Archive | luglio, 2010

UNA NUOVA LAICITA’/ “Religioni e vita buona”

UNA NUOVA LAICITA’ – Viene proposto anche questa settimana, sull’acceso dibattito sulla laicità dello stato, uno stralcio del capitolo III del libro del card. Angelo Scola, “Una nuova laicità. Temi per una società plurale” (Marsilio, 2007):

Religioni e vita buona

Si tratta quindi di pensare in termini più rigorosi la fisionomia di uno stato capace di dare spazio in forma adeguata a una società civile veramente plurale. Uno stato che non tema gli inevitabili aspetti conflittuali di una simile società, ma li sappia regolare positivamente. Penso a uno stato non «distaccato» (falsamente neutrale) che, pur non assumendo una specifica visione (Weltanschauung), sia dichiaratamente al servizio della persona e delle esigenze ultime che la costituiscono (desiderio di libertà e felicità, di compimento), che faccia nel contempo propri – nel rispetto di rigorose procedure democratiche – i valori che stanno a fondamento della stessa convivenza democratica (libertà civili e politiche) generata da corpi intermedi. Senza ignorare né temere il dato storico che i valori sono sempre calati in tradizioni particolari che le istituzioni contribuiscono certo a plasmare, ma da cui non riescono di fatto mai a prescindere.

Parlo in proposito di «tradizione prevalente», con intenti analoghi a quelli per cui Habermas parla di «opinione migliore». Come per il semplice fatto di propugnare una considerazione autenticamente formale e procedurale della democrazia non necessariamente si cade in una posizione «relativista»; così neppure si finisce automaticamente nel «fondamentalismo» per il fatto di ritenere che questa considerazione procedurale, dotata di una sua autonoma consistenza, debba essere compresa in chiave assiologica. Parlo consapevolmente di «assiologia» e non di «fondamenti» di una democrazia procedurale. Ciò permette di fare riferimento a un livello «prepolitico» anche di natura religiosa assai utile all’attuazione dei diritti umani e, pertanto, al buon funzionamento delle democrazie.

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“Cercando il bell’amore”. Marina Terragni su “Bell’amore e sessualità”

CERCANDO IL BELL’AMORE – Si propone qui di seguito un articolo di Marina Terragni, pubblicato su Il Foglio il 21 luglio 2010. Una riflessione, questa proposta dalla giornalista, che  prende vita dal discorso del Redentore del Patriarca, ”Bell’amore e sessualità”.

La prima cosa che ho pensato, leggendo il discorso del Patriarca Angelo Scola ai veneziani per la bella festa del Redentore, è che il puro sesso è davvero un pessimo investimento. Sempre che esista un sesso in questo supposto stato di “purezza”: il nostro ambiente naturale è il simbolico; per noi, bizzarri animali, le cose, e perfino gli istinti, cominciano a essere solo dal momento in cui gli diamo un nome.

“Normati” e costretti per la vita, anche da vecchi, a rincorrere quel piacere momentaneo; un sacco di energie spese per allestire fuggevoli rendez-vous. Ma fin dai primi e provvisori bilanci esistenziali, ti rendi conto che è già un successo se di quelle circostanze roventi te ne ricordi un paio.

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FAMIGLIA/ “La famiglia come cellula costitutiva della società”

FAMIGLIA – Viene riproposto qui di seguito il video dell’intervento del Patriarca al convegno “Città per la famiglia”, tenutosi il 27 febbraio scorso presso la Scuola Grande di San Giovanni Evangelista a Venezia.

In questa occasione il card. Angelo Scola ha rilanciato il valore della famiglia come cellula costitutiva della società che, attraverso politiche integrali, deve essere promossa come unione stabile tra uomo e donna aperta alla vita. L’evento ha visto la partecipazione di numerose realtà istituzionali e cittadine. 

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“CARITAS IN VERITATE”/ Il Patriarca presenta l’enciclica di Benedetto XVI

CARITAS IN VERITATE -Il Patriarca presenta ed approfondisce alcuni aspetti di “Caritas in Veritate” in un incontro promosso dalla Scuola Santa Caterina e tenutosi il 12 marzo scorso al Teatro Goldoni di Venezia.

Viene qui riproposto il video integrale dell’incontro, registrato e trasmesso da Telechiara:

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EDUCAZIONE/ Il Patriarca dialoga con alcuni giovani immigrati

EDUCAZIONE -Il Patriarca in un incontro -- dialogo con alcuni giovani immigrati di seconda generazione. L’evento, promosso dal Lions Club Technè di Mestre, nell’ambito della rassegna “Mestrini nel mondo”, si è tenuto il 14 ottobre scorso al Centro culturale Candiani.

Qui di seguito viene riproposto il video integrale dell’incontro, realizzato e trasmesso da Telechiara:

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SACERDOZIO/ “Fine della modernità: eclissi e ritorno di Dio”. Il Patriarca su “Il Dio della cultura e della Bellezza”

Dopo la pausa della scorsa settimana che ha visto il blog dedicarsi alla Festa del Redentore, riprende oggi avvio la proposta estiva attraverso la quale si ripercorreranno quotidianamente le attività, svoltesi durante l’anno pastorale, secondo cinque diversi filoni temateci: Famiglia, Maria, Sacerdozio, Educazione e “Caritas in Veritate”.

SACERDOZIO – Viene riproposto qui di seguito l’intervento del Patriarca pronunciato in occasione dell’Evento Internazionale promosso dal Comitato per il progetto culturale Cei, dall’11 al 12 dicembre a Roma, dal titolo “Dio oggi. Con Lui o senza di Lui cambia tutto“. Il card. Scola è intervenuto all’interno della seconda sessione dei lavori, intitolata “Il Dio della cultura e della Bellezza“.

1. Modernità: deicidio o eclissi di Dio?

A suo tempo Augusto Del Noce ha affermato: «L’ateismo si fa destino della modernità» dal momento che la modernità immanentista termina nella rinuncia radicale alla domanda sul senso. Anzi, insiste il filosofo, l’in-sensatezza della modernità altro non sarebbe che la prova del deicidio compiuto[1].

Ma quale Dio sarebbe stato ucciso? Ed anche: quale Dio è quello che la modernità filosofica religiosa ha affermato e difeso? Per identificarlo possiamo far ricorso ad un celebre passaggio della Lettera ai Romani in cui San Paolo, parlando di Abramo, dice: «Sta scritto: “Ti ho costituito padre di molti popoli”; (è nostro padre) davanti al Dio nel quale credette, che dà vita ai morti e chiama all’esistenza le cose che ancora non esistono» (Rm 4, 17).

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LIBRI PER L’ESTATE/ “Un sacchetto pieno di biglie”

LIBRI PER L’ESTATE – Una nuova proposta di lettura per l’estate dedicata, questa volta, ai ragazzi è l’opera di Josef Joffo, Un sacchetto pieno di biglie edito da Rizzoli.

Joffo racconta la storia di Joseph e di suo fratello Maurice, bambini ebrei in viaggio per la Francia per sfuggire alla persecuzione razziale. Un racconto toccante, in cui affiora tutta la forza dell’infanzia nell’affrontare le situazioni più difficili con il disperato desiderio di restare a galla.

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Redentore 2010, le immagini

REDENTORE 2010 – Vengono pubblicate di seguito le istantanee della Festa del Redentore 2010. La feste veneziana è iniziata sabato 17 luglio con l’apertura del tradizionale ponte votivo, che attraversa il canale della Giudecca, e si è conclusa domenica 18 con la celebrazione della messa solenne, nella Basilica del Santissimo Redentore, presieduta dal Patriarca:

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Filo diretto, Mons. Cilia su amore e celibato

FILO DIRETTO – Viene pubblicata qui di seguito la riflessione di Mons. Lucio Cilia, rettore del seminario del Patriarcato di Venezia, proposta in occasione del “filo diretto” curato da BluRadio Veneto lunedì 19 luglio durante il quale alcune personalità hanno commentato il discorso del Redentore del Patriarca. (il testo sbobinato non è stato rivisto dall’autore):

Il Patriarca riconosce che c’è un’esperienza di fragilità anche nella vita della sessualità tra le persone che credono in Gesù. Ma la fragilità non deve spaventare né deve eliminare l’ideale grande dell’amore di cui ha parlato. Il “bell’amore” deve stare dentro al cuore delle persone anche quando sperimentano la loro fragilità. Quindi la fragilità non deve eliminare il desiderio di amare in maniera giusta,come il Patriarca ha spiegato.

Ha parlato anche di timore e tremore, parlando dell’adesione alla scelta del celibato per il Regno dei Cieli e del matrimonio indissolubile, di queste scelte così impegnative perchè in esse uno deve tener conto della propria fragilità. Ma questa non deve bloccarlo. Ciascuno deve, semmai, riconoscere il proprio peccato e nello stesso tempo deve essere capace di allargare il proprio cuore a questa prospettiva grande dell’amore. Quindi sentire che il sacrificio – legato alla scelta della indissolubilità nella vita e della fedeltà – non è qualcosa che blocca la vita, ma rende l’amore più vero. Accettare il sacrificio del dono di sé nell’amore fa giungere a quella gioia e qual gaudio pieno che dura per la vita. E questo vale anche per la scelta del celibato per il Regno dei Cieli. C’è un timore tremore perchè di fronte a questo ideale così alto uno deve sempre fare i conti con la propria fragilità.

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Filo diretto, Antonia Arslan riflette su amore e sacrificio

FILO DIRETTO – Viene pubblicata qui di seguito la riflessione della scrittrice Antonia Arslan proposta in occasione del “filo diretto” curato da BluRadio Veneto durante il quale alcune personalità hanno commentato il discorso del Redentore  del Patriarca. (il testo sbobinato non è stato rivisto dall’autore):

L’amore come bellezza capace di far scaturire il bello dall’altro è un tema estremamente stimolante. Il tema della bellezza coniugato a quello dell’amore è un tema pieno di implicazioni, pieno di strade parallele che ci riconducono tutte a una realtà, l’amore. Spesso amore, come lo si intende oggi, è una forma scarnificata, deprivata, povera dell’amore. E’ stato buttato via il bambino, come si dice, “con l’acqua del bagno”. Certe forme di liberalizzazione, anche sessuale, erano anche utili, auspicabili in certe occasioni, o cancellazioni di certe ipocrisie hanno portato con sé questa povertà attuale. Una povertà che nega proprio il concetto di bellezza, l’idea della bellezza dell’altro. Proprio nella “Masseria delle allodole”, quello è un tema che corre lungo tutto il libro, anche se non è in primo piano, perchè naturalmente in primo piano c’è la tragedia, la persecuzione e la fine del popolo armeno. Ma il tema dell’amore fra i due protagonisti, il mio prozio Senbat e la moglie Sushaniti, invece, è un vero amore coniugale, un tipo di amore di cui oggi non si parla più, non si parla mai, ma che è pieno di implicazioni, di ricchezza e, se bene inteso, vede proprio nell’altro il completamento di sé stessi e la bellezza e crea una bellezza nuova che si percepisce intorno. Tutti noi abbiamo visto delle volte delle coppie antiche, che sono insieme da tanti anni e che miracolosamente non danno quell’impressione di ammuffito o di prevalenza di vecchie abitudini, ma che danno l’idea di qualche cosa che, in qualche modo, riposa su una solida intesa ,che è una continua creazione. Secondo me è proprio creazione di bellezza. La fatica c’è, ma è una fatica che diventa, appunto, come la fatica del creatore: si suda, ci si stanca, ogni tanto si prenderebbe a pugni la propria opera, ma alla fine la si compie.

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Redentore 2010, la celebrazione solenne raccontata da Telechiara e TV2000

REDENTORE 2010 -- Viene qui di seguito proposto il servizio trasmesso da Telechiara in occasione della Festa del Redentore a Venezia celebrata con la messa solenne nella Basilica del Santissimo Redentore presieduta dal Patriarca alla presenza delle autorità civili e militari e di numerosi fedeli:

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“Filo diretto”, la Prof.ssa Eugenia Scabini riflette sulla differenza sessuale

FILO DIRETTO – Come ogni anno Bluradio Veneto ha trasmesso “filo diretto,” un programma durante il quale alcune personalità commentano i passaggi della relazione del Patriarca.

Viene oggi pubblicato l’intervento della Prof.ssa Eugenia Scabini direttrice del Centro Studi e Ricerche sulla famiglia. Università Cattolica del Sacro Cuore (il testo sbobinato non è stato rivisto dall’autore):

In un momento di smarrimento dell’uomo e della donna, della famiglia in questo momento, ci aiuti lei a capire come va intesa la “differenza sessuale”.

Innanzitutto vorrei dire che il Cardinale è stato molto coraggioso a mettere in primo piano questo tema della differenza che io oserei dire è un tabù nel senso che se ne parla per nasconderla, cioè per dire che non c’è. Possiamo dire con un’espressione così, se mi si consente, la differenza è diventata indifferente oggigiorno, siamo indifferenti di fronte alla differenza: una cosa vale l’altra, fa lo stesso essere maschi o femmine o entrambi, una cultura vale l’altra, una religione vale l’altra; la differenza tende ad essere annullata. E’ diverso da dire che queste cose hanno pari dignità, qui non ci piove, ovviamente hanno pari dignità. Ma quello che viene negata è appunto la differenza, cioè la specificità. Allora, all’origine di questo proprio strano appiattimento della differenza – in un mondo che invece è molto sensibile agli aspetti specifici di ciascuno – c’è una grande paura. Io me la figuro così: intanto la paura originaria è che la differenza, soprattutto la differenza sessuale, è un dato; non può essere scelta, quanto meno non può essere scelta dal soggetto che nasce. Uno può pensare che in un futuro i genitori possano scegliere se avere un figlio maschio o un figlio femmina, ma chi nasce non può scegliere il suo sesso, non può scegliere la famiglia dove nasce, non può scegliere i suoi genitori, è dipendente da questa sua struttura.

Ed è questo che fa paura?

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“Il Redentore, l’Amore in persona, è la Bellezza visibile del Dio invisibile”. L’omelia del Patriarca nel giorno del Redentore

Redentore 2010

OMELIA REDENTORE – Qui di seguito il testo dell’omelia pronunciata dal Patriarca durante la celebrazione di domenica 18 luglio nella Basilica del Santissimo Redentore a Venezia:

1. «Il Signore è il mio pastore: non manco di nulla» (Sal 22,1). Il versetto del Salmo esprime la nostra soddisfazione piena. Dio è presente nella nostra vita. Si prende cura di noi. Lo fa con un amore personale («Io passerò in rassegna le mie pecore» Ez 4,12b). Lo fa con una fedeltà indomabile. «Andrò in cerca della pecora perduta e ricondurrò all’ovile quella smarrita, fascerò quella ferita e curerò quella malata, avrò cura della grassa e della forte; le pascerò con giustizia» (Ez 34,16).

Anche questa sera, facendoci ricalcare le secolari orme dei nostri padri, il Redentore è venuto a cercarci con tenerezza e ci ha condotto, una volta ancora, in questo splendido tempio palladiano che rivela tutta la sua bellezza nella esemplarità del suo ordine architettonico.

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Il Patriarca intervistato su “Bell’amore e sessualità”

INTERVISTA CORRIERE – Viene proposto qui di seguito il testo dell’intervista di Aldo Cazzullo al Patriarca pubblicata dal Corriere della Sera domenica 18 luglio in occasione della Festa del Redentore:

«Io sono la madre del bell’amore …». Il cardinale Angelo Scola, patriarca di Venezia, sta rivedendo gli appunti del discorso del Redentore. Partendo dal passo delle Scritture sul «bell’amore », toccherà temi delicati come sessualità, pedofilia, verginità e celibato.

Perché questa scelta?

«Per la fatica di noi cristiani a comunicare che lo stile di vita affettiva e sessuale indicato dalla Chiesa è buono e conveniente per l’uomo di oggi. Invece pare quasi che questa proposta non solo sia iperdatata, impotente a favorire il desiderio umano di gioia piena, ma che sia addirittura contraria alla libertà e priva di realismo, incapace di tener conto di ciò che l’uomo ha imparato circa se stesso e circa il mondo delle emozioni, degli affetti, dei rapporti con l’altro, grazie a una lunga storia e alle recenti scoperte scientifiche. Ho sentito tutto questo come una provocazione a dire che gli uomini e le donne di oggi, magari senza volerlo, rischiano di smarrire qualcosa di profondo, perdono una grande chance di realizzazione, se mettono da parte la proposta cristiana circa la vita affettiva e sessuale».

Ma su cosa si fonda questa proposta?

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“Bell’amore e sessualità”. Redentore 2010, il Discorso del Patriarca

Redentore 2010

REDENTORE 2010 – Qui il testo integrale del Discorso del Redentore 2010 del Patriarca di Venezia:

1. L’immagine biblica del bell’amore

La liturgia della Festa del Santissimo Redentore ci riempie della più grande consolazione, quando afferma: «L’amore di Dio è stato riversato nei nostri cuori per mezzo dello Spirito Santo che ci è stato dato» (Rm 5, 5). Dio Padre, mediante le sue “due mani” – come Ireneo di Lione chiamava il Figlio e lo Spirito Santo – si prende cura di noi e ci sostiene con la speranza che non delude (Rm 5, 5). Lieti nel Signore possiamo affrontare l’esistenza, nel suo intreccio di affetti lavoro e riposo, come figli e figlie nell’Unigenito Figlio di Dio.

L’esperienza comune ad ogni uomo traccia la via maestra per imparare questa tenera figliolanza. È la via del desiderio in senso pieno, cioè in grado di attingere la realtà, non ridotto a pura mossa interiore al soggetto. Il desiderio, in mille forme diverse, dice ad ogni uomo la necessità di essere amato definitivamente, perfino oltre la morte, e lo urge ad amare definitivamente, a sua volta. Qual è allora il criterio che verifica l’apertura totale del desiderio, consentendo questo definitivo reciproco amore?

Una suggestiva risposta ci viene dalla Bibbia: «Io sono la madre del bell’amore» (Sir 24, 18). Qui all’amore viene accostata la bellezza.

Cosa vuol dire bell’amore? Quando l’amore è bello? Tommaso parla della bellezza come dello “splendore della verità”. Per Bonaventura la persona che “vede Dio nella contemplazione”, cioè che lo ama, è resa tutta bella (pulchrificatur) .

La tradizione cristiana, con le parole del Salmo, definisce Gesù Cristo come «il più bello tra i figli dell’uomo» (Sal 45,3). Il bell’amore pertanto non è un’Idea astratta, ma la persona di Gesù, bellezza visibile del Dio invisibile, che per amore si è fatto come uno di noi. Il bell’amore imprime la sua forma in chi lo accoglie aprendolo a relazioni nuove e partecipate. Questo ci permette di dire che l’amore è bello quando è vero, cioè oggettivo ed effettivo. San Paolo, nel capitolo 5 della Lettera agli Efesini, lo rinviene nell’amore tra Cristo e la Chiesa intrecciato a quello tra il marito e la moglie (cfr Ef 5, 32-33).

2. Una nuova grammatica dell’amore?

Con la dottrina del bell’amore il cristianesimo ha dunque la pretesa di intercettare una delle dinamiche fondamentali della vita dell’uomo. Questo dato, tuttavia, non può ignorare le pesanti prove cui oggi sono sottoposte le relazioni, anche le più intime, come quelle tra uomo e donna, tra marito e moglie, tra genitori e figli. L’amore non è mai stato una realtà a buon mercato, tantomeno lo è oggi. Proprio nelle relazioni amorose si avvertono gli effetti della difficile stagione che stiamo vivendo. È mutata la grammatica degli affetti, anzitutto nel suo elemento determinante che è la differenza sessuale. E dalla sfera privata tale processo sempre più va dilagando nella stessa vita civile.

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Redentore 2010: la riflessione del Patriarca su “bell’amore” e sessualità, il programma delle celebrazioni

REDENTORE 2010 -  La Festa del Redentore è stata negli ultimi anni occasione privilegiata per una riflessione approfondita offerta dal Patriarca di Venezia su temi che toccano profondamente la vita concreta e quotidiana degli uomini e delle donne di oggi, affrontati a partire dalla luce particolare che sa gettare l’antica festa religiosa e civile veneziana sulle domande e sulle questioni più brucianti.

In questo senso si può rintracciare un percorso preciso che tiene insieme le tematiche fin ad oggi trattate dal card. Scola: “L’umana sofferenza e l’opera del Redentore” (2009), “La famiglia italiana fonte di progresso” (2008), “Infrangere il tabù dell’anima per giovarci delle scienze” (2007), “Educare nella società in transizione” (2006), “La speranza del Redentore ci dona una nuova laicità” (2005), “Una “Civitas” per l’umanità” (2004), “Una speranza che non delude” (2003).

Sarà il tema del “bell’amore” e la sessualità al centro della riflessione che il Patriarca card. Angelo Scola rivolgerà alla città di Venezia in occasione della prossima festa del Redentore.

Sollecitato dall’attualità e dagli incontri della Visita pastorale in atto da anni nel Patriarcato – anticipa il Patriarca sulle pagine del nuovo numero del settimanale diocesano Gente Veneta – ho deciso quest’anno di affrontare il tema del bell’amore e della sessualità. Vorrei riuscire a dare le ragioni della convenienza della proposta cristiana nell’ambito degli affetti e della sessualità, del significato e del valore del matrimonio cristiano e della sua indissolubilità, della verginità, del celibato e del senso di una parola caduta in disuso come castità”.

Qui di seguito il programma delle celebrazioni:

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