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Scola consegna l’Onorificenza Pontificia a Padovano, unico sopravissuto della strage di Linate

Nella Cappella arcivescovile in Curia il cardinale Scola ha conferito il Cavalierato dell’Ordine di San Gregorio Magno a Pasquale Padovano, l’uomo sopravvissuto al disastro aereo dell’8 ottobre 2001, nel quale persero la vita 118 persone.

«La Via Crucis non è solo segno di pietà cristiana, ma di cultura, verità e civiltà per le nostre città, per l’Italia e l’Europa»

La prima Via Crucis della Quaresima ambrosiana 2017, guidata dall’Arcivescovo, cardinale Angelo Scola, con la reliquia del Santo Chiodo e la Croce di San Carlo, si è svolta venerdì 10 marzo a Saronno, per la IV Zona pastorale. La Via Crucis ha per titolo «Si è addossato i nostri dolori» e prevede quattro “quadri”: Gesù, caricato della Croce (II stazione); Gesù, aiutato da Simone di Cirene (V stazione); Gesù, inchiodato sulla Croce (XI stazione); Gesù, morto sulla Croce (XII stazione).

 

«L’anima della penitenza cristiana è l’amore»

Nella prima domenica della Quaresima ambrosiana pubblichiamo una riflessione dell’Arcivescovo di Milano, cardinale Angelo Scola, che alle 17.30 presiede in Duomo la Santa Messa col gesto penitenziale dell’Imposizione delle ceneri.

La Quaresima è il tempo favorevole per la conversione, il cambiamento profondo del nostro io. Perché? Ci risponde una bella preghiera della liturgia ambrosiana di questa prima Domenica di Quaresima: «Perché possa giungere in novità di vita alla gioia della Pasqua». Anche quest’anno la Chiesa nostra Madre ci offre quaranta giorni di cammino per la rigenerazione profonda del nostro io.

La penitenza, o il digiuno cristiano, non è prevalentemente una posizione “negativa”, che si attua per sottrazione. Essa è una posizione “positiva”, che non si attua nella logica del negare, ma del donare. L’anima della penitenza cristiana è l’amore. Un amore che libera, non un possesso che asserve. La strada per riprendere coscienza fino in fondo del nostro essere figli.

All’inizio di questo cammino troviamo infatti il Padre che ci chiama. Dio non si rassegna alla separazione dai suoi figli – e tutti noi sappiamo per esperienza quanto il peccato ci separi da Dio e dai fratelli! –, ma per poterli riabbracciare ci ha donato Suo Figlio Gesù, che muore in Croce per ogni uomo, senza alcuna eccezione. All’inizio del nostro cammino quaresimale, paradigma del cammino dell’umana esistenza, poniamoci di fronte allo struggimento d’amore del Padre per ciascuno di noi.

Il racconto delle tentazioni di Gesù nel deserto ci aiuta a rendercene veramente conto. Il tentatore fa di tutto per separare Gesù dal Padre. Il diavolo, infatti, non mette alla prova tanto le virtù di Gesù, quanto la Sua relazione filiale con il Padre, nell’amore dello Spirito Santo. Egli cerca di avvelenare, con il sospetto, il rapporto costitutivo della Sua persona. Per questo introduce ogni tentazione con le parole: «Se tu sei figlio di Dio» (Mt 4,3 e 6). Così succede anche nella nostra vita. Il nostro male, le nostre fragilità ed errori, non nascondono forse sempre il rifiuto di riconoscerci figli? Inseguiamo l’illusione di poter fare a meno del Padre che ci vuol bene e ci chiama, come se la nostra felicità fosse l’esito di un nostro progetto e delle nostre forze e non un dono permanentemente elargito da Colui che sempre ci precede ed abbraccia la nostra libertà.

Eppure il Padre conosce la nostra fragilità di creature (ce lo ricorda il gesto dell’imposizione delle ceneri), ma anche la nostra grandezza. Il poeta francese Charles Péguy ha parole bellissime per descrivere il cuore del Padre che ci vuole figli e liberi: «Ora io sono loro padre, dice Dio, e conosco la condizione dell’uomo. Tutte le sottomissioni di schiavi del mondo non valgono un bello sguardo d’uomo libero… Per ottenere questa libertà, questa gratuità ho sacrificato tutto… Per insegnargli la libertà» (Il Mistero dei Santi Innocenti).

Prepariamo la visita del Papa con questa libertà filiale, desiderosi di godere fino in fondo della sua testimonianza.

«Martini, polo attrattivo per il mondo ecclesiale e civile»

Sabato 18 febbraio, all’Auditorium San Fedele, l’intervento dell’Arcivescovo, cardinale Angelo Scola, ha aperto l’incontro-reading intitolato “Giustizia, etica e politica nella città”, che dà il via a “Io ci sono”, la due-giorni dedicata al cardinale Carlo Maria Martini in occasione del 90° anniversario della nascita (15 febbraio 1927).

Scola dedica a Martini il Museo diocesano: «Il Polo museale luogo di cultura e salvezza»

Mercoledì 15 febbraio, l’Arcivescovo di Milano, il cardinale Angelo Scola, ha partecipato alla cerimonia di dedicazione del Museo Diocesano al cardinale Carlo Maria Martini, in occasione della sua nascita. Il cardinale Scola ha inaugurato l’epigrafe, una targa marmorea appositamente realizzata e donata dalla Veneranda Fabbrica del Duomo, che sarà collocata accanto al nuovo ingresso situato nel primo chiostro di Sant’Eustorgio, con accesso dal sagrato della basilica.

Testo integrale dell’intervento dell’Arcivescovo >>

 

 

Scola all’Azione Cattolica ambrosiana: «Valorizzare i diversi carismi nell’unità»

«Fare nuove tutte le cose. Radicati nel futuro, custodi dell’essenziale» è il tema della XVI Assemblea diocesana elettiva dell’Azione Cattolica Ambrosiana, che si è svolta presso l’Aula Magna dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano e durante la quale è stato rinnovato il Consiglio diocesano. Domenica 12 febbraio, dopo la preghiera iniziale presieduta dall’assistente generale monsignor Gianni Zappa e l’introduzione ai lavori sotto la presidenza di Guido Formigoni, è intervenuto l’Arcivescovo di Milano, cardinale Angelo Scola.

 

 

«Vivete il vostro compito come occasione di conversione del cuore e di apertura»

Sabato 11 febbraio, al Centro diocesano, il cardinale Angelo Scola è intervenuto all’incontro con i Responsabili organizzativi locali indicati dai rispettivi parroci o responsabili di Cp e per quelli designati dagli istituti scolastici 

«In oratorio, giocavamo con una palla di pezza, ma capivamo che c’era qualcosa di solido che dura tutta la vita»

Martedì 31 gennaio alcuni testimonial del progetto “Cresciuto in oratorio”, promosso dalla diocesi di Milano con l’obiettivo di ribadire il valore sociale di questa istituzione in Lombardia,  hanno rivissuto insieme all’Arcivescovo di Milano, il cardinale Angelo Scola, e con Giulio Gallera, assessore al welfare della regione Lombardia, un pomeriggio di gioco, riflessione e condivisione all’oratorio Sant’Andrea di Milano.

«La post-verità sia occasione per ritornare a interrogarsi sul soggetto e sulla ricerca del vero»

«Vero, verosimile, post-verità»: questo il tema del tradizionale incontro dell’Arcivescovo di Milano con i giornalisti e comunicatori (in collaborazione con l’Ucsi Lombardia) in occasione della festa del patrono San Francesco di Sales, appuntamento che è svolto sabato 28 gennaio, presso l’Istituto dei Ciechi (via Vivaio 7, Milano).

«Chiediamo la grazia dell’operare, al di là delle diversità, insieme»

Il cardinale Angelo Scola, la pastora battista Anna Maffei e padre Teofilatto Vitsos, greco ortodosso, mercoledì 18 gennaio, hanno guidato la processione lungo il giardino antistante la chiesa di via Marco De Marchi a Milano per dare inizio alla Settimana di preghiera. È la prima volta che questa celebrazione si compie in una chiesa protestante, ma la ricorrenza dei 500 anni della Riforma di Martin Lutero giustifica l’evento. L’Arcivescovo ha poi tenuto la predicazione all’interno di un programma di letture e di gesti contro le divisioni e in favore di azioni di pace.

L’intervento dell’Arcivescovo >>