Archive | maggio, 2012

Scola: la famiglia è sempre più di “moda”

A margine della conferenza stampa di apertura della Fiera della Famiglia, Scola ha parlato di famiglie che sempre più si ritrovano. «In un certo senso  – ha detto l’Arcivescovo – si sta riformando in questi tempi la cosiddetta “famiglia allargata”». Ci sono degli indicatori chiari al proposito, ha fatto notare il card. Scola, soprattutto nella metropoli, ma non solo: i nonni abitano vicino ai figli sposati, è ripresa la consuetudine di ritrovarsi insieme per il pranzo domenicale…. Un altro segnale  particolarmente bello sono le famiglie che si riuniscono insieme in oratorio…

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«Family, un evento di testimonianza reciproca e di testimonianza a ogni nostro fratello»

«Benvenuti a Milano. La nostra città, la diocesi ambrosiana e tutte le diocesi lombarde vi accolgono e vi ringraziano di cuore per la vostra presenza. Da secoli la vocazione della nostra città è quella di essere generosa e ospitale. Sono certo che tutti voi lo potrete toccar con mano in questi giorni». Con queste parole il cardinale Angelo Scola, arcivescovo di Milano, ha aperto ufficialmente, mercoledì 30 maggio, il Congresso internazionale teologico pastorale nell’ambito del VII Incontro mondiale delle famiglie.

Il testo dell’intervento

Le parole del Cardinale sulla centralità della famiglia e sul sisma in Emilia Romagna

In occasione dell’inaugurazione della Fiera della Famiglia a Fieramilanocity, l’Arcivescovo ha rivolto anche un pensiero particolare alle vittime provocate dal nuovo terremoto in Emilia Romagna: «Questo (Family 2012, ndr) è un appuntamento che mette in evidenza gli affetti attraverso l’amore oggettivo della famiglia e in questo quadro vogliamo dire fin d’ora la nostra solidarietà alle vittime, assicurando loro la nostra preghiera e il nostro aiuto materiale».

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Le associazioni mosse dall’amore

L’appuntamento settimanale con il cardinale Angelo Scola ci porta a riflettere sul ruolo dell’associazionismo familiare. Ogni sabato l’Arcivescovo di Milano propone sul quotidiano Il Sole 24ore  una meditazione in vista dell’Incontro mondiale delle famiglie, in programma nel capoluogo lombardo dal 30 maggio al 3 giugno, un appuntamento che sarà una «profezia dell’uscita dal tunnel», ha affermato Scola. Nei nove interventi già pubblicati, l’Arcivescovo ha trattato il profilo sociale ed economico della famiglia, il suo ruolo e il suo compito educativo, il dialogo fra generazioni, il rapporto con il mondo del lavoro e con quello del fisco, l’importanza della cura reciproca, il ruolo della famiglia nell’integrazione delle sempre più ampie comunità di immigrati.

di Angelo Scola

La famiglia, non mi stanco di ripetere, è la prima scuola di comunione, di relazioni improntate al principio della gratuità, alla logica del dono. Questo dinamismo si dilata, spesso, fino a costituire una rete. Si tratta, nella maggior parte dei casi, di realtà nate spontaneamente dal basso, dai nuclei familiari stessi che avvertono la necessità di riunirsi per condividere e far fronte ad alcuni loro bisogni fondamentali: dai più immediati e semplici – come l’accompagnare i figli a scuola o alle mille attività in cui sono coinvolti o il passarsi i vestiti che subito scappano di misura – ai più impegnativi – come il prezioso confronto educativo, quando i figli “strappano”, o il sostegno “medicinale” quando l’unità tra i coniugi è messa a dura prova o si spezza. Su questa solidarietà spontanea fioriscono forme associative organizzate.

Infatti sono sempre più numerose nel tessuto sociale del nostro Paese le associazioni promosse e coordinate da famiglie. Esse si impegnano soprattutto in difesa dei loro diritti: cercano di sensibilizzare in questa direzione la società, le istituzioni e l’opinione pubblica e di sostenere le loro posizioni all’interno del dibattito culturale e politico, affinché vengano tenute in debita considerazione.

In ambito educativo, l’associazionismo familiare accompagna tutte le fasi del ciclo di vita, attraverso una multiforme varietà di servizi: corsi per le giovani coppie, assistenza competente ai genitori, attività scolastiche e formative per i minori, opportunità ricreative e di sostegno rivolte agli anziani. Esistono poi altre organizzazioni – è il caso, ad esempio, del Forum delle Associazioni Familiari, presente con esponenti ed iniziative in tutte le regioni d’Italia – che praticano forme di coordinamento più articolate, su contesti territoriali più estesi, in grado di coinvolgere risorse anche numericamente più significative, per ottenere maggiore rilevanza a livello sociale e politico.

Pentescoste: Pontificale in Duomo con i volontari di Family 2012

Domenica 27 maggio, in Duomo, il cardinale Scola ha consegnato il mandato ai volontari del VII Incontro mondiale delle famiglie durante il Pontificale di Pentecoste. È l’evento che ha aperto la settimana del VII Incontro mondiale delle famiglie, in cui presteranno servizio 5408 persone. Per i volontari, questa celebrazione ha rappresentato una sorta d’investitura ufficiale. L’Arcivescovo, in un momento della liturgia, si è rivolto direttamente a loro non solo per ringraziarli della generosa disponibilità, ma anche per precisare le ragioni del loro impegno. Al termine della messa, il Cardinale e i volontari hanno rivolto una preghiera allo Spirito Santo come segno d’inizio dell’esperienza che li attende.

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La preghiera del Cardinale per l’Incontro mondiale delle Famiglie

Di seguito pubblichiamo la preghiera scritta dal cardinale Angelo Scola per il VII Incontro mondiale delle famiglie.

Preghiera:
Dio Padre, sorgente di ogni paternità,
che hai creato il mondo e lo conservi,
Dio Figlio che, per salvarci, hai condiviso la condizione umana
fino alla morte e alla morte di croce,
Dio Spirito Santo, che chiamandoci alla comunione divina
rinnovi ogni nostra relazione,
guarda alle famiglie qui convocate da ogni parte del mondo
dall’amorevole invito di Papa Benedetto.

Signore Gesù, donaci di vivere alla scuola della Santa Famiglia di Nazareth
in cui Tu sei cresciuto in sapienza, età e grazia.

Santa Maria, vergine e sposa, madre del bell’amore,
fa che, come te, teniamo fisso lo sguardo su Gesù
per custodirne le parole e le azioni,
insegnaci ad amare senza riserve e senza paura del sacrificio.
San Giuseppe,
mostraci la strada dell’amore nuziale appassionato e casto,
la paternità forte e tenera,
il gusto del lavoro assiduo e generoso.

Madonnina,
che dall’alto del Duomo allarghi le braccia sui tuoi figli,
proteggi la Chiesa,
A te affidiamo le nostre famiglie,
soprattutto quelle che si trovano in difficoltà,
Custodisci i nostri bambini,
insegna, ai ragazzi e ai giovani a rischiare i talenti ricevuti
per diventare protagonisti della vita buona
sostieni gli ammalati, gli anziani, i moribondi,
soccorri i poveri..
Accogli la nostra supplica ed intercedi.
Amen

 

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Scola: «L’unità della persona e il suo essere in relazione»

«Il titolo del VII Incontro mondiale delle famiglie, collegando i tre aspetti fondamentali della vita quotidiana di ogni uomo – famiglia, lavoro, riposo (festa) – fa emergere con forza due tratti costitutivi, anche se spesso trascurati, dell’umana esperienza, a tutte le latitudini: l’unità della persona e il suo essere sempre in relazione»: l’ha affermato martedì mattina il cardinale Angelo Scola, arcivescovo di Milano, intervenendo in Sala stampa vaticana alla conferenza stampa di presentazione del VII Incontro mondiale delle famiglie.

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L’Oratorio estivo 2012 sarà una «scuola di umanità»

Per gli animatori degli oratori ambrosiani l’estate è iniziato venerdì 18 maggio, nel centro di Milano, con il lancio della proposta della Fom (Fondazione Oratori Milanesi) per l’Oratorio estivo 2012 “PassParTú – Di’ soltanto una parola”.
Il cuore dell’Incontro diocesano, come ogni anno, è stata piazza del Duomo, dove gli animatori hanno accolto l’Arcivescovo e hanno partecipato con lui alla festa in piazza. Al termine,  il cardinale Angelo Scola ha invitato tutti gli animatori a entrare in Duomo per vivere una breve celebrazione e la preghiera di mandato per il servizio educativo che svolgeranno a tempo pieno, al termine della scuola, per alcune settimane.

Il video dell’incontro

La chiave per una vera integrazione

L’appuntamento settimanale con il cardinale Angelo Scola ci porta a riflettere sul ruolo della famiglia nell’integrazione delle sempre più ampie comunità di immigrati nel Paese. Ogni sabato l’arcivescovo di Milano propone una meditazione in vista dell’Incontro mondiale delle famiglie, in programma nel capoluogo lombardo dal 30 maggio al 3 giugno, un appuntamento che sarà una «profezia dell’uscita dal tunnel» ha sottolineato ieri Scola in una conferenza stampa. Negli otto interventi già pubblicati, Scola ha trattato il profilo sociale ed economico della famiglia, il suo ruolo e il suo compito educativo, il dialogo fra generazioni, il rapporto con il mondo del lavoro, con quello del fisco e l’importanza della cura reciproca.

di Angelo Scola

Accurate indagini statistiche riferiscono che già nel 2009 le famiglie residenti nel nostro Paese con almeno un componente straniero erano più di due milioni e quelle interamente composte da stranieri erano più di un milione e mezzo. Dati rilevanti, che sottolineano come, anche in Italia, i complessi rapporti tra eventi migratori e realtà familiari meritino ormai di essere approfonditi con attenzione. Di un tema tanto ampio e articolato, non riuscirò naturalmente a cogliere e a proporre in queste poche righe se non alcune sfaccettature, utili però – a mio avviso – per cominciare almeno a suscitare una qualche riflessione.

Una prima constatazione si impone con evidenza: nella maggior parte dei casi alle spalle di un singolo adulto che emigra c’è, e rimane, una famiglia. La scelta di chi parte interpella e sfida profondamente la rete di relazioni umane in cui la persona è stata fino a quel momento fisicamente inserita. Ciascuno dei suoi cari può infatti posizionarsi diversamente, anche in maniera critica, rispetto all’evento. In altre situazioni è la famiglia stessa, con decisione unanime, ad affidare a uno dei suoi membri il compito di andare, fare fortuna e poi tornare. O ad incaricarlo di preparare nel nuovo Paese le condizioni per una successiva migrazione più ampia, magari soltanto di moglie e figli, o di altri più numerosi parenti. Non sono rari nemmeno i casi in cui la decisione di espatriare prende origine dal desiderio di allontanarsi da una situazione familiare compromessa, di riscattarsi da vincoli oppressivi, oppure addirittura da un’esplicita espulsione dalla propria rete familiare. Questi sintetici esempi dicono bene come dietro ad ogni progetto migratorio ci possa essere una famiglia che fa il tifo, che trema, o che al contrario è indifferente o avversa, con importanti e prevedibili conseguenze. Sentirsi sostenuti e incoraggiati dai propri cari aiuterà, infatti, a muovere con maggiore tranquillità e sicurezza i primi passi in un paese straniero. Al contrario un’esperienza personale negativa nell’ambito delle relazioni affettive più strette potrebbe non facilitare subito un’integrazione serena. Anche dopo l’iniziale tentativo di insediamento, le relazioni familiari originarie continuano per lo più ad orientare attivamente la storia di chi è partito. La tecnologia attuale, consentendo scambi anche quotidiani attraverso il telefono o la rete con la maggior parte delle nazioni del mondo, facilita e rinforza questo fenomeno.

Analizzando la storia delle migrazioni, i risultati di indagini qualificate ci portano a constatare che, quando a trasferirsi sono le famiglie unite e non i singoli individui, l’integrazione è facilitata. Per quanto la qualità dell’accoglienza incontrata nel paese straniero possa essere determinante, già la stessa organizzazione familiare, con la sua capacità di avvicinare le differenze, di accogliere le novità dei mutati ambiti di vita e di integrarle con i preesistenti sistemi di valori, rappresenta un passo decisivo verso questa meta. Essa facilita l’avviarsi delle forme di mediazione su cui si fondano i processi d’inculturazione e realizza le premesse indispensabili per una convivenza pacifica, su uno stesso limitato territorio, d’individui di diversa provenienza etnica. Se dunque si contribuisse a conciliare e a rendere il più possibile coerenti i progetti migratori con le esigenze fondamentali dei nuclei familiari, indubbi vantaggi ricadrebbero sull’intero tessuto civile.
Anche gli effettivi rapporti tra le famiglie immigrate e i contesti sociali dei paesi d’accoglienza non devono essere valutati in maniera troppo semplicistica. Prendiamo in considerazione, al proposito, una variabile importante, costituita dalle religioni di appartenenza. Indagini del 2009-2010 ci dicono che tra i migranti che hanno raggiunto il nostro Paese, la componente musulmana rappresenta il 28,2%, quella cattolica il 25,7% e quella ortodossa il 24,6%. Ebbene, è vero che le famiglie provenienti da culture e società non occidentali possono continuare a subire il fascino dei valori di riferimento delle loro comunità d’origine e restare soggette a una forte pressione dei loro codici e delle loro tradizionali regole di vita. È altrettanto certo però che esse sono spesso in grado di modellare attivamente queste influenze e decidere, entro un certo margine, come poterle inserire all’interno dell’universo di valori che caratterizza la loro nuova esistenza quotidiana. Le dinamiche di interazione vanno quindi colte nella loro complessità: le famiglie possono diventare ponti fondamentali tra i migranti e le culture che li accolgono, oppure ridursi a fortezze impermeabili a qualsiasi tipo di dialogo.

Accenno infine soltanto a due ulteriori sfide, impegnative ed urgenti, con cui il nostro Paese dovrà presto misurarsi: il ricomporsi dei nuclei familiari dei migranti e l’ingresso nella società italiana delle loro giovani generazioni. L’auspicio, anche in questo caso, non può che essere quello di evitare soluzioni frettolose e sommarie. Elaborando interventi e misure di sostegno adeguati, la famiglia, riconosciuta come risorsa, dovrà essere valorizzata quale soggetto attivo di vita buona.

Il Cardinale ha ricordato le vittime della tragedia di Brindisi durante la messa a Cernusco per la Terza Età

Sabato 19 maggio, a Cernusco sul Naviglio, presso la parrocchia S. Maria Assunta, il cardinale Angelo Scola, ha presieduto una celebrazione eucaristica con il Movimento Terza Età, nel XX anniversario della morte del proprio fondatore cardinale Giovanni Colombo, Arcivescovo di Milano dal 1963 al 1979, scomparso a Milano il 20 maggio 1992. Durante l’omelia, l’Arcivescovo ha ricordato le vittime della tragedia di Brindisi

Il video dell’omelia: