Archive | 13 agosto 2010

MARIA/ “L’Assunzione di Maria dice la possibilità che tutto di noi, anche il nostro corpo, sia salvato per sempre”

MARIA - Viene riproposto qui di seguito il testo dell’omelia pronunciata dal Patriarca nel giorno della Festa dell’Assunzione di Maria. La solenne liturgia è stata celebrata nella basilica (già cattedrale) S. Maria Assunta di Torcello il 15 agosto scorso come momento religioso culminante delle celebrazioni per il Millennio della basilica stessa.

Ap 11,19;12,1-6.10; Sal 44; 1Cor 15, 20-26; Lc 1, 39-56

1. In Lei Dio ha «fatto risplendere un segno di consolazione e di sicura speranza» (Prefazio). Da questa millenaria Basilica di Torcello l’efficace affermazione del Prefazio della Solennità della Beata Vergine Maria Assunta in cielo diventi per tutti un cordiale augurio. Saluto in particolare la comunità di Torcello e quelle delle vicine Isole, le Autorità civili, militari, del Comune, della Provincia e della Regione. Saluto inoltre quanti sono collegati per radio e televisione.

Consolazione e sicura speranza: quale uomo, anche oggi, non sente la tenera forza di questa promessa? Perché Maria ci consola? Perché milioni di uomini in tutto il mondo guardano in questa giornata a Lei come a una inesauribile sorgente di speranza? La ragione ce l’ha data San Paolo nella Seconda Lettura: perché «Cristo è risorto dai morti, primizia di coloro che sono morti» (Seconda Lettura, 1Cor 15,20). Egli vive ora col suo vero corpo nel mistero della Trinità. Del potente avvenimento della risurrezione corporale Egli ha fatto partecipe Sua madre. E non solo, ma, in prospettiva, anche noi. «L’Assunzione della Santa Vergine non rappresenta solo una singolare partecipazione alla risurrezione del Suo Figlio, ma una anticipazione della risurrezione degli altri cristiani» (cfr. Catechismo della Chiesa Cattolica 996). È questa, fratelli, la solida base su cui si fonda la nostra speranza.

Dall’affidamento d’amore reciproco tra il Figlio Gesù e Sua Madre Maria scaturisce un prezioso scambio di doni. In una celebre Omelia sull’Assunzione di Germano patriarca di Costantinopoli (733+), Gesù si rivolge alla madre con queste parole: «Affidami il tuo corpo; anch’io diedi in custodia la mia divinità al tuo grembo… La morte non avrà nulla da gloriarsi su di Te perché tu hai portato nel tuo grembo la Vita. Sei stata il mio recipiente; nessuna cosa lo spezzerà, nessuna caligine ti porterà nel buio» (Hom. in Assumpt. N. 1824-1826). (continua…)