From The Blog

Non dimentichiamoci di Dio

A partire dal XVII centenario dell’Editto di Milano, promulgato da Costantino nel 313, il cardinale Scola indaga sul pensiero e sulla pratica della...

“Se la libertà religiosa – espressione emblematica della libertà di coscienza che riguarda chi crede e chi non crede – non diviene libertà realizzata, posta a capo della scala dei diritti fondamentali, tutta la scala è destinata a crollare.” — Angelo Scola

A partire dal XVII centenario dell’Editto di Milano, promulgato da Costantino nel 313, il cardinale Scola indaga sul pensiero e sulla pratica della libertà religiosa, al centro di un dibattito più che mai attuale e complesso per le marcate diversità che il problema presenta nelle democrazie rispetto alle dittature, nei paesi a maggioranza musulmana e in quelli più secolarizzati. Dopo aver ripercorso, per sommi capi, il cammino travagliato della libertà religiosa dall’initium mancato di Costantino e Licinio fino al Concilio Vaticano II, a Giovanni Paolo II e Benedetto XVI, l’autore si sofferma su vari “nodi” del problema, in particolare sulla libertà di fedi e di culture nella società plurale. L’aconfessionalità dello Stato è un valore irrinunciabile: per l’arcivescovo di Milano è necessario uno Stato che, senza far propria una specifica visione, non interpreti la sua aconfessionalità come “distacco”, come una neutralizzazione delle fedi e delle culture che si esprimono nella società civile, ma apra spazi in cui ciascun soggetto, personale e sociale, possa portare il proprio contributo all’edificazione del bene comune. In questo orizzonte, la libertà di religioni e di culture si presenta come la più sensibile cartina di tornasole del grado di civiltà delle nostre società plurali.


Libro

Acquista Online