è prevalentemente una posizione “negativa”, che si attua per sottrazione. Essa è una posizione “positiva”, che non si attua nella logica del negare, ma del donare. L’anima della penitenza cristiana è l’amore. Un amore che libera, non un possesso che asserve. La strada per riprendere coscienza fino in fondo del nostro essere figli.

All’inizio di questo cammino troviamo infatti il Padre che ci chiama. Dio non si rassegna alla separazione dai suoi figli – e tutti noi sappiamo per esperienza quanto il peccato ci separi da Dio e dai fratelli! –, ma per poterli riabbracciare ci ha donato Suo Figlio Gesù, che muore in Croce per ogni uomo, senza alcuna eccezione. All’inizio del nostro cammino quaresimale, paradigma del cammino dell’umana esistenza, poniamoci di fronte allo struggimento d’amore del Padre per ciascuno di noi.

Il racconto delle tentazioni di Gesù nel deserto ci aiuta a rendercene veramente conto. Il tentatore fa di tutto per separare Gesù dal Padre. Il diavolo, infatti, non mette alla prova tanto le virtù di Gesù, quanto la Sua relazione filiale con il Padre, nell’amore dello Spirito Santo. Egli cerca di avvelenare, con il sospetto, il rapporto costitutivo della Sua persona. Per questo introduce ogni tentazione con le parole: «Se tu sei figlio di Dio» (Mt 4,3 e 6). Così succede anche nella nostra vita. Il nostro male, le nostre fragilità ed errori, non nascondono forse sempre il rifiuto di riconoscerci figli? Inseguiamo l’illusione di poter fare a meno del Padre che ci vuol bene e ci chiama, come se la nostra felicità fosse l’esito di un nostro progetto e delle nostre forze e non un dono permanentemente elargito da Colui che sempre ci precede ed abbraccia la nostra libertà.

Eppure il Padre conosce la nostra fragilità di creature (ce lo ricorda il gesto dell’imposizione delle ceneri), ma anche la nostra grandezza. Il poeta francese Charles Péguy ha parole bellissime per descrivere il cuore del Padre che ci vuole figli e liberi: «Ora io sono loro padre, dice Dio, e conosco la condizione dell’uomo. Tutte le sottomissioni di schiavi del mondo non valgono un bello sguardo d’uomo libero… Per ottenere questa libertà, questa gratuità ho sacrificato tutto… Per insegnargli la libertà» (Il Mistero dei Santi Innocenti).

Prepariamo la visita del Papa con questa libertà filiale, desiderosi di godere fino in fondo della sua testimonianza.

Scola ricorda don Giussani: «Secondo il suo carisma, abbiate un cuore largo, pieno di amore gli uni per gli altri»

A dodici anni dalla morte del Servo di Dio monsignor Luigi Giussani, il fondatore della Fraternità di Comunione e Liberazione (Cl) scomparso a Milano il 22 febbraio 2005, e nel 35° anniversario del riconoscimento pontificio della Fraternità (11 febbraio 1982), martedì 28 febbraio l’Arcivescovo di Milano, cardinale Angelo Scola, ha presieduto una celebrazione eucaristica in Duomo.

Omelia (testo)

«Pavoni, grande santo precursore della Dottrina sociale della Chiesa»

Domenica 26 febbraio, nel Duomo di Milano, l’Arcivescovo, cardinale Angelo Scola, ha presieduto una celebrazione eucaristica di ringraziamento per la canonizzazione di San Lodovico Pavoni, avvenuta il 16 ottobre 2016. Era presente una folta rappresentanza della famiglia dei Pavoniani.
Padre Pavoni, sacerdote ed educatore, è uno dei sette beati proclamati Santi da papa Francesco durante l’Anno della Misericordia.

Leggi il testo dell’omelia >>