L’attualità del nostro Paese continuamente ripone al centro le problematiche brucianti connesse a quel processo storico di mescolamento inedito tra popoli e culture differenti che il card. Scola definisce con l’espressione di “meticciato di civiltà e culture”.
In occasione della Giornata Mondiale delle Migrazioni che si celebra domenica 17 gennaio si ripropone qui un’intervista rilasciata dal Patriarca all’Agenzia Fides e, a seguire, un breve video sullo stesso tema tratto dall’intervista che Richard Owen, inviato del Times, ha realizzato al card. Scola.
Quando per la prima volta usò questa espressione “meticciato di civiltà e culture”?
Alcuni anni fa, durante un’intervista sui temi dell’immigrazione, rispondendo a una domanda mi venne in mente questa espressione decisamente forte del “meticciato di civiltà e culture”. Avevo presente l’esperienza di un viaggio in Messico, dove si percepisce chiaramente come questo Paese sia nato dalla fusione di etnie diverse, seppure attraverso non poca violenza, e come lo stesso Dna del popolo messicano sia, appunto, meticcio. La stessa Madonna di Gudalupe ne è un esempio chiaro. Parlai dunque di meticciato di culture, ma in maniera intuitiva: non avevo letto gli studi e gli articoli sul tema, ma mi venne in mente a partire dallo sguardo sulla realtà e sulla sollecitazione di un intervistatore.
















