Archive | 19 agosto 2010

Una giornata in bella compagnia. Il Patriarca a San Vito con i ragazzi della diocesi

Con i ragazzi a San Vito

SAN VITO DI CADORE – Mercoledì 18 agosto il Patriarca ha raggiunto il gruppo di oltre 80 ragazzi di elementari e media che insieme ai 30 animatori provenienti da tutta la diocesi stanno vivendo l’esperienza della settimana di divertimento, camminate e gioco segnata dal tema dell’orientamento vocazionale, cioè da una cura particolare dell’educazione dei giovani a vivere con serietà la loro vita cristiana di tutti i giorni. Un incontro, questo tra il Patriarca ed i ragazzi, che coinvolge simbolicamente i migliaia di ragazzi della diocesi che, anche quest’anno, hanno vissuto l’esperienza del campo estivo.

Partiti alle 9.00 da San Vito di Cadore il nutrito gruppo di ragazzi, insieme al Patriarca, si sono diretti verso il rifugio Auronzo per avventurarsi nella passeggiata delle tre cime di Lavaredo. Nel pomeriggio invece, una volta tornati alla casa del seminario, i ragazzi e gli educatori hanno incontrato il Patriarca nei vari gruppi per un momento di dialogo e riflessione. Una giornata caratterizzata da un tempo coperto che però non ha impedito di godere della natura e della bellezza di condividerla nella bella compagnia.

FAMIGLIA/ “Il volto dell’uomo/donna”. La lectio magistralis del Patriarca

FAMIGLIA – Viene riproposto qui di seguito il testo della lectio magistralis tenuta dal Patriarca sul tema “Il volto dell’uomo/donna” in occasione della chiusura del Festival Biblico di Vicenza del 2009.

Al tema “uomo-donna” il card. Scola ha dedicato un libro dal titolo “Uomo-donna: il caso serio dell’amore”, Ed. Marietti, che ha vinto il premio Capri San Michele 2004.

Card. Angelo Scola

Patriarca di Venezia

«Tre cose sono troppo ardue per me, anzi quattro, che non comprendo affatto: la via dell’aquila nel cielo, la via del serpente sulla roccia, la via della nave in alto mare, la via dell’uomo in una giovane donna» (Prov 30, 18-19).

Con potenti immagini l’autore del Libro dei Proverbi esprime la meraviglia carica di ontologico timore dell’uomo, creatura finita, di fronte all’infinito da cui pure è attratto. La coscienza della propria strutturale sproporzione a comprendere il senso della totalità del reale è certo la cifra della sua piccolezza, ma anche della sua grandezza. L’ampiezza del cielo in cui l’aquila vola indica la possibilità di uno sguardo senza confini. La solidità della roccia fa sì che il serpente possa attraversarla ma non sgretolarla: il male non riesce a conquistare definitivamente la vita. La profondità del mare sostiene il viaggio dell’uomo nella vita. Ma più enigmatica ancora di tale ampiezza, solidità e profondità, è la via dell’uomo in una giovane donna.

L’icastica bellezza di quest’ultima affermazione ci introduce di schianto nel tema di questa sera. L’uomo/donna è la via attraverso cui ognuno di noi è inoltrato nel mistero della vita.

Molto acuto è il commento che ci propone Paul Beauchamp, uno dei più importanti esegeti del nostro tempo: «L’enigma che sorpassa gli altri, secondo i Proverbi, è la “strada dell’uomo attraverso la donna” (Prov. 30, 18s.), ossia è ciò che fa passare l’uomo attraverso l’immagine di colei che sta al suo inizio e che lo fa uscire da essa quando nasce, il che fa dell’incontro tra i due al tempo stesso un ricominciamento e qualcosa di nuovo» (L’uno e l’altro Testamento, Paideia, Brescia 1985, 144). (continua…)