Archive | dicembre, 2009

La sosta della Visita Pastorale a Termine di Malcontenta

Nell’ambito della Visita Pastorale, il card. Scola il 12 e 13 dicembre si è recato a Termine di Malcontenta, nel vicariato di Gambarare. Il Patriarca ha visitato la piccola parrocchia (845 abitanti) eretta 50 anni fa, nel 1959, e guidata dal 2003 da don  Giuseppe Rizzieri Bacci.

Ecco le immagini più significative.

‘Saper interpretare fino in fondo la differenza e renderla feconda nell’esperienza del gratuito’. Il Patriarca e le nuove prospettive del ruolo femminile

Il consueto dialogo tra il card. Scola e i giornalisti per gli auguri di Natale si è rivelato  anche quest’anno occasione per affrontare alcuni temi di scottante attualità, così come argomenti fondanti nella vita di fede di ogni cristiano.

La natività e la centralità di Maria nella Storia della Salvezza (a cui il Patriarca ha recentemente dedicato un libro, “Maria, la donna”, Cantagalli editore) hanno portato alcuni giornalisti a chiedere al Cardinale  una riflessione sul ruolo e le nuove prospettive che la donna ha in questo periodo storico.

In questo video la riflessione del Patriarca.

‘Il Natale diventi occasione per un reale incremento della solidarietà verso chi soffre’. Gli auguri del Patriarca sullo sfondo della crisi economica

Com’è consuetudine in occasione delle festività natalizie, il card. Scola ha incontrato, mercoledì 23 dicembre, i giornalisti che  durante l’anno seguono la sua attività. L’emergenza della crisi economica,  con i suoi drammatici risvolti per tante famiglie anche del Patriarcato di Venezia,  il bisogno di ritrovare una vera solidarietà, e il processo di meticciato di civiltà che si sta verificando nel Nordest e in tutt’Italia, sono stati tra i temi di maggiore attualità che i cronisti hanno posto al Patriarca come spunto di riflessione.

Qui è disponibile il video con le risposte del Patriarca in merito.

‘Il Bambino che risveglia in noi l’audacia della speranza’. Gli auguri del Patriarca alla stampa locale

E’ qui disponibile un augurio natalizio che anche quest’anno il card. Scola ha riservato alla stampa locale.

Quando la sera torniamo a casa stanchi e appesantiti dalle preoccupazioni della giornata, spesso ci corrono incontro a braccia aperte i nostri bimbi. Così fa Dio. Per rendersi familiare ad ogni uomo, è divenuto bambino. I Padri della Chiesa arrivavano a dire: “Dio si è abbreviato”, taluni usavano addirittura un verbo in cui l’“abbreviarsi” è legato all’“impoverirsi”. Dio, l’Onnipotente, si è impoverito, si è abbassato, per imparare la nostra lingua di creature.

E forse oggi, più che mai, il mondo avverte la pungente nostalgia di Dio. «Stanco e disfatto è il mondo – scrive Chesterton – ma del mondo il desiderio è questo». L’annuncio del Natale incontra il gemito di questo desiderio.

Sempre nella storia dell’Occidente i momenti di passaggio, e quindi di maggior travaglio, hanno fatto emergere le questioni decisive. Osserva Sant’Ireneo: «Il Verbo di Dio pose la sua abitazione tra gli uomini per abituare l’uomo a comprendere Dio». È la ragione per cui – insiste Ireneo – «Dio manifesta se stesso negli uomini». Non c’è alcun antagonismo tra Dio e l’uomo se questi resta nell’amore di Lui. In questo rapporto col Dio che si è reso familiare ognuno di noi e tutta l’umanità può solo progredire. (continua…)

‘L’umiltà del Dio Bambino, nella cultura di oggi, diventa una domanda di semplicità’. L’omelia di Natale

Solennità del Natale del Signore

Is 52, 7-10; dal Salmo 97; Eb 1, 1-6; Gv 1, 1-18

1. «Dio, che molte volte e in diversi modi nei tempi antichi aveva parlato ai padri per mezzo dei profeti, ultimamente, in questi giorni, ha parlato a noi per mezzo del Figlio» (Eb 1,1). L’Antico Testamento offre le lettere dell’alfabeto con cui Dio si è rivelato agli uomini, ma solo Cristo è il Verbo in cui esse trovano senso.

«E il Verbo si fece carne e venne ad abitare in mezzo a noi…» (Gv 1,14). I Padri della Chiesa arrivavano a dire: «Dio si è abbreviato» fino a rendersi «visibile agli occhi, palpabile alle mani, portabile sulle spalle». Dio si è impoverito, si è svuotato. Gesù non ha solo imparato l’aramaico, come tutti i bambini della sua terra; Gesù ha voluto imparare la lingua della creatura e per questo si è offerto fino a “rendersi mangiabile” da noi nel sacrificio della cena eucaristica. Ci ha così coinvolto nella dinamica della Sua donazione.

2. Questa è la buona notizia del Natale: Dio si rende familiare. E se Dio si rende familiare a noi, noi possiamo riconoscerLo. Per grazia lo riconoscono i credenti convinti che Gesù di Nazaret è il Figlio di Dio incarnato. Ma, a ben vedere, lo possono riconoscere tutti nell’esperienza elementare di apertura verso la realtà e di amore verso i propri simili, propria di ogni uomo. (continua…)

‘Con la nascita di Gesù rinasce per ogni uomo la virtù bambina della speranza’. L’omelia della notte di Natale

1. «Il popolo che camminava nelle tenebre…; coloro che abitavano in terra tenebrosa…» (Is 9,1). Queste parole del profeta Isaia ci riguardano. Procedere (addirittura abitare) nel buio è faticoso e stanca. Stanco e disfatto è il mondo scrive con acuto realismo Chesterton. Per questo siamo venuti qui in questa Notte Santa: più o meno consapevolmente, qui cerchiamo la luce perché, aggiunge Chesterton, «del mondo il desiderio è questo».

La luce è questo «bambino nato per noi» (Is 9,5). Nella stalla di Betlemme, come ora qui, come in ogni chiesa del mondo, migliaia di anni dopo la creazione, si alza il primo mattino del mondo. Con la nascita di Gesù rinasce per ogni uomo la virtù bambina della speranza. Natale è la sorgente inesauribile della ripresa (e Dio sa quanto questa parola sia oggi preziosa per ciascuno di noi). (continua…)

‘A Natale Dio ci è familiare in Gesù’. L’urgenza della semplicità ci investe a partire dalla grotta di Betlemme

È qui disponibile l’intervista che il settimanale Genete Veneta ha realizzato al card. Scola in occasione del Natale

Oggi si avverte, nella nostra società, un crescente interesse per le domande di fondo dell’esistenza. La questione del che cosa c’entri Dio con la vita si fa più viva, e più diffusamente se ne avverte la presenza. Un segno dei tempi?

Penso di sì. Sempre, nella storia dell’Occidente, i momenti di maggior travaglio hanno fatto emergere le questioni decisive. Il Natale ci dice una cosa fondamentale: se Dio si rende familiare a noi, noi possiamo in qualche modo riconoscerLo. E, se Lo riconosciamo, tutta la nostra vita cambia. Perché non si tratta solo di una conoscenza in più, ma di una conoscenza che cambia tutto. Il fatto che Dio si è reso a noi familiare in Gesù genera in ciascuno di noi delle conseguenze: o, per grazia, il riconoscimento convinto di fede. (continua…)

‘Nei momenti di prova il volto del Dio bambino brilla ancora più luminoso’. Gli auguri del Patriarca alle famiglie in difficoltà

Come ogni anno, mercoledì 23 dicembre, in mattinata, il card. Scola ha incontrato i giornalisti che seguono la sua attività durante l’anno, per il consueto scambio degli auguri natalizi. E’ stato come sempre un momento di dialogo a tutto campo, sollecitato dalle domande di chi, lavorando nei media, è a contatto con le domande e le contraddizioni che emergono dalla realtà: si è parlato del senso della parola “testimonianza” che il Patriarca usa spesso nei suoi interventi pubblici, del clima politico di oggi, dell’emergenza povertà che tocca molte famiglie a causa della crisi economica e della disoccupazione, di Venezia e il suo futuro…

Infine ai giornalisti il Patriarca ha affidato un particolare augurio da far giungere a tutte le famiglie. Nel video qui disponibile si possono ascoltare alcune delle risposte alle domande della stampa:

L’Onnipotente si fa bambino per divenire a noi familiare. Il Patriarca nel carcere maschile di Venezia

Nella mattina di martedì 22 dicembre il card. Scola si è recato come ormai da tradizione nel carcere maschile veneziano di S. Maria Maggiore, dove, dopo aver celebrato la messa ha ascoltato alcune testimonianze dei detenuti e ha rivolto loro il suo augurio per il prossimo Natale.  In particolare il Patriarca ha sottolineato come, ogni anno, la visita al carcere sia per lui occasione di incontro autentico, un momento prezioso per ritornare al cuore del significato della festa di Natale: il fatto che Dio si è fatto bambino per divenire a noi uomini e donne familiare, per camminare al nostro fianco e così educarci ogni giorno, lentamente, a riconoscere che Lui ci è vicino, in ogni momento di dolore e di gioia.

Il card. Scola ha anche voluto ricordare come la situazione dei luoghi di detenzione abbia bisogno di cura: “Non è possibile nel modo più assoluto – ha rilevato il Patriarca nella sua omelia – che la pena sia pura condanna: deve essere guarigione. Bisogna che la giusta espiazione sia per la rigenerazione dell’io”.

Qui è disponibile il servizio realizzato da Telechiara

Ecco alcune immagini dell’incontro.

Natale 2009: le celebrazioni presiedute dal Patriarca Scola

  • Mercoledì 23 dicembre, alle 18.30, a Marghera (chiesa di Gesù Lavoratore) la “Messa della Carità” con i volontari di parrocchie e associazioni
  • Nella cattedrale veneziana di San Marco la messa di mezzanotte e, alle ore 10.30 del 25 dicembre (in diretta su Bluradio Veneto), il pontificale di Natale
  • Il vescovo ausiliare mons. Pizziol, il giorno di Natale, presiede la messa nel Duomo di Mestre (ore 11)

Si avvicinano le feste del Natale che – spiega il Patriarca – “ci dice una cosa fondamentale: se Dio si rende familiare a noi in Gesù, noi possiamo in qualche modo riconoscerLo. E, se Lo riconosciamo, tutta la nostra vita cambia”. Numerose saranno, in questi giorni, le celebrazioni presiedute dal card. Angelo Scola.

Martedì 22 dicembre, alle ore 9.00, il Patriarca sarà nel carcere maschile veneziano di S. Maria Maggiore: celebrerà la messa e poi avrà un momento di dialogo con i detenuti su un tema specifico – quest’anno si parlerà di lavoro, fuori e dentro la realtà del carcere – poco prima del reciproco scambio degli auguri e dei doni natalizi. L’analogo appuntamento del card. Scola al carcere femminile della Giudecca è, invece, previsto all’inizio del nuovo anno e precisamente nel pomeriggio di martedì 5 gennaio (vigilia dell’Epifania) alle ore 17.00. (continua…)