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A S. Pietro di Castello la messa di ringraziamento a conclusione della Visita pastorale nel Patriarcato di Venezia

Domenica 3 luglio, alle ore 10.15, la celebrazione solenne con la tradizionale consegna dell’anello piscatorio. Poco prima, alle 9.45, sarà nella vicina chiesa di S. Giuseppe per l’inaugurazione della facciata restaurata 
 
VENEZIA – La mattina di domenica 3 luglio il card. Angelo Scola, Amministratore apostolico della diocesi di Venezia e Arcivescovo eletto di Milano, sarà a S. Pietro di Castello (Venezia) per la solenne celebrazione in programma ogni anno in occasione della festa patronale e che si conclude tradizionalmente con la consegna dell’anello piscatorio. Tale appuntamento avrà stavolta un ulteriore significato: sarà, infatti, anche uno speciale momento di ringraziamento per la visita pastorale condotta in questi anni nella diocesi veneziana e conclusasi ufficialmente domenica 8 maggio a S. Marco con l’assemblea ecclesiale svolta alla presenza del Papa.
 
Sono perciò invitati alla messa solenne presieduta dal card. Scola alle ore 10.15 nella basilica (già cattedrale) di S. Pietro Apostolo di Castello i sacerdoti, i religiosi, le religiose e i laici  di tutto il Patriarcato ed in particolare i residenti a Venezia centro storico, isole ed estuario. “Sarà questa un’occasione – scrivono nell’invito mons. Valter Perini, segretario della visita pastorale e i vicari foranei della città lagunare – per ringraziare il Signore per il dono della Visita pastorale e riprendere gli orientamenti che da essa scaturiscono per il cammino futuro della nostra Chiesa. E’ nostra speranza che l’invito, nei limiti delle possibilità, sia accolto da tante persone”.
 
E poco prima della messa a S. Pietro di Castello, alle ore 9.45, il card. Scola si recherà nella vicina parrocchia di S. Giuseppe per partecipare all’inaugurazione della facciata restaurata della chiesa.
 

Sul Mediterraneo le riflessioni a Venezia della Summer Ethics Conference 2011

L’iniziativa, promossa dal Master Mega (Gestione Etica di Impresa) dello Studium Generale Marcianum, si terrà il 30 giugno e il 1° luglio a Venezia (Area congressuale del Porto a S. Marta). Domattina, ore 9.00, la relazione di apertura del card. Angelo Scola

Si svolgerà a Venezia da giovedì 30 giugno a venerdì 1° luglio – presso l’Area congressuale del Porto a S. Marta – la Summer Ethics Conference 2011 organizzata dal Master Mega (Gestione Etica di Impresa) dello Studium Generale Marcianum. Il tema al centro del dibattito sarà “Il Mediterraneo e i suoi Paesi del sud e del nord.  Lo sviluppo, i rapporti, i cambiamenti e la ricerca di dialogo nell’odierno Mare Nostrum”.

La Summer Ethics Conference 2011 (SEC) è un’occasione annuale di incontro, testimonianza e riflessione su  tematiche internazionali di tipo socio–economico–politico, considerate nelle loro connessioni con la cultura, l’etica, la religione, la responsabilità e il bene comune. Anche nel titolo quest’iniziativa pone l’accento sul suo criterio ispiratore: il comportamento etico nei diversi ambiti dell’agire.

Nelle due giornate si alterneranno moltissimi e qualificati relatori: esponenti di istituzioni governative nazionali ed organismi sovranazionali, imprese private, enti pubblici ed associazioni di categoria, istituzioni accademiche, formative e culturali, istituti e organismi bancari, enti religiosi. I relatori sono stati invitati non solo a offrire una fotografia del presente ma anche a tratteggiare i possibili scenari futuri a partire dal loro ruolo e osservatorio. 

La relazione d’apertura della mattina di giovedì 30 giugno (ore 9.00) sarà svolta dal card. Angelo Scola, da ieri Amministratore apostolico della diocesi di Venezia ed Arcivescovo eletto di Milano.

Alle due giornate di lavoro si aggiungono, inoltre, alcuni eventi collaterali tra cui la presentazione del volume “Asia emergente & Europa. Scenari di compenetrazione”, curato da A. Di Paolo, F. Longoni e F. Poles (Marcianum Press), che raccoglie gli interventi della Summer School 2010 del Master Mega.

Corpus Domini a Venezia: domenica la messa solenne in basilica e processione in Piazza S. Marco con il Patriarca

Corpus Domini

VENEZIA – Domenica 26 giugno la Chiesa festeggia la solennità liturgica del Ss. Corpo e Sangue di Cristo (Corpus Domini): a Venezia il Patriarca card. Angelo Scola presiede, alle ore 18.00, l’Eucaristia nella basilica di San Marco assieme al Capitolo della Cattedrale, ai parroci e ai sacerdoti della città.
 
Al termine della messa è poi prevista la processione eucaristica in Piazza San Marco che culminerà nella benedizione all’intera città: con tale gesto la comunità cristiana rende pubblica testimonianza della propria fede onorando particolarmente la presenza del Signore Gesù nel pane eucaristico consacrato.
 
Sono particolarmente invitati a questa solenne celebrazione – accanto ai parroci e ai sacerdoti – i fedeli delle varie comunità parrocchiali e i rappresentanti degli ordini e delle congregazioni religiose, delle Scuole Grandi, delle associazioni, dei movimenti e dei gruppi ecclesiali.

Cosa dice la primavera araba all’Occidente? Verso dove soffia la rivoluzione?

A Venezia il comitato internazionale di Oasis: esperti e testimoni a confronto sulle impreviste rivolte del Medio Oriente e Nord Africa

Comitato scientifico Oasis 2011

VENEZIA – Si è aperto oggi a San Servolo l’incontro del Comitato scientifico della Fondazione Oasis (www.oasiscenter.eu), che ha scelto quest’anno di porre a tema la “primavera araba”, i movimenti che stanno cambiando il volto del Medio Oriente e del Nord Africa.
 
A sviluppare il titolo “Medio Oriente: verso dove? Nuova laicità e imprevisto nordafricano”, sono stati invitati esperti di livello internazionale e testimoni dei Paesi direttamente coinvolti dai movimenti di protesta e di rivoluzione: dall’Egitto alla Tunisia, dalla Siria ai Paesi del Golfo.
 
Questa mattina l’intervento introduttivo è stato tenuto dal patriarca di Venezia e fondatore di Oasis, il card. Angelo Scola, che ha offerto alcune chiavi di lettura. Al di là di una reattività d’ottimismo o pessimismo verso i cambiamenti in corso, il card. Scola ha sottolineato che la primavera araba sta evidenziando il bisogno delle società civili coinvolte di una “nuova laicità”, una laicità cioè da intendersi come un criterio nuovo di regolazione dello spazio pubblico, non come separazione tra stato e religione.
 
Rilevando come Oasis cerchi prima di tutto di ascoltare quanto emerge giorno dopo giorno dalle realtà investite dalla protesta, il Patriarca di Venezia ha sottolineato come “i movimenti nordafricani sono nati come rivolte di tipo economico. Se sono diventate rivoluzioni, ciò è avvenuto perché hanno messo in campo anche una certa idea dell’uomo e della società. Se ora vogliono continuare ad essere rivoluzioni, è questa stessa idea che devono approfondire. In Medio Oriente è risuonata forte la domanda su che tipo di uomo vuol essere l’uomo del terzo millennio, quella stessa domanda che in forme diverse scuote sempre più potentemente anche le società occidentali. In realtà però, se la domanda è chiara, non ancora ben definita è la risposta”.
 
D’altra parte, invece, la risposta e la reazione dell’Europa a tali fermenti è piuttosto fiacca per il card. Scola, perché il Vecchio Continente sembra piuttosto incagliato nell’affrontare il flusso di profughi che arrivano sulle sue coste (poche migliaia) mentre non si rende conto – come ha documentato a Oasis il vescovo di Tunisi, mons. Maroun Laham – come invece la stessa Tunisia, molto più povera, ne stia accogliendo dieci volte di più, impartendo una lezione sonora ai ricchi Paesi europei.
 
Una delle vie da percorrere, dunque, per il fondatore di Oasis è allargare la ragione economica, come del resto già evidenziato da Papa Benedetto XVI nella sua enciclica “Caritas in veritate”, una ragione economica che si preoccupi anche dello sviluppo dell’Africa, e non si accontenti della globalizzazione delle merci e degli uomini. Una ragione economica che si strutturi a partire dalla testimonianza di un “umanesimo cristiano”, che abbia come base la dignità della persona umana.
 
Comitato scientifico Oasis 2011Nel concludere il suo intervento, il Patriarca di Venezia, ha voluto ricordare cosa sta a cuore in primis al lavoro di Oasis: “Nel consegnare a tutti voi il compito di esplorare le buone ragioni di una vita in comune, senza le quali il travaglio delle società euro-atlantiche resterà fatalmente esposto a ogni tipo di derive e le rivoluzioni nordafricane potranno regredire a semplici rivolte, vorrei concludere ricordando, come tante altre volte, l’orizzonte imprescindibile di questa indagine. Esso non potrà che consistere nella testimonianza. In questi anni, tramite Oasis, abbiamo avuto la fortuna d’incontrare alcune figure straordinarie. Ne vorrei citare solo due, particolarmente care alla chiesa veneziana: S.E. Mons. Luigi Padovese, di cui è da poco ricorso il primo anniversario dall’assassinio in Turchia, e il ministro pakistano Shahbaz Bhatti, martire di Cristo e grande paladino, insieme al governatore musulmano del Punjab Salmaan Taseer, della lotta contro l’iniqua legge della blasfemia in Pakistan. Possa il loro esempio stimolare i cristiani e tutti gli uomini di buona volontà a non tirarsi indietro nella costruzione di una vita buona, personale e comunitaria. È il nostro compito storico. Lo dobbiamo a noi stessi e un po’ anche a loro”.
 
È poi intervenuto Olivier Roy, uno dei massimi esperti di islam contemporaneo, per il quale la “primavera araba” è un punto di non ritorno: caratterizzata dall’emergere di appartenenze sempre più individuali e meno comunitarie, essa ha mostrato la fragilità dell’islam politico come progetto politico globale, ha coinvolto persone delle più disparate provenienze, giovani della generazione  digitale, ma non solo, persone che si sono mosse anche contro le indicazioni dei loro tradizionali punti di riferimento, in modo singolare e piuttosto disordinato. Ora, secondo Roy, la primavera è finita, e perché prenda piede un processo reale di democratizzazione, sarà necessaria la costruzione di un certo ordine, l’organizzazione di partiti, senza i quali è impossibile costruire una democrazia.
 
Gli altri interventi della giornata hanno affrontato in modo più analitico le diverse situazioni: l’attuale situazione tunisina è stata affrontata da Malika Zeghal, professore ad Harvard, che ha mostrato lo stato del dibattito sul ruolo dell’islam all’interno della società e del sistema politico tunisini, e messo in luce le energie dei giovani tunisini, colti e pronti a giocarsi in una nuova fase politica. Il prof. Nikolaus Lobkowitcz (università di Eichstaett), ha tentato un paragone fra la rivoluzione dell’89 in Est Europa e quella araba attuale, mostrandone soprattutto le differenze. Mons. Maroun Lahham, arcivescovo di Tunisi, ha portato la testimonianza di pastore della Chiesa tunisina, di quello che sta soffrendo il popolo del suo Paese in una stagione di passaggio, di povertà, di emigrazione.
 
Nel pomeriggio i lavori si sono concentrati soprattutto sul caso egiziano: si è riflettuto sulle speranze iniziali, poi trasformatesi in timori della Chiesa copta, grazie all’intervento del Patriarca di Alessandria, card. Antonios Neguib, sui fratelli musulmani nel nuovo Egitto (Amr Elshobaki), sul ruolo dell’esercito durante la rivoluzione (Tewfik Aclimandos) ed infine sulle politiche occidentali e sui mutamenti mediorientali (Vittorio Emanuele Parsi).
 
I lavori di Oasis continueranno anche domani, con una sosta particolare: un delegazione lascerà San Servolo per incontrare a Ca’ Farsetti, sede del Comune di Venezia, alle 12.30 il Sindaco e altri rappresentanti della città di Venezia: un incontro dal forte valore simbolico, segno del radicamento di Oasis, Fondazione internazionale, nella città d’acqua, da sempre luogo caratterizzato dall’intento della promozione dell’incontro e dal desiderio di conoscenza dell’Altro.

Si riunisce a Venezia dal 20 al 22 giugno la rete internazionale di Oasis

VENEZIA – Che cosa sta succedendo in Medio Oriente e Nord Africa? Sta nascendo una soggettività sociale e politica nuova? Dove arriverà l’onda lunga della protesta? In questa rivoluzione in atto quale sarà il futuro delle minoranze cristiane? E quale la ricaduta in Occidente?
Sono queste alcune delle domande che la rete internazionale di Oasis affronterà nel prossimo incontro del Comitato Scientifico fissato dal 20 al 22 giugno prossimo a Venezia (isola di San Servolo).

L’intenso programma dei lavori sarà caratterizzato non solo dalla presenza di relatori di livello internazionale, tra i maggiori esperti di queste tematiche, ma anche dalla voce di testimoni diretti di quel che sta realmente accadendo nei Paesi investiti da questi fermenti rivoluzionari.

Questo il percorso tematico di Oasis dalla fondazione a oggi: il Comitato scientifico si è riunito a Venezia nel 2004, anno della fondazione e nel 2005 sul tema “unità e diversità”; nel 2006 al Cairo su “diritti fondamentali e democrazie”; nel 2007 a Venezia sul “meticciato di civiltà e culture”; nel 2008 ad Amman in Giordania sulla libertà religiosa; nel 2009 a Venezia sulla tradizione; nel 2010 a Beirut in Libano sull’educazione tra fede e cultura.

Questo il programma del Comitato Scientifico 2011:

Lunedì 20 giugno mattina (9 – 13)

Card. Angelo Scola, Un progetto stabile di vita buona. L’imprevisto nord-africano e la nuova laicità
Olivier Roy, Une génération post-islamiste? Réflexions sur les nouvelles subjectivités religieuses et politiques au Moyen Orient
Malika Zeghal, After the Revolutions: Political and Religious Institutions in the Middle East

Nikolaus Lobkowicz, The collapse of a system: 89 as an historic paradigm?
Hoda Nehmé, Difficile laïcité dans la société arabe et islamique contemporaine
S.E. Mons. Maroun Lahham, Tunisia tra rivoluzione e migranti

Lunedì 20 giugno pomeriggio (15.30 – 17.45)

Card. Antonios Neguib, Relations islamo-chrétiennes en Egypte suite à la Révolution de février
Amr Elshobaki, Les Frères Musulmans dans le nouveau Egypte
Tewfik Aclimandos, Révolution, coup d’Etat ou reforme ? Le rôle de l’armée en Egypte
Vittorio Emanuele Parsi, Politiche occidentali e mutamenti mediorientali

Martedì 21 giugno mattina (9 – 13)

Madawi al-Rasheed, Saudi Arabia and the Euphoria of Arab Spring: Religion at the Service of Royal Power
Dominique Avon, La laïcité en débat dans le Liban contemporain
Mark Movsesian, Ottoman Secularization in the Nineteenth Century: The Tanzimat and Christian Minorities

 

Brevi biografie dei relatori

Tewfik Aclimandos
Egiziano, ricercatore di storia contemporanea del mondo arabo, al Collège de France, è esperto di politica egiziana dal dopoguerra ai giorni nostri.

Dominique Avon
Dominique Avon, Professore di Storia contemporanea all’Università di Maine e a Sciences Po (Paris), specializzato in studio comparato delle religioni.

Amr Elshobaki
Membro del Centro di Studi Politici e strategici Al-Ahram del Cairo, è presidente dell’Arab Forum for Alternatives ed editorialista di Masri al-Youm, al-Ahram e altri quotidiani egiziani.

Maroun Lahham
Nato a Irbid in Giordania nel 1948 è stato ordinato sacerdote nel 1972. Per dieci anni rettore del Seminario latino di Beit Jala, presso Gerusalemme, è Arcivescovo di Tunisi dal 2005.

Nikolaus Lobkowicz
Professore di Filosofia, già rettore dell’Università di Monaco e della Università Cattolica di Eichstätt, dirige l’Istituto Zimos di Studi sull’Europa centrale e orientale.

Mark Movsesian
Giurista e direttore del Center for Law and Religion dell’Università Saint John, si occupa di diritto e religione e scrive per riviste come Harvard, North Carolina, and Washington & Lee Law Reviews, the American Journal of International Law, the Harvard International Law Journal, the Virginia Journal of International Law.

Antonios Neguib
Patriarca di Alessandria dei Copti, è presidente del Sinodo della Chiesa copta e presidente della Conferenza Episcopale Egiziana. Relatore generale durante l’Assemblea Speciale del Sinodo dei Vescovi del Medio Oriente (2010), è cardinale dal novembre 2010.

Hoda Nehmé
Preside della Facoltà di Filosofia e Scienze umane all’Università Saint-Esprit di Kaslik, Libano, guida il Centro di Ricerca per lo Sviluppo e la Pace della stessa facoltà, ha studiato il pensiero arabo moderno e contemporaneo, e si occupa dell’educazione dei giovani libanesi alla cittadinanza.

Vittorio Emanuele Parsi
Professore ordinario di Relazioni Internazionali presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore , è program director presso l’Alta Scuola in Economia e Relazioni Internazionali (ASERI) di Milano. Editorialista di Avvenire, La Stampa e Il Giornale del Popolo, collabora con Limes e L’infedele (La7).

Madawi al-Rasheed
Professore di Antropologia sociale al King’s College di Londra, è esperta in particolare di storia, società, religione e politica in Arabia Saudita e Golfo. Ha studiato la situazione delle minoranze cristiane del Medio Oriente e le migrazioni arabe.

Olivier Roy
Orientalista e politologo francese, è professore all’Istituto Universitario Europeo e dal settembre 2009 titolare della Cattedra Mediterranea al Robert Schuman Centre for Advanced Studies. In anni passati fu direttore di ricerca al Centro Nazionale di ricerche scientifiche (CNRS) francese e professore sia alla École des hautes études en sciences sociale (EHESS) sia all’Institut d’Etudes Politiques de Paris (IEP).

Malika Zeghal
Politologa, già professore di Antropologia e sociologia della religione all’Università di Chicago, è Prince Alwaleed Bin Talal Professor in Contemporary Islamic Thought and Life alla Harvard University. Ha al suo attivo diverse pubblicazioni sul rapporto tra stato e istituzioni religiose islamiche in Tunisia, Egitto e Marocco.

Valentino e Lorenzo, due nuovi preti per la Chiesa di Venezia

L’ordinazione sacerdotale avverrà sabato 18 giugno, alle ore 16.00, nella basilica di S. Marco a Venezia per l’imposizione delle mani del Patriarca Scola. E domenica mattina, nelle parrocchie d’origine, le loro “prime messe”

VENEZIA – Saranno due i giovani del Seminario diocesano ad essere ordinati preti, quest’anno, per l’imposizione delle mani del card. Angelo Scola. L’atteso appuntamento è fissato per sabato 18 giugno, alle ore 16.00, durante la solenne concelebrazione eucaristica in programma nella basilica di S. Marco a Venezia e presieduta dal Patriarca. Una doppia ordinazione sacerdotale non si ripeteva in diocesi dal 2006: i due neosacerdoti sono don Valentino Cagnin e don Lorenzo De Lazzari, già ordinati diaconi nell’ottobre scorso.

Valentino Cagnin

Valentino Cagnin è nato a Mirano 29 anni fa. La famiglia abita a Chirignago ma ben presto frequenta la comunità parrocchiale di S. Giovanni Evangelista di Mestre ed entra nel Cammino neocatecumenale. Dopo il liceo scientifico al Majorana di Mirano, si iscrive a Giurisprudenza e nel 2004 consegue la laurea triennale maturando nel contempo la decisione di entrare in Seminario. In questi anni ha prestato servizio pastorale ai Carmini e, nell’ultimo biennio, a S. Ignazio e Malamocco (comunità pastorale del Lido di Venezia). “Se ho incontrato Gesù – spiega Valentino nell’intervista rilasciata al settimanale diocesano Gente Veneta in uscita sabato -, l’ho incontrato grazie alla Chiesa ed è il modo più bello e intenso di incontrarlo. Per questo ripeto spesso al Signore: donaci di amare la Chiesa, costi quel che costi e anche quando lo scoraggiamento o l’indifferenza intorno ti farebbe traballare, e di trasmettere questo amore”.

Lorenzo De Lazzari

Lorenzo De Lazzari è nato a Mestre ed ha 30 anni. Arriva dalla parrocchia di Campalto che lo ha visto crescere e sviluppare la sua vocazione, “sbocciato” tra attività in oratorio e Azione cattolica. Entra in seminario subito dopo la maturità scientifica e consegue nel 2007 anche la laurea triennale in Lettere e Filosofia. Ha prestato servizio pastorale per ben tre anni nella parrocchia di Catene (dal 2007 al 2010); ordinato diacono, è stato assegnato alla parrocchia di S. Lorenzo Martire di Mestre. Nel prete, afferma Lorenzo nell’intervista a Gente Veneta, si “dovrebbe trovare la testimonianza dell’invisibile, del fatto che c’è qualcosa di grande nella vita ma che, normalmente, non si vede e di cui invece c’è tanto bisogno: la presenza del Signore. La figura del sacerdote dovrebbe essere per tutti, anche per chi si sente molto lontano dal Signore, in un certo senso “fastidiosa”. Dovrebbe essere uno che non ti fa tornare i conti e magari ti mette anche in crisi …”.

La mattina di domenica 19 giugno per entrambi ci sarà, poi, la celebrazione della “prima messa” nella rispettiva parrocchia d’origine: l’appuntamento con don Valentino è alle ore 10.00 nella chiesa di S. Giovanni Evangelista in via Rielta a Mestre mentre con don Lorenzo è alle ore 10.30 nella chiesa dei Ss. Benedetto e Martino a Campalto.

“Solidarietà, sussidiarietà, sostenibilità, responsabilità: valori e fattori per il nuovo sviluppo”. Scola e Bonanni in dialogo

VENEZIA – “Solidarietà, sussidiarietà, sostenibilità, responsabilità: valori e fattori per il nuovo sviluppo”. Questo il tema intorno al quale verterà il dialogo tra il Cardinale Angelo Scola, Patriarca di Venezia, e Raffaele Bonanni, Segretario generale della Cisl.

L’incontro, promosso da “Cisl Veneto” e moderato da Roberto Papetti, direttore de “Il gazzettino”,  si terrà martedì 14 giugno alle ore 15 presso l’auditorium dell’Ospedale dell’Angelo – padiglione Rama – ed affronterà i temi dello sviluppo partendo dal significato di un passo del Vangelo di Marco “Nessuno cuce una toppa di panno grezzo su un vestito vecchio, altrimenti il nuovo rattoppo squarcia il vecchio e si forma uno strappo peggiore” (Marco, 2-21).

“Gelato prima degli esami”, il Patriarca incontra i ragazzi di 3^ media

VENEZIA – E’ divenuto, ormai da qualche anno e in questo periodo, un appuntamento specialissimo eppure molto informale che attende e coinvolge i ragazzi di terza media della diocesi di Venezia: si tratta del “Gelato prima degli esami” che il Patriarca intende offrire, appunto, ai ragazzi che si apprestano a concludere il ciclo scolastico delle medie con il momento di verifica finale.

Due saranno gli appuntamenti previsti: a Venezia martedì 7 giugno, a partire dalle ore 20.30, nel cortile del Palazzo Patriarca e a Trivignano (per la zona di terraferma) mercoledì 8 giugno, alle ore 19.00, nella Sala S. Marco della locale parrocchia.

“Il Patriarca – scrivono nell’invito gli organizzatori dell’Ufficio catechistico diocesano / Coordinamento per la Pastorale dei ragazzi – desidera incontrare i ragazzi di terza media in due diversi luoghi e tempi, per la terraferma e per la città di Venezia, verso la fine di quest’anno scolastico e prima degli esami di licenza, proprio per essere loro accanto in questo importante momento della vita (non solo scolastica!). All’incontro sono invitati anche i responsabili, gli educatori, i docenti e quanti altri li accompagnano nella crescita umana e cristiana perché, come comunità educante, possiamo essere tutti partecipi delle loro gioie e delle fatiche della maturazione”.

Arte e fede, l’incontro con la Delegazione ucraina

Incontro delegazione ucraina

VENEZIA – La mattina di mercoledì 1 giugno il Patriarca ha incontrato in Palazzo Patriarcale una delegazione proveniente dall’Ucraina e presente a Venezia in occasione dell’inaugurazione del Padiglione Ucraina allestito presso la Chiesa di San Fantin.

La delegazione era composta da S.E.R. Arcivescovo Oleksandr Drabinco, Capo del Dipartimento per le relazioni esterne (Chiesa Ortodossa), Sig. Mykhailo Sergeivskyi, Segretario di S.E.R. Oleksandr Drabinko, Rev.do Yuriy Maduda, Ierodiacono, S.E. Signor Mykhailo Kulyniak, Ministro della cultura, Signora Marina Gromova, Direttore del Museo di Kyevo-Pecherska Lavra, Signora Zhanna Shevchenko, Vice Capo del Dipartimento d’Informazione della Chiesa Ortodossa Ucraina.

L’incontro, che si è svolto in un clima cortese e amichevole, è stato l’occasione per uno scambio di riflessioni sulla situazione dell’Ucraina dal punto di vista religioso e civile, su come il giovane Stato  nato vent’anni fa dalla dissoluzione dell’Unione Sovietica guardi all’Occidente e quali siano le priorità nell’azione della società civile ma anche della Chiesa ortodossa.

Tra i presenti anche l’artista Oksana Mas che  ha avuto modo di presentare la sua opera: l’installazione “Post-vs-Proto-Renaissance”, una sezione di un’opera monumentale composta da 3.640.000 uova di legno. Il riferimento iconografico è l’opera dei fratelli Van Eyck “I giardini del paradiso” e punta a  rappresentare il drammatico destino dell’uomo.

Il grazie delle Chiese del Nordest al Papa, in cammino verso l’appuntamento di Aquileia nel 2012

Nella riunione dei Vescovi a Zelarino, tenutasi martedì 31 maggio, si è parlato anche dell’accoglienza a rifugiati ed immigrati e della situazione, sempre più difficile, delle scuole paritarie

VENEZIA – Un corale grazie, pronunciato “col cuore pieno di commozione”, è stato rivolto dai Vescovi del Nordest al Santo Padre Benedetto XVI per la sua recente visita ad Aquileia e Venezia (avvenuta il 7 e 8 maggio scorsi) attraverso una lettera redatta martedì 31 maggio in occasione della periodica riunione della Conferenza Episcopale Triveneto tenutasi a Zelarino (Venezia).

Richiamando la bellezza e la gioia dell’incontro delle genti del Nordest con il Papa, i Vescovi affermano tra l’altro: “Come molti hanno rilevato, credenti e non credenti, e come gli stessi mass media hanno messo in evidenza, la Sua visita pastorale in queste terre del Nordest è andata oltre ogni aspettativa. In modo particolare la Santa Messa nel parco di San Giuliano è stata un’intensa azione di grazia prima ancora che per lo straordinario convenire di popolo, per l’actuosa participatio dei fedeli”.

I Vescovi assicurano poi che il “prezioso magistero” offerto dal Papa in quei giorni sarà sicuramente approfondito e valorizzato, soprattutto nella seconda fase di preparazione verso il Convegno ecclesiale di Aquileia previsto nell’aprile 2012: “Intendiamo assumere tutte le indicazioni da Lei proposte nella Basilica di Aquileia, nell’omelia al Parco di San Giuliano e a Venezia. Ci è ben chiaro che ciò di cui ha sete l’uomo di oggi è l’incontro personale, nella comunità cristiana, con Cristo Risorto che solo, nel suo splendore, può dare senso e pienezza alla vita. Il secondo Convegno di Aquileia intende comunicare a tutti gli abitanti del Nordest del futuro questa speranza affidabile. Sarà di grande aiuto per noi anche l’attenta assimilazione del Suo insegnamento veneziano, in modo speciale del Suo intervento presso lo Studium Generale Marcianum che, per il carattere peculiare di Venezia, ha avuto una portata universale”.

La riunione dei Vescovi è stata in buona parte dedicata ad un primo bilancio e ad una valutazione sui possibili effetti della Visita e degli insegnamenti offerti nell’occasione dal Santo Padre nelle comunità ecclesiali e civili del Nordest. Tale evento orienterà ed arricchirà il lavoro che le singole diocesi stanno realizzando – in questo tempo di preparazione al secondo convegno ecclesiale di Aquileia – per far emergere e raccontare, con il metodo della testimonianza, le implicazioni e la rilevanza della fede cristiana oggi in ogni ambito di vita di questi territori. In vista del grande appuntamento ecclesiale fissato per l’aprile 2012 ad Aquileia le Chiese del Nordest, in collaborazione con varie istituzioni trivenete, promuoveranno nei prossimi mesi numerose iniziative per focalizzare i mutamenti intervenuti, negli ultimi venti anni, nella realtà religiosa ed ecclesiale ma anche culturale, politica e socio-economica del Nordest.

Nel corso della riunione vi è stato anche un aggiornamento sulle modalità di accoglienza in corso nei riguardi dei rifugiati e degli immigrati giunti in queste regioni: i Vescovi hanno confermato la disponibilità delle istituzioni ecclesiali – come, ad esempio, Caritas e Migrantes – ad accogliere rifugiati e immigrati nello spirito della fraternità cristiana, facendo leva sulle forze del volontariato ed in collaborazione – anche attraverso eventuali ed opportune convenzioni – con gli Enti pubblici. Hanno preso poi nota con viva soddisfazione della sensibilità e della generosità con cui le comunità cristiane si stanno muovendo nei riguardi di tali persone in difficoltà.

Si è riflettuto, inoltre, sulla realtà dei media d’ispirazione ecclesiale – in particolare con un aggiornamento su Telechiara – e si è confermata grande fiducia nei confronti delle scuole paritarie di ispirazione cristiana manifestando ancora una volta grave preoccupazione per la loro situazione economica, non più sostenibile, e per il mancato o ritardato sostegno, da parte degli Enti pubblici, che mette sempre più a serio rischio soprattutto la realtà delle scuole materne che accolgono oltre i due terzi dell’infanzia di queste regioni.