DA RICERCATRICE A MONACA - Sabato 12 giugno, alle ore 16.00 a Marango di Caorle (Venezia), la professione monastica delle 35enne Daniela Turato nelle mani del Patriarca. Entra a far parte della “Piccola famiglia della Risurrezione”, guidata da don Giorgio Scatto e giunta al 25° anno di vita. Una laurea in biologia con una possibile carriera, già avviata, di ricercatrice. Una storia importante, durata cinque anni, con un ragazzo. E poi, invece, la progressiva scoperta di un’altra vocazione che l’ha condotta ad una scelta radicale: abbracciare la vita monastica.
Daniela Turato – 35 anni e originaria di Ca’ Corniani (Caorle) – entrerà a far parte, stabilmente, della locale comunità monastica: la “Piccola famiglia della Resurrezione”, un’esperienza di vita cristiana ispirata alla Regola di don Giuseppe Dossetti e nata ufficialmente, in diocesi, 25 anni fa quando l’allora Patriarca Cè accolse la professione monastica dell’attuale priore e prete diocesano don Giorgio Scatto.
“Non sono io che ho scelto. Sono stata scelta e sto cercando di rispondere a questa scelta di Dio”, così Daniela Turato si racconta sulle pagine del settimanale diocesano Gente Veneta: “Uno dei tratti caratteristici della famiglia monastica che ho scelto è quello di vivere la radicalità evangelica nell’ordinarietà. In questa famiglia, alla quale mi consegno con il voto di stabilità, si vive concretamente l’apertura a tutti gli uomini, qualunque sia la loro condizione, l’apertura al mondo con i suoi drammi e le sue angosce. Sono esperienze d’amore intense. Nella comunità ognuno è chiamato ad essere pienamente se stesso e a realizzare la propria unicità senza omologazione e senza imitazione che non sia quella di Cristo”.
E il fondatore della comunità monastica di Marango di Caorle don Giorgio Scatto osserva: “Di fronte alla consacrazione a Dio di Daniela dobbiamo solo chinare la testa e ringraziare per la fedeltà di Dio all’uomo e alla sua storia. Dio ama l’uomo e vuole salvarlo. La potenza di Dio agisce nella nostra povertà”.
















